Mischievous Kiss the Movie: High School
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Decisamente non il migliore adattamento del famoso manga "Itazura na kiss"
La presente recensione si intende per tutti i tre film - questo e i due sequel - che nell'insieme sono quasi una sorta di short drama e che rappresentano una delle molte trasposizioni del manga "Itazura na kiss" in circolazione (in totale due giapponesi, tre taiwanesi, uno tailandese, uno coreano e uno cinese). Sicuramente, però, non quella meglio riuscita. Non regge certo il paragona con il drama - sempre giapponese - "itazura na kiss: love in Tokyo" e il suo sequel, che è di fatto l'adattamento a mio avviso migliore di tutti. Nel dettaglio:- anche se più recente sembra decisamente più datata a livello di riprese e montaggio
- molte scene, battute comprese, sono simili poichè prese dal manga, ma la recitazione non arriva quasi alla sufficienza
- chimica di coppia, carisma degli interpreti principali: non pervenute.
- come in tutti gli altri adattamenti tranne la sopracitata "Love in Tokyo" la storia copre in realtà solo la metà del manga (i primi sei volumi), mentre invece la vicenda prosegue con altrettanti volumi dedicati alla vita di coppia di Kotoko e Irie dopo il matrimonio (fortunatamente, l'unico adattamento che ha un sequel che copre questa parte è proprio quello meglio realizzato, ovvero "Itazura na kiss: love in Tokyo 2")
Dimentichiamoci quindi di questi tre film di cui potevamo fare benissimo a meno e, per gli amanti del manga di Kaoru Tada, il consiglio è di puntare al sopracitato drama del 2013 (e sequel del 2014) poichè più completo e fatto meglio.
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Drama volutamente inusuale tra violenza e psicologia disturbata. Non per un pubblico su larga scala.
Inaspettato e singolare, oscuro, violento, psicologicamente malsano, sicuramente disturbato. La trama è piuttosto illogica, i passaggi spesso esasperati, non c'è una linearità, non ha senso o, almeno, non come si intende normalmente quando si descrive una serie.Riesce a spiazzare? Sì. E' contorto? Abbastanza. E' una visione spensierata? Assolutamente no.
C'è un tema, un'idea alla base di questo drama, che è stata volutamente sviluppata e portata in scena in una maniera davvero unica e - immagino per i più - non particolarmente apprezzabile.
Un drama che non posso dire abbia fallito nel suo intento, ma che si sia posto un intento davvero sopra le righe, un po' al limite. Qui siamo oltre il concetto dell'essere originale, è un prodotto criptico e per pochi, sicuramente non lo stereotipo del drama da intrattenimento.
La valutazione negativa è prettamente legata alla percezione personale, non alla qualità o riuscita della serie: non mi è piaciuto, non è quello che stavo cercando, non è un genere che fa per me. Ma penso che possa essere apprezzato da altri palati.
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Un flop evidente fin dai primi episodi
Terminare questa serie - cosa che ho fatto praticamente solo per inerzia - è stato quasi un supplizio. Fin dal primo episodio mi sono ritrovata dubbiosa, inizialmente per via del cast, dove nessuno degli attori principali mi ha convinta (lei appena passabile, lui davvero non performante, né dal punto di vista estetico nè nella caratterizzazione del personaggio, e figuriamoci a livello di espressività).Ho voluto dare comunque una chance alla storia, se portata avanti bene sarei potuta arrivare a farmeli un po' piacere, forse. E invece gli episodi si sono consumati uno dopo l'altro in un piattume davvero allucinante, dove un intimo non abbinato degenera in un catastrofico fraintendimento e l'ostacolo insormontabile è un trasferimento della sede di lavoro. Non ci siamo, davvero. Mi è sembrato di seguire una storia che prevede il cattivo di turno ma dove poi il cattivo non c'è e viene riassegnato il ruolo a un personaggio secondario insipido e giusto un po' antipatico. Non funziona così.
Parlando poi di personaggi secondari, le due coppie portate avanti oltre a quella principale sono anche più assurde (droppate a piedi pari e senza il minimo senso di colpa).
Che dire, ho terminato la visione giusto perchè ormai era tardi per abbandonarla, il danno era già stato fatto, il tempo già sprecato...tanto valeva vedere fino in fondo l'insensatezza di un drama come questo. Il finale insipido come tutto il resto.
Se questo è l'ennesimo esempio di ciò che il mercato offre oggi, vale davvero la pena di prendere in considerazione dei sani remake di ciò che - spesso - è stato fatto bene in passato.
Visione consigliata solo a chi vuole misurare per curiosità la profondità del pozzo.
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Remake non riuscito di un drama già difettoso
Remake giapponese del drama coreano "Nevertheless". Se la versione originale mi aveva lasciata perplessa, pena la presenza di molti difetti, questo adattamento mi ha convinta ancora meno.Pur con sfumature differenti, la trama sostanzialmente è la stessa. L'idea di base già è difficile da far funzionare, quello che emerge - in entrambe le serie - è una trama dalle relazioni contorte che prevede scene intime un po' più esplicite rispetto al solito. Questo è quanto ricordavo della serie coerana di quattro anni fa, ed è di fatto ciò che ho ritrovato in quest'ultimo drama.
Per di più, come è tipico delle produzioni giapponesi, la comunicazione è davvero minimal, spesso occorre tirare a indovinare. Meccanismo che, viste le premesse, certo non aiuta, anzi.
Di molte valide serie - magari un po' datate - che meriterebbero di essere riproposte, questa storia - per quanto mi riguarda - non fa parte di quelle.
Unica nota positiva, l'attore protagonista maschile: recitazione non stellare, ma presenza sopra la media per gli standard dei drama giapponesi.
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Il deludente risultato dell'approccio "minimo sforzo, massima resa"
A visione conclusa l'impressione è che questa serie lascia un po' il tempo che trova.Posso salvare l'idea di base, la ragazza emarginata e invisibile, della quale nessuno ricorda nemmeno il nome, che si ritrova per caso ad avere la possibilità di cambiare la situazione e diventare una ragazza popolare. L'idea, presentata così, poteva anche funzionare e dare vita a un drama non certo originale ma potenzialmente piacevole.
Ciò che ne è uscito, però, è stato deludente. Per un risultato, serve un minimo di sforzo, e qui non c'è stato.
Anche la ricetta più semplice, riproposta milioni di volte, necessita comunque di rispettare pochi e semplici passaggi fondamentali, pena la non riuscita.
Rispetto alla recitazione, attori protagonisti sufficientemente capaci, ma nulla di più, e visto il risultato almeno non è stato uno spreco di risorse. La protagonista femminile, che inizialmente ho apprezzato, è arrivata quasi a infastidirmi nel corso degli episodi. Il protagonista maschile mi ha convinta anche meno, la sua evoluzione mi suonava sempre molto forzata. Clichè già visti ma che non riescono a susseguirsi in modo fluido, anche il rapporto tra i due mi è sembrato sempre permeato da una sensazione di attrito, come volerlo far scivolare su una superficie troppo ruvida. Qualcosa non ha funzionato, insomma.
Se questa è la percezione a livello emotivo, altre mancanze si evidenziano anche nel concreto: tanto per dirne una, possibile che non esista una famiglia? O, in generale, degli adulti? Ci sono i soliti cinque volti che girano e il resto delle inquadrature sono cellulari e social. Va bene mettere al centro del drama un tema preciso, ma occorre costruire anche un background sensato attorno, anzi, è proprio indispensabile, altrimenti resta una cosa buttata lì a casaccio.
Concludendo, una serie decisamente manchevole sotto molti aspetti, dove non andrebbero corretti i difetti - tanti o pochi che siano - ma che per farla funzionare andrebbe rifatta proprio da capo. Non è un peccato saltarla a piedi pari.
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Mini drama povero e inconsistente
Miniserie che apparentemente vanta un buon numero di episodi (24) ma che, a conti fatti, tra la durata ridotta di ciascuno e le chilometriche chiusure di coda si riducono a una decina di minuti netti l'uno.C'è ben poco da dire...e questa parola, "poco", è davvero calzante per questo drama, in tutte le sue accezioni. Poco investimento in termini di budget, ma anche di voglia e impegno; poca l'attenzione per la trama, piatta e banale, tirata insieme incollando pezzi a casaccio e collegandoli pure male; un cast poco professionale, una recitazione di poco conto per un drama che offre ben pochi contenuti. Poca coerenza, poca credibilità, poca qualità. Non c'è stato davvero il desiderio di fare qualcosa di valido, un drama che prende vita, boh, per capriccio. A livello di sviluppo, contenuti e qualità, siamo poco distanti da una recita scolastica.
La non visione si traduce sicuramente in tempo risparmiato.
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Breve intermezzo senza capo nè coda
Siparietto senza capo né coda, dieci episodi da una decina di minuti l'uno, una sorta di intermezzo del tutto inconsistente, al punto che sostanzialmente manca anche il triangolo promesso nel titolo (io sono una anti-fan dei triangoli amorosi, ma qui si tratta proprio di lavorare per obiettivi minimi e non riuscire a raggiungere nemmeno quelli).Qualche elemento del cast è anche valido, ma a maggior ragione sprecato per un prodotto del genere.
L'unica nota positiva è proprio la durata ridotta, che quanto meno rende la mini-serie una cosina senza ragione di esistere ma che si limita a orbitare come un piccolo satellite invisibile nell'universo di prodotti di calibro più consistente: sarebbe stato uno spreco totale se ci si fosse costruito sopra un drama da sedici puntate, con tutte le risorse - economiche e non - che avrebbe comportato.
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A salvare il drama quel basta per strappare la sufficienza è stata la coppia secondaria, soprattutto per la star del badminton che ha saputo rubare la scena - cosa peraltro facilissima da fare - al vero protagonista della serie.
Un ulteriore menzione positiva per l'amico di infanzia della protagonista, attore che devo dire ricorda vagamente il grande Song Joong Ki (ma il paragone si ferma lì, a una mera somiglianza... Per il resto siamo lontani anni luce).
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Non la prova migliore, ma comunque piacevole
Partiamo col dire che il manga su cui si basa questo film conta un'infinità di trasposizioni - tra film e serie - made in Cina, Giappone, Taiwan e Corea. Premettendo che nessuna di queste può eguagliare il drama giapponese del 2013 - unitamente al suo sequel del 2014 - dove il buon numero di episodi, l'ottimo cast di attori performanti, la sceneggiatura fedele al manga originale rendono di fatto la prova difficile da superare o anche solo da eguagliare, posso però dire che questo adattamento taiwanese strappa comunque una piena sufficienza. Trattandosi di un film la storia è per forza di cose molto concentrata, ma va detto che le scene e i passaggi fondamentali ci sono tutti, e sono anche apprezzabili. Buona la scelta degli attori, anche se non così accentuati da lasciare il segno. Non ci sono di fatto i personaggi secondari che riescono invece a ritagliarsi un po' di spazio nella serie, ma del resto, come dicevo, con 120 minuti in totale di miracoli non se ne possono fare. Concludendo, una visione sempre piacevole per i fan - come la sottoscritta - del manga "Itazura na kiss"Was this review helpful to you?
Drama che non si distingue tanto per l'originalità della trama quanto per la prova dei due protagonisti, in primis Shin Ha Kyun, attore versatile che ho visto trasformarsi dall'impassibile capo revisore (The auditore, 2024) a Kim Soo Yeong, protagonista di questa serie e personaggio dai tratti singolarmente interessanti, capace di alternare momenti seri/sentimentali a situazioni che lo vedono in una veste bizzarra e strampalata, quasi tragicomica. L'attore peraltro mi ricorda molto Ji Sung, altro attore estremamente versatile, al quale lo accomuna anche un fascino maturo a livello estetico (in questa serie i 40 anni si vedono tutti) che compete però senza problemi con i tanti bei volti dei giovani attori in circolazione. Buona anche la prova della protagonista, anche se decisamente meno incisiva. Ho apprezzato alcuni tratti distintivi tipo la smorfia a mezza bocca, tratto che le conferisce un minimo di identità rispetto alla moltitudine di protagoniste dai bei lineamenti ma che un po' si confondono le une con le altre. Altra nota di apprezzamento per l'attore che interpreta il padre del protagonista, spesso impegnato in ruoli secondari non particolarmente positivi ma nei quali riesce a dare prova di una recitazione davvero espressiva. Una serie che vale la pena vedere, un tuffo all'indietro - del resto si tratta di un drama di oltre 10 anni fa - che, pur essendo per l'appunto datato, è comunque in grado di portare una ventata d'aria fresca e strappare qualche sorriso.
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In linea di massima l'idea per una serie non certo originale ma potenzialmente piacevole c'è. Il problema è lo sviluppo, che nel concreto risulta frettoloso e superficiale: i passaggi non sono sempre lineari, in alcuni casi le forzature sono davvero palesi, senza un grande sforzo a sorreggere l'impalcatura della sceneggiatura, che definirei per l'appunto traballante.
Diciamo che l'idea era anche graziosa, ma il risultato lascia un po' a desiderare.
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Breve drama dalla trama non ambiziosa ma dal taglio gradevolmente vivace
Drama cinese insolitamente - e piacevolmente - breve. Gli intrecci che vengono a galla nel corso della serie descrivono una trama non particolarmente originale o ambiziosa. La storia va un po' presa così com'è, con tutte le ovvietà e i limiti che la caratterizzano. L'aspetto che forse più la penalizza sono i toni melodrammatici degli ultimi episodi, davvero esagerati per la vicenda in sè.Dopo questa premessa affatto edificante, passiamo ai punti di forza, perchè ci sono. Il tema della differenza di età in questo caso è vincente (e lo dice una che salta a piedi pari i drama in cui il protagonista è molto più giovane della "lei" di turno, questo perchè la coppia donna matura-giovane uomo non mi affascina minimamente). Eppure qui funziona, forse perchè invece di dipingere forzatamente lui come un ragazzo più maturo della sua età, quasi a volerlo portare a livello dell'adulta con la quale si interfaccia, la differenza di età viene paradossalmente sottolineata da mille battute - in primis i nomignoli, "Studente Gu" e "Signorina Jin" - che vanno ad alleggerire e rendere divertente un aspetto che altrimenti si veste dei soliti, scontatissimi approcci e cliché. Sicuramente Bei è un ragazzo serio, ma mi è piaciuto che resti un giovane uomo e non lo si dipinga come un adulto maturo. Rongrong è sicuramente un'adulta, ma per quanto riguarda la sfera amorosa decisamente inesperta - al pari di lui - e questo aspetto va un po' a colmare il distacco anagrafico. Se a livello di performance l'attore è passabile ma non particolarmente performante, devo dire che invece la protagonista mi ha davvero stupita piacevolmente, sia l'attrice in sé (che mi ricorda tanto la bravissima Zhang Jing Yi, protagonista di "Fall in love" e "Lighter & Princess), sia l'interpretazione del personaggio, che offre allo spettatore una protagonista pulita ma intraprendente, capace e intelligente ma sentimentalmente inesperta, e soprattutto spesso diretta e altrettanto spesso quasi senza pudore. Proprio questa caratterizzazione consente di portare in scena dei momenti a loro modo nuovi - e a tratti esilaranti - come i tentativi di approccio durante la visione di "Titanic".
Fiacco il pairing - se così lo si può chiamare - secondario. C'era un potenziale buono, ma che non è stato sfruttato a causa dello sviluppo - discutibile - del personaggio proposto come fratellastro/corteggiatore respinto/compagno di università (inizialmente lo si inquadra con sospetto, poi lo si rivaluta, ma alla fine si arriva a una situazione che non è né carne né pesce, non un buono ma nemmeno un buon cattivo... Direi piuttosto deludente, insomma).
Concludendo, non una grande storia - affatto - ma sicuramente con un taglio un poco diverso dal solito. Ponendo queste come aspettative, la visione si rivela graziosa e simpatica.
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Breve e dispersiva
Commedia che non riesce a dosare per niente i tempi - notoriamente brevi nei drama giapponesi che contano solitamente non più di una decina di episodi - e tende a divagare in modo inutile. La fine di uno dei primi episodi sembra innescare la miccia, ma si tratta in realtà di una falsa partenza. Si torna a riservare spazio e scene ai rapporti di lei con gli altri e di lui con le altre. Non sono tutte vere e proprie relazioni, ma comunque accenni, che coinvolgono talmente tanti personaggi da formare addirittura un esagono, al posto del classico "triangolo" amoroso.Va da sé che la coppia principale non ha grande margine di sviluppo: ci sono dei momenti apprezzabili, ma sono davvero pochi - pochissimi - che riescono a ritagliarsi un posticino tra un episodio e l'altro. Anche nel finale si arriva a fare il focus su di loro praticamente agli sgoccioli, negli ultimissimi minuti.
E' un peccato, perchè la coppia in sé funziona anche e aveva un buon potenziale. Doveva essere il fulcro centrale della serie e invece ha preso le vesti di un contorno in un menù di troppe portate.
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Nell'idea posso capire quale fosse l'obiettivo e il significato, nel concreto però è un film davvero buttato lì senza troppa cura.
Molti i passaggi poco coerenti, manca l'evidente sforzo di dare alla successione degli eventi un nesso logico che sia in piedi.
Strappa giusto la sufficienza per i momenti di apprezzabile convivenza tra i protagonisti. Ma da qui a parlare di una trama, ce ne passa.
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Insipida e piatta rivisitazione di una serie di successo
Adattamento non ben riuscito del memorabile "Fated to love you", drama coreano di una decina di anni fa.La trama a grandi linee è la stessa, ma con quasi il doppio degli episodi (e la noia che, di conseguenza, incalza).
Recitazione appena sufficiente, sceneggiatura fiacca, scarsa capacità di emozionare. La severità di questo giudizio è probabilmente influenzata dal paragone con l'altro drama - paradossalmente ho preferito la protagonista di questo, rispetto all'altra che proprio non soffrivo - ma in "Fated to love you" la colonna portante era l'attore protagonista, Jang Hyuk, professionista poliedrico e originale, capace di dare vita a personaggi unici e indimenticabili, oltre a bucare lo schermo dal punto di vista delle emozioni.
Con alle spalle un predecessore di tale successo, il nuovo "You are my destiny" non può che apparire come un'insipida minestra riscaldata. Il consiglio quindi è: guardate la versione coreana e dimenticatevi di questa.
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