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Inno all'Amicizia
Riguardando questo kdrama, la figura centrale, quella che spicca in mezzo a tutte le dinamiche di lotta per il potere, per il denaro, per la conquista del cuore di una donna, è senz'altro quella dell'amico del Re. Che è un vero amico, un vero eroe, che ama il destino dei suoi amici (il Re e la sua donna) fino al sacrificio della sua vita e del suo istinto.Mi è piaciuto moltissimo, è un personaggio ben scritto. L'attore che lo impersona è bello, un po' statico, ma forse è il ruolo che lo ha ingessato un po'.
In ogni caso attori principali, secondari, musica, fotografia, costumi sono di eccellente livello.
Mi è piaciuto riguardarla e la consiglio.
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Poong, the Joseon Psychiatrist Season 2
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In questo caso, confermo che la serie è gradevole alla prima visione, molto gradevole, (l'avevo quotata 10) alla seconda visione se ne evidenziano le lungaggini, le ingenuità nel raccontare una storia d'amore tra i due protagonisti, che sembrano due pre-adolescenti (in senso positivo) piuttosto che due medici adulti e di alto spessore professionale.
E molte scene tirate in lungo in modo eccessivo ... forse conveniva tagliare via scene non necessarie e compattare in 16 episodi le 2 due stagioni.
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Nel rewatch
ho abbassato a 9 la mia valutazione.Durante la dinastia Joseon (1392-1910), Yoo Se Poong (Kim Min Jae) è un giovane medico di talento che esercita presso il palazzo reale. Ma quando viene coinvolto in una cospirazione che minaccia la vita dei membri della famiglia reale, viene cacciato da corte. Alla fine si ritrova in mezzo alla comunità di un villaggio remoto: un'enorme caduta in disgrazia per un uomo che una volta aveva ricoperto un ruolo così prestigioso.
Da qui parte la sua avventura di giovane che, colpito da sventure e cospirazioni esterne a lui, dubita di sé e, per capire chi è e che valore ha, aiutato da una strana comunità, cappeggiata da un ex-medico di corte, riuscirà a riprendere in mano la sua vita ed essere utile al piccolo borgo nel quale è finito e poi al Re, suo debole amico.
La storia è interessante e ci sono bei personaggi, ma nel rivederlo, mi sono resa conto che i dialoghi e le scene sono un po' "sbrodolati", abbastanza scontati e che la figura di questo giovane medico è un pochino statica ... dubita nell'azione anche quando i segnali della realtà sono abbastanza chiari.
Comunque è una bella serie, merita di essere vista ... non finisce al 12esimo episodio, ma va collegata agli altri 10 episodi della seconda stagione.
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Vista 2 volte, la seconda mi è piaciuta ancora di più.
Anche se il finale poteva essere scritto meglio, ma non voglio spoilerare troppo ... ma questa fantastica nonna, Regina Madre, che per 20 anni veglia sul nipote per difenderlo contro malvagità e crudeltà della Corte, punta su di lui per incoronarlo re e alla fine ... non dico come finisce, ma ha una sua giustezza.Drama divertente, positivo, che si appoggia moltissimo, soprattutto all'inizio, alle vicende personali dei due personaggi centrali: Hae Ryung e il principe Dowon. Hae Ryung è una donna di 26 anni, zitellissima, abituata a fare come vuole perché il fratello le permette qualsiasi cosa, si guadagna qualche spicciolo per ammazzare la noia leggendo alle nobili romanzi d'amore.
Essendo una donna colta, Hae Ryung schifa potentemente i romanzi d'amore, anche se vendono tantissime copie e sono il genere più richiesto. L'autore più famoso del momento è Maehwa, un misterioso scrittore amatissimo dal pubblico, dietro al quale si nasconde Dowon. Dowon è l'esempio lampante del principe annoiato, vive recluso e isolato dalla corte, ha solo l'eunuco e le due dame di corte con cui parlare e non sa niente di niente del mondo, solo quello che legge nei romanzi.
Nel corso degli episodi, si dipana una storia che racconta dell'impatto del Cristianesimo nel Joseon Confuciano, che dà il pretesto a nobili e persone avide di potere di giustificare un colpo di stato con uccisione di innocenti e di menti eccellenti che ispirandosi al Cristianesimo stavano rivedendo un sistema di caste, chiuso e asfittico.
Molto bello. Lo rivedrò più in là ancora.
E' ben recitato, i costumi e la fotografia sono bellissimi.
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Cucina Giapponese e matematica da sballati ...
La storia descrive il percorso di un giovane matematico, diciannovenne, confuso, con tendenze alla Icaro, che disilluso dall'evidenza che lui, per quanto geniale, ha davanti a sé persone ancora più geni di lui, decide di gettare alle ortiche la sua intelligenza matematica e cercare una meta che lo ponga più in alto di tutti.Incontra un genio della cucina giapponese che lo coinvolge a diventare chef del suo pluripremiato ristorante con tante stelle Michelin.
Sfidato, mette in gioco la sua forma mentis matematica con le alchimie della cucina di alto livello, diventando in breve un unicum. Ma quando raggiunge, o pensa di aver raggiunto la sua meta, come Icaro, vicino al sole, le sue ali di cera si sciolgono e cade in picchiata sulla nuda realtà della terra, perdendo tutto: ristorante, cuochi, amici, mentore ecc ... è solo (e sfigatello) ... ma nella ripartenza ecco che si palesa il suo vero punto di forza: il PADRE con la P maiuscola che (al nono episodio) gli ridice chi è e per che cosa vale la pena di mettersi in gioco.
Quindi va a recuperare quanto ha perduto, incluso il suo mentore che, a differenza di lui, un padre non ce l'ha, ha un surrogato, algido, altissimo, inarrivabile che però lo ha quasi fatto fuori con le sue menate sulla cucina ... alla fine ricompone i pezzi che aveva fatto fuori, impara dalla realtà che ci sono cose che vengono prima della propria superbia.
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Storia d'amore contorta ...
e lentissima.Alquanto lenta, criptica, inutilmente complicata da una incapacità di comunicare tra i personaggi ma ... il sesso viene prima di tutto, anche se, evidentemente; non basta se prima non c'è la fiducia nell'altro, che sia capace di capire e accogliere il tuo io tutto intero.
Ma mi domando: ma davvero i giovani oggi, sono così istintivi, fragili e paurosi?
L'attore Yokohama Ryusei è finalmente un bell'attore. Finora nelle serie giapponesi gli attori sono tutti un po' bruttini o insignificanti, lui è davvero bello e fascinoso.
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E' la continuazione di "L'età della giovinezza"
La partenza è subito divertente e brillante, a metà tra un film comico e un film horror ...I personaggi sono gli stessi della prima stagione, cambia l'attrice che impersona la matricola, ragazzotta timida e impacciata ma sicuramente più interessante della sua evoluzione in una ragazza magrissima, sofisticata e troppo tormentata, entra in scena una nuova coinquilina che non capisci (all'inizio) se è una ragazza o un ragazzo ...
C'è un fil-rouge di una strana lettera che intriga e porta a un finale inatteso.
C'è il racconto di un idol fallito, di famiglie che non colgono il bisogno dei figli, di compagni di strada che si fanno vicini ai bisogni di questi ventenni e ne sostengono il cammino.
Mi è piaciuto veramente molto.
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Racconta la vita di alcuni ventenni universitari, alle prime armi con lavori di vario genere per mantenersi autonomamente, e coinvolti nelle prime esperienze sentimentali.
All'inizio ha una partenza lenta, i primi 2 episodi sono un po' noiosetti, ma via via che procede e che i personaggi si svelano, diventa coinvolgente, divertente e anche interessante.
I temi trattati sono molteplici (famiglia, amore, difficoltà economiche, eutanasia, amori tossici) su tutti regna la consapevolezza che i vent'anni sono un passaggio bello e doloroso insieme, emergono i nodi di difficoltà familiari e personali, di attese non realizzate, di grandi difficoltà ad entrare nella nuova dimensione di adulti.
La differenza la fa l'amicizia (vera) e la fraternità che si crea tra persone molto diverse tra di loro, che vivendo in condivisione un appartamento, scoprono la ricchezza di comprendersi, perdonarsi e sostenersi a vicenda.
Inizialmente propendevo per un 10, ma vista la confusione sul tema dell'eutanasia, preferisco dare 9.
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Il pregio è far vedere come la storia, seppure imperfetta, di un giovane uomo e una giovane donna da cui parte la famiglia, è come una sorta di incontro di box ... per quante volte tu finisca a tappeto ... per quanti errori tu, o gli altri, abbiate commesso, la forza del bene desiderato per l'altro è capace di farti rialzare sempre.
Di ridarti vita e speranza, calore e protezione.
Avrei dato 10 se non fosse che la sceneggiatura a tratti è incongruente o evidenzia limiti legati alle radici culturali della Corea, quindi perde l'universalità del capolavoro letterario che parla al cuore dell'uomo, sia esso europeo o asiatico o africano.
Inoltre l'espediente di riprendere in toto parti di film già viste, mi infastidisce.
Comunque ne consiglio la visione.
E' un gioiellino
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Come al solito, per tirarla per le lunghe, a un certo punto gli sceneggiatori complicano inutilmente e irragionevolmente le relazioni tra i vari protagonisti e con un notevole sforzo si arriva finalmente a una conclusione logica ed apprezzabile.
La serie scorre velocemente ed è gradevole. Il personaggio maschile è tenero e virile insieme, molto simpatico.
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La storia parte bene con un bel ritmo e una bella scrittura
poi, secondo me, s'impantana verso il 9/10 episodio, quando mette in campo la malattia depressiva della protagonista, infermiera psichiatrica, che ok, va in burn out per il suicidio di un suo paziente, ma poi ci mette una vita a riprendersi e finisce a sua volta ricoverata in psichiatria.Fino a quel momento mi era piaciuto lo sviluppo dei vari casi raccontati, con sviluppo dei personaggi, poi mi pare una forzatura. Come pure forzata è la storia dell'infermiera vessata dalla mamma mostruosa sempre alla ricerca di denaro e che accetta di perdere la figlia .... che alla fine, per un suo sogno adolescenziale, lascia l'ottimo fidanzato alla ricerca di una vita allegra e leggera su una nave da crociera ... boh ... non mi ha convinto fino in fondo.
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Uno spot noiosissimo e fastidioso
sul mondo della moda com'è (ma è veramente così?) percepito in Corea.Avete presente "il diavolo veste Prada"? Ecco ... distanza siderale ... è una serie in cui gli sceneggiatori hanno acceso il pilota automatico, usato bella fotografia e attori noti e bravi, per far loro girare una sceneggiata sul mondo della moda, in cui tutti i protagonisti sono scritti in modo grottesco, la storia d'amore e di amicizia del gruppetto centrale è quanto di più banale e noioso ci possa essere, non capisci perché si cerchino e stiano insieme, sembrano naufraghi nella tempesta della vita, che stanno insieme a furia di bevute, pacche sulle spalle, drogati da una un lavoro che di più di pubblicizzare marchi di moda e stilisti e influencer non fanno ... tristezza ... lo sconsiglio, è tempo perso.
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Film elegante ed esteticamente ben costruito
E' la storia di una giovane donna, orfana di mamma, con un padre debole e adultero, con una matrigna fredda e crudele. Dentro a questo clima familiare fa fatica a capire chi è realmente e vive alla giornata da ragazza ribelle e istintiva.E' solo con l'incontro con l'amore incondizionato, accogliente e generoso della nonna paterna e con quello di uno strano professore/medico che le fanno scoprire la sua preziosa unicità e la mettono in condizione di far emergere tutto il suo valore, attraversando vicende ingiuste, dolorose e drammatiche.
Mi è sembrato il racconto di una catarsi, in cui nel tempo, emerge una medico di indubbio valore, ma soprattutto una persona che riesce a PERDONARE, a rimettere a posto tutti i pezzetti della sua vita.
Sullo sfondo il medical drama, ma secondo la mia opinione, la storia è il percorso di questo "IO", che salva la sua vita rinunciando all'odio, alla recriminazione, alla vendetta, pur avendo la forza per colpire duramente chi le ha fatto del male.
Il percorso che compie è accettare l'amore che le viene gratuitamente donato: dal suo uomo, dai suoi amici e dalle persone a cui dona la sua professionalità e la sua dedizione. Intorno a lei, il suo microcosmo cambia. A loro volta gli amici, i colleghi i vecchi nemici, cambiano.
Film vero e potente sul cambiamento.
Mi è piaciuto tutto il cast. Ho trovato tutti veramente bravissimi, nell'episodio 14 c'è un attore che stimo molto e che, anche per poco, realizza un'immagine di padre meravigliosa.
Le storie, anche quelle marginali, sono raccontate tutte bene, la sceneggiatura è solida e convincente.
All'inizio lo avevo droppato perché nei primi episodi, la protagonista sembra attrarre tutte le sventure possibili e immaginabili e non avevo troppa voglia di farmi coinvolgere con lo sviluppo della storia, ma devo dire che è scritta bene e che sottende parecchi valori.
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Trasposizione di un WEBTOON
che narra della lotta di un epico eroe contro i mali della società e la corruzione della legge e della giustizia.E' una storia d'intrattenimento puro, senza particolari messaggi, alla fine è come scorrere un fumettone, in cui i personaggi sono tratteggiati in modo da rimanere impressi, le situazioni sono grottesche/irreali: che un omicida scontri 3 anni e mezzo di pena per aver ucciso l'ennesima persona indifesa è poco credibile, che torni a fare danni senza che la giustizia coreana lo rimetta al suo posto, anche ... ma serve per far emergere l'eroe senza macchia e paura che mette a posto tutto, coinvolgendo altri nella sua lotta.
Piacevole visione.
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