Un mix di spunti azzeccati e cliché non necessari
Drama curioso, il cui avvio non solo promette bene ma mostra qualcosa di un po' diverso dal solito. Piace il tema della magia, il valore aggiunto sono ovviamente i fantasmi assunti come dipendenti del protagonista, e il protagonista stesso che risulta ben caratterizzato e portato in scena da un attore che ho avuto modo di apprezzare anche in altri lavori in passato (Man to Man)E' una serie che sa strappare sorrisi, alternando momenti più profondi e anche qualche scena commovente. Un buon mix e un buon equilibrio per portare avanti una commedia dalle molteplici sfaccettature, capaci di alternarsi ripetutamente evitando il rischio dell'effetto noia.
Questo, almeno, è quanto accade nella parte iniziale. Purtroppo, pur avendo promosso un avvio insolito e originale, la sceneggiatura è incappata in un clichè molto diffuso, quello del tuffo nel passato: non ho trovato particolarmente necessario delineare un collegamento pregresso, dedicandogli addirittura un lungo flashback che spezza la storia in corso e occupando alcuni episodi. Se il valore aggiunto non si è visto, si è percepito invece l'effetto contrario: la briosità della storia viene smorzata da una maggiore pesantezza e lentezza, l'attenzione - mantenuta viva fino a quel momento - inizia a vedere alti e bassi.
Sicuramente il vero punto di forza non è stato sviluppato a dovere, ovvero i tre fantasmi che accompagnano il protagonista: ben caratterizzati e capaci di produrre un effetti sinergico con le loro interazioni, avrebbero meritato più spazio: l'intera serie ne avrebbe certamente giovato.
Verso la fine il drama si riprende, ma mai completamente e mai raggiungendo il picco di qualità con il quale era partito.
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Rom-com con un ML piacevolmente singolare ma il cui ritmo affonda nelle sabbie mobili
Commedia romantica che non si preannuncia come qualcosa di nuovo ma che nei primi episodi sa farsi apprezzare più del previsto. I clichè sono i soliti, ma l'approccio e il modo in cui ci si arriva è singolare. Lo ritengo un punto a favore, perchè rivedere lo stesso meccanismo già visto in mille altre serie e riuscire a trovarlo non solo piacevole ma in qualche modo anche un po' diverso dal solito è un'impresa ardua quanto proporre qualcosa di completamente originale e mai visto.Il merito è tutto della caratterizzazione del protagonista maschile: non è dolce, non è uno zerbino, non è l'arrogante ML freddo e scostante. Apparentemente imperturbabile, indubbiamente distaccato, spesso su un'onda di pensiero parallela e mai convergente con quella altrui. Vive il suo mondo nel suo modo, contenuto e trattenuto, dosato e poco empatico, dove l'emozione non deforma l'espressione impassibile del suo volto.
La fuorviante impressione che sia un giovane mite e senza spina dorsale non ha nemmeno modo di farsi spazio poichè fin da subito vengono a galla anche altri tratti del suo carattere: la determinazione con cui prende le difese del compagno di squadra mostrano una forza di volontà inaspettata, così come la tendenza a voler essere d'aiuto agli altri, sebbene mascherata da modalità relazionali che sembrano suggerire l'esatto opposto.
Un'attenzione, la sua, che è rivolta verso tutti tranne che sè stesso, vincolato a un'ordinario ma apparente quieto vivere che è un po' il risultato dei suoi tratti caratteriali e dell'ambiente nel quale è cresciuto.
La protagonista femminile risulta simpatica e ovviamente dotata di una particolare sensibilità necessaria per entrare in relazione con lui.
I primi episodi, dicevo, sembrano voler entrare dritti nel vivo della storia e con uno sprint niente male, volto a catturare l'attenzione dello spettatore. Ma dato che il drama conta i canonici sedici episodi, è anche prevedibile che il ritmo poi rallenti. Il problema è che rallenta davvero troppo: i tre/quattro episodi "soft" che potevano anche starci diventano praticamente il doppio e l'attenzione guadagnata in apertura non riesce a resistere così a lungo. L'elemento noia si fa pesante nonostante le vicende che vengono portate avanti e nonostante venga promosso anche un secondo pairing di tutto rispetto.
Con la stessa velocità da crociera ormai preimpostata la storia prosegue fino all'epilogo, ma l'impressione è di aver proprio perso l'occasione per qualcosa che poteva essere decisamente più allettante (anche a costo di farne uno short drama di otto episodi...ne sarebbe comunque valsa la pena, perchè il tirarla per le lunghe a ha risucchiato un po' i pregi della serie con la stessa ma inesorabile lentezza delle sabbie mobili).
Personaggi secondari anche ben caratterizzati, ma nemmeno loro riescono a infondere la verve necessaria a uscire dal torpore. La coppia protagonista funziona fino a un certo punto, date le premesse la chimica tra i due non può essere palesemente stellare e appassionata, ma poteva emergere in altro modo, mentre ci si è un po' limitati al minimo indispensabile.
Una nota positiva sul finale, l'idea di due mondi diversi ma che vogliono stare vicini per scelta: aspetto di rara coerenza, dove nella maggior parte dei drama si conclude invece con la pretesa di un'unione perfetta di anime e corpi. Qui, vuoi per la netta distanza caratteriale tra i due, viene rimarcato il concetto di come l'amore e il voler stare insieme non significhi essere in grado di capirsi al volo, sempre e comunque.
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I primissimi episodi hanno avuto il pregio di una connotazione insolita e divertente - lui, senologo, che si ritrova a visitare la compagna di liceo che non vede da una vita - ma anche questo piccolo dettaglio apprezzabile sfuma alla svelta in quella che è la classica commediola romantica non particolarmente appassionante o accattivante, piena di tiepidi cliché ed evoluzioni scontate. Tanto per dire, la trama non prevede nemmeno un vero e proprio ostacolo da superare, ci sono giusto loro due che si ritrovano dopo anni e devono trovare il coraggio di confessare di essersi sempre piaciuti, tutto lì.
Il finale, infatti, poteva essere tranquillamente traslato alcuni episodi prima o dopo, non c'era chissà quale questione da risolvere. Concludendo, un drama che promette poco e quel poco mantiene, poiché senza particolari obiettivi difficilmente non può eccellere ma altrettanto difficilmente può fallire completamente.
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Per me è no
Ho guardato questa serie per via della presenza di Luo Yun Xi. Un medical drama di 40 episodi con un romance ostacolato dalla malattia di Huntington di lei. Non una trama originalissima, ma se sviluppata bene, ci poteva stare. Purtroppo però l'ho trovata poco riuscita: nulla da dire sul cast e il livello di recitazione, ma la storia in sé annoia alla svelta. Tanti episodi e pochi elementi da sfruttare, che finiscono per ripetersi e tirarla per le lunghe, facendo calare l'interesse a zero. Ho faticato a finirla, alcuni episodi li ho quasi saltati a piedi pari. Potrei elencare una lunga serie di difetti e pecche ma sostanzialmente il problema principale è solo uno: le manca l'appeal.Una nota puramente estetica: Luo Yun Xi, che ho sempre visto molto esile anche in altre serie, qui appare proprio emaciato (paradossalmente, nella storia, la protagonista soffre di una rara malattia genetica ma sembra più in salute di lui, che tra il volto scavato e il tono dell'incarnato davvero da l'aria di essere lui il malato).
Al di là di questo, non mi sento in generale di consigliarla. Ci sono tanti di quei romance-medical-drama più accattivanti e interessanti in giro che davvero la visione di questa serie lascia un po' il tempo che trova...
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Gli effetti deleteri della censura...
Francamente non comprendo il perchè di tanti drama made in Cina che traggono spunto da novel BL. Perchè il meccanismo che ne deriva, è quasi sempre lo stesso: il tema dell'omosessualità viene eliminato, e con esso tutte le scene previste, mantenendo però tutto il resto e connotando la serie come una Bromance (anche perchè, di fatto, abbiamo per forza due protagonisti maschili). E' quasi sempre una scelta che penalizza, riadattare una BL a una Bromance non è automatico e pur non avendo letto la storia originale lo spettatore avverte che qualcosa non va: una bella storia, ma qualcosa che manca c'è.Anche mantenere il resto delle scene fedeli al testo originale può diventare un problema, perchè in certi passaggi ci si ritrova un po' disorientati, e ciò che nell'originale ha pienamente senso qui va un po' interpretato, quasi sforzandosi di capire il riadattamento.
E' un vero peccato, perchè molti drama cinesi hanno un cast, una sceneggiatura, regia e riprese di alta qualità. Con un passo indietro rispetto alla scelta di censurare il tema, si otterrebbero prodotti di gran lunga superiore alla miriade di BL commerciali made in Tailandia, dove spesso le storie, i dialoghi e le sceneggiature rasentano il ridicolo (non vale per tutte, ovviamente, ma per buona parte sì). La Cina offre queste Bromance di classe, ma che partono zoppe e che cercano di ricucire offrendo appunto una visione qualitativamente superiore rispetto a molte altre. E' una situazione di stasi, un limite che tiene sotto scacco la questione e che non può risolversi se non con due alternative: smettere di produrre drama basati su storie BL oppure accettare che siamo nel ventunesimo secolo e abbandonare la chiusura mentale.
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Assurdo e confuso, ai limiti del grottesco
Di questa BL - si fa per dire - ho apprezzato solo l'idea alla base condivisa nell'incipit della trama: il protagonista che entra nel mirino della bella ragazza di turno, la quale coinvolge l'aitante fratello... e così facendo la fanciulla diventa sostanzialmente il terzo incomodo della coppia BL.Idea simpatica, ma davvero il drama non si salva su nessun fronte: le motivazioni sono assurde, esagerate e spesso insensate, prive di buonsenso e rigor di logica; sembra davvero di stare all'asilo, in tema di maturità di azioni e scelte. Domina il non-sense, e le scene assurde diventano anche a tratti imbarazzanti (la ragazza sembra una capricciosa bimba delle elementari, il fratello - dipinto come un uomo tutto d'un pezzo, responsabile e a capo di un'azienda - diventa peggio di uno zerbino e si presta ad inseguire/tormentare l'oggetto del desiderio di lei (ovvero l'altro protagonista). Già letta suona allucinante, ma trasposta sullo schermo rasenta davvero l'assurdo. In aggiunta, gli eventi procedono confusi, lo sviluppo della storia - ovviamente censurata - tra i due protagonisti non è propriamente l'emblema della chiarezza, tanto che sembra manchino proprio dei passaggi tra la scena di un episodio e la loro scena successiva di qualche episodio più avanti (sembra di giocare a "unisci i puntini", insomma). Attori esteticamente apprezzabili, soprattutto quello che interpreta Yuan Zong, ma livello di recitazione decisamente migliorabile. Anche i personaggi secondari li ho trovati un po' tutti simili, non nascondo che in molte scene mi capitava di non capire immediatamente di chi e di cosa si stesse parlando. Ciliegina sulla torta, in senso super negativo, il finale: tranciato brutalmente non solo a metà di una scena ma di una scena che tutto può essere tranne un momento di epilogo. Consigli di visione: tempo assolutamente sprecato.
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Il potere soporifero della ripetizione a non finire....
L'intera seria ha come perno centrale l'amnesia a breve termine del protagonista. Frettoloso e un po' inverosimile l'incontro tra i due, ma soprassediamo. Il bel giovanotto è quindi vittima di un incidente e da lì parte l'effetto "reset". Come contrastare il vuoto di memoria? Ovviamente tenendo un diario dell'accaduto quotidiano, disseminando di foto e post-it le pareti di casa. Certo, può funzionare il primo giorno, e il secondo. Con un po' di pazienza anche il terzo e il quarto. Ma pensare che uno si svegli ogni mattina e abbia materialmente il tempo di rileggersi l'accaduto degli ultimi tre anni, anche no. Sorvoliamo però sull'incoerenza, del resto il drama non punta a sottoscrivere chissà quali evidenze medico-scientifiche. Tra l'altro, lui è un acclamato medico, solo di nome, però: nè nel presente nè nelle scene legate al passato l'ambientazione medica ha particolare risalto. Idem per la protagonista, inizialmente attrice di grande successo che cerca poi di tornare sulla scena... Ma, anche lì, l'attenzione allo sviluppo della sua sfera professionale scarseggia. Restano quindi lui e lei, che procedono a singhiozzo grazie all'omertà di lui. I personaggi secondari non sono più che verdure a contorno del piatto e il tema della perdita di memoria permea episodio dopo episodio... Peccato che la memoria dello spettatore, invece, funzioni benissimo, e alla lunga il meccanismo stanca. A questo punto, la soluzione migliore è un'amnesia a lungo termine, cancellando proprio la serie dalla memoria dei drama visti (e poco apprezzati).Was this review helpful to you?
Una serie piacevole ma troppo allungata
Storia carina, non nuova ma complessivamente apprezzabile. Amici d'infanzia che si ritrovano in età adulta, lui che attende lei da tutta la vita, lei che non lo riconosce subito. Ambientazione legale-medico-sanitaria ben rappresentata. Attori tutto sommato bravi, pairing secondario oltre al principale. Love story sicuramente presente, molti baci ma nulla di più.Cosa manca? Principalmente, l'ostacolo. E' una serie la cui trama punta al 95% sulla storia d'amore, al di là dei primi episodi dove si ritrovano e, più avanti, riconoscono (pur in tempi diversi), poi lo sviluppo sostanzialmente termina lì. Tolto qualche screzio dovuto alla gelosia, davvero la coppia perde di attrattiva e si trascina per il resto della serie, che conta in totale ben 28 episodi. Ne sarebbero bastati la metà, decisamente. Vero che, mentre l'ormai consolidata coppia principale procede a ritmo di crociera con un celo quasi perennemente sereno, emerge la coppia secondaria, a mio avviso forse più interessante della principale. E' un pairing con un'evoluzione più turbolenta e sofferta, che ho apprezzato molto ma che nel finale si è un po' "spento". Un difetto che riconosco a molte serie è quella di creare una coppia accattivante all'inizio ma che, raggiunto l'equilibrio che si trascinerà fino all'happy ending, perdono carattere e divetano piatte, disperdendo tutta la verve iniziale. Altri personaggi secondari presenti ma come un contorno al piatto principale, senza la volontà di analizzarli più a fondo. Non è quella serie che mi resterà impressa nella memoria o che vorrò rivedere, ma nemmeno quella che annovererò tra i flop o i disastri totali. Senza infamia e senza lode, insomma.
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La fine di una storia... Che resta tale.
Serie davvero deludente, dove la trama stessa è il principale difetto. Il drama inizia con la rottura della coppia - insieme da una vita ma ormai non più affiatata, bensì adagiata a una noiosa routine - e da lì si passa al momento post rottura, accettata più facilmente da lei ma non da lui, che cerca di porre rimedio riscoprendo tutto a un tratto emozioni e sentimenti che si erano persi nella quotidianità. Lei sostanzialmente rimane sulle sue, fa i primi passi per andare oltre, certo con difficoltà. Lui, palesemente affranto, fa più fatica a rialzarsi. Lei in qualche modo lo supporta e alla fine anche lui accetta la rottura. Dovessi riassumere l'idea alla base della serie, è che ci vuole tempo per superare la fine di una relazione duratura.Però, insomma, l'evoluzione è tutta lì. Oltre che un po' triste - gli unici momenti che mi hanno emozionata sono stati momenti comunque tristi - mi sembra comunque davvero un po' povera come idea per pretendere di costruirci sopra un'intera serie.
Per quanto riguarda gli attori, lui più espressivo ma a pelle poco simpatico, lei più piacevole ma abbastanza ermetica.
La magra consolazione è che non c'è stato uno spreco di potenziale (né gli attori, né il concept della serie, né altro). Evitabilissima.
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I molti difetti e i pochi pregi di un drama che si può tranquillamente evitare...
Una serie che si è rivelata un una delusione, soprattutto perchè valutata positivamente da utenti di cui ho condiviso le opinioni su altri drama. Attori accettabili, ma livello della recitazione proprio basic. L'idea iniziale piace anche, ma si è persa nella "non" trama della serie. Troppe le scelte forzate a discapito del buonsenso e della coerenza: abbiamo una famiglia stra-ricca, che vive sotto continui attacchi, e affidano la sicurezza dell'erede a un coetaneo? Siamo seri, dai. Manca talmente tanto la logica che faccio fatica a dire cosa non ha funzionato nella storia. Anche sui protagonisti avrei da ridire: posso salvare a malapena il personaggi di Nueng, che tra i due è un po' più brioso ed espressivo, oltre a mostrare un'evoluzione durante il corso del drama. Palm invece è piatto, statico nel suo servilismo e perennemente a braccetto con il senso di inferiorità. Questo suo sentirsi costantemente non all'altezza, essere esageratamente a disposizione, la questione del dovere - che rimane al di là del sentimento - diventa di una noia mortale. La formalità con cui si rivolge a Nueng fino a cinque minuti prima della scena finale dell'ultimo episodio fa capire quanto la situazione sia esasperata e assurda. Va bene tratteggiarlo così all'inizio, ma poi avrei voluto veder emergere un carattere deciso, meno ossequioso, più di spessore. Invece calma piatta. Si limita a seguire Nueng come un'appendice, dando di tanto in tanto prova di forza fisica, per poi tornare a vegetare al seguito del suo assistito. Altra pecca fastidiosissima, l'aspetto sonoro. Non tanto per la qualità delle musiche, quanto perchè al cambio di scena si interrompevano tanto bruscamente da farmi controllare di non aver messo in pausa per errore. In conclusione, c'è decisamente molto di meglio da guardare.Was this review helpful to you?
Spiace dirlo, ma per questo drama proprio non è andata.
E' indispensabile un valido attore, capace di interpretare un personaggio pensato per essere altrettanto stupefacente. Nulla da dire sul calibro dell'attore (e del resto del cast, dove ho trovato nomi noti e già apprezzati in altri lavori), ed esteticamente parlando il "serpente bianco" dalla chioma argentea che porta in scena certo non passa inosservato.
Ma non riesce comunque a bucare lo schermo. Manca quel magnetismo attrattivo indispensabile a catturare a sè l'attenzione dello spettatore, o quel fascino e quel carisma che un protagonista con gli attributi deve avere al di là del profilo caratteriale, composto e calmo come in questo caso. Una cosa non preclude l'altra, insomma, ma qui la calamita è risultata davvero troppo debole.
Ciò che rimane è una storia non delle più avvincenti, dove la tematica già poco entusiasmante di suo diventa pesante come una zavorra, al pari delle musiche a dir poco opprimenti che gravano ulteriormente sull'intera struttura.
Non è una visione leggera, non è interessante e nemmeno la definirei "impegnativa". E' pesante e basta.
Per fare un paragone che renda l'idea non serve andare tanto lontano: "The auditors", 2024. Un protagonista tutto d'un pezzo, come forse puntava ad esserlo anche quello di questa serie, ma che davvero ha saputo tenere in piedi un intero drama, col supporto di figure secondarie più valide di quelle presenti in "The art of negotiation" e rendendo interessante e avvincente una trama incentrata sulla professione dei revisori dei conti, argomento affine a questo e non propriamente appassionante per natura.
L'impresa, insomma, era sicuramente ardua ma, nonostante il cast di alto livello, è comunque venuta a mancare la carta vincente. Ho abbandonato la visione continua verso metà e buttato un occhio qua e là agli episodi successivi, finale compreso. Droppare è stata la scelta giusta, non avrei comunque cambiato idea.
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Drama soporifero e insulso che spreca anche un attore di talento
Una tortura. Ho abbandonato la serie prima ancora di essere giunta a metà degli episodi, eppure mi è sembrato uno strazio interminabile. Insulsa, inconcludente e ridondante. Ma, soprattutto, soporifera all'ennesima potenza.L'attrice protagonista mostra un livello di recitazione piuttosto basic e porta in scena un personaggio che trasuda antipatia da tutti i pori: la povera attrice famosa, quasi costretta alla fama ma che da sempre sogna di ballare, etichettata da tutti come frivola e superficiale ma in realtà con un animo gentile e un cuore grande come una casa. Ma. Per. Favore.
Il vero scempio, però, riguarda il protagonista: Oliver Chen non è stato sprecato per questo drama... Di più! Un attore con un carisma e un fascino particolare, capace di magnetizzare l'attenzione nelle vesti dell'autorevole, intelligente, impavido e irriverente capitano Tan Xuan Lin di "Fall in Love", qui si ritrova a ricoprire un ruolo per nulla performante e a vestire i panni di un protagonista privo di spina dorsale, insipido e rammollito. Lì, con i suoi cuscini a cuoricino e le magliette da super fan con la foto di lei, perennemente impegnato a difenderla, capirla e ammirarla, anche da lontano. E' davvero un dispiacere guardarlo.
Il drama è già pessimo di suo, insomma, ma aver sprecato anche un attore del suo calibro, me lo fa digerire ancora di meno.
Per curiosità ho buttato un occhio al tanto chiacchierato e criticato finale: orrendo, come tutto ciò che viene prima.
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Sembra ormai uno stereotipo, già che potrei contare decine e decine di drama tailandesi sulla stessa lunghezza d'onda.
Basso investimento - in termini di sceneggiatura e a volte anche di budget - qualche scena NC18 (se va bene) e melensaggini a contorno del tutto. Senza infamia e senza lode rispetto alle altre serie della stessa tipologia.
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"Tutto fumo e niente arrosto"
Titolo inserito in lista da tempo, la cui uscita era stata ampiamente preannunciata. A saltare all'occhio, la presenza di Lee Min Ho e l'ambientazione insolita.Carica di aspettative - alte ma non altissime - poco ci è mancato che abbandonassi già dopo il primo episodio. L'ho trovato insipido e sconnesso, come una strada poco curata e che non si sa bene dove porti. Non mi ha convinta, mi ha dato davvero l'impressione di essermi appena infilata in un vicolo cieco. Per correttezza, gli ho dato il beneficio del dubbio e mi sono sforzata di vedere almeno una manciata di episodi, prima di gettare definitivamente la spugna.
Scene soporifere, personaggi la cui caratterizzazione lascia davvero molto a desiderare, i minuti che passavano mentre mi ripetevo all'infinito una sola domanda: "Quando? Quando è che si entra davvero nel vivo di qualcosa?"
Niente, la storia - per quanto mi riguarda affatto coinvolgente o interessante - procede avvolta da una nube di inconsistenza totale. Affiatamento tra i personaggi ridotto ai minimi termini. Il nome di Lee Min Ho rievoca successi che appartengono ormai ai vecchi tempi, ma dopo la buona prova di Pachinko mi aveva fatto sperare in suo degno ritorno al centro della scena.
L'ambientazione "spaziale" lo è solo nel senso di ambientata nello spazio, certo non strepitosa.
Davvero, raramente mi capita di non riuscire a trovare almeno un piccolo lato positivo in una serie. Questa, però, è una di quelle. Tra i molti articoli spesi per la sua anteprima e la messa in onda concreta della serie non può che venirmi in mente il detto "tutto fumo e niente arrosto". Il giudizio finale è un biglietto di sola andata per il dimenticatoio.
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