Maratona imperiale confuciana di intrigo NO STOP!
Cinematografia:10/ 10; Sceneggiatura: 7/10;Questa è una di quelle magnifiche produzioni ad alto budget (finalmente) che inizia in modo così plateale che dentro di me ho urlato al "capolavoro" . 68 episodi dopo mi dispiace dire che, nonostante qualche arco narrativo, momenti eccellenti e scene iconiche, questo drama è ben lontano dalle sue straordinarie promesse iniziali.
Sinossi: Wang Xuan o A'wu, il personaggio del titolo, è l'unica figlia del Primo Ministro Wang Lin, cognato dell’Imperatore e a capo del Langya Wang, la cui formidabile influenza politica si è estesa a diverse dinastie a partire dai Jin Orientali. Il loro potere è assicurato da un patto con la famiglia imperiale Ma, in base al quale, finora per dodici generazioni consecutive, l'erede del clan Wang viene scelta come imperatrice. La regola n°1 della dottrina del clan Wang è "la Madre del mondo" , inteso come difenditrice dell'ordine del Mondo, e quindi della famiglia regnante Ma. Wang Xuan, pertanto, reca con sé il potere e l'influenza del clan Wang.
Il dramma semplifica tutto questo, limitandosi a parlare di uomini innamorati della sua incantevole e incomparabile bellezza (neanche più tanto fresca, ahimé). Questa è solo la ciliegina sulla torta e non l'unico aspetto del suo fascino per uomini ambiziosi che altrimenti non potrebbero legittimamente rivendicare il trono. Sono innamorati di lei sia il Primo che il Terzo Principe, entrambi deboli e sciocchi, in particolar modo Zitan, un personaggio il cui unico scopo esistenziale è solo quello di amare A'wu. In questo contesto, l'aspettativa di A'wu di un matrimonio amoroso è irrealistica e non possibile per nessuno dei membri dell'élite nobile; i matrimoni sono alleanze politiche in cui il meglio che si possa sperare è un po' di affetto che potrebbe o meno essere amore.
Il primo e più significativo atto di ribellione di A'wu sarebbe stato contro il suo destino di imperatrice e, così facendo, si ribella a suo padre e, per estensione, al suo clan ma nessuno se ne cura, ognuno dei personaggi prosegue con il proprio piano. L’unica che si ribella per lei è la madre, sua sostenitrice. I piani per stabilizzare la propria posizione a corte sconvolgono la famiglia imperiale Ma e i clan Wang e Xie, innescando un'intensa lotta di potere tra questi ultimi due.
I Ma sono rappresentati come una combinazione di stupidità, inadeguatezza e indegnità, l’Imperatrice ha un aspetto grossolano non a caso. Detto questo, ho assistito alla crescita del personaggio principale e ho potuto comprendere e in gran parte empatizzare con le sue decisioni fino all'episodio 40 circa.
Purtroppo, il drama da lì in poi, si appiattisce e la trama viene sopraffatta da cattivi monodimensionali e stereotipati con motivazioni ripetitive e noiose, alcune persino non plausibili.
Uno dei personaggi più interessanti è quello Wang Lin di Yu He Wei. È l'unico personaggio un po' complesso, intelligente ma non infallibile, sfacciatamente ambizioso, cinico e impenitente. Ho apprezzato il modo in cui analizza le situazioni con gioia e perspicacia e rimuove gli strati di rettitudine e ipocrisia che lo circondano.
Ci sono state molte occasioni in cui ho potuto immedesimarmi e persino sostenere la sua causa.
Wang Xuan gli somiglia per la sua arroganza e senso di superiorità ma non per acume e abilità strategiche, infatti si trova spesso a gestire le decisioni fuori da ogni logica che gli altri prendono per brama di potere.
Zhang Ziyi imbianca il personaggio di Wang Xuan e non osa abbracciarne il lato oscuro (risultando uno dei personaggi esteticamente migliori ma caratterialmente noiosi di 120 drama finora seguiti). Il suo personaggio nel corso del drama regredisce e prende decisioni molto discutibili che non posso né condividere né giustificare.
La relazione tra Xiao Qi e Wang Xuan è in certe scene l'aspetto migliore di questo drama. È così bello vedere un attore che si adatta alla parte di un generale imbattuto e segnato dalle battaglie, piuttosto che un attore idol emaciato con la pelle liscia come quella di un bambino, inoltre ha un’aura e un carisma unico nel suo genere, con una presenza scenica impressionante, superando di gran lunga tutti gli attori cinesi finora visti nei drama. Ha, inoltre, una buona alchimia con Zhang Ziyi che mi ha spinto a rivedere più volte qualche scena in cui la loro storia d'amore si sviluppa e progredisce, le loro interazioni naturali e intime riescono a evitare i cliché tipici delle relazioni drammatiche, certe scene hanno un calore e un’intimità domestica che raramente si apprezza negli storici cinesi. Entrambi gli attori comunicano emozioni con poche parole e piccoli, sfumati cambiamenti di espressione. La loro relazione non è perfetta, tutt'altro, e in questo aspetto è tristemente realistica. Hanno la loro dose di sfide e conflitti e nel tentativo di proteggersi si omettono troppe cose, lei agisce in modo troppo incauto a volte.
Uno degli aspetti personalmente indigesti della loro relazione è la quantità copiosa di reticenze, mezze verità e segreti taciuti che dall'episodio 15 prosegue fino al 66° episodio, mostrando poca o nessuna evoluzione nel loro rapporto.
Lei non rivela spesso ciò che sa delle trame di corte, nel tentativo di proteggerlo o perché crede che sia un peso che deve portare da sola.
Lui omette dettagli cruciali della sue vita, delle sue finanze, le sue strategie militari e politiche, convinto che sia l’unico modo per tenerla al sicuro.
Entrambi si amano, ma questa protezione reciproca attraverso il silenzio finisce col creare fraintendimenti e sospetti.
Il risultato è che, fino alla fine, si comportano come due persone che combattono insieme ma non si aprono mai del tutto. Quindi non ho visto né una romance spiccata né un'alleanza politica, più lei che lui faranno gli interessi della propria famiglia.
È stato deludente non avere visto come affrontano la loro più grande sfida relazionale, quando Wang Xuan è divisa tra la protezione del suo primo amore e la stabilità del regno e la lecita ricerca di giustizia del marito.
Ciò che è stato estremamente fastidioso è che Zitan avrebbe potuto essere meglio scritto per essere un personaggio molto più interessante, complesso, meglio caratterizzato e interpretato, invece di uno che è stato francamente una completa perdita di tempo sullo schermo. Uno dei personaggi più inutili e scioccamente deboli della serie.
Aspetti tecnici: sul piano registico ho visto un approccio tradizionale, seguendo i canoni del drama storico cinese di alto budget, con poche sperimentazioni, riprese fisse o movimenti lenti (sicuramente con steady cam) per composizioni simmetriche, attenzione ai costumi e agli spazi più che a scelte visive sperimentali.
Pacing visivo: Alternanza tra campi lunghi, per mostrare scenografie e ambienti monumentali, e primi piani statici per i dialoghi politici; il risultato è elegante, ma anche un po’ “piatto” e prevedibile.
Uso dello spazio scenico: le scene di palazzo e di corte sono ben coreografate per trasmettere ordine e gerarchia, ma in quelle più intime la regia si limita spesso a un ping-pong di inquadrature (shot–reverse shot), senza particolari guizzi.
La direzione attoriale sembra meno incisiva con il cast secondario; alcuni interpreti recitano sopra le righe, altri sotto tono, segno che la regia non ha uniformato i registri recitativi.
Scene d’azione: riprese chiare e ordinate ma senza la tensione coreografica di produzioni come Nirvana in Fire, i combattimenti sono funzionali alla storia e più scenografici che realmente memorabili.
Costumi meravigliosi ma del tutto sganciati dal contesto storico e geografico, troppo voluminosi inoltre, a mio umile parere.
La longevità eccessiva del drama, senza plausibili stravolgimenti o storie davvero nuove da raccontare, propone un intrigo dopo l’altro sempre dello stesso tipo e dello stesso genere, con un montaggio che esagera sul finale riproponendo scene flashback desaturate del passato, e taglia parti fondamentali del lavoro.
Alcuni archi mancano di conclusione o di scene fondamentali a discapito di altre del tutto inutili (es. la notte in cui la cugina Qin'er ordisce un piano per rimanere alla capitale, il coinvolgimento di Wangsu o nell'episodio 65-66 quando Xiao Qi si reca alla Corte per rendere giustizia del massacro di Lingya... ). Molti, troppi tagli su una serie di 48 ore che ha speso più di ogni altra serie per la cinematografia, francese tra l'altro, è una grandissima caduta di stile e crollo della qualità complessiva del lavoro.
I limiti di questo lavoro personalmente sono stati:
1) l'interpretazione di Wang Xuan da parte di Zhang Ziyi manca di complessità.
Diventa un soffocante esempio di virtù e perdono in perfetto stile confuciano. Madre della sua patria e inspiegabilmente strenua difenditrice del diritto assoluto di governare della (inutile) famiglia imperiale. Ha un'espressione perennemente distaccata e altezzosa che mi ha permesso poche volte di empatizzare con la sua situazione e ho odiato molte sue decisioni nel finale.
Sebbene abbia il diritto di perdonare i suoi nemici per i torti che le hanno commesso personalmente, non è assolutamente suo compito amministrare la giustizia a suo piacimento.
Prende con nonchalance decisioni di grande peso e conseguenza, senza alcuna apparenza di conflitto interiore, ideologia dominante o senso di giustizia. Se questo la rende una ribelle, è una ribelle priva di fondamento.
Mi piace Zhang Ziyi ma questo non è un ruolo in cui ha brillato se non ci limitiamo all’estetica dove è assolutamente “gorgeous”..
Ho avuto anche io dei problemi con la sua interpretazione della quindicenne A'wu, nonostante sembra aver congelato il tempo, ricordo bene com’era a 20 anni (Memorie di una Geisha, la Foresta dei Pugnali Volanti) , e vederla produrre smorfie o correre agitando le mani per fare la quindicenne… personalmente mi ha ricordato una donna con problemi psichiatrici.
In Cina non sanno fare un casting degno! Neanche quando hanno il budget!
2)Sebbene il finale sia accettabile, è deludente per troppi aspetti importanti. Dato che il cambio di regime non è un modo praticabile per concludere questo tipo di dramma, non avrebbe dovuto essere scritto per renderlo così convincente. Zidan non avrebbe dovuto essere scritto per essere un tale jidan (in cinese: 鸡蛋), ossia uno zero, o letteralmente un uovo, qualcuno che non è ancora uscito dal guscio.
È ovvio che molte parti importanti degli episodi finali sono state tagliate, il che è davvero sciatto da fare quando avrebbero potuto tagliare sostanzialmente l'arco narrativo insipido di Wang Qian/Helan Zhen o accorciare molte scene di letto di Zilu e l’amante Huan, o ridurre l'innumerevole numero degli inutili flashback che sono davvero noiosi e rallentano il ritmo già blando del lavoro .
Di conseguenza, non c'è giustizia per il massacro dell'esercito di Ningshuo e non riusciamo nemmeno a vedere come questo atroce esito sia stato negoziato tra Xiao Qi e Wang Xuan (se è stato davvero negoziato o semplicemente montato per creare un dubbio nello spettatore) . Entrambi i personaggi mi deludono profondamente in questo. Quindi, alla fine, non sembra che nulla di sostanziale sia cambiato o che il regno sia in una posizione migliore o nelle mani di governanti più competenti.
Il finale dove tutti vengono perdonati è una scelta che richiama il concetto confuciano di ordine e armonia nell’impero. La vendetta personale rischierebbe di perpetuare il ciclo di odio e guerra. Il perdono, invece, sancisce una sorta di “nuovo inizio” per la corte e per il regno. Tutto bello ma reso male, e dopo 68 episodi priva lo spettatore di una giusta chiusura.
3) La sceneggiatura è Il tallone di Achille di questo lavoro insieme ad alcune interpretazioni dei ruoli di supporto, quali Zitan, l’imperatrice e la bambina che interpreta A’wu da bimba ( che leggeva le battute), alcuni villain, hanno abbassato notevolmente la qualità che la seria doveva avere.
Molti personaggi minori restano funzionali alla trama ma senza nessuno spessore interpretativo.
I Principi e nobili di corte sono spesso stereotipati, privi di carisma o di una vera profondità psicologica; risultano più “ruoli” che persone.
L'Imperatrice vedova è tratteggiata in maniera volutamente grossolana ma con una recitazione che in più punti scivola verso il teatrale, quasi caricaturale che spezza l’immersione (meglio sul finale).
L’espediente narrativo del rapimento è stato personalmente abusato (4 volte). Davvero non si poteva rimaneggiare la sceneggiatura per renderla più avvincente?
Una cosa è la lettura di un romanzo, a cui l'opera si ispira, una cosa è la visione di 48 ore di lavoro per vedere sempre la stessa minchia di scena (scusate)?!?
4) Mancanza di spessore emotivo e psicologico per tutti i personaggi, soprattutto i cattivi le cui motivazioni per le inique azioni non vengono esplorate lasciando allo spettatore un impressione di dilagante degrado morale che come una epidemia investe tutti, anche chi inizialmente era buon e innocente, senza davvero alcun motivo valido o coerente. Si salva solo il nostro eroe, XIAO QI.
Malcelata misoginia : Song Huaen è specualare a Su Jin'er, entrambi sono vivi grazie ai protagonisti e hanno vincoli di gratitudine immensa nei loro confronti, ciò nonostante sono anche profondamente avidi e con profondi complessi di inferiorità. eppure la donna agirà in modi totalmente meschini, abietti, truculenti rispetto all'uomo che sarà molto meno amorale nelle sue azioni, tutte concentrate sul finale.
The Rebel Princess è una serie da guardare con occhio equilibrato: offre splendide immagini, una cinematografia indimenticabile e una coppia protagonista che ogni tanto funziona, con poco spazio sullo schermo, insieme a un universo politico intrigante (se non hai mai visto un drama politico cinese).
Può essere esaltante come in effetti lo è stato per qualcuno che conosco ma richiede pazienza: qualche lentezza, personaggi poco credibili e una durata impegnativa mettono alla prova l’entusiasmo.
Per chi ama le storie molto lunghe di potere, sacrifici e intrigo politico, resta una proposta interessante… ma forse non all’altezza dei capolavori storici del genere.
Niente è come sembra- Il caos del sensazionalismo
Mouse è un thriller psicologico e poliziesco, con elementi fantascientici, coreano del 2021, composto da 20 episodi da 77 minuti ciascuno, circa. Tratta tanti, forse troppi argomenti: genetica, psicopatia, perdono, neuroscienze- neurochirurgia, biotica, religione e rapporto con la cristianità, varie tipologie di killer seriali ( organizzati, missionari, edonistici, dominatori), fanatismo e l'ingerenza delle associazioni governative con scopi utopici a discapito di poveri civili.La trama si sviluppa tutta sulla ricerca di un assassino psicopatico nel quartiere di Mojiin, un quartiere di Seoul in un arco di tempo che abbraccia 26 anni :1995-2021.
Il montaggio è appositamente studiato per "incasinare" tutto e mostrare l'ambivalenza tra buoni vs cattivi e il ruolo del pregiudizio. Se prestate attenzione l'assassino ce l'avrete sotto agli occhi tutto il tempo, ci sono alcuni importanti indizi che lo svelano in modo intelligente già dal primo episodio e la prima scena del serpente e il topo riflette simbolicamente il lavoro. Il titolo spiega praticamente tutto il lavoro, la cui logica sarà chiara negli ultimi episodi mentre tutto il percorso mostra un po' i detective e i reporter impegnati nella caccia al più grande psicocopatico del secolo che si diverte a fare Dio, distribuendo punizioni letali ai trasgressori secondo una logica contorta, una caccia che riprende un po' quella del gatto che caccia il topo.
Il finale è karmico: con la nemesi da parte delle vittime e il riscatto da parte del protagonista principale. La redenzione è piena.
Considerazioni personali: il mio rapporto nei riguardi di questo spettacolo è stato ambivalente e molto discontinuo, inizialmente l'ho trovato noioso e inutilmente confuso e prolisso, alcune puntate mi hanno invece catturata e avvinta per la genialità nella scrittura sebbene alcuni aspetti mi ricordino alcuni thriller di successo americani come Seven o Mindhunter, quindi certi espedienti non sono proprio originalissimi tuttavia il prodotto è davvero una chicca nel suo genere. Ci ho messo due settimane a finirlo con pause di alcuni giorni perché ogni puntata va seguita con la massima attenzione ed episodi così lunghi sono molto stancanti. Inoltre ho compreso quasi subito chi fosse l'assassino, già al terzo episodio, pertanto mi rimanevano ben poche curiosità, ignorando che il grosso doveva ancora accadere. Alcuni episodi mi hanno stressata, esempio dall'11 al 14, una quantità infinita di nomi da ricordare e volti da associare, il ritmo e veloce e non frena per nessuno.
Dal quindicesimo l'ho letteralmente divorato per i colpi di scena e i pezzi del puzzle che andavano disvelandosi a poco a poco. Il finale poi mi ha letteralmente stregata e mi ha appassionato vedere come questo serial killer inizi a collaborare con la giustizia uccidendo altri predatori e ripulendo la società.
Regia: La regia di Choi Joon-bae e Kang Cheol-woo è una delle colonne portanti ma anche poco elaborata o innovativa, alternando piani stretti e claustrofobici durante le scene di tensione a campi lunghi e panoramiche per costruire respiro narrativo. Ho trovato alcune riprese troppo scure, talmente scure da faticare a capire cosa stesse accadendo.
Il montaggio è serrato nelle sequenze investigative e di azione, ma si prende il tempo di soffermarsi sui dettagli espressivi dei personaggi nei momenti emotivi.
Le inquadrature sono oblique e le composizioni sbilanciate per generare instabilità psicologica nello spettatore.
Sfrutta particolarmente il flashback per ricreare la linea temporale.
Il linguaggio visivo resta lineare e “pulito, senza stratagemmi di forte impatto ottico. Questo mantiene una fruizione chiara e accessibile, senza distrarre lo spettatore con tecniche vistose, d'altro canto può risultare meno memorabile dal punto di vista registico, perché non lascia una "firma più personale" come altri lavori, specialmente quelli di produzione americana.
Qualche effetto più innovativo lo potrete vedere sul finale, quando il detective scopre l'assassino, c'è una sequenza di zoom d'impatto mentre la camera va allontanandosi, che ricorda vagamente un dolly zoom effect ma non lo è.
Interpretazioni: i due protagonisti, insieme al Decapitatore, offrono una performance solida, credibile e variegata. Specialmente il Detective Moo Chi mi ha dato i brividi nelle scene di acting aggressivo e in quelle di profondo dolore traumatico. La sua prestazione non avrei problemi a valutarla con un bel 9. 8.5 per l'aiuto detective , il poliziotto Jung Ba-reum (il giusto, non a caso XD) e il neurochirurgo pazzo che gioca con i cervelli, in pieno delirio di onnipotenza.
Meno solide le interpretazioni di tutti i rimanenti personaggi, specialmente il cast femminile, che come sempre fa una figura zerbina in questo drama, insieme alla polizia che davvero ti chiedi come facciano le selezioni in Corea, un mix di letargiche connessioni sinaptiche stanche.
Scenografia: il drama spazia tra quartieri periferici, stazioni di polizia, luoghi isolati di campagna e spazi urbani anonimi. Ogni location è coerente con la narrazione e contribuisce all’atmosfera cupa.
Gli interni sono spesso carichi di oggetti e dettagli che riflettono la personalità dei personaggi, stanze in disordine e abbandonate a se stesse per individui instabili e irrisolti, ambienti puliti e ordinati per figure di autorità o con rigore morale.
Cosa manca a questo lavoro?
- Una regia più moderna e briosa;
- troppi intrecci, eventi introdotti e lasciati a metà, e poca chiarezza narrativa possono estenuare lo spettatore;
- alcune incongruenze logiche — ad esempio, il topo che viene inviato a Daniel Lee appare prima che il padre venga incarcerato ma si vede dopo l'incarcerazione, oppure la risoluzione di scene o personaggi lasciata in sospeso;
- troppi espedienti narrativi improbabili per puro sensazionalismo;
- elementi sci-fi o sovrannaturali rendono questo thriller psicologico a tratti quasi un fanta thriller con complotti governativi, venti psicopatici in una stessa città, leggi sull’aborto… troppo, tutto insieme;
- alcune riflessioni approfondiscono il tema del "gene del psicopatico" e ne criticano la scientificità, oltre all’insistenza narrativamente forzata ;
-sorprende ma è spesso imprevedibile a discapito della coerenza;
- messaggio assolutamente privo di ogni fondamento scientifico che la psicopatia sia legata solo a fattori genetici trascurando il peso delle esperienze di accudimento, dello stile genitoriale e delle esperienze di vita della persona (se analizziamo la storia sappiamo che ogni serial killer che si rispetti ha un passato di abusi e negligenze genitoriali alle spalle);
- colonna sonora solo strumentale e troppo scarna;
- mi sarebbe piaciuto vedere le vite delle persone invece 25 ore sono tutte dedicate alle investigazioni, alle spettacolarizzazioni del crimine, al profiling e poco si vede delle vite dietro le ricerche.
- registri registici differenti tra personaggi principali e secondari, a quest'ultimi è stato richiesto davvero poco in termini di interpretazione.
Per concludere, Mouse si impone come uno dei thriller coreani più ambiziosi e stratificati degli ultimi anni, capace di intrecciare in modo magistrale crime, psicologia e filosofia morale. La scrittura, pur complessa e densa di colpi di scena, mantiene un filo logico che accompagna lo spettatore in un labirinto narrativo dove nulla è mai come sembra. Ogni svolta ridefinisce retroattivamente ciò che credevamo di sapere, costringendoci a mettere in discussione non solo i personaggi, ma anche la nostra percezione di giusto e sbagliato. La costruzione dei misteri, l’uso di false piste e la precisione con cui vengono dosati indizi e rivelazioni dimostrano una padronanza rara della sceneggiatura, sebbene fantasiosa e priva di logica in alcuni passaggi.
Il finale si concentra su un valore più alto: restituire un senso etico e umano alle vittime. In un genere spesso dominato dalla vendetta e dal cinismo, Mouse sceglie di chiudere con una riflessione sulla colpa, la responsabilità e la possibilità di redenzione. È un epilogo che non cancella il dolore, ma lo sublima, suggerendo che il vero coraggio sta nell’assumersi il peso delle proprie azioni. Così, dopo un percorso narrativo intricato e mentalmente impegnativo, la serie lascia allo spettatore non solo il gusto di un enigma risolto ma anche una domanda aperta sul significato stesso dell’umanità.
LA MIGLIORE SCELTA per chi è disposto a guardare davvero
👉👉👉👉👉👉👉👉 Il mio voto reale è 7,7 !É stata davvero la migliore scelta di sempre decidere di vedere questo drama familiare nonostante le inique valutazioni, peraltro inattendibili (come sempre). Ah, i drama asiatici!
Sì, perché questo lavoro osa – attenzione, osa davvero – mettere al centro la trama, la crescita dei personaggi, le dinamiche familiari, persino la fotografia! Ma che importa, in fondo? Se dopo l’episodio X lui non l’ha ancora baciata con tanto di slow motion con zoom in emotivo e colonna sonora strappalacrime, allora niente, "manca la chimica", "noiosa", "troppo lenta". Voto: 1 stella. E giù recensioni indignate come se avessero pagato il biglietto per un concerto e avessero scoperto che il cantante ha osato cantare.
E non parliamo dell'assenza di scene hot. Che delusione, eh? Ore e ore di costruzione narrativa, tensione emotiva, simbolismi sottili... tutto vanificato dall’orrenda realtà: nessuno si è spogliato. Incredibile! Ma che cos’è questo? Una serie pensata per raccontare qualcosa? Che scempio!
E così, in questo clima da "Romcom delusion", ogni volta che un drama osa proporre contenuti che vanno oltre il cliché della coppietta e del triangolo amoroso da manuale, ecco che partono le crociate digitali. "Non l’ho capito", "Mi sono annoiata", "Tutti brutti". Un tripudio di analisi critiche degne di una chat di ragazzini sognanti, castrati nelle aspettative.
Forse, solo forse, non tutti i drama esistono per offrire la dose settimanale di ormoni confezionati. Forse alcuni provano a raccontare qualcosa che va oltre. Ma eh, che ne sanno alcune spettatrici? Loro vogliono il bacio. Vogliono il letto (che poi manco quello vi danno nei paesi dove esiste ancora la censura). Vogliono l’illusione lo stesso! E guai a chi osa presentare loro un prodotto che non si piega a questa logica.
Ma dài, alla fine è colpa della regia. O degli attori. O di chiunque tranne l’occhio di chi guarda.
Questo drama propone le dinamiche famigliari di una famiglia di Shangai appartenente alla medio bassa borghesia, alle prese con le difficoltà economiche e le aspirazioni castrate nei riguardi dei figli, illustrando il divario generazionale tra i valori di eredità confuciana che cozzano con quelli originati dalla modernità, rappresentando un po' la Cina dei giorni nostri.
il conflitto tra i valori tradizionali e quelli moderni, soprattutto nel rapporto tra genitori e figli, è una vera rappresentazione della Cina contemporanea, in continua tensione tra tradizione e modernità. Al centro dell'opera il rapporto madre-figli, questa madre goffa, poco sveglia, ingombrante, chiassosa che risulta fastidiosa ma ama i suoi figli, sopra ogni cosa, difendendoli quando verranno diffamati e disposta a farsi da parte e a farsi calpestare per non rovinare il sogno d'amore della figlia.
É una donna complessa nella sua apparente semplicità, va compresa esattamente come il lavoro, apparentemente semplice nella resa e nel "confezionamento" ma pregno di significati e messaggi da afferrare in silenzio.
Questo senso di colpa e di insoddisfazione per una vita che ognuno di noi ambisce sempre ad essere migliore di quella effettiva e la frustrazione, di ogni genitore, di non dare ai propri figli quello che non si è ottenuto per se stessi. E i figli lo comprendono, con rassegnata tenerezza, i figli meravigliosi di questa donna, fratelli maturi, resilienti, tenaci mutualmente supportivi, sempre disposti a incontrarsi per parlare quando sorge un problema, che si accompagnano anche a distanza con lo sguardo nelle loro passeggiate solitarie mentre una Shangai sontuosa, moderna e opulenta li osserva da lontano, in silenzio. É questa la vera "storia d'amore " che Best choice of ever offre. Una storia d'amore avrebbe tolto forza al messaggio e avrebbe decentrato l'intera opera, ma alla "mediowoman inappagata" di turno non è andata a genio, perché voleva vedere Xu Kai all'azione , immaginandosi nei panni della protagonista (che spreco!).
Questo drama è anche un business drama od office drama se vogliamo, che ha per tema le strutture ricettive (alberghi e appartamenti di lusso) , e proporrà spesso conflitti e dissonanze tra gli aspetti famigliari e legati alla realizzazione professionale, affrontando il tanto amato tema del matrimonio (visto ancora, come da tradizione, unico vero scopo per la vita di una donna, "una donna può fiorire solo in cucina o in giardino").
La regia di Best Choice, tra delicatezza e rigore, è un esempio perfetto di come si possa ottenere potenza emotiva attraverso la sottrazione, poiché come affermo sovente "less is more". Il regista, con una mano ferma e uno sguardo profondamente empatico ,rinuncia agli eccessi melodrammatici tipici del genere per costruire un racconto intimista, dove ogni inquadratura è una finestra aperta su un momento reale della vita.
Il ritmo è volutamente lento, ma non statico: è contemplativo. Le scene sono costruite con attenzione ai gesti minimi, alle espressioni trattenute, agli spazi vuoti tra le parole. Il silenzio ha un ruolo attivo nella narrazione, e il regista lo sfrutta con maestria per comunicare tensione, rimpianto o affetto, senza mai forzare la mano.
Anche le scelte registiche più semplici, come una lunga inquadratura fissa su una tavola da pranzo silenziosa o una sequenza girata in controluce al tramonto , diventano strumenti narrativi, più che decorativi.
La sceneggiatura è il vero cuore pulsante della serie. Sottile, credibile, autentica e profondamente esistenziale non si affida a colpi di scena eclatanti né a rivelazioni sconvolgenti: punta tutto sulla credibilità e sulla stratificazione psicologica dei personaggi. Le dinamiche familiari sono complesse e verosimili, trattate con una maturità rara nel panorama televisivo odierno.
Ogni dialogo sembra uscito da una conversazione vera ma è cesellato con attenzione quasi letteraria. I conflitti sono realistici: non esplodono in urla e pianti isterici ma si insinuano lentamente tra le pieghe della quotidianità. Le scelte dei personaggi non sono mai scontate o dettate dal bisogno di “far andare avanti la trama”, ma coerenti con le loro paure, desideri, limiti.
La narrazione affronta il tema della tradizione e del senso del dovere, ma senza cadere nella retorica. C'è un rispetto implicito per il passato ma anche un’esplorazione lucida del suo peso sulle scelte individuali.
La 💞 ROMANCE è sobria, emotiva, anti-spettacolare (nel modo giusto), priva di spettacolarismi, al servizio della sceneggiatura (e non viceversa come nei rom com che amate tanto). Chi cerca il classico slow burn condito da baci frequenti e dichiarazioni strappacuore... resterà deluso, ma se apprezzate lo sviluppo di un sentimento basato su gesti piccoli, sguardi rubati e conflitti interiori troverete in Best Choice una delle rappresentazioni romantiche più raffinate e delicate degli ultimi anni.
Il romance qui è una trama secondaria ma essenziale. Non invade la narrazione, la accompagna. La chimica sussurra, non urla. I personaggi si avvicinano non perché “devono” stare insieme o si sono incontrati da piccoli, segno inconfutabile del destino, ma perché condividono valori, silenzi, ferite. Non c’è fanservice né edulcorazione. Solo due adulti alle prese con i propri limiti, che imparano, molto lentamente, con realismo a riconoscere l’amore non come salvezza, ma come scelta consapevole e concepiscono la relazione come risorsa.
La fotografia illustra la quotidianità con delicatezza sfociando in poesia visiva in alcune riprese. I toni caldi e neutri dominano l’intera serie, contribuendo a un’estetica coerente che richiama l’intimità domestica e la memoria. Ogni ambiente, dalla cucina modesta ma vissuta, al cortile interno della casa di famiglia, ai vicoli, è curato nei minimi dettagli per trasmettere un senso di “vissuto”, mai artificiale.
Le inquadrature tendono a valorizzare gli spazi stretti, le luci naturali, i contrasti morbidi. C’è una chiara intenzione simbolica in molte scelte visive: ad esempio, i corridoi lunghi e le porte socchiuse diventano metafore del non detto, dei rapporti sospesi, dei passaggi generazionali.
I costumi e le ambientazioni sono sobri, realistici, privi di orpelli: anche qui, tutto punta a raccontare la verità delle cose, senza il filtro glamour di molte produzioni contemporane.
Shanghai non è solo uno sfondo, ma una presenza viva, quasi un personaggio silenzioso, che interagisce con i protagonisti, li sfida, li accoglie, li giudica.
É un vero e proprio personaggio che trasmette innumerevoli messaggi, innanzitutto, il doppio volto della modernità, da un lato c’è la città verticale, frenetica, iper-moderna: skyline scintillanti, uffici asettici, ritmi serrati. È il volto della Cina che corre, che cambia, che pretende. È lo spazio dei figli, dei giovani adulti che devono affermarsi, fare scelte, spesso rinnegare o riformulare le radici familiari.
Dall’altro lato del fiume, tra vicoli, mercati e palazzi bassi, c’è ancora la Shanghai umana, lenta, intrisa di memoria. È la città delle madri, dei padri, dei nonni. Una città che sembra voler ricordare ai protagonisti chi sono e da dove vengono. I due fratelli spesso guardano la città nella sua modernità, al di là del fiume-barriera, come metafora visiva di un accesso negato, a cui aspirano ma di cui non sono ancora pronti a fare parte, perché non hanno ancora risolto i loro conflitti interiori, in perfetto stile Buridano.
Questa tensione tra passato e presente si riflette costantemente nelle scelte visive della regia: ogni passaggio di scena dai grattacieli alla casa di famiglia non è solo uno spostamento fisico ma un vero cambio di linguaggio emotivo e valoriale.
Attraverso inquadrature simboliche, Shanghai è spesso ripresa dal basso verso l’alto (quando il personaggio si sente schiacciato dal futuro) o in piani larghi, vuoti, quando si esplora il tema della solitudine urbana.
Contrasti sonori: il rumore costante del traffico è spesso accostato al silenzio ovattato della casa dei genitori, come se due città convivessero, ma parlassero lingue diverse.
Abbondante uso di metafore visive: la città viene anche narrata attraverso oggetti : la metropolitana (ritmo), il ponte (passaggio generazionale), il cibo di strada (identità), i grattacieli riflettenti (alienazione).
Ecco perché, alla fine, Shanghai non fa da cornice ma da specchio. E un giudice ma al tempo stesso una madre surrogata.
Non la si può amare o odiare del tutto, proprio come un personaggio ben scritto.
Cosa non ho apprezzato?
Nonostante sia un prodotto curato e di spessore, non lo definirei un capolavoro, alcuni aspetti inoltre non mi hanno convinta:
- Xu kai, in questo lavoro mi è sembrato, forse volutamente, sottotono, avrebbe dovuto manifestare meglio e più marcatamente quelli che erano i suoi stati emotivi, inoltre non c'è un passaggio graduale dall'indifferenza diffidente nei riguardi della FL al sentimento che nutre per lei. Dopo la concretizzazione del legame il loro rapporto diventa un po' uno sfondo non troppo ben reso, è come se fossero una coppia sposata da 10 anni e lui viene fagocitato da questa famiglia, comprendo benissimo che si sia sentito accolto e il focus non sia la storia d'amore ma non ha avuto senso svilupparla e poi lasciarla senza un'adeguata chiusura come accade per tutte le altre sottotrame.
-Finale fiacchissimo, caldo, emotivo, con la famiglia riunita ma di 3 minuti cronometrati e molto sottotono.
- Questo lavoro avrebbe potuto chiudersi prima, diciamo al 34°, c'è uno sviluppo inutilmente drammatico, troppo trascinato con una chiusura affrettata e molto approssimativa di un problema di salute molto serio e gravissimo; finisce come una barzelletta 10 minuti prima del finale dopo essersela trascinata per tipo 3 ore. Bellissimi i dialoghi, la fotografia, stupendo il discorso sui sogni e le aspirazioni dei figli, sulla vita che non si esaurisce nell'essere soltanto genitori ma che deve avere uno scopo di per sé ma è stato tutto troppo lento e trascinato.
-Le interpretazioni non sono state tutte buone, tanto che, tutto quello che riguarda la famiglia Xin, mi sembra sganciato dal lavoro, come qualità complessiva, sembra quasi uno spaccato di un altro drama perché sono traballanti nella interpretazione e cambia ritmo e stile. Escludo da questo discorso l'attore che interpreta Xin Liang, il fidanzato della protagonista. In certe scene mi è arrivato più di Xu Kai.
-Yang Zi, molto brava come sempre ma qui personalmente non ha brillato come al solito, nonostante rispetto a molte colleghe rimanga sempre una spanna sopra, io davvero mi dimentico che reciti. Tuttavia trovo che dia poca caratterizzazione ai personaggi, ci sono sfumature diverse tra tutte le parti femminili che ho visto di lei ma non vedo grosse differenze sostanziali. A malincuore è un limite.
In conclusione Best Choice ever non è una serie per tutti. Non fa sconti, non cerca l’applauso facile né la commozione istantanea. È una narrazione pensata per chi sa apprezzare le sfumature, le omissioni, i conflitti morali che non si risolvono con un abbraccio finale ma con confronti onesti che possono ferire. È un prodotto maturo, raffinato, lontano anni luce dalle logiche commerciali del “piace o non piace”.
Una “migliore scelta”, sì. Ma solo per chi è disposto a guardare davvero OLTRE! Consiglio la visione fino al 28 o al massimo 34° episodio.
A Handbook of Fake Emotions for Confused Teenagers
A story that aims to be moving… but failsThe film follows the usual tropes of the romantic teen drama: two young protagonists slowly grow closer through small everyday moments, meaningful silences, and a shared diary meant to serve as an emotional catalyst. Sadly, the screenplay is far too formulaic and lacks originality, recycling every possible cliché from Japanese school dramas: the shy yet deep boy, the cheerful girl hiding emotional wounds, rain during dramatic moments, and love confessions written instead of spoken aloud.
The film desperately tries to be intense and poetic, but lacks both psychological depth and the narrative courage to explore real emotional complexity. The result is an atmosphere that wants to be artistic but ends up feeling artificial — almost like a parody of a “sensitive Japanese drama.”
Strengths: clean aesthetics and a delicate tone
To its credit, the cinematography is well-composed, with soft lighting, carefully framed shots, and an intimate, natural look. The soundtrack, subtle and well-matched, supports the scenes without overpowering them. The chemistry between the two leads, while not electric, has a quiet charm. Their performances aren't groundbreaking, but there’s an honest simplicity in their gestures and expressions. Overall, the film is never unpleasant, and might appeal to very young audiences or those looking for something light and inoffensive.
Weaknesses: weak plot, prefab emotions, flat pacing
The main issues lie in the inconsistent storyline and shallow, uninspired dialogue. Everything is treated with an overly serious tone that isn’t backed by real substance. It’s as if the film wants to be profound without actually having anything profound to say. The pacing is extremely slow, and instead of building tension or emotion, it often drags. Supporting characters are forgettable, and even the central romantic arc lacks natural progression or meaningful conflict.
When drama does appear, it feels forced, as if inserted out of obligation rather than growing organically from the characters. The ending offers a neat resolution but with no real emotional payoff ,it simply arrives, more out of narrative fatigue than climax.
Conclusion
"Our Secret Diary" tries hard to be moving and poetic, but gets lost in its own aesthetic ambitions and emotional shallowness. Rather than a secret diary, it feels more like a notebook filled with generic inspirational quotes. Pretty to look at, sometimes sweet, but ultimately forgettable and empty beneath the surface.
"OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE". REVENGE DRAMA INVERTITO.
Mi chiedo come questo cult del cinema mondiale possa avere le stesse valutazioni se non più basse di tante minchiate che avete valutato generosamente tipo love like the galaxy con sceneggiatura scolapasta o lovely runner, un collage di scopiazzature varie ed eventuali di 5 drama di successo.Questa è una sceneggiatura originale, talmente geniale da meritare l'attenzione degli americani tanto che quel mostro sacro di Spike LEE ci ha fatto un remake.
É UN CAPOLAVORO ICONICO E DISTURBANTE, terribilmente psicologico e carico di simbolismi, che tratta una moltitudine di temi "scomodi": lotte di classe, solitudine, vendetta, incesto, omertà, lotta tra pulsioni distruttive, regressioni, follia, deliri, paranoia, suicidio e lo shit storm che determina conseguenze nefaste nella società coreana.
La trama: il protagonista è Oh Dae-su, un uomo qualunque che viene misteriosamente rapito e rinchiuso in una stanza senza finestre per 15 lunghi anni, senza un apparente motivo. Quando viene improvvisamente rilasciato, scopre che la sua prigionia è solo l'inizio di un gioco perverso, architettato da qualcuno che vuole fargli pagare un debito del passato. Da qui inizia un viaggio allucinato attraverso la violenza, la paranoia e la verità, in un crescendo di colpi di scena che culminano in uno dei finali più sconvolgenti della storia del cinema.
La regia : utilizzo di inquadrature simmetriche, piani sequenza, uso simbolico del colore( nero-vendetta, rosso-regressione agli istinti primordiali e vendetta e viola-lutto che segue la vendetta)
e, sequenze d’azione iper-coreografate, come la leggendaria scena del corridoio.
La fotografia alterna tra toni freddi e saturazioni improvvise, sottolineando l’instabilità emotiva del protagonista e la distorsione della realtà che vive.
Il film esplora la relatività morale, il ruolo della memoria nella formazione dell'identità e la perdita dell’innocenza come condizione irreversibile dell’esistenza umana.
La sceneggiatura dosa con cura i silenzi, i flashback e i momenti di pura tensione psicologica.
I dialoghi hanno prodotto delle frasi iconiche su cui riflettero per i prossimi anni, sconvolgenti nella loro illuminante e lucida capacità di svelare scomode verità che riguarda tutti gli esseri umani.
PROTAGONISTI (10 & LODE) : Oh Dae-su , interpretato da un indimenticabile Choi Min suk offre una performance viscerale, a tratti animalesca, con primi piani desaturati, acconciature primitive e fuori controllo, sorriso che ricorda quasi una scimmia deumanizzata, mescola rabbia, smarrimento e struggente vulnerabilità. Al suo fianco, un villain, altrettanto indimenticabile, il cui casting è stato uno dei più azzeccati nella storia del cinema: un fascino ambiguo, elegante, glaciale che incarna il lato oscuro della vendetta, quello lucido, metodico, implacabile.
Il plot twist finale sarà uno dei più sconvolgenti della mia stessa esistenza e dei 1000 film che ho visto in tutta la mia vita, includendo produzioni turche, giapponesi, cinesi, svedesi, americane, italiane, spagnole e maestri del cinema quali Bergman, Sorrentino, Cuckor, Fellini, Anderson, Lynch, Von Trier, Kubrik, Tarantino, Nolan, Cameron, Del Toro... etc. etc.
Il tema della vendetta è qui esplorato con toni rabbiosi ma anche disperati, rivelando la sua inutilità dopo l'immediato e fugace appagamento (GENIALE).
Simbolismo: il pezzo forte di questo lavoro è l'utilizzo di simboli sapientemente selezionati e inseriti nel set che danno forza, intensità e messaggi interessanti e complementari al lavoro, caricandolo di significati profondi, sostenendo la narrazione prima claustrofobica, poi altrettanto perché anche se sei evaso "sei solo in una gabbia più grande".
Il film di Park Chan-wook è ricco di simbolismi profondi che riguardano temi come la vendetta, la prigionia, la sofferenza e la ricerca di senso nella vita. Ecco alcuni dei simboli principali:
- Il nome del protagonista Oh Dae-su in coreano può essere interpretato come "arrangiarsi un giorno alla volta", simbolo della sua capacità di sopravvivere e trovare una via in una situazione disperata.
- Il martello: usato da Oh Dae-su come arma, rappresenta come messaggio il proletariato che lotta contro un sistema crudele e oppressivo.
- La scena del corridoio: la magnifica ripresa del lungo piano sequenza in cui Oh Dae-su combatte numerosi nemici, di cui si vedono solo le sagome, rappresenta un nemico astratto, non persone reali, e la scena rappresenta metaforicamente la lotta interiore, la fatica e la solitudine della vita stessa.
- Il piatto di sannakji (polpi vivi): ordinato da Oh Dae-su subito dopo la liberazione, simboleggia la sua condizione di essere ancora "vivo" ma in una situazione di forte disagio e straniamento, come una creatura che si dibatte senza controllo. Il protagonista, vegetariano e buddista ha dovuto mangiare cinque polpi vivi, ho letto, per girare quella scena.
La scena in cui Oh Dae-su mangia un polpo vivo in Oldboy è una delle più emblematiche e simboliche del film di Park Chan-wook. Il polpo rappresenta pulsioni profonde, viscide e oscure, ma anche aspetti erotici e afrodisiaci dell’animo umano, come a dare informazioni allo spettatore del tipo di legame che intratterrà con la donna che gli prepara il piatto. Mangiare il polpo vivo simboleggia la discesa del protagonista verso la sua natura bestiale e la lotta con le sue pulsioni più intime, non un atto di dominio su di esse!
Dal punto di vista culturale, in Corea del Sud mangiare polpi vivi è una pratica reale, anche se solitamente i polpi vengono preparati in modo particolare prima di essere consumati.
Il polpo, nella storia dell’arte e della letteratura, è spesso simbolo di ossimori: è un animale che vive in profondità misteriose, metà solido e metà liquido, con connotazioni sia maschili (tentacoli) che femminili (bocca). È associato a immagini di mostruosità e oppressione sociale (come il Kraken di Jules Verne), ma anche a pulsioni erotiche e afrodisiache, come nelle opere di Hokusai o Picasso.
In sintesi, la simbologia del polpo in Oldboy unisce il senso di oppressione, istinto primordiale, erotismo e brutalità, riflettendo il tormento interiore di Dae-su e la natura viscerale della sua vendetta.
-L'utilizzo delle scale che collegano dimensioni differenti , in questo caso dell'animo umano, tra lecito e socialmente condannabile, riprendendo esher in senso metaforico per il senso di disorientamento, e la perdita del senso logico e reale, reso col disorientamento percettivo delle riprese che si focalizzano su queste scale che i protagonisti salgono con prospettive differenti, con sfondo bianco (purezza) e strisce rosse (simbolo di una purezza violata).
Quando Dae-su sale le scale mentre la verità prende forma, non sale verso la salvezza, ma sprofonda nella consapevolezza, in un paradosso visivo che sembra ricalcare la logica escheriana: ogni gradino è un passo in più verso l’abisso, non verso l’uscita.
- La frase ricorrente "Ridi e il mondo riderà con te. Piangi e piangerai da solo": è un simbolo chiave che riassume il tema della solitudine e dell'isolamento emotivo del protagonista, nonché la sua lotta per mantenere la sanità mentale.
- Tematiche taoiste e tragiche: il film riflette anche influenze della saggezza orientale, come il taoismo, e richiama concetti di trasformazione, divenire e accettazione della sofferenza come parte della vita.
CONSIGLIO? VI INVITO CALDAMENTE A VEDERLO E NON DATE MENO DI 9,5 , PERCHE' NULLA DEL MONDO DEI DRAMA HA QUESTA QUALITA' IN TERMINI DI SCENEGGIATURA, MESSAGGI, STORIA E LA REGIA É CURATISSIMA ( e siamo nel 2003).
Finale in picchiata libera. LO SFACELO!
Voto effettivo : 7,76.Questa seconda parte è risultata INIZIALMENTE più interessante e coinvolgente rispetto alla prima, con un ritmo più sostenuto, molte situazioni vanno sistemandosi, alcuni errori della prima versione corretti ( come l'interpretazione del ML che risulta più convincente e calato nel personaggio, le arpie della prima trovano finalmente giusta punizione per le loro malefatte ma viene chiarita anche la loro storia e l'origine del loro risentimento, sebbene sia non sense , le scene fan service sono lievemente ridotte e vengono presentate relazioni più naturali e autentiche, meno patinate, più sentite, si sente qualche dialogo più interessante e maturo).
Il ritmo fino all'ep. 40 è stato il dato di pregio di questo drama, la sceneggiatura è complessivamente molto buona, in una serie così lunga, il rischio di annoiare o risultare lenti è abbastanza alto, peccato che dal 40 inizi una lenta caduta verso il basso.... .
La seconda parte di 月升沧海 ( titolo cinese: La luna sorge sull'oceano) è più cupa, psicologica, con Shaoshang che lotta per aprire il suo cuore e la sua mente, mentre i segreti e i demoni interiori di Ling Buyi vengono svelati. La loro storia d'amore si svolge in seno alla famiglia reale, dove Shaoshang sboccia sotto l'affetto e la tutela dell'imperatrice Xuan. Questo sottopone la coppia a invidia e intrighi politici.
Non ci sono cattivi ben congegnati in questo drama: sono dei sempliciotti avidi e non particolarmente ostici da sconfiggere, finalmente vedremo il Marchese Yue da cui mi aspettavo qualcosa in più come ingegno e cinismo.
Shaoshang della prima parte è sorprendentemente troppo empatica e simpatica, Shaoshang della seconda parte è immatura e frustrante al punto da risultare antipatica, sul finale è imbarazzantemente stupida, dopo 50 episodi di ingegni si mette in situazioni che puzzano di pericolo anche allo spettatore più inesperto.
Questo perché gli sceneggiatori non hanno saputo pensare a nulla di più interessante per riavvicinarla al Ling Buyi . Il loro malinteso poggia su basi molto poco plausibili. Ok la menzogna ma il tema dell'abbandono ripetuto per 5 episodi quando ERA TUTELA, NON ABBANDONO, la messa in croce di questo povero cristo che non comprende nessuno.
Davvero insostenibile la FL, lei e il suo irragionevole egocentrismo, e appesantisce lo spettatore la sua evoluzione: da spensierata a giovane donna spenta, quasi depressa.
DI buono c'è che finalmente l'Imperatore non si occupa più solo di fare il sensale ma in questa parte anche di questioni di stato, il fatto che sia un inetto e non abbia alcuna autorevolezza è un altro discorso ma comunque le scene più comiche sono a lui riservate, questa è una novità che mi ha divertita e intrattenuta.
Interessanti le storie della Imperatrice e della Consorte Yue ( per la prima volta ho visto una donna con savoir faire, polso, risolutezza e grande onestà intellettuale e morale, chapeau). É stata una boccata di aria fresca nel novero delle pazze o passive zerbine avallate dal confucianesimo, non solo per quanto riguarda questo drama ma un po' la produzione orientale.
Gli intrighi sono interessanti e ben congegnati, i personaggi ben sviluppati e ricevono finalmente le attenzioni e le punizioni necessarie e meritate.
Wu Lei è migliore in questa parte, bravo nelle scene da combattimento e abbastanza spigliato nella scena del qin, per la prima volta vediamo un attore suonare realmente, e questo gli vale tanti applausi per come si è messo in gioco. Nonostante la sua microespressività migliori molto rispetto alla prima parte , soprattutto nelle scene con la coprotagonista femminile, modulando tono della voce e sguardo, con alcune scene molto belle e tenere di avvicinamento tra i due che mi hanno emozionato, rimango del parere che non abbia dato il giusto spessore e profondità al personaggio. Non ha quel dissidio e turbamento interiore che dovrebbe avere per quello che fa, pensa e agisce.
Il personaggio di Niao Niao, interpretato da Zhao Lusi ritrova qui una maturità e una consapevolezza di cui era priva nella stagione 1 , la sua evoluzione è stata da lei ben rappresentata, la sua interpretazione è stata buona ma non eccezionale . Il casting è azzeccato perché ha un fascino spensierato e fresco che plausibilmente si sposa con la quindicenne che dovrebbe rappresentare ma non ha dato un'interpretazione indimenticabile al personaggio, in alcune scene è stata molto brava, in altre ha avuto delle cadute (ep. 45) che mi hanno delusa. Non posso dare più di 7,5 alla sua interpretazione . Senza fare confronti, se vi sembra assurdo quando scrivo pensate alle interpretazioni di Li Yfei, Yang Zi, Zou Tong, Li Qin e Wu Jinyan....e confrontatele con la recitazione distaccata, a volte stentata , traballante , calcata di Zhao.
In termini di narrazione, proprio come la Parte 1, la Parte 2 impiega molto tempo con troppe donne deliranti e che cospirano e si sofferma nuovamente, per troppi episodi sulla famiglia Lou. Questo va a discapito della narrazione, che verso la FINE SOFFRE DI PESANTI TAGLI E DI UN MONTAGGIO APPROSSIMATIVO. Di conseguenza, personaggi come Lou Ben e Tian Shuo non sono adeguatamente sviluppati e non mi sono sentito coinvolta né negli archi narrativi di Peng Kun né in quelli del Villaggio GuO.
Non apprezzo affatto questo tipo di rappresentazione misogina e cinica del genere femminile ma compensa con le eroine di questo racconto, la consorte Yue mi ripaga di tutto.
Finale soddisfacente MA UN PO' FIACCO E AFFRETTATO (4 MINUTI) , poteva essere migliore? Sì, dato che ci sono molte scene fanservice perché non regalare un finale più "affettuoso" e sereno della vita che i nostri due protagonisti si sono faticosamente conquistati. Dal loro ricongiungimento ci sono davvero pochissime scene, il ritrovarsi non è stato PER NULLA RAPPRESENTATO. É mancata l'emozione.
Tutto sommato, ho apprezzato la scrittura di questo lavoro che sul finale rovina in picchiata.
Trovo la Parte 2 leggermente migliore della Parte 1, non riesco a dare un 8 perché le interpretazioni di quasi tutti e alcuni archi narrativi deboli, il taglio di alcune scene essenziali, il finale sbrigativo, non lo rendono un lavoro con uno spessore e una profondità tali da aspirare a qualcosa di meglio.
Farei un torto a lavori migliori.
Crescere insieme e sostenersi per superare gli ostacoli della vita
Se potessi riassumere i valori e il messaggio di questa storia sarebbe quello espresso nel titolo perché si parla di legami famigliari ma anche di un legame d'amore che diventa risorsa per entrambi i partner, trasformandosi e diventando reciprocamente punto di riferimento l'uno per l'altro.The Oath of Love è basato sul romanzo "Affido a te il resto della mia vita a te" o "Dammi molti insegnamenti" se vogliamo tradurre letteralmente, (余生,请多指教) di Bo Lin Shi Jiang (柏林石匠).
Questo drama è incentrato su una storia d'amore mutualmente formativa tra un chirurgo addominale, gastroenterologo e una violoncellista in erba (22 anni). É la tipica rom-com, nonostante sia un prodotto cinese, ho notato molti influssi da K-drama sia nelle modalità con cui nasce la storia, sia nel problema che li avvicina, sia nella gestione delle emozioni da parte di lui e la presenza di rivali e scene di gelosia.
La sinossi su Viki è parzialmente sbagliata: Lin Zhi Xiao (Yang Zi), la protagonista femminile, è una studentessa universitaria al terzo anno di violoncello. È energica, positiva sebbene impulsiva e spesso arrabbiata, dispersiva con i propri obiettivi, spesso distratta da altro. Ha un rapporto molto conflittuale col padre, un ex preside che la tratta come una scolaretta indisciplinata e che viene chiamato per nome , non Papà. Il percorso porterà un avvicinamento, una comprensione e una comune dimostrazione d'affetto.
L'amore della famiglia è insostituibile nella vita di una persona. Questa è un'importante lezione di vita che questo drama ci insegna. Le situazioni difficili possono renderci più maturi in tutti gli aspetti della vita. Questo è ciò che Lin Zhi Xiao e la sua storia ci insegnano.
Gu Wei (Xiao Zhan), il protagonista maschile è un medico molto capace, rigido, coartato, vive per il lavoro, pertanto vive i problemi e le battute d'arresto come fallimenti personali con conseguenti problemi d'ansia. Alla fine, dopo aver incontrato la nostra protagonista, impara a guardare i problemi da un'altra prospettiva ed a imparare da questi.
Gu Wei ha una personalità fredda e distaccata, ma in realtà è molto premuroso e disponibile verso i pazienti, vive per loro. Lin Zhi Xiao, d'altra parte, è apparentemente irruenta ed infantile ma sotto sotto è tenera e matura. Lo sviluppo del personaggio di Lin Zhi Xiao è uno dei più marcati nella serie mente, per quanto riguarda Gu Wei, che ha una differenza di età di circa 9 anni con la protagonista (31 anni), non cresce ma si ammorbidirà nel suo modo di vivere i rapporti e modificherà l'approccio ai problemi e la visione delle relazioni.
Le loro personalità sono molto distinte ma il loro modo di incastrarsi e di apportare un genuino contributo l'uno nella vita dell'altra sono l'aspetto affascinante del loro rapporto.
La storia d'amore presentata in questo drama è sana e consensuale: nessuno si impone sull'altro e dichiarano i propri sentimenti reciprocamente, già questo fa intendere il tipo di rapporto che avranno: simmetrico, tra pari.
Nonostante i 9 anni di differenza d'età tra i personaggi, lo sviluppo romantico della trama è molto naturale: lui si adatta al suo modo di vivere e la storia e procede al suo ritmo inesperto, rispettandone tempi e desideri.
Parallelamente, viene illustrato il rapporto dei nostri protagonisti con le famiglie: mentre una ha una famiglia supportiva , calda, sebbene il padre sia apparentemente distaccato e squalificante, l'altro ha una famiglia fredda e asettica di medici alle spalle, che si trattano come colleghi e intimano al ML le scelte da compiere, professionali e sentimentali senza supportare e aiutare veramente il protagonista.
Entrambi i percorsi subiranno delle evoluzioni, soprattutto nel rapporto che la nostra FL intratterrà col padre, un rapporto intimo e molto sofferto che viene illustrato con grande delicatezza e sofferenza in modo composto e intenso. La scena di lei in macchina che piange in silenzio sulla spalla del padre è di una bellezza disarmante. Solo Yang Zhi avrebbe potuto renderla con quella forza disperata che mostra affetto ma anche compassione per il loro rapporto e la salute del paziente. Questa famiglia che mette da parte i problemi e si riscopre unita quando la vita li pone di fronte alla morte.. .
Gli amici invece non li ho apprezzati, oltre a essere infantili e dare pessimi consigli propongono un ideale di relazione tossica e invischiata che non aiuta la relazione tra i protagonisti. I rivali , maschili e femminili, sono fastidiosi ma non troppo, sapranno mettersi da parte evitando di cadere troppo in basso, nonostante la SL illustra un tipo di donna fastidiosa, in quanto manchevole di elegante dignità, contrapposta ad un aspetto impeccabile (fortuna che si toglie di mezzo intorno al 16°). Purtroppo i cinesi propongono sempre questa tipologia di bitches a motivo del loro sessismo che disvela una malcelata misoginia. Se ci fate caso i rivali maschili non sono mai illustrati in modo meschino, misero e cinico. Capiscono che se non vengono scelti il motivo non è la presenza di un altro ma è legato a loro stessi.
Recitazione: Sia Xiao Zhan che Yang Zi offrono interpretazioni eccellenti, soprattutto nelle scene intime e di confronto. Hanno capacità interpretative molto buone, eccellenti per YG ,alla cui interpretazione darei 9. Xiao Zhan non è altrettanto bravo e versatile, secondo me, ma lo preferisco in questa parte che in altri lavori dove tende a fare il gigione, ossia a calcare la recitazione in senso innaturale.
La loro alchimia era comunque molto buona e e le loro interazioni erano cute da guardare, il che, unito alla naturalezza del loro rapporto mostra una coppia realistica come tante ne possiamo vedere in giro. É mancata totalmente la passione in questo loro rapporto, ma questo lo imputo alla giovanissima età della protagonista e al divario d'eta tra di loro; lo spettacolo inoltre ha un messaggio preciso e lo rimarca spesso: l'amore concreto è quello che unisce due anime che scelgono di condividere la vita, è quello che resta dopo la passione, è la bellezza di "una coppia anziana che cammina nel parco" dopo tanti anni, ancora uniti e insieme.
Del resto, tutto, sia la musica che il trucco e l'abbigliamento della protagonista (vestita prevalentemente di bianco e con colori tenui, color pastello) fanno pensare ad una storia "delicata" e "bianca" (attenzionate che non c'è mai un accessorio rosso a parte il rossetto, lei vestirà di rosso solo dopo il matrimonio, a motivo di un "upgrade" che ora le viene concesso, l'accesso alla sessualità). Io penso che un tocco di passione in più non avrebbe guastato, a completezza del rapporto, nonostante ci sia una scena di loro che si risvegliano con abiti differenti, e fa pensare che forse sia successo qualcosa, lasciando il dubbio e mai la conferma.
Adorabili i siparietti romantici alla fine di quasi tutti gli episodi: servono a smorzare la tristezza degli episodi tristi e a connotare di tenerezza e humour la relazione tra i protagonisti.
Colonna sonora buona ma non indimenticabile: crea un'atmosfera delicata, tenera, di grande tepore con molta semplicità come il rapporto tra i due protagonisti. Nessuno dei protagonisti è stato doppiato e loro stessi hanno prodotto tre canzoni della OST (Yang zhi lo fa sempre):
- "The Oath of Love (余生,请多指教)" (Sigla) di Xiao Zhan e Yang Zi (È stata incredibile per la combinazione delle loro voci, ed è la mia preferita).
- "The Greatest Fortune (最幸福的幸运))" di Xiao Zhan
- "Somebody Liking Someone (一个人喜欢一个人))" di Yang Zi.
Il pezzo forte di questo lavoro è la sceneggiatura che non diventa mai incoerente, costruisce dei personaggi abbastanza credibili, certo ha delle falle logiche di cui voi stessi vi rendete conto ma non è mai brutalmente drammatica, mostra la vita e le relazioni con i suoi alti e bassi e la qualità dei dialoghi è davvero molto buona.
Del resto YZ non accetta sceneggiature a caso!Dove c'è lei hai certezza di un lavoro di qualità, ben scritto e ben diretto. La regia è semplice e molto lineare ma questo ordine serve a rendere una semplicità della vita, senza personaggi troppo complicati e complessi, io penso.
COSA NON MI É PIACIUTO:
1) Assenza di fluidità tra le parti in cui la FL mostra una maturità inconsueta per i suoi anni, e le parti in cui è solare e spensierata in cui quasi subisce una regressione, a livello comportamentale.
2) Rapporto troppo platonico tra i due, anche dopo aver concretizzato e stabilizzato la relazione, ok lei è giovane ma lui ha 31 anni e delle sue necessità. Se la relazione è simmetrica devono trovare un punto di incontro anche su questo punto, non lui che si adegua sempre alle sue necessità (ma capisco che l'utenza è femminile e il QI sia basso, pertanto confezionano l'immagine di un principe azzurro paziente, con gli ormoni di un cane morto).
3) casting, non ho mai avuto percezione dei 9 anni di differenza dei protagonisti, lui non mi sembra così grande e lei così piccola, visivamente sembrano due coetanei, il team trucco doveva fare qualcosa in più, o lui ingrassare un po' per avere un fisico più pesante e maturo, dare quella percezione di solidità austera che ti viene con l'età, e non solo con la professione. Lei non subisce una evoluzione estetica marcata, avrei dato mezzo punto in più se alla fine lei diventava quella che è oggi, capelli neri e un fisico più asciutto, un trucco più maturo.
4) Questa è una mia preferenza: mi sarebbe piaciuta una storia meno lenta nell'avvicinamento e nella formazione del legame, sono due impediti, teneri ma impediti. Una volta messi insieme avrei voluto vederli più complici e impegnati in confronti esistenziali come all'inizio, invece quel rapporto si perde, parlano di stupidaggini e quando il tono diventa più serio è lui a rassicurarla e ad aiutarla , si perde quell'aspetto di negoziazione mutuale dei significati e della realtà, e quando si recupera lei è troppo brusca e concentrata sui suoi sentimenti feriti. Ma questa parte io l'avrei proprio evitata: nel senso, lui avrebbe dovuto informare lei di quanto gli stava accadendo e lei scuoterlo in quel momento lì, aiutandolo come poi ha effettivamente fatto. Apprezzabile tuttavia che non sia una donna che se ne sta con le mani in mano come tante protagoniste di cdrama che purtroppo VENGONO mostrate.
Nonostante i suoi difetti, è una serie molto buona che mi sento di premiare con una valutazione più generosa nel complesso, rispetto a molti altri modern cinesi è di un gradino sopra per regia, abilità interpretative, sceneggiatura. É in grado di trasmettere messaggi senza diventare mai eccessivamente deprimente.
In conclusione, "Oath of Love" è un cdrama che consiglio a chi ama storie romantiche con un tocco di realismo e profondità emotiva. È una serie che invita a riflettere sui valori dell'amore e della resilienza, lasciando un'impressione positiva durevole negli spettatori.
Inizio a razzo & finale a C*zzO!
Avviso prima di iniziare la visione che questo lavoro ha un finale aperto perché si prevede una seconda stagione che stando ai rumors dovrebbe uscire nel 2026 MA non è certo, nel senso che ci sono molte voci e niente di confermato ed è passato ormai un lustro dalla prima stagione.E' un lavoro diverso, fresco e divertente con alcuni elementi di novità e una buona scenografia (non si fa sentire il basso budget), tuttavia i dialoghi e le interpretazioni quando ci sono le parti drammatiche (concentrate sul finale) mancano di convinzione , intensità e credibilità. Tutti gli attori sono più portati per interpretare ruoli comici, soprattutto il protagonista. Di sketch comici ne vedrete tanti e alcuni saranno davvero deliziosamente divertenti.
Bellissime alcune puntate, specie la settima cui do 8 , si discosta totalmente come qualità dalle altre puntate con scene di grande estetica visiva ed emozioni per l'avvicinamento dei personaggi.
Il protagonista è un ragazzo diverso, a parte la differenza di età di 7 anni con la protagonista che PURTROPPO si vede tutta, è stato molto azzeccato dare la parte ad un attore vero (non cantante belloccio come siamo abituati a vedere), esteticamente basso e non prestante fisicamente. Questo non peserà anzi sarà interessante notare come compensi le sue scarsi dote estetiche e la sua scarsa prestanza fisica con la furbizia, il machiavellismo e l'intelligenza.
Molto interessante l'impiego, PER LA PRIMA VOLTA, di armi da fuoco nella lotta.
Due archi narrativi, il primo più interessante, presenta dapprima il nostro protagonista impegnato nell'impiego delle moderne tecniche di impresa e pianificazione aziendale in un epoca storica immaginaria ma posso immaginare datata almeno al 1500 , dato l'utilizzo degli archibugi. Nel secondo arco narrativo si ritrova coinvolto in un intrigo imperiale nel corso di un viaggio rimanendo bloccato Li'an, la città dove si trovava con la moglie in viaggio.
Questo secondo arco narrativo presenta uno stravolgimento in termini di personaggi nuovi che faranno la loro comparsa oscurando i primi e la moglie non si vedrà per quasi 8 episodi.
Quello che non mi è piaciuto,a fronte delle tante potenzialità finora espresse ( tra cui aggiungo un legame paterno molto tenero e sentito tra il suocero del protagonista e la figlia -anche questo poco sviluppato- l'iniziativa femminile sentimentale, e interessanti conoscenze sul mondo del commercio e sulla produzione della seta), è il modo in cui è stato presentato questo matrimonio.
Il titolo fa pensare ad UN MARITO , quindi ti aspetti che venga dato largo spazio alla gestione matrimoniale, ebbene non è così! Sebbene inizialmente venga presentato un inizio mooolto promettente tra i due, questo non reggerà il ritmo, non ci saranno contatti fisici intimi (neanche un bacio) e la prima notte insieme non verrà manco mostrata, se non l'ennesimo sketch comico con i guardoni che spiano fuori dalla porta. Il matrimonio poi si perde, a parte tenersi per mano questa coppia mancherà di slancio, passione, amore totale e completo.
Lui addirittura " l'abbandonerà" per salvare una milizia in crisi e lei verrà rapita e quasi violentata.
Bellissima poi la scena del ritrovamento e la sua vendetta sul rapitore ma anche lì nessuno slancio nel ritrovarsi, sempre un piattume tiepido con emozioni smorzate che ha guastato. Il titolo, il trailer, la sigla fanno pensare ad un matrimonio ma questo sarà solo lo sfondo. Anche la moglie non è una protagonista ma uno dei tanti personaggi che entrano ed escono dalla scena. Questo mi ha molto raffreddata insieme all'incapacità di tutti gli attori di rendere emozioni forti e intense perché sebbene inizi come drama comico , come ogni lavoro cinese che si rispetti evolve in inutile tragedia con le solite morti inecessarie di alcuni personaggi principali.
Do mezzo punto in più per le idee innovative nella caratterizzazione del PROTAGONISTA PRINCIPALE e per il rapporto tra Su Taner e suo padre, sebbene la recitazione di lei non sia sempre precisa.
Dialoghi dimenticabili e i duelli sono molto poco scenografici se raffrontati ad altri lavori!
Drama leggero con problemi di esecuzione/ sceneggiatura.
The Moon Brightens for You (TMBFY) è un adattamento del romanzo omonimo (明月曾照江东寒) di Ding Mo (丁墨), il genere è wuxia ma con elementi "fantasy", non direi xianxia, che lo rendono ibrido; una fusione di arti marziali con metodi tramandati e coltivati nelle sette, col romanticismo e umorismo contemporanei.Questa è una storia su come il bene trionfi sul male e su come il vero amore non sia necessariamente il primo, e su come si formi attraverso la pazienza, la perseveranza e non poche difficoltà lungo il cammino.
Questa è una storia su come la vendetta venga raggiunga con perseveranza se sei nel giusto, col sacrificio delle persone a te care. Il karma alla fine salda i propri conti.
La storia d'amore è al centro dell'opera ma viene sviluppata definitivamente negli ultimi 8 episodi, nella parte centrale piuttosto viene presentato il primo "amore", che quasi sempre non è quello definitivo. In questo c'è sicuramente un elemento di diversità rispetto ai comuni drama cinesi.
Altro elemento di novità è caratterizzato dalla presenza di una donna forte nelle arti marziali ma senza grande intelligenza e acume in coppia complementare con un uomo debole fisicamente ma forte intellettualmente.
I villain in questo lavoro vengono rappresentati da una triade malvagia di tre demoni fantasma che servono la fazione nemica del regno, composto dal malvagio e mascherato Capo; un grottesco, cleptomane, dalla sessualità confusa e un disturbo da tic, infantile, definito pazzo ma lucido nelle considerazioni, che combatte con un grattaschiena in ferro; infine un maestro dei veleni, esperto in combustione spontanea finale.
Tra i personaggi "strani" , il miracoloso agopunturista, esperto di arti marziali Jian Ling, un subdolo ricco ed edonista padrone della Zhou Mansion e di 35 tratte commerciali, un assassino dagli occhi buoni (completo di cappello di paglia e lame gemelle), l'esotica praticante di arti oscure, che lancia veleni e serpenti, con un movimento delle mani che ricorda più un ballo di gruppo nelle balere romagnole che una mossa marziale.
Le notizie vengono diffuse nel regno attraverso un canale di trasmissione orale comunitario , tipico delle sale da tè, dal nome "Le voci della Comunità", per fornire al grande pubblico eventi e pettegolezzi aggiornati sul regno, mentre allo stesso tempo trasmette segretamente messaggi in codice alle parti interessate. Insieme a questo c'è un servizio sussidiario che fornisce la consegna personalizzata porta a porta di informazioni e pacchi, in perfetto stile Bartolini , DHL express o SDA.
La trama è lineare e non complessa, il che consente agli spettatori di cogliere il background e le motivazioni sottostanti, in modo da comprendere gli incidenti del passato che danno forma agli eventi attuali. Nonostante il tono spensierato e leggero, a metà lavoro ci sono alcuni momenti tragici che si verificano mentre la storia si svolge.
Come ogni Wuxia che si rispetti, viene messo in risalto e celebrato il valore della fratellanza, della cavalleria, della lealtà e della rettitudine, soprattutto da parte del ML e della FL, nonché dai capo clan virtuosi delle sette marziali.
Buone le evoluzioni e le crescite dei personaggi: il Male Lead compirà un'evoluzione che lo porterà a distaccarsi dal proposito ossessivo di vendetta per far largo all'amore e al sentimento, concependo più che la vendetta, la necessità di una rivoluzione per un bene più grande, ai fini del benessere del popolo.
Questa sua ritrovata flessibilità determinerà un comportamento più libero e disinvolto, espresso nella mimica e nel sarcasmo, nell'ironia e nello humour. Considerato il personaggio freddo, indifferente, rigido del principio, sul finale avremo un uomo in sintonia con i propri sentimenti, espansivo e romantico (una bella sorpresa).
La FL compirà un percorso evolutivo altrettanto marcato: da ragazza frivola, immatura, impulsiva e irruenta, con un sorriso sfacciato e malizioso (che personalmente mi ha infastidito ), arriverà a diventare più riflessiva, matura, consapevole e seria.
Il finale è molto positivo: chi doveva pagarla la paga e i buoni raggiungeranno il successo e si dedicheranno ad obiettivi per loro importanti.
Le musiche sono allegre e spensierate, caratterizzano e accompagnano il lavoro.
COSA NON HA FUNZIONATO QUINDI?
1) Recitazione: non so se i personaggi sono stati effettivamente diretti male o se questo è stato il massimo che son riusciti a fare, il ML è molto monocorde, migliora sul finale e nella resa empatica nell'episodio 18, ma la sua inespressività non mi ha permesso di immedesimarmi e vivere con trasporto il suo percorso, solo in 4-5 scene mi è sembrato calato nel personaggio e nelle reazioni emotive che doveva avere.
La FL, peggio mi sento, per me è stata del tutto inadeguata agli inizi, migliore sul finale ma non ha saputo dare sfumature emotive al suo personaggio (SORRISO/FACCIA SERIA).
2) Scenografia : combattimenti resi male, troppo teatrali, tecnica della levitazione onnipresente ed eccessivamente rappresentata, sembra più una ascensione al cielo, un po' wuxia un po' xianxia, tutto un po' troppo too much, poco credibile, gesture caricaturali delle mani che fanno ridere più che immedesimarsi. Veleni in polvere che volavano come getti di farina e invece di combattere la gente si trovava a grattarsi.
Salvo due combattimenti, il Generale sulla quarantina che lotta sotto la pioggia per uccidere Gu-Ye, il duello finale tra i nostri protagonisti e il grande demone cattivo , che ricorda un po' un videogioco e un po' rappresenta il tipo di unione che riescono a formare i nostri protagonisti.
3) Caratterizzazione dei personaggi principali: il secondo ML è infine rappresentato come un uomo volubile e codardo sentimentalmente, non ho capito cosa volessero trasmetterci con questo personaggio, mi riferisco alla gestione emotiva del sentimento, non sarà chiaro. Stendo un velo pietoso sul personaggio fastidiosissimo della Principessa che verrà umanizzato sul finale ( della serie, volevo solo essere amata perché mi sento sola, quando mi amano divento buona e comprensiva, tutto ciò che ho fatto di terribile è stato per amore).
Non ci sono strategie mentali di altissimo livello, persino il ML, descritto come un genio, non riesce a prevedere una trappola fatale nel 18 e le conseguenze di un piano che va male nel 30, di cui la sua amata piangerà le conseguenze che potevano essere fatali, la FL è priva di qualsiasi acume mentale, non è né sveglia né scaltra. Moralmente è un personaggio positivo ma a livello di intelligenza non comprendo perché presentare una grande bravura marziale mista a una totale incapacità di prevedere le conseguenze delle proprie e altrui azioni.
Storie d'amore secondarie, una gradevole e l'altra con molte potenzialità iniziali che viene poi sviluppata in modo piatto e apatico, senza tanta convinzione. Partono a razzo e finiscono come una coppia annoiata senza alcun trasporto fisico.
Niente di nuovo a livello di scrittura: gli stessi identici tropi narrativi di sempre, una ragazza stupidotta che non comprende i propri sentimenti che si ritrova prima a gareggiare in un torneo di arti marziali, a stringere delle amicizie poi e coinvolta nell'ennesimo triangolo che non saprà completamente gestire perché non capisce cosa prova (generalmente quando non sai cosa provi non provi nulla per nessuno, l'amore non va spiegato).
La FL è sempre confusa sui suoi sentimenti, sia per l'uno che per l'altro, sceglierà il compagno della sua vita proprio negli ultimi episodi finali (cinque-sei episodi prima della fine).
Elementi di generi diversi(comico e tragico) non bene amalgamati, un po' per la sceneggiatura, un po' per le recitazioni lacunose degli attori.
Comuni cliché: triangolo, donna che cade e viene presa dall'uomo, donna ubriaca portata in spalla, principessa capricciosa e insopportabile, malinteso che cambia le sorti del destino, contatti fisici tutti concentrati sul finale ma baci molto molto tirati, lievi contatti sulla bocca e FINE (un drama casto, persino per essere un cinese).
Oggetti di scena moderni, parrucche brutte e di scarsissima qualità per tutti (notare come la parrucca del ML parta da metà testa).
Il voto è 5,5 in verità perché a causa di una recitazione traballante e stentanta e una sceneggiatura lacunosa non si può definire un lavoro valido, do mezzo punto per i personaggi geniali del demone pazzo e del medico che utilizza strategie paradossali.
Mi viene da ridere perché se leggete le recensioni un po' tutti affermano che la storia è carina anche se la RECITAZIONE FA SCHIFO, univocamente riconoscono che la recitazione FACCIA CACARE però poi danno voti dal 7 in su per la storia e i combattimenti (resi pure male tra l'altro).
Versione cinese di "Via col vento" ma ...."quei due diverranno una coppia"!
👉👉👉👉👉👉👉👉 Il mio voto reale è 7,8 !Cdrama storico che presenta un mix eterogeneo di elementi non sempre ben miscelati tra di loro come commedia, guerra, leggero romanticismo, amore fraterno, giallo, dinamiche sociali della dell'epoca (dai costumi penso sia ambientato nella dinastia Tang), cospirazioni, sacrificio, amore non corrisposto, strategie, suspense e thriller. È come sperimentare un buffet di generi in una storia. Tuttavia, l'aspetto romantico della storia lascia un sapore un po' sgradevole perché nonostante sia apprezzabile l'idea di mostrare la crescita anche sentimentale di una fanciulla di 17 anni (stessa età o quasi di Rossella O'Hara a cui il personaggio si ispira) , quindi di una persona che si innamora per caso perché è innamorata dell'amore e non vede l'ora di sperimentarlo con chicchessia ,diverrà una resistenza inutile nei riguardi di sentimenti più profondi verso un altro uomo che la ama da subito (Rhett) ,interpretato dal rude e temibile generale Chen Wende.
Il titolo non è a caso perché ambientato in un periodo di guerra civile e la caratterizzazione dei quattro personaggi principali è inequivocabilmente ispirata al romanzo do Via col vento sebbene liberamente adattato.
Moxi, il personaggio principale è la figlia di una concubina che lavorava in un bordello, e quindi cresce un po' come la cenerentola della casa, bistrattata e molto trascurata in termini di educazione e cure, è cresciuta da sola ed è priva di buone maniere tuttavia è molto sveglia, intraprendente, volitiva, e pronta a sopravvivere a qualsiasi costo, anche se questo significa agire disonestamente o a scapito di qualcuno ( la sua irruenza , l'assenza di modi,la bellezza e questo opportunismo come reazione al trauma sono aspetti che possiamo ritrovare anche nel personaggio di Rossella O'Hara sebbene le manchi la sua intensità , la sua follia, le abilità espressive di Vivien Leigh, col risultato di avere una brutta caricatura).
Fengyao, è la cugina, figlia legittima della famiglia Bai, è colta, istruita, raffinata e composta ma di contro debole, priva di piglio, incapace di districarsi tra le varie vicissitudini della vita, poco sveglia e perfettamente INUTILE, in ogni senso, anche dannifica seppur involontariamente ( un personaggio fastidioso più dei cattivi).
Dovrebbe ispirarsi a Melania Hamilton per bontà e idealismo, per la capacità di vivere i rapporti in modo disinteressato ma le manca la lungimiranza, lo spessore, l'intelligenza e la forza morale di Melania ( in poche parole niente di più diverso). Spesso si dimostrerà anche ingrata nei riguardi del generale che chiamerà traditore ma che la salverà dalle frustrate e dalla febbre , oppure si negherà per principio degli aiuti provenienti dal generale e poi dovrà chiedere aiuti ben più grandi per sopravvivere abbandonando i principi che l'avevano portata a negarsi l'aiuto.Dove sta la coerenza? Sarà una donna moralmente rigida ma anche profondamente stupida e cieca.
Arriviamo quindi all'uomo conteso che determinerà una frattura tra le due cugine che da "sorelle" diverranno rivali , il giovane generale "Wan Jia Gui" che per uscire da una situazione scomoda verrà utilizzato dalle due ragazze per risparmiare il matrimonio di Fengyao con un disabile, però figlio del primo Ministro Wu.
Questo ragazzo è un giovane uomo virtuoso, timido e molto deciso a non coinvolgersi sentimentalmente per via della pericolosità del suo lavoro e spesso in viaggio in terre lontane. A nulla servirà la sua ritrosia perchè senza alcun motivo reale le due donne si innamorano di lui. Moxi gli salva la vita e sembra essere ricambiata, non totalmente però, dal giovine (sebbene esattamente come ashley wilkes si porrà in modo ambivalente per buona parte del drama e avrà ogni sorta di scrupolo nel viversi questo sentimento, forse perché non era così forte).
Per ultimo, ma non meno importante, il capitano Chen Wende, un finto ribelle che tenta di salvare il regno dalle macchinazioni dei corrotti e che ha una brutta fama alimentata da modi rudi e impetuosi, privo di buone maniere ma nobile e generoso anche se umanamente non perfetto. Con Rhett condivide semplicemente l'età , si suppone che abbia 37 anni e il fatto d'essere destinatario dell'odio e delle dicerie della gente per la sua ruvida onestà e i suoi modi poco eleganti per il resto , senza offesa, Sean Sun, non ha davvero nulla del carisma irresistibile di Clark Gable, del suo fascino ed è del tutto privo di eleganza e modi gentili.
Tuttavia , questo lavoro merita di essere visto perché come recitazione il man lead è una spanna sopra tutti e perché finalmente non abbiamo un erudito, un virtuoso, un efebico, un timido MA UN VERO UOMO, MATURO, VIRILE, PIU' REALE dei ragazzini che finora i drama ci propinano; un uomo che se vuole sa spingersi oltre. Lo vedremo attratto palesemente dalla protagonista a cui manifesterà col comportamento anche una certa attrazione fisica (invasione dello spazio personale, tendenza a spingere il bacino in avanti, tentativi di baci rubati, sguardo da pesce lesso e proposte romanticamente indecenti nel cuore della notte ) e lo vedremo sempre pronto ad aiutarla e proteggerla, con una pazienza che poco si conferrebbe al tipo di personaggio che hanno deciso di creare.
Il capitano Chen, nonostante abbia sicuramente almeno 35 anni, abbia vissuto il mondo, sia un uomo sveglio e fisicamente non sia il belloccio efebico e smilzo a cui questi drama fantasy ci hanno abituato ma, al contrario, sia un uomo fisicamente impostato, goffo, rude e privo di savoir faire, non ci sa proprio fare coi sentimenti. E' stato e sarà per voi divertente, vedere un uomo impacciato che non sa come avvicinarsi ad una donna e si diverte a provocarla o a giocarci, a spaventarla per osservare il suo viso terrorizzato, e pensare che è bella, ascoltare i suoi discorsi scabrosi e pensare che sia folle ma interessante. Sin da principio gli sentirai dire "INTERESSANTE, SEI MOLTO INTERESSANTE"... .
La sua prima notte di nozze sarà esilarante perché proverà in tutti i modi a "consumare" senza successo ma sebbene inizialmente arrabbiato si dimostrerà un paziente gentiluomo, seppur ferito nell'orgoglio maschile.
Veniamo alla storia: È in gran parte un drama che solo in superficie è una storia d'amore, la vera storia è il rapporto tra le due protagoniste, le vicissitudini affrontate insieme e l'aiuto e il supporto che si daranno nel corso della storia.
Moxi è illegittima e orfana in tenera età, cresce nella sofferenza nella famiglia di suo zio Bai Wentao, un funzionario di sesto livello opportunista, rozzo, manipolativo e in definitiva stupido, sempre sudato, grasso e grottesco. La moglie sembra una maschera del teatro: inattraente , avvizzita, truccata con un cerone bianco che ricorda le geishe, stupida e priva di scrupoli, interessata solo al figlio maschio che è uno dei personaggi peggiori che io abbia mai visto in quanto ad opportunismo ed edonismo fuori luogo, sarebbe in grado anche di vendere sorella e cugina agli amici per divertirli un po' in cambio di denaro.
Tutti e tre i personaggi sono davvero stupidi, non cattivi ma del tutto AMORALI, e questo mi ha causato fastidio nonostante io abbia apprezzato di non vedere punizioni corporali come bastonate o tante altre angherie che ho visto in altri storici.
Moxi salva un affascinante soldato ferito, Wan Jiagui e si innamora di lui. Incontra anche un esasperante generale Chen Wende. Attraverso una serie di incomprensioni, alcuni autoinflitti, Moxi si ritrova intrappolata tra entrambi gli uomini mentre Wan Jiagui si ritrova fidanzato con entrambe le donne. Un tortuoso quadrilatero romantico tra i quattro si svolge mentre il paese scivola nel caos. Le storie d'amore sono secondarie rispetto al modo in cui la relazione tra le due donne affronta la guerra civile e una complicata rivalità amorosa.
La storia è raccontata in gran parte dal punto di vista della diciassettenne Tang Moxi che condivide i suoi pensieri attraverso sogni ad occhi aperti molto vividi, a volte divertenti, a volte stupidi.
Inizialmente ho trovato geniale mostrare le fantasie ad occhi aperti della giovane Moxi, poi ho iniziato a trovarle noiose, fuori luogo e che interrompessero il ritmo della narrazione (questo aspetto così ridondante ha penalizzato di molto la mia valutazione).
La prima metà del dramma racconta delle conoscenze tra i personaggi e la formazione dei legami, poi verso l'ep 9 un arco narrativo racconterà la tragedia famigliare e il viaggio di queste due donne che finite in disgrazia si spostano in un'altra città e si ritrovano coinvolte in un intrigo imperiale, ed è stato molto interessante vedere le soluzioni che la regia ha adottato per rendere il complotto intrigante ( non spoilero ma vi dico solo di attenzionare le allieve della scuola per gentildonne di Quizhou, non tutto è come sembra). In seguito verso l'episodio 17 si sviluppa un altro arco narrativo che vede il matrimonio di entrambe e verso il 26 inizerà una nuova vita per entrambe, l'ultimo di chiusura verso il 32. Il finale è positivo , frettoloso ma non di pochi secondi come tanti fanno.
Andiamo al negativo:
-Recitazione non sempre credibile di molti personaggi, fa eccezione il capitano chen wende e altri due personaggi ( non i principali ), questo è un peccato perché Zhang Nan è molto bella ma non altrettanto brava nella gestione dei ruoli drammatici, sarebbe sicuramente più indicata per commedie teen dove non ci vuole un grande spessore emotivo). Stessa cosa per la cugina che non ha dato profondità al suo personaggio, piange, si dispera ma poi non ha coloritura emotiva, e non si tratta di compostezza... .
-Sceneggiatura, dialoghi narrativi più che emotivi e nessun discorso mi ha scosso o provocato riflessioni, prendetelo per quello che è: una commedia leggera che ogni tanto prova a diventare un crime case o un thriller imperiale.
-Storia un po' noiosa e lenta in certi episodi perché viene molto trascinata con dialoghi e scene riempitive inutili, dal 7 al 13° sono le parti più lente e noiose, resistete se potete. Se questo drama fosse stato di 28-30 episodi avrei dato un altro mezzo punto.Poca coesione tra elementi comici e tragici, generando confusione e perdendo intensità, mi chiedo quali fossero gli intenti del regista. L'arco finale è affrettato e la capacità di Moxi di trasformarsi non è ben spiegata e francamente impossibile. La storia giunge a un finale soddisfacente con gli episodi finali che compensano il cedimento nella seconda metà.
-Slow burning estremizzato , lei si renderà conto del suo reale interesse ma 5 episodi prima della fine e in certi momenti sarà ingrata , opportunista e stupida. Per me i registi hanno sbagliato a formare una coppia sul finale e si sono troppo dilungati nell'ossessione di lei per il suo primo amore, se avessero mostrato un amore vero tra i due non avrei avuto da ridire ma personalmente per circa 30 episodi viene portata in scena la fissazione di lei a discapito di tutto, nonostante il generale Wan Jagui sia debole, irrisoluto, tentennante e alla fine una vale l'altra, disposto a sacrificare chiunque per il bene più grande ma lei non lo capisce e arriverà anche a rendersi patetica e miserevole (Rossella O'Hara non si sarebbe mai prostrata a 90°). Wan Jugui, inizialmente non ne vuole sapere , poi nella seconda metà sembra deciso a stare con lei ma bloccato da ogni tipo di scrupolo, e sembrerà vergognarsi delle sue origini, e poi volerla sposare per senso di responsabilità nei confronti di una promessa fatta ma il suo comportamento tradirà i suoi veri pensieri e la protagonista sarà sempre incapace di vedere l'evidenza. Nemmeno dopo aver visto una interazione illuminante tra lui e la cugina durante la fuga sarà in grado di voltare immediatamente pagina. A questo punto quasi speravo in un finale triste alla "francamente me ne infischio" perché Moxi Tang questo meritava nonostante alla fine si riscatti mostrando un'evoluzione francamente impossibile dopo solo 1 anno di tempo.
-Totale mancanza di coerenza dei personaggi: Moxi Tang è una ragazza sveglissima e scaltra che sa gestirsi e destreggiarsi tra le bassezze della sua famiglia e quelle dei funzionari corrotti, tuttavia non riesce a suggerire al suo amato soluzioni di salvezza e vittoria quando poi le escogiterà da sola con successo sul finale, non sa aprire gli occhi e rendersi conto di chi sia veramente Wan Jiagui e muta idea sentimentalmente un po' troppo bruscamente.
La cugina è colta e intelligente ma a volte stupida e del tutto inutile, possibile che sappia intuire la strategia militare di un nemico e si faccia derubare i bagagli davanti gli occhi? E' vittima degli scrupoli d'onore ma accetta aiuti più grandi quando i suoi scrupoli la fanno ammalare (ep-22), considera l'antagonista del marito un disgraziato e dove è il suo senso di gratitudine che le ha salvato la vita 3 volte? Dove è l'intelligenza?
Con il marito ha spesso confronti accesi dove lo accusa di indecisione, di ipocrisia, di debolezza... eppure il suo amore non vacilla dopo aver visto che razza di uomo si è sposata.
Yu-Win, sembra ossessionato da una persona ma non si capisce come risolve la sua ossessione per lei, passando da propositi assassini a nobili intenti ("la restituirò a voi"), quando la rincontra dopo tempo non proverà nemmeno a conquistarla. Era quindi un capriccio?
-Il capitano Chen Wende, nobile negli intenti ma a volte irruento e molto meschino nell' accettare le soluzioni degli alleati per salvare l'armata , inizialmente attratto dalla protagonista poi la dichiara non all'altezza delle sue attenzioni, poi la rincontra e nonostante non ci sia nulla di romantico o significativo tra i due inizia a sorvegliarla e volerla "prendere con se". E' il personaggio più lineare di tutti, e anche il più coerente ma ciononostante la regia ha voluto inserire elementi di ambivalenza per i colpi di scena che non sempre hanno una base logica sottostante.
Per concludere: il conflitto e l'attrazione tra Chen Wende e Moxi sono gli unici punti salienti della seconda metà del dramma che lo hanno reso godibile anche se con picchi di insofferenza per il comportamento immaturo e poco sveglio di lei. Ho MOLTO apprezzato il casting di Liu Mei Tong e il personaggio che interpreta, è una delle chicche mai viste negli storici cinesi. La seconda relazione non è sufficientemente sviluppata ma ho trovato i due fastidiosi e noiosi sicché per me non è stato un problema ma potrebbe esserlo per voi se simpatizzate con uno dei personaggi.
È abbastanza diverso dal solito dramma storico cinese di routine e ne ho apprezzato molti aspetti.
CONSIGLIO se siete stanchi di vedere i classici bellocci e rapporti che nascono sempre nello stesso modo.
Qui l'amore è più realistico e maturo, le soluzioni narrative sono sì molto comuni ma con dettagli piccanti, interessanti e gender fluid che lo rendono meno scontato e interessante.
Who rules the Drama???
Comincio col dire che la visione di questo drama da 40 puntate si é protratta per 2 intere settimane, un’eternità se la confronto al tempo che generalmente impiego per finirne uno della stessa lunghezza (5 giorni).Questo dovrebbe far comprendere quanto poco coinvolgente sia per una serie di ragioni:
La storia parla di sei regni che hanno tra l’altro nomi simili (Joungzhou,Jinzhou,Qhuinzoun,Jonzhou…) , quindi diventa confusionario capire di quale regno si tratti e quali vicende lo attraversino .
Per ognuno di questi regni, e quasi per tutte le vicende vengono rappresentate, c’é una quantità davvero sostanziosa di attori e comparse con il risultato di appesantire la visione, così lo spettatore fa fatica ad entrare nel vivo della storia perché deve farsi un quadro mentale dei 30 personaggi a cui si riferiscono gli attori quando parlano, impiega un po’ per seguire bene le vicende, si confonde e si perde. Il risultato per un drama cosi breve é che risulta molto dispersivo.
Inoltre le vicende non hanno uno sviluppo ordinato, mentre si parla di un regno si passa alla visione di un altro che non ha ancora con quello precedentemente visto delle connessioni.
Entriamo nel vivo della storia: si parla dei sei regni e della lotta per il trono che implica la conquista del mondo (da qui il titolo), nello specifico segue prevalentemente la storia del Man lead, il protagonista Fenglaxi che ha una doppia identità che verrà disvelata nel corso delle puntate senza sorpresa o stupore per nessuno se non per il padre. Questo mi é sembrato davvero inverosimile. Stessa cosa per un altro personaggio che non spoilero. Nessuna meraviglia, stupore quando si potevano usare dei colpi di scena.
La co-protagonista (su carta), la famosa Zhao Lusi ha davvero poco spazio nella vicenda, se escludiamo i primi cinque episodi, tanto che ci si chiede se il drama riguardi anche lei o se é semplicemente una figura a supporto.
Dal 20° episodio inizia ad ottenere sempre più spazio nella storia e allora ci si accorge che il lavoro comprende anche lei , fino a diventare protagonista assoluta nel corso degli ultimi episodi.
Di 50 drama finora visti é quello meno omogeneo come compresenza dei personaggi, iniziano insieme poi il FL
prende il sopravvento e il ML si eclissa sul finale, fino a diventare contorno, poi protagonisti finalmente entrambi negli ultimi cinque episodi.
La loro storia inizia come sodalizio marziale sebbene poi diventi altro ma dovrete aspettare circa 30 episodi per vedere sbocciare qualcosa, perché sono entrambi presi dal percorso di conquista e riscatto di uno, e dal supporto dell’altro, le loro vicende e peripezie sono innumerevoli, le loro sfide si risolvono nel corso dell’episodio e poi si passa alla sfida successiva, come se fosse un videogioco a livelli. Questo, personalmente, ha smorzato molta tensione perché comprendevo che tutto si sarebbe risolto presto a beneficio dei protagonisti ma ha anche interrotto il coinvolgimento presentando una discontinuità. La visione non é fluida, non ti cattura, non ti prende, non ti consente di immergerti e di immedesimarti, risultando una storiella tiepida, poco credibile, le emozioni legate alla nascita di un rapporto amoroso , fondamentale per l'evolversi della storia, sono congelate perché é un drama d’azione con pochissimo romanticismo.Gli episodi romantici sono due e tutti sul finire del lavoro, dal 30 in poi... .
Il finale non é triste ma molto , troppo uguale, a tanti drama finora visti con una brutto risvolto sul finale che lascia un retrogusto amaro. Non c’è felicita piena per il modo in cui finisce e per ciò che comporta.
Non posso spoilerare ma nonostante comprenda le intenzioni del regista sul messaggio che voglia lasciare sull’importanza del tempo speso con le persone a noi care, per le modalità con cui decide di lasciarlo, mi sembra assurdo e poco credibile che si possa godere della serenità sapendo di avere i giorni contati , con il tacito benestare della protagonista. Quanto può essere veritiero???
Quanto é credibile inoltre che questo duo che possiede un intuito e un’intelligenza fuori dal comune si renda conto dell’identità del cattivo solo a fine lavoro, quando il generale imperiale, invece, lo identifica subito e io seguendo gli indizi, da spettatore, comprendo dalla sua comparsa che é il cattivo?????
Il protagonista che è un surrogato di ingegno, intuito, furbizia e capacità oratorie, pur avendo perso la madre in giovane età, all'improvviso, non sembra porsi dei dubbi sull'eventualità che possa essere stata avvelenata, e non conduce nessuna indagine pur avendo ogni risorsa a disposizione, dato che ha costruito una sorta di organizzazione di spionaggio. Anche il re padre non ha alcun dubbio , nonostante ci fossero davvero pochi dubbi anche su chi potrebbe essere stato . Quanto è verosimile???
Ci sono poi numerosi escamotage e soluzioni che mi sono sembrate frettolosi e poco convincenti, come se la storia abbia un pubblico destinatario molto giovane , se non adolescenziale per apprezzare un lavoro cosi approssimativo.
Il caposetta marziale, custode del sigillo, doveva essere un uomo saggio, avveduto e prudente invece si rivela spesso incauto determinando una sua prematura scomparsa, in modo molto, troppo stupido.
Interpretazione : la nota dolente di questo lavoro, insieme al montaggio delle scene e a combattimenti approssimativi, non mi ha permesso di entrare nella storia ma di seguire distrattamente e controvoglia il drama. Mi riferisco a emozioni non sempre corrispondenti con quanto di tragico appariva nella storia, occhi sgranati per dare profondità al personaggio ma risultavano un po' delle caricature, il protagonista che perde i sensi in ginocchio e prima con l'avambraccio si pone in modo da non cadere di botto ma in modo comodamente studiato (se siete svenuti nella vita sapete bene che non potete sistemarvi prima in modo da evitare di farvi male). Quest'ultima scena grottesca e ridicola l'ho rivista a rallenty 5 volte perché non potevo credere che il regista non se ne fosse accorto e avesse montato proprio questa ripresa di svenimento quasi amatoriale.
Attori che stanno per morire ma hanno forza per fare discorsi e tutto ad un tratto girano la testa e chiudono gli occhi di botto. Interpretazioni PENOSE.
Salvo solo un attore che mi dispiace abbia parti da comparsa mentre meritava più spazio. Mi riferisco al fratello maggiore del protagonista maschile, il primo principe. Lui é uno dei pochi che mi ha convinto perché ha dato intensità, partecipazione, credibilità al suo ruolo, dandogli un po’ di serietà
Musiche: penso sia il drama che meno abbia investito in musiche di sottofondo e colonna sonora, il peggiore tra quelli finora visti e non mi dilungo.
Effetti speciali : alcuni combattimenti sono molto belli e di sicuro impatto scenico, molti altri sono invece cosi veloci e con soluzioni abbozzate, spesso poco curate, da avermi strappato qualche risata nel corso della visione (maniche di tessuto leggero usate come frustre, armi o scodelle lanciate nei combattimenti che vengono scagliate sulle vittime senza partire direttamente dalle mani dei combattenti, come partissero animate da una forza invisibile, peccato però che fossero a pochi millimetri dal personaggio che voleva lanciarle, spade che si piegano come fossero di carta, antichi saggi truccati male con poteri ridicoli e mosse caricaturali, sangue arancione). Eppure dovevano rappresentare la drammaticità della guerra e il sacrificio inutile dei sudditi . Occorreva più impegno.
Dialoghi: descrittivi e narrativi con poche riflessioni introspettive, salvo solo un paio di frasi (avremmo voluto sopportare il peso del cielo per te in modo evitarti ogni preoccupazione mentre quel cielo ora devi portarlo da sola). Bella anche la riflessione sulla difesa
Questo ha tolto molta serietà alla visione dello spettacolo .
PRO: le scene di guerra e le formazioni che vengono schierate per difendersi, alcuni discorsi sulle strategie militari e la concezione della difesa vista come situazione di bilanciamento, la vendetta sui cattivi, in questo lavoro finalmente ho potuto vedere piena nemesi, seppur tardiva , di tutti i cospiratori in modo sottilmente spietato, senza buonismi superflui, belli i costumi e gli interni dei palazzi, interessante utilizzo e manipolazione delle superstizioni per manipolare il popolo e i soldati. Questo è stato onestamente molto interessante da seguire.
Molto simpatica l'idea di caratterizzare la protagonista femminile come una golosona e una buona forchetta, questo aspetto mi ha intenerito e addolcito il personaggio nonostante nella vita reale penso che l'attrice , come altre, facciano i digiuni per mantenersi visibilmente sottopeso, quindi è un po' un'ipocrisia vederle ingozzarsi nei drama.
Conclusione : una storia d’azione che manca di intensità e credibilità. E non linciatemi ma Zhao Lusi non é questa grande attrice che pensavo che fosse. Certamente é più valida di tante altre, molto più belle che ancora devono, si spera, maturare artisticamente ma non é ai livelli di una Yang Zhi o Liu-Yifei.
Una cosa che mi ha fatto sorridere è come abbiano volutamente scritto i copioni a favore della protagonista, tanto da risultare palese: mai come in nessun altro drama, con protagoniste femminili molto più valide a livello estetico di Zhao Lusi, viene decantata la sua bellezza da tutti (Bella quanto letale, bella come una fata... la donna più bella del mondo... XD XD XD). Mi è sembrato un po' too much perché zhao lusi è una brava attrice ed è molto graziosa ma non è obiettivamente una bellezza sconvolgente, quindi, queste parti dove le lodi superano OBIETTIVAMENTE I REALI MERITI, le avrei tolte o quantomeno ridotte di frequenza. Mi chiedo quanto l'agenzia dell'attrice non sia coinvolta in questo .... !!!!!!!!!!
In conclusione un drama dispersivo, lento, poco convincente e forse a basso budget che aveva un progetto ambizioso che però non é riuscito a decollare ma si é perso nella lista infinita dei personaggi, delle comparse dirette male. Linee temporali confuse e sovrapposizioni un po’ a casaccio.
Chi ha dato 8 , 9 o 10 o é un fan poco obiettivo di zhao lusi o ha 13 anni!
Effetti speciali quasi hollywodiani che lasciano indietro tutto il resto....
TRATTASI DI UNO XIANXIA DAGLI STRAORDINARI EFFETTI SPECIALI E MUSICHE MA CON UNA STORIA D'AMORE TIEPIDA TIEPIDA e con una storia principale vecchia quanto il mondo.Non capisco le valutazioni così alte di questo lavoro, a meno che non si considerino gli effetti speciali il valore reale, complessivamente è 7,5 !
Leggendo per capire cosa mi fosse sfuggito ho capito che molte valutazioni alte sono degli spettatori orfani di Princess Agents, un drama del 2017 che lascia in sospeso la storia d'amore tra i protagonisti. Ecco perché qui, essendoci delle tenerezze e un happy ending sono tutti appagati... ma per me che non ho visto PA e mi sono accostata a questo xianxia da zero posso dire davvero che manca di tante.... troppe cose e la storia d'amore è il tallone d'achille di questo lavoro, forse anche più di una storia noiosa e con tante sbavature , buchi narrativi e scelte non plausibili.
Gli ingredienti sono in qualche modo sempre gli stessi: tre regni, lotta di potere tra sette immortali/dei divini e clan demoniaci, guerra tra il bene e il male, romanticismo teorico, amore proibito angosciato, triangolo con il pretendente rifiutato malvagio-sofferente /appassionato, sacrificio di sé, finale (pseudo) triste e resurrezione come definizione del finale felice. NIENTE DI NUOVO QUINDI!
Enfatizza solo la dolce storia d'amore senza però renderla credibile e soddisfacente ad uno spettatore attento mentre viene smorzata molto la parte di lotta e contesa del pretendente rifiutato. Per quanto riguarda la trama, non c'è niente di distintamente nuovo. Per questo motivo, la storia è noiosa. Inizia allo stesso modo e finisce in modo simile.
PRO: Ottimi effetti speciali , il migliore tra quelli finora visti e ne ho visti parecchi! Alcune ambientazioni ricordano il pianeta Pandora, altre Dune. Tutti lavori di pregio nella storia del cinema. Come sempre tallone d'achille gli animali, sebbene la piccola fenice sia stata resa molto bene ma leoni, volpi e altri animali sono stati fatti maluccio.
Ottime le musiche e i costumi, specialmente quelli femminili e quelli dei generali dei demoni, qualcosa di nuovo che non avevo ancora visto, in parte tribali, ricordano un po' colori e tagli balcanici o esotico thai.
Le musiche sono il vero cavallo di battaglia di questo lavoro, diverse dalle classiche cantilene lamentose, sono forti, ipnotiche, quasi new age alcune, e folk scozzesi , quali la sigla, altre. Danno l'impressione di qualcosa di nuovo e diverso.
Peccato che con questi prodotti di grandissimo pregio poi gli sia stata accostata una storia poco sviluppata e un romanticismo tiepido , rigido e coartato. Salva la serie il rapporto tra i genitori della protagonista, delicato, vissuto, viscerale, intenso. Dove c'è una falla incredibile a livello di intensità loro in due episodi mi hanno regalato qualche emozione inappagata dopo 30 episodi che illustrano un amore poco convincente. L'attore Xu Hai Qiao è sempre all'altezza e spero che gli diano presto qualche parte da protagonista, la meritava più della protagonista.
CONTRO: Purtroppo hanno sacrificato la storia, sia in termini romantici che a livello di narrazione, gli attori sono troppo distaccati e mancano di trasporto emotivo, le emozioni sul volto sono congelate e l'intimità molto trattenuta, anche se si scambiano tenerezze, sembrano una coppia matura che sta insieme da almeno 10 anni. Vedrete qualche intimità a fine serie ma non è libera, travolgente e si tratta dell'ultimo episodio che molti dicono essere inutile ma io l'ho trovato spassosissimo e ho gradito guardarlo.
Poi la relazione tra i due segue un ritmo particolare: mentre è lei che sviluppa chiaramente e dichiaratamente sentimenti per il ML quando questi cede lei sembra chiudersi a lui, invece di donarsi col trasporto di chi non aspettava altro (in teoria). Questo mi ha anche deluso oltre alla totale assenza di chimica fisica tra loro.
Altra nota dolente sono i dialoghi tra tutti gli attori, insulsi, privi di spessore e riflessività, vagamente introspettivi e troppo banali, e questo poco si confà con la tipologia di divinità mature che hanno voluto proporre.
Anche i pretendenti di lei sono tutti ragazzini in confronto alla protagonista che si vede essere una donna matura, infatti il loro accostamento mi è sembrato parecchio ridicolo (ovviamente non mi riferisco al ML).
Tostissima la figura del generale Shen Li, la donna più forte, potente, finora vista in uno xianxia, peccato che non abbia saputo mostrare l'amore fisico e il trasporto per quest'uomo sebbene a parole sembri molto presa.
Lui invece è molto virile, affascinante, apprezzabile la figura di una divinità sorniona, indolente, distaccata; secondo me, ad un certo punto, però, delle emozioni più di impatto doveva un po' mostrarle, considerata la partenza, per contrasto avrebbe affascinato e soddisfatto lo spettatore che era in attesa che questi due si lasciassero andare.
Un po' lenta la visione, alcuni episodi nella parte centrale noiosissimi , la storia non brilla per originalità, apprezzabile però che abbiano riservato uno spazio alle origini della protagonista con una digressione sui genitori negli episodi finali.
CONTRO: La trama è il punto più debole di questo drama. È un vero peccato, perché questo drama ha un'introduzione ORIGINALE di FL e ML e delle loro dinamiche relazionali che poi si perde trascinandosi per 30 episodi. ML è l'ultimo dio antico che si annoia per la sua vita solitaria e la sua lunghissima esistenza. Gli piace il regno mortale per sperimentarne la vivacità e la giocosità. È indifferente alle cose. Ha davvero un potere immenso, è affidabile e imbattibile in ogni battaglia, perché è il dio supremo. E FL è un generale donna. È molto forte, matura, altruista, orientata al successo e pensa al quadro generale. È un'eroina feroce e assetata di sangue. È interessante notare che, nel profondo del suo cuore, vuole essere accudita come una donna normale e avere una vita normale. Questa è stata una premessa molto interessante MA, questo drama manca di esplorazione delle loro dinamiche psicologiche e relazionali (conflitto interno) con dialoghi al limite dell'assurdo. Non c'è omogeneità tra la parte comica che è presente in buona parte del lavoro e la parte drammatica, rendendo tutto un po' too much, poco credibile in definitiva.
UN BUCO NARRATIVO è stato il potere di questa divinità , in teoria immenso però ....dove va a finire la sua saggezza di aver vissuto per decine di migliaia di anni? Dove va a finire la sua onniscienza? Le sue capacità di prevedere le tragedie che vedrete sullo schermo ? Le aveva come mortale e non come Dio? XD XD XD (LOL).
Poi alla fine non è ben chiaro che fine faccia l'antagonista universale e se questo benedetto abisso lo vogliono aprire o far collassare e non si capisce perché , e normalmente io comprendo anche dei film complessi , Nolan è uno dei miei registi preferiti ma qui la trama è talmente debole che non ci sono spiegazioni per le scelte intraprese.
Interessanti le figure di Furong, che compie un interessante percorso di crescita ed evoluzione interiore e della venerabile Jin , un mostro ambivalente dai tratti femminili con un potere immenso e molto scenografico che si innamora della protagonista (nel romanzo cui il drama si ispira).
Romanticismo letale : fantasy, tossine e MADRE DA ARREDAMENTO!
Le votazioni altissime di questo drama più per mainstream che per reale valore induce delle aspettative che personalmente sono state cocentemente deluse e ho letto solo alcune recensioni davvero oneste su questa storia.Storyline: confusa e con alcuni passaggi inessenziali che appesantiscono la visione che sarebbe dovuta essere più leggera e meno ingarbugliata, non so in cosa si distinguano i protagonisti dal momento che viene riservato loro veramente SOLO un po' più di spazio rispetto ai secondari, specialmente nella prima parte.
Non è vero che il ritmo è serrato,ci sono molte puntate nel regno mortale che sono di una noia assurda che vanno guardate ma non sempre sono essenziali.
Dialoghi :pessimi, a volte anche senza senso, forse a causa della traduzione italiana che giudico buona per il 75% ma l'impressione è quella di una storiella poco incisiva, nessuna frase, insegnamento, diventa memorabile e altre volte, in momenti di svolta non si capiscono, ho spesso stoppato e mandato indietro per riascoltare e dare un senso a quello che stava accadendo .A volte, i dialoghi sono stati di una abnorme banalità e altre assurdità che hanno tolto intensità e intenzione ad un lavoro che doveva essere magistrale per risultare così tragico, vi faccio un esempio: (NON è uno spoiler : "Ah che bello esserci ritrovati l'altro ieri dopo secoli perché non facciamo un bambino).
Recitazione: nessun personaggio mi ha davvero colpito o ha brillato per una recitazione più convincente, sono tutti sufficienti e le comparse mediocri, non parliamo del bambino che dà l'impressione di leggere il copione, ok è un bambino ma ci sono anche attori in erbe molto più bravi... .
Mark Chao è stato convincente ma diretto male, secondo me, nel dare vita a un personaggio troppo composto e imperturbabile ,tanto da risultare davvero poco credibile in alcune scene. E' un uomo che cresce col procedere della storia, mentre sembra un vecchio saggio al principio, poi diventa goffo e incapace di comunicare creando dei danni terribili,dando vita a un uomo sofferente e depresso ma con guizzi di follia. Capisco che può piacere,non dico che non abbia carisma, almeno non è schizzinoso coi baci, ne vedrete alcuni notevoli ma brevi(NON MOLTISSIMI COME QUALCHE DISONESTA HA SCRITTO). Inoltre NON ha saputo differenziare il doppio personaggio, è sempre uguale.
Intenso quando vuole ma non mi ha convinto completamente.
La protagonista è STATA davvero deludente a livello di espressività, non ho visto altri lavori con lei ma ho letto essere sempre la stessa, è un peccato che basti la bellezza quando per ricoprire certi ruoli c'è bisogno di molta padronanza per impersonare eventi diversi (separazione, morte, perdita,ritrovo , sacrificio, amore e voluttà); ebbene, non è stata in grado di dare spessore e differenziare questi eventi con l'espressione sul volto, mimica,microespressioni facciali, voce , è stata davvero deludente!
Niente di meglio ha saputo fare Dilraba, con una voce urticante,ha saputo rappresentare solo lo struggimento amoroso divenendo ridicola, assillante, fastidiosa in pratica una piccola stalke
Per il resto, la seconda storia d'amore è stata davvero priva di interesse e intensità per me, anche Vengo Gao , fascino a parte, non è stato in grado di dare espressività al personaggio, non piange, non ride, è una statua di cera con uno sguardo a volte intrigante a volte divertito.
Effetti speciali: ORRIBILI, anche se è del 2017, ci sono stati lavori di pregio già entro quell'anno, ma già negli anni '80 lavori americani erano migliori. Gli animali al pc, in 3D, sono peggiori di quelli che ti dà google con la realtà aumentata,a volte pure sospesi (non toccano terra o i personaggi se li prendono). Al 90% le ambientazioni sono da greenscreen e fatte male.
Chimica: niente di eccezionale, come si possa dire che i personaggi abbiano chimica dal momento che non vedo sguardi coinvolti e innamorati, baci reciprocamente intrapresi più subiti da una protagonista priva di carattere,amori che nascono senza davvero un motivo(mi sento sola, vuoi farmi compagnia? Sposami).
Giudizio complessivo sul drama: una storia molto interessante ma mal gestita, nella recitazione degli interpreti e nelle scelte narrative che causano una caduta di qualità incredibile alla storia, rendendola tragica ma senza spessore, nei dialoghi senza senso, nell'assenza di comunicazione tra i personaggi.
Certe scelte mi hanno disgustata (come viene gestita la maternità),personaggi disegnati male e privi di qualità morali, la protagonista dipinta come una bevitrice annoiata sebbene sia leale e di buon cuore.
Effetti speciali bruttini e buchi nella trama. Personaggi privi di spessore e coloritura emozionale.
Colonna sonora gradevole e orecchiabile ma non indimenticabile.
Avevo in lista eternal love of dream e l'ho immediatamente tolto!
Her private Cliché: fanservice per FANATICHE (la trama può aspettare)
Sarebbe più produttivo se si desse un voto sulla base della qualità obiettiva di un lavoro, magari raffrontandolo ad altri lavori di qualità per confermarne il valore effettivo perché quello che piace a me non piace necessariamente ad altri, quindi per aiutare gli altri utenti nella scelta di un drama piuttosto che un altro vi invito sentitamente , se leggete, ad essere più obiettivi.*Her Private Life* è stata ben accolta e valutata più di quanto meriti i per la chimica tra i protagonisti e per il tocco leggero e romantico, tuttavia, nonostante vanti un cast di tutto rispetto non ambisce ad una valutazione più generosa per le seguenti motivazioni:
1. Trama prevedibile e convenzionale, banale e derivativa, ricalcando schemi già visti nei tipici k-drama romantici:
>il classico "fake dating" che sfocia in vero amore;
> la dinamica del capo distaccato e sprezzante che si scioglie grazie alla protagonista;
>i soliti malintesi forzati, cliché e triangoli amorosi che si risolvono senza vera tensione.
Non c'è innovazione narrativa, e lo sviluppo della storia tende ad essere lineare e poco sorprendente.
Molto poco plausibile- questo è un mio personale punto di vista- che una donna di 33 anni vada dietro ad idol di 20 anni, insieme ad un'amica (madre e moglie). Una protagonista più giovane sarebbe stata più plausibile.
2. Fan culture trattata in modo superficiale
La doppia vita della protagonista come fan nascosta sembrava promettere uno sguardo interessante sul fenomeno del fangirling. Tuttavia la serie non esplora in profondità il mondo del fandom, riducendolo a gag comiche o pretesti per il romanticismo; manca una riflessione reale sull’impatto psicologico o sociale dell’ossessione per le celebrità.
La sceneggiatura è a supporto del romance e non il contrario, come dovrebbe essere, questo toglie intensità a senso alle scene flirterecce tra di loro, almeno all'inizio.
3. Scene slapstick davvero grottesche, imbarazzanti, caricaturali, da principio pensavo di trovarmi di fronte ad uno scherzo, non potevo credere che fosse valutato 9,5 su Viki, più di altri lavori che meritano senz'altro valutazioni più generose.
Questo tono grottesco se diverte e intrattiene personalmente mi ha impedito di entrare nella storia che ho seguito con un certo distacco e a tratti tra il basito, l'annoiato e la compassione per i due attori "costretti" a prestarsi, da principio infatti Park Min young mi era sembrata molto smorfiosa e poco convinta, per quanto le venisse richiesto (notare il viso quando atterra dalla scala a fine primo o secondo episodio).
Molti personaggi di contorno noiosi e con sviluppi molto improvvisati.
4. Romance: manca tensione emotiva autentica nei primi episodi. Lui mi ha convinto di più in altri lavori, tipo i drammatici sono la sua "cifra". Non è portato per i romcom.
La storia mi è sembrata stucchevole o poco credibile, io cerco la profondità.
Voglio dire però che questi due si sono molto spesi e impegnati nelle scene del bacio.
Anche questa volta hanno trovato come prendere in giro le casalinghe da casa: nel senso che dopo aver stuzzicato con la benda, stile bondage, o con "cado e ti prendo" e altri classici cliché, e aver donato due bei baci, e qualche tenerezza (la saga dei cliché) non si vede davvero nient'altro di bollente o spinto (come ho letto in alcune recesioni).
5. Per finire un tono altalenante: momenti comici slapstick alternati a scene più intense o drammatiche, ma senza una reale armonia, ho provato una sensazione di squilibrio emotivo, come se il drama non sapesse decidere che direzione prendere.
6, Interpretazioni, forse non gli hanno richiesto di più , forse non ce la facevano, ci sono 4 attori in questo cast che hanno prestazioni che ho valutato 9 in altri lavori, la protagonista 8 in Marry my husband. Eppure personalmente qui non hanno brillato completamente. Una è stata troppo caricaturale, l'altra idem (mi riferisco alle madri della protagonista e di "Sindy", proprietaria del museo), i due protagonisti bene ma non benissimo. Ripeto, non era cosa sua, brilla nei drammatici o nella parte dell'eccentrico megalomane. Park Min young molto espressiva e deliziosa ma a volte produceva smorfie che mi hanno distaccata. Non ho dimenticato nemmeno per un secondo che stessero recitando.
Da principio fu il Caffé
Coffee Prince è un lavoro che va visto perché è considerato, a buon motivo, l'apripista dei drama moderni. Nonostante uno stile asciutto e senza fronzoli, che risente dell'anno in cui è stato prodotto (2007), è senz'altro una pietra miliare dei drama. Il suo impatto fu talmente grande che venne aperta una caffetteria "Coffee Prince" a Seoul, che ha chiuso definitivamente 4 anni fa.E' uno dei primi lavori di Goon Yo, da qui è possibile apprezzarne la crescita artistica, ed è un lavoro in cui i nostalgici potranno ritrovarsi perché viene presentata una Corea prima del boom economico e la rapidissima ascesa che l'ha totalmente stravolta nei paesaggi e nelle dinamiche relazionali, ma anche nel modo di apparire del suo popolo.
In questo lavoro è possibile apprezzare due bravi attori che non ci sono più: uno ucciso dal successo e da una società inflessibile che non ammette errori, e mi riferisco a Lee Sun Kyun, che in questo lavoro interpreta il cugino del ML, e a Lee Eon, morto tragicamente in un incidente stradale qualche anno dopo al ritorno da una premiere (che qui interpreta uno dei "principi" innamorato di Angel).
E' anche una delle prime apparizioni dell'oggi famosissimo Kim Jae Wook, conosciuto per la sua partecipazione a lavori di successo come Death's Game, Her Private Life, Crazy love... .
Ho apprezzato tantissimo l'aria vintage di questo lavoro, vederlo oggi mi consente di tornare indietro e notare come nel 2007 la corea sembrava davvero distante anni luce dalla modernità, tagliata fuori; sembra quasi una serie anni '80/90. I primi modelli di cellulare, attori con coloriti naturali (non sbiancati come oggi), pelli oleose, anche impure, assenza di ritocchi; nessuno è davvero bellissimo e chi è bello lo è al naturale.
Le musiche sono discrete (nel senso che non sono pervasive e ad altissimo volume come nei drama moderni), qualcuna riprende moltissimo, al limite del plagio, due brani americani che ho sentito in un film di cui ora non ricordo il titolo.
Le performance interpretative sono buone, acerbe per qualcuno, ma nel complesso tutti risultano credibili e calati nella parte (discorso a parte per Chae Jung Ahn , anello debole di un cast solido).
Quindi, dopo tutto 'sto encomio, perché non do il mio massimo?
Perché personalmente ho trovato il lavoro di una noia mortale: nasce da una idea molto promettente anche se per quanto riguarda l' Asia è un tropo vecchio come il mondo il gender bending (parliamo di una leggenda cinese che esiste da molto prima di Cristo), che illustra uno "slice of life" di tutti i personaggi coinvolti.
Ebbene, sicuramente il motivo è l'assenza di un'evoluzione psicologica di molti personaggi e l'assenza di scene coinvolgenti o interessanti, viene davvero illustrata la vita nei suoi aspetti essenziali ed elementari, quindi 17 episodi per vedere persone al supermercato o interazioni inutili, che nulla aggiungono al lavoro, mi ha davvero rallentato.
Questo è un lavoro che poteva senz'altro accelerare il ritmo con 12 episodi , dal 4° all'11° vengono proposte solo dinamiche relazionali conflittuali.
I due protagonisti cercano il proprio posto nel mondo, sono molto simili benché molti non lo abbiano notato, nel senso che in un certo qual senso son rimasti bloccati ad un evento traumatico del passato: la protagonista è diventata involontariamente il capo famiglia e nell'assumere un ruolo di riferimento maschile ne ha assunto anche postura, movimenti, aspetto (complimenti alla bravura dell'attrice perché è una delle più calzanti nel ruolo maschile). Il protagonista cerca invece un posto dove stare a proprio agio, non percepisce quella come la sua famiglia, tenta di inserirsi nella relazione del cugino perché si sente tagliato fuori, scappa lontano per non affrontare un paese che gli sembra troppo piccolo e asfittico per lui ma lo sono piuttosto le dinamiche abitative famigliari, gioca ancora con i "lego". Vengono così mostrati un uomo prossimo ai 30 che non sa comunicare apertamente bisogni e desideri e una protagonista che vive senza fermarsi a mai, destreggiandosi tra una decina di lavori alienanti e mal pagati, che non riflette bensì agisce senza mai chiedersi il perché delle cose o la conseguenza delle proprie azioni, pessima in quanto a senso di responsabilità benché economicamente autonoma.
I due protagonisti, così come le altre coppie, mostreranno dinamiche relazionali conflittuali e disfunzionali: aggressivi verbalmente, il protagonista con la FL anche un po' fisicamente, la sorella della protagonista con il ragazzo che le veniva dietro aggressiva, svalutante e manipolativa. Manipolativa e narcisista anche l'artista (mediocre tra l'altro professionalmente) che non si contentava dell'affetto sincero dell'uomo che diceva di amare ma, a seguito dell'indifferenza genitoriale, con un continuo bisogno di approvazione che sfocia in comportamenti seduttivi con chiunque indossasse dei pantaloni, nel tentativo di mantenere legati a sé il gallerista e il ML , che compirà uno sforzo notevole per liberarsene.
Di buono c'è che verrà castrata ed entrambi i suoi ammiratori le volteranno le spalle per la protagonista, non bella ma autentica e senza sovrastrutture.
In generale, un aspetto che mi ha contrariato è stata la rappresentazione di come gli uomini potevano essere ridotti a "pozzanghere di miseria umana", privati di dignità e contegno. TUTTI loro erano privi di consapevolezza e imbalsamati di fronte alle donne che li avevano avvolti intorno alle loro dita. Nessuno di loro ha una relazione di reciproca comprensione con la donna che amava.
PER CONCLUDERE...
La storia ha un lieto fine ma per alcuni finali, non mi riferisco alla coppia principale, mi ha amareggiata perché speravo in alcune crescite in autonomia, separati da partner così vessanti e manipolativi anche se questo è ahimè rappresentativo della realtà.
Per un drama che viene lodato come introspettivo, fresco, romantico e sfacciato, è risultato, personalmente, deludentemente stantio, trascinato ed eccessivamente lento.
Interessante che si sia trattato il tema dell'omosessualità in modo così rinfrescante e leggero, nel 2007, quando la corea è ancora chiusa sull'argomento. La lotta interiore di Choi Han Gyul era credibile e gestita con molto tatto. Anche l'intimità libera e rilassata, mai volgare tra le coppie é encomiabile. Tuttavia, non è stato raccontato molto, la recitazione è stata altalenante, migliore nella parte centrale, come per tutti gli show su donne che si travestono da uomini, bisogna sospendere un elemento di incredulità e semplicemente seguire il lavoro nel credere che la FL/ML L potrebbe effettivamente passare per un uomo di 24 anni (sembrava più un ragazzino prepubere nei primi anni di liceo).
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