Un’opera che lascia il segno.
Alla prima visione avevo scritto che dare “solo” 10 a questa serie mi avrebbe costretto ad abbassare tutti i voti assegnati fino a quel momento. E, a distanza di tempo, quel giudizio resta sostanzialmente invariato. Reply 1988 è un vero romanzo corale, scritto in modo magistrale, che attraverso la vita quotidiana di cinque o sei famiglie nella Corea del Sud degli anni ’80 racconta molto più di una semplice storia di quartiere.Figli tra i 18 e i 25 anni, genitori, coniugi e vicini di casa diventano parte di una comunità autentica, dove il sostegno reciproco è una necessità prima ancora che una virtù. Il paragone più immediato è con This Is Us, ma qui il racconto è calato pienamente nella cultura coreana e privo di quelle forzature “politicamente corrette” che spesso appesantiscono le serie occidentali: ogni personaggio ha pregi, difetti e un proprio percorso di crescita e catarsi, senza giudizi morali o cinismo.
Con le dovute cautele, si potrebbe persino accostare la struttura narrativa a grandi romanzi ottocenteschi come I Promessi Sposi, Guerra e pace o Anna Karenina: non per ambizione, ma per la capacità di delineare con precisione sia i singoli personaggi sia il contesto storico e sociale che li circonda. Tutti vengono osservati con empatia, partecipazione e profondo rispetto per il loro dolore e le loro scelte.
Il cast è straordinario, la fotografia e le musiche rafforzano il tono nostalgico senza mai scadere nella retorica, e l’assenza di vere “sbrodolature” rende la serie, nel complesso, equilibrata e coinvolgente. È un prodotto consigliabile anche a un pubblico giovane, dai 13-14 anni in su, per la delicatezza e l’universalità dei temi trattati.
Detto questo, alla seconda visione sono emersi alcuni limiti: in particolare il tono spesso troppo alto e urlato degli adulti, quasi da schiamazzi di quartiere, che a tratti risulta stancante. Inoltre, verso il finale, alcune scene appaiono inutilmente dilatate, come certi approfondimenti sulla depressione legata alla menopausa di una delle protagoniste, che spezzano il ritmo senza aggiungere molto al racconto.
Nonostante ciò, Reply 1988 resta una serie di rara eccellenza, capace di raccontare con occhi velati di nostalgia un periodo della vita in cui, in una Corea del Sud ancora segnata dalla povertà e dalla sussistenza minima, non mancavano mai la solidarietà autentica, l’amicizia vera e la condivisione profonda dell’esistenza quotidiana. Un’opera che lascia il segno.
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12 episodi di pura tensione! Vendetta, colpi di scena e un cast stellare
Bellissimo drama, capace di tenere incollati allo schermo fino all’ultimo episodio… geniale e interpretato da un cast superlativo!A differenza dei soliti 16 episodi, “Payback” si sviluppa in 12 puntate. Questa scelta si è rivelata vincente: mantiene alta l’attenzione sul drama senza inutili lungaggini o riempimenti.
La storia ruota attorno a Eun Yong, un titano della finanza e capitalista di successo, che ha vissuto isolato nei pascoli della Mongolia. Rientra in Corea quando suo nipote Tae-chun e Joon-gyeong, figlia del suo defunto benefattore, gli chiedono aiuto. Eun si prepara così a combattere contro poteri corrotti per proteggere la sua famiglia e vendicare la morte di un caro amico.
Il cast è eccezionale. Lee Sun Kyun, tra i miei attori preferiti, brilla in questo suo ultimo lavoro, trasmettendo tutta la sua bravura e dando valore all’intero drama. Kang Yoo Seok conferma le sue grandi capacità come giovane attore, mentre Park Hoon interpreta magistralmente il lato oscuro della procura, tanto da farti detestare immediatamente il suo personaggio. E questi sono solo alcuni degli interpreti… in realtà, tutti sono strepitosi.
“Payback” è un drama consigliato a chi ama storie con continui colpi di scena e intrecci intelligenti. La sceneggiatura è davvero top!
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drama (finalmente) quasi perfetto
attori da 10 e lode, bravissimi tutti, con i due protagonisti principali in stato di grazia, veramente magnifici.Storia scritta bene, con molti dialoghi che rispecchiano il desiderio, le sconfitte, la ricerca di felicità piena nell'amore e nell'amicizia, che tutti noi (credo) abbiamo vissuto nell'adolescenza e nella prima giovinezza e che sono il perno della vita adulta e senile.
La fotografia e le musiche sono bellissime.
Le attese del cuore, del compimento della propria vita, che attraversano tutte le circostanze dalle più dure alle più noiose della crescita, sono raccontate con una fortissima sottolineatura che è l'INCONTRO CON ALTRO DA SE' che dà compimento e sviluppa la nostra vita di oggi. Comunque vadano a finire le storie, quell'Incontro segna e sostiene la realizzazione e il compimento del proprio io, e quindi, tutto va riconosciuto, di tutto bisogna esser grati.
Fino a che si riconosce che tutto ci appartiene perché le cose più importanti (la coscienza di sé, del proprio valore, l'Amore, l'Amicizia, la Famiglia, la capacità di attraversare tutti i tunnel che la realtà pone) ci è dato gratuitamente da ALTRO da noi, gli sforzi e la crescita che ne conseguono sono allora pacificati.
Il primo episodio non mi aveva convinto molto ... l'attrice principale era raccontata un po' troppo sopra le righe ... ma poi la scrittura e la bellezza di recitazione e sceneggiatura, mi hanno catturata e portata fino alla fine.
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com'è arduo il viaggio per intraprendere iniziative imprenditoriali
per i giovani contemporanei. Non solo in Corea, ma in tutto il mondo occidentale.Con un ritmo brioso e una trama avvincente, questa serie ci catapulta nella quotidianità di una grande metropoli Asiatica e ci fa vedere la difficoltà di ogni comune mortale per sbarcare il lunario. In particolare evidenzia la ricchezza creativa dei giovani, che pieni di talenti, di sogni e desideri di creare da sé il proprio lavoro, ce la mettono tutta in una corsa con tanti ostacoli ed insidie. Non si salvano neppure i pochi ultra-ricchi che si trovano la strada spianata o quasi, ma che devono competere con concorrenti più skillati di loro.
E' una trama avvincente che, alternando toni da romanzo sociale alla Charles Dickens/ Hans Christian Andersen (il povero orfano buttato fuori dall'orfanatrofio con zero persone a occuparsi di lui, non un tetto, non un lavoro ... la pioggia che impietosa lo affligge ... soccorso da una buona signora, che a dispetto del suo carattere orrendo, gli vuole veramente bene e lo salva), inserisce la vicenda familiare di due sorelle divise dal divorzio dei genitori e in conflitto tra loro per dimostrare l'una all'altra la propria superiorità. A questo si aggiunge un triangolo amoroso che tiene tutti col fiato sospeso fino alla fine.
L'ho rivisto una seconda volta ed ho alzato il punteggio. Gli attori sono centratissimi e bravi.
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è la storia di un villaggio
in riva al mare, ma potrebbe essere la storia di un quartiere di Milano, o di un luogo dove la gente nasce, cresce insieme, si sostiene nella quotidianità, affrontando insieme il bello e il brutto del vivere ... è soprattutto la storia di come serva un luogo dove l'estraneità e la solitudine siano sconfitte dal desiderio di bene e di gratuità che ognuno di noi ha nel cuore e che con gesti di amore, solidarietà, comprensione ognuno venga ri-generato di continuo.Non è buonismo, è proprio il desiderio che ogni uomo e donna ha nel profondo di sé a qualunque cultura, continente o luogo appartenga, di essere riconosciuto, apprezzato, voluto e sostenuto.
Poi dentro ci sono storie d'amore, d'amicizia, di perdono.
Un film semplice, ma profondo e bello.
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frizzante, pieno di gag simpatiche
e tempi umoristici perfetti, con attori veramente centratissimi, tiene un ritmo narrativo veloce e coinvolgete fino al 13esimo episodio .... poi si sfilaccia e annoia parecchio negli ultimi 3 episodi.Il ritmo narrativo si perde e ci sono le solite lagne di lei che si lamenta in modo irragionevole con lui, lui che si colpevolizza (ma di che ...?), uno degli attori - che non cito per non spoilerare - gigioneggia su una trama ormai sempre più sbrodolata.
Peccato, se avesse mantenuto il ritmo iniziale avrei dato un 9 ... così un 7,5 è ben dato.
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l'amore e il matrimonio nella cultura Coreana contemporanea
tre storie d'amore che con diverse sfaccettature raccontano che cos'è il matrimonio e che cos'è la famiglia nella Corea contemporanea, con i giovani che faticano ad avere un lavoro remunerativo, a trovare un posto decente dove vivere, ad avere i soldi per sposarsi.Le tre storie sono caratterizzate da percorsi molto diversi tra loro, benché le tre amiche siano molto legate tra loro, quasi un rapporto tra sorelle.
Ma il primo personaggio ha un approccio ideologico all'Amore, lo sublima, ne fa un assoluto quasi spiritualistico, diventa una sorta di ossessione nella quale rischia di smarrire il vero bene per lei e per l'"Amato" arrivando al punto di distruggere l'uomo, il suo lavoro, la sua casa, il matrimonio ... dicendo una quantità esagerata di frasi "meravigliose/poetiche" davanti alla quali la di lei madre taglia corto dicendole che sono tutte scempiaggini (e a mio parere, ha ragione di dirlo).
Il secondo personaggio femminile, ha da un lato una propensione a sacrificarsi per la madre single e acciaccata, dall'altro si comporta con una totale mancanza di rispetto verso sé stessa, legittimandosi a fare sesso con chiunque, purché non ci sia altra comunicazione che quella sessuale. Non accetta di entrare in unione vera con nessun uomo per non dover abbandonare la madre (che per fortuna sua, le dice che ce la farà benissimo da sola e che questa è una sua fisima). Lei incontrerà un uomo, che la ama veramente, la capisce e molto pragmaticamente la mette davanti alla realtà, senza forzarla, dandole sostegno, ma senza illusioni buoniste.
Infine il terzo personaggio femminile, che è quello che mi convince di più, è una donna innamorata, tostissima, che come una virago prende l'uomo ha cui ha dato il suo amore e lo mette con le spalle al muro, lo obbliga a maturare e prendersi la responsabilità vera e duratura di un rapporto d'amore che DEVE prevedere il MATRIMONIO e i FIGLI ... con buona pace di tutti.
Molto bello, non do' un 9 pieno perché a serie procede con una scrittura a tratti molto interessante, ma in molti momenti prolissa, eccessivamente lenta e in altri momenti inconsistente, con teorie poetico/filosofiche strampalatissime.
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tra i miei preferiti
Nel kdrama HOSPITAL + PLAYLIST cinque medici sui 40 anni, ognuno con una specialità diversa, amici fin dai tempi dell’università, si ritrovano a lavorare nello stesso ospedale. E lo trasformano in un luogo straordinario. Che cos’è l’amicizia. Così dovrebbero comportarsi i medici. Soprattutto un medical film dove respiri umanità, umorismo, impegno e leggerezza.Was this review helpful to you?
The Princess, played by Kwon Yoo Ri, truly stands out as a strong and radiant woman who supports those around her. Thanks to her, the male lead (Jung Il Woo) undergoes real growth and self-awareness. She embodies a Woman with a capital W — apparently fragile, yet able to bring positive change to her loved ones, her family, and even the political world.
A heartfelt thanks to the team who provided the Italian translation.
in Italiano:
Non capisco il giudizio così basso dato a questa serie. A me è piaciuta moltissimo: gli attori principali hanno interpretato i loro ruoli in modo convincente e intenso. La storia è allo stesso tempo bella e dolorosa, con un percorso lungo e complesso in cui alla fine l’amore e l’amicizia riescono a trionfare su tutto.
Riguardandola per la seconda volta, ho notato ancora di più la forza del personaggio della Principessa, interpretata da Kwon Yoo Ri. È una figura luminosa, coraggiosa e capace di sostenere e supportare le persone che la circondano. Grazie a lei, il protagonista maschile (Jung Il Woo) intraprende un vero percorso di crescita e maturazione personale, che altrimenti sarebbe stato impossibile.
La Principessa rappresenta una Donna con la D maiuscola: apparentemente fragile e prigioniera delle circostanze, ma in realtà determinante per la vita delle persone che ama, per la sua famiglia e, in ultima istanza, persino per gli equilibri della corte e della politica, dominata da personaggi senza scrupoli e assetati di potere.
Un grazie speciale anche al team che ha reso possibile la visione in italiano con la traduzione.
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storia ben congegnata nella prima parte
fino al 6° - 7° episodio ... poi ho pensato che abbiano licenziato lo sceneggiatore o che l'abbiano sostituito ... boh ... chissà.All'inizio i temi trattati riguardano il mistero della morte, del dopo vita, del perché ha senso vivere tenendo conto che ci sarà una fine e che saremo giudicati in base al nostro vissuto. Il tutto recitato con brio, profondità ed anche umorismo.
Nella seconda parte inizia un feuilleton un po' noioso e pesante con un intreccio di storie con spiriti e reincarnazioni varie che non mi convince molto, assenza di contenuti interessanti e tanto sentimentalismo noioso ... gli attori sono bravi in ogni caso, ma se finivano al 7° episodio era meglio. Secondo la mia opinione.
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divertente e ben diretta
questa serie è piacevolissima, ben scritta, gli attori non sono particolarmente belli (come in altri drama) ma sono bravissimi, simpatici, in parte, ed è veramente piacevole starli a guardare. L'ho vista con piacere e la consiglio. Ho tolto una stella perché m'infastidisce il continuo riproporsi di ricordi visti e rivisti, le scene di pianto/commozione allungate all'infinito ... ecco se tagliavano un po' e lasciavano correre per me era 10.Was this review helpful to you?
bellissima favola
sull'intelligenza artificiale, ma raccontata con tanto umorismo, con delicatezza nei confronti del genere umano. E' una fiaba contemporanea che parla soprattutto di come l'amicizia, la famiglia, la fratellanza, l'amore, la dignità personale siano gli ingredienti per una vita felice, per curare le ferite del cuore ... è una favola ingenua e bella che può essere raccontata anche ai bambini e agli adolescenti, per questo anche rivista una seconda volta è sempre bella e valida.Was this review helpful to you?
una storia ben raccontata
con attori gradevolissimi ed empatici, ambientata in procura/tribunale, a metà tra commedia e dramma, con momenti commoventi ed anche divertenti. Gli attori sono terribilmente coccolosi, sembrano bambolotti e anche se le storie d'amore sono tenere e molto romantiche con una punta di sano umorismo.Was this review helpful to you?
è una serie interessante
scritta bene, ma verso la fine, tutta questa inesorabile forza del male, nonostante la ferma decisione dei protagonisti di combattere per la giustizia, mi sfinisce a livello morale e psicologico.C'è una visione nichilista che la storia sostiene, che toglie il respiro.
I protagonisti sono sostenuti da un cast eccezionale.
Gli attori sono tutti centrati e bravissimi, è un cast da 10 e lode. Lee Joon Gi rende con naturalezza e senza gigioneria il suo personaggio positivo. Come pure Lee Kyung Young è un altissimo interprete del male, senza mai una forzatura.
Ho fatto fatica a finirlo, ma ne consiglio la visione a chi ama il cinema di qualità.
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