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Completed
Scarlet Heart
4 people found this review helpful
Mar 21, 2025
35 of 35 episodes seen
Completed 8
Overall 5.0
Story 8.0
Acting/Cast 5.5
Music 6.0
Rewatch Value 1.0

Drama politico a basso budget con EVIDENTI problemi di esecuzione

"Scarlet Heart" è un drama molto politico di intrighi e macchinazioni nella Corte imperiale nel primo regno della dinastia Qing , da parte degli Aisin Gioro. Lo storia è di fantasia ma con un sfondo storico ben definito, successivo ai Ming e ai relativi cambiamenti negli assetti di potere e nelle fazioni.
Tuttoquello che vedremo saranno interazioni del tipo: PARLARE- PIANGERE- INGINOCCHIARSI. Per chi ama le interazioni complesse questo è il massimo che sono riusciti a offrire.

Di buono c'è che gli attori sono poco o per nulla truccati (senza la tecnologia moderna per levigare la sua pelle) e questo mi è piaciuto molto. Gli sviluppi dei personaggi, come evoluzioni psicologiche, non ci sono stati per tutti, prevalentemente riguardano l'evoluzione della protagonista che da ragazzina spensierata e piena di speranze inizia a perdere slancio ed entusiasmo dopo il matrimonio del compagno di infanzia e tutto il lavoro si svilupperà a due binari paralleli : un binario seguirà le vicende dei principi e le loro macchinazioni, l'altro le conseguenze psicologiche e psicosomatiche sulla protagonista, che perde, ad ogni nuova onta o insulto, sempre più la gioia di vivere e la felicità, maturando ed evolvendo in senso sempre più nostalgico, spegnendosi sempre di più, come una candela dalla fiamma viva e spessa che va estinguendo anno dopo anno ogni anelito. Fatali gli ultimi 8 episodi....
Il ritmo del drama è abbastanza buono. Mi ha coinvolto molto nella prima metà del e il tempo è trascorso velocemente: questo tempo serve a presentare i personaggi e a mostrare le relazioni che FL intratterà con ognuno di essi- principi, concubine, imperatore, colleghe di lavoro, eunuchi. È stato bello ammirare le profonde amicizie basate sul gioco o su riflessioni profonde, giovani amori, rivalità, storie "d'amore" mature e complicate.
Ho spesso avuto l'impressione che flirtasse sottilmente con tutti, specialmente con il 13°, mentre nella versione coreana è molto più ordinata nel suo modo di porsi che non lascia spazio a malintesi di questo tipo.
La seconda metà del drama, a partire dal 23°, si colora sempre più di toni via via più drammatici , fino a diventare terribilmente tragici negli ultimi 5 episodi. Sul finire gli attori sembrano tutti stremati, esausti, depressi, la FL poi diventa una llorona fatta e finita! Negli ultimi episodi il ritmo del drama rallenta tantissimo fino a languire (sperando che le intenzioni della regia fossero queste, altrimenti è grave).
Rispetto all'omonimo coreano (che non tirerò in ballo per NON mortificare l'opera primigenia) questa versione , originale, indubbiamente è legata moltissimo alla storia di Tong Hua, che ripropone fedelmente, infatti i dialoghi e la scrittura è molto buona, più dinamica, machiavellica, confabulatrice e intricata di quella coreana e in definitiva, personalmente per me, più appassionante e coinvolgente , tuttavia...
Personalmente mi è mancata la chimica tra FL e il principe n° 4. Le relazioni amorose, in questa serie sono mal sviluppate, nel senso che ci sono dei passaggi , dei cambi di rotta, non chiarissimi, sono palesi le motivazioni ma non viene illustrato fisicamente o ben esposto quali sono le azioni che suggellano un interesse verso uno o un altro principe.
L'ottavo le piace ma è il marito della sorella, dal nulla decide di lasciarsi andare pensando che rinunciasse al trono per lei. E invece questo è un lavoro in cui la lotta al potere e il riscatto come figlio "leader" viene prima di tutto. L'amore ha davvero poco peso nella vita di questi principi, nessuno di loro rinuncerebbe a niente per questo :Nono, Ottavo, Secondo, Quarto... nessuno rinuncerebbe a nulla.
Ognuno di loro è caratterizzato umanamente ma è la scrittura tipica dell'autrice: quella di mostrare le asperità caratteriali di ognuno, mai propone uomini "candidi" , privi di peccato. L'unico, moralmente accettabile per me è il 13°, un uomo che sa sacrificarsi, proteggere e pensa in modo anticonformista, progressista e moderno, senza snobbare nessuno.
Non esiste alcuna fisicità in questo lavoro, l'amore è tiepido, mostrato con forza nelle lettere, QUANDO si è insieme si parla e basta!
La relazione tra FL E ML si vive, dopo essersi concretizzata, prevalentemente nell' angoscia. La loro relazione antecedente è troppo controllata, riservata e nascosta, con conversazioni limitate e brevissimi tocchi. Non sono riuscita a sentire COMPLETAMENTE la chimica e il desiderio reciproco.
Il quarto principe è disposto ad aiutare sotto coperta ma se il problema riguarda un intervento che può penalizzarlo si tira indietro da aiuti concreti, anche nei riguardi dell'amato fratello. Pur sofferente, è sottilmente spietato me senza sfumature, mostra due facce: un lato molto controllato e freddo o un altro spietato e crudele. Non ha saputo rappresentare una complessità e dare sfumature al personaggio, spiegare le motivazioni dietro tanta crudeltà, il coreano pur prendendosi delle libertà nella scrittura riesce a rappresentare tutto questo.
L'ottavo principe come recitazione mi è sembrato molto più credibile, specialmente sul finale , quando inizia a consumarsi e disgregarsi, perdendo ogni cosa. Bravissima anche Lu Wu, la concubina del 13,° come attrice, e anche la cognata del 13° e moglie del 10° Principe. Salvo questi e l'attore che impersona l'imperatore come interpretazioni di buona qualità, credibilità ed espressività microfacciale. FL E ML non mi hanno completamente convinto e coinvolto. La recitazione di tutti è stata molto rigida, rendendo le interazioni forzate e innaturali. Il lavoro di ripresa è stato disordinato e non ha dato forza alle scene drammatiche. Dopo l'ultimo episodio finale non ho provato lo stesso senso di tragedia e perdita che ho provato dopo aver guardato il coreano "Moonlovers", anzi son stata quasi sollevata che fosse finito benché la lettera cinese , ripresa dal libro, è molto più bella e poetica rispetto alla lettera coreana, lo riconosco.

Questo drama copre un arco temporale di più di 20 anni, tuttavia i personaggi rimangono uguali, nessun trucco o effetto per invecchiarli e renderle credibile la crescita, e sulla scena non sempre si capisce quanto tempo passa, solo dai discorsi comprendo che 3 minuti prima illustravano la vita 6 anni fa... .

Gli effetti speciali, la regia, le luci per le riprese notturne, i trucchi sono stati davvero PESSIMI, nel quindicesimo episodio la scena del laghetto di loto è davvero fatta MALISSIMO, non ho mai visto nulla di più scadente e mal realizzato in vita mia, ed è un peccato che non si possano allegare le foto alla recensione.
Le luci nelle riprese notturne non erano buone, ci sono aloni bluastri, tipo luci led, sul volto dei protagonisti, a macchie, e questo si verifica quasi in ogni episodio.
Ci sono molti piani di ripresa utilizzati ma il passaggio da uno all'altro spesso è brusco e molto traballante (forse per l'assenza di carrelli o steady cam) e taglia parti del volto dei protagonisti.
Molte scene all'esterno o effetti un po' più scenici sono stati girati con il Compositing e Green screen VFX: ossia le riprese dietro uno schermo verde e lo sfondo è un modello filmato separatamente, o immagini create utilizzando la computer grafica (come nello stagno di loto, ep.15). Durante la creazione della scena, lo schermo verde viene sostituito con lo sfondo richiesto, e si vede che è qualcosa aggiunto in un secondo momento, anche dalla neve che non cade sui personaggi per esempio... .
Canto doppiato o il suono del flauto non è sincronizzato con il movimento della bocca del personaggio.
Controfigure nelle scene a cavallo, e si vedono anche quelle.

Costumi belli? Se li confronto con quelli di the Yanxi palace sorrido teneramente... l'utilizzo delle borse termiche penso che non fosse proprio storicamente attendibile dato che la borsa termica d'acqua calda nasce nel 1903.
La colla sulla testa dell'imperatore sempre ben visibile in controluce nell'attaccatura della treccia, a volte visibile nelle scene col quarto principe.
Scarpe coperte da copri calzari (quarto principe e imperatore) ma a volte le suole moderne ( suole in tomaia EVA) sono ben visibili.
Cari Lettori mi chiedo se abbiate visto questo lavoro attentamente, con uno schermo adeguato e come abbiate potuto dare valutazioni superiori al sei. Io davvero me lo chiedo.

Ai sensibili di stomaco consiglio di saltare qualche scena nel trentesimo episodio... (wok umani, smembramenti)

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Completed
The Scandal of Chun Hwa
4 people found this review helpful
Mar 11, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.0

Vagina Revolution

Questa serie coreana sembra abbia ripreso alcuni lavori famosi precedenti quali bridgerton (1a stagione), crash landing (la scena del parapendio), qualche contatto con Bossam e la libertà sessuale di hit the spot (altra serie interessante coreana di qualche anno fa che parla liberamente di sesso).
In verità il mio voto sarebbe 6,5 ma mi sento di dare un altro mezzo punto per il coraggio, perché è rappresentato del "realismo" e le donne qui vengono mostrate come libere, anticonformiste e sessualmente disposte a sperimentare. Per la prima volta le intenzioni sono quelle di rappresentare i rapporti sentimentali in modo completo, senza perbenismi o ipocrisie o mostrando uomini e donne privi di istinti o pulsioni sessuali.
Per la mia esperienza vi dico che è abbastanza esplicito (almeno per quanto riguarda le coppie secondarie), persino per essere un moderno.

E' il racconto di una principessa che vive in maniera soffocante la vita all'interno della corte reale ed evade col pensiero: sogna l'amore e di vivere liberamente sia la relazione che la sessualità. Il racconto viene presentato prevalentemente dal punto di vista femminile, 5 donne tra principesse ereditarie e consorti regine, concubine, figlie di concubine e le loro vicissitudini: la gestione del matrimonio , della maternità che non arriva con le relative pressioni, la maternità, il lutto, il tradimento, la scoperta della sessualità e la ricerca di un marito da parte della nostra protagonista. Le donne mostrate come l'anello debole della società del 1700 anche quando rivestivano posizioni di potere e la loro delicata forza interiore nel tentare di gestire le pressioni esterne, concordandole con i loro desideri più profondi.
Esattamente come accade in Bridgerton, lo show non sembra dare priorità all'accuratezza storica per proporre qualcosa di nuovo e moderno che però ha legami col passato. E proprio come nella serie tv britannica anche qui c'è uno scrittore segreto dietro le quinte (no spoiler), che aggiunge un livello di intrigo/mistery con libri che raccontano le vicende della corte imperiale, denunciandoli apertamente, corredati però in questo caso da espliciti e scandalosi disegni erotici, accolti con molto interesse da parte delle donne dell'epoca (che li leggono con divertita malizia).
Apprezzabile il fatto che la storia non ruota solo attorno ai protagonisti principali ma parla appunto di lotta e di affermazione, riscatto sociale coinvolgendo un po' tutto il cast. Qualcuno ci riuscirà , qualcun altro dovrà abbracciare tristemente il destino.

Visivamente, la cinematografia e il design dei costumi sono abbastanza buono e permettono di immergersi completamente nel mondo fantastico di Dongbangguk MA scenografia a mio avviso è stata molto povera, poco curata (forse a causa di un basso budget): gli interni di una corte reale sono molto spartani, la vita sociale avviene in un bazar che conteneva di tutto.
La sceneggiatura è buona, soprattutto per i dialoghi del protagonista maschile, Choi-Hwan, per quanto riguarda gli altri, i dialoghi perdono spesso in profondità e spessore pur presentando elementi di riflessione interessanti.
La regia e lo stile di ripresa è molto semplice ma non per questo povero, non disturba anche perché deve illustrare una componente più intima del mondo interiore dei personaggi (ringrazio sempre una cara amica che lavora nel settore che mi spiega tante cose).

Ma cosa non ha funzionato in questo lavoro?
TANTE COSE, DIREI. Innanzitutto la storia e la caratterizzazione dei personaggi. Manca una storia avvincente che sviluppi le tematiche proposte, le storie trattate potevano essere condensate e la serie finire già con l'ottavo episodio. La sensazione è quella di proporre qualcosa di già visto, sviluppato molto superficialmente, senza ingegno o acume, senza qualche escamotage intelligente. Se sul piano fisico si propone qualcosa di nuovo non c'è stato altrettanto coraggio a livello di narrazione.
La sessualità proposta, apprezzabile e coraggioso il voler proporre qualcosa di nuovo, più vissuto, intimo e completo ma non completa un percorso di conoscenza e di amore bensì viene proposta "ex abrupto" come avvicinamento, conoscenza, manipolazione dell'altro.
In bridgerton personalmente c'era una storia d'amore che inizia come amicizia, mutuo aiuto supporto e poi il sesso arriva a completamento, qui invece si parte dalla fine, si inizia col sesso e poi...ci si avvicina?
Mica tanto! Infatti non ho ancora capito come alcune coppie si siano innamorate, cosa hanno condiviso a livello di pensieri, vicissitudini, come hanno sviluppato un sentimento?!?
Se l'obiettivo era quello di evidenziare le lotte delle donne nella Corea di Joseon, il drama manca completamente il bersaglio rappresentando una rivoluzione che è semplicemente libera sperimentazione della sessualità mentre vorrebbe trattare la sofferenza dei personaggi femminili come intrattenimento, proponendo una storia "progressista" che realizza le promesse solo a metà.
La rivoluzione è solo sessuale, DA QUI IL TITOLO! Ciò riflette il classico problema nucleare nei drama cino-coreani, dove la cosiddetta "emancipazione femminile" passa spesso attraverso l'intervento più o meno capriccioso dell'uomo, anche qui non fa eccezione proponendo una donna usata, scartata e poi "salvata" dall'uomo di turno che ha i mezzi in termini di intelligenza o ricchezza o semplice volontà nel volerlo fare.
Le donne qui, soprattutto la protagonista che non ha brillato per una recitazione più convincente o per doti interpretative indimenticabili (felicità, tristezza e pianto caricaturale sono le sole emozioni rappresentate), non vengono presentate come ingegnose, furbe e capaci di relazionarsi alla pari con gli uomini (come un drama femminista dovrebbe sapere fare), bensì sono capricciose (la protagonista), incapaci di assumersi le proprie responsabilità, per nulla sveglie e in balìa delle decisioni degli altri. Altro aspetto deludentissimo.

Il drama espone involontariamente quanto poco sia cambiato nella società coreana per quanto riguarda il trattamento delle donne. Invece di affrontare questi problemi in modo significativo, li rafforza sotto le mentite spoglie della narrazione. Le donne in questo drama (e in molti altri) sono ancora viste come oggetti, che si tratti di potere, vendetta o intrattenimento. Nonostante siamo in epoca moderna le opinioni della società sul genere rimangono profondamente problematiche.
Nel complesso, se stai cercando un drama che sia fresco, audace e un po' fuori dagli schemi dei soliti K-drama, vale sicuramente la pena guardare,

Finale ? Positivo ma.... .

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Completed
Strong Girl Bong Soon
4 people found this review helpful
Feb 5, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Esilarante con molti difetti

Questo drama è stato uno dei più esilaranti mai visti, non ricordo di aver riso così tanto guardando un drama, forse welcome to waikiki compete ma ha una storia molto meno avvincente. Per le risate mi sento di osare con la valutazione che meriterebbe un 6,5 onestamente perché ci sono diversi difetti, il principale è la scrittura. I diversi aspetti della storia/trama non si amalgamano bene (fantasy-crime- gangster- commedia e momenti drammatici mai veramente credibili).
L'aspetto thriller /mistery crime diventa noioso intorno al 10° perché viene trascinato troppo, portando in scena un "ritratto" della polizia veramente poco lusinghiero, con la solita indagine che arranca, con costanti errori nel catturare il cattivo, lasciandolo scappare un'infinità di volte.

La storia d'amore è molto carina e mostra come i primi amori, quelli unilaterali, possono finire e perdersi con un timing sbagliato nella consapevolizzazione dei propri sentimenti. Tuttavia, anche se due personaggi finiranno insieme, il loro innamoramento slow, e la loro storia davvero tenerissima, non mi ha emozionata più di tanto perché l'elemento umoristico pervade talmente tanto il drama da aver tolto molta serietà, quindi lo guardi come una sceneggiata che risulta poco credibile, a volte troppo infantile per l'età dei personaggi tra l'altro.

La protagonista femminile principale, Do Bong Soon, inizialmente è fastidiosa e sembra davvero troppo immatura, poi si inizia a comprendere e a seguire un po' la sua storia , come al solito piena di cliché: discriminata in famiglia, come il padre, ignorata dalla sua cotta atavica, che si sente un pesce fuor d'acqua, e si finisce per apprezzarla per correttezza, lealtà, senso di giustizia e autonomia. Mi è sembrata brava e convincente nel suo ruolo che permette pochi spazi di libertà secondo me, non avrebbe potuto fare meglio.
il triangolo amoroso è qui mostrato in modo anti convenzionale e confusionario, con tratti di ambivalenza tale che sono morta dalle risate in una famosa scena girata nella sala giochi.
La madre viene mostrata in modo caricaturale ma brutalmente umano, è allucinante come spinga la figlia verso un matrimonio di interesse in modo sfacciatamente onesto, anche chiamando in causa le divinità e procurando un talismano che agirà invece su una coppia improbabile (le risate che mi sono fatta non sono normali).
Musica molto gradevole ma niente di eccezionale, anzi, i testi molto infantili e ridicoli toglievano serietà ai momenti insieme.
Sceneggiatura un po' banale che cade nel cliché, nessun dialogo degno di nota però la storia è molto ben strutturata in generale: è assolutamente credibile che un ragazzino bullizzato e privo di aiuti perda la testa per una donna forte che può fare il c**o a tutti.
Il ritmo è buono e coinvolgente, il drama è scorrevole ma 12 episodi sarebbero bastati, intorno al 10° il ritmo frena bruscamente per trascinarsi con la storia del cattivo (che era già stato scoperto ma non si può arrestare e così va avanti fino alla fine). Onestamente è stata una lungaggine che ha penalizzato molto, non tutto si può trascinare se non c'è un colpo di scena o qualcosa di avvincente o interessante da narrare.
La nascita della coppia è molto "kawaii" ma c'è poco sentimento, struggimento, passione assente.
Le interpretazioni dei protagonisti maschili sono molto buone e complementari: il Ceo della AINS Software è molto a suo agio nelle scene comiche, è molto spigliato e spavaldo in quelle scene e meno in quelle drammatiche dove risulta sì credibile ma non ha la stessa padronanza. Il poliziotto invece, che conosco dai tempi di moon lovers, è stato molto bravo a mostrare tristezza, senza strafare ma la sua sofferenza mi è arrivata tutta con lo sguardo.

Di negativo c'è una sceneggiatura che non ha fuso bene gli elementi, ha dato un tono troppo umoristico e caricaturale ai personaggi e non è risultata credibile in definitiva.
L'ampiezza del drama, 12 episodi sarebbero bastati a condensare il tutto, mentre la cattura del nemico si trascina per troppo tempo da quando scoprono l'identità.
La forza esatta della protagonista non è rappresentata in modo lineare e corrispondente alle varie scene: non sa correre ma si arrampica in 3 secondi a grandi altezze, può scagliare un suv , trattenere un autobus ma solleva due uomini di 70 kg l'uno mostrando sforzo nell'alzarli, pesta l'assassino che ha massacrato di botte l'amica ma gli spezza semplicemente un dito e lo ferisce al costato quando avrebbe potuto massacrarlo e assicurarlo alla giustizia.
Capisco la comedy room ma è ridicolo in alcune soluzioni, soprattutto nel finale (ultimi 3 episodi prima del finale).
Vuole creare un personaggio da videogames ed è bella la storia di raccontare la sua storia d'amore col gioco ma questa parte viene resa mostrando lei che trascina e rilascia un 'arma su un foglio digitale in un app di grafica talmente povera e scarna da risultare penosa per un drama. Tante cose non hanno convinto.
Siate obiettivi.... è un teen drama carino per ridere che perde intensità e credibilità.

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Completed
The Story of Ming Lan
4 people found this review helpful
Dec 30, 2024
78 of 78 episodes seen
Completed 1
Overall 8.0
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 5.0

UN PALACE HAREM MOLTO BEN CONFEZIONATO SULLA DINASTIA SONG.

Se dovessi dare un voto alla scenografia, ai costumi, alla cura per i dettagli e alla attendibilità storica questo drama varrebbe 9/9,5 ma devo fare una media col mio coinvolgimento nel seguirlo (7).
Per 73 episodi ho impiegato 3 settimane a finirlo e ho droppato sul ventesimo episodio quasi una settimana, perché i primi capitoli sono interessanti da un punto di vista storico ma anche troppo noiosi perché per 40 sono una dettagliata e prolissa descrizione delle dinamiche famigliari (questa parte andava accorciata a mio avviso). Nel corso del lavoro ci sono alcune scene inutili, a volte anche delle semplici riprese che andrebbero tolte. Il montaggio di questa serie merita appena un 6.
Trattasi di uno storico attinente la dinastia SONG, non è né un fantasy né un wuxia (fatta eccezione per un paio di combattimenti). Non ci sono eroi o persone con poteri eccezionali, solo persone normali, alcune un po' più scaltre di altre; a parte le matriarche anziane e la protagonista , o le nutrici, le donne qui vengono dipinte tutte meschinamente (manipolatrici, arriviste, assassine e prive di scrupoli) e non c'è evoluzione o riscatto per qualcuna di loro, vi anticipo anche che per una di loro non ci sarà una nemesi piena nonostante abbia attentato alla vita della protagonista e abbia ucciso il figlio della sua concubina rivale... anche questo è molto realistico perché nella vita non sempre i cattivi incorrono in conseguenze.
Il titolo fa pensare che la protagonista sia MING LANG mentre nel corso di 73 episodi viene più illustrata l'epoca storica in cui vive, ci sono circa una ventina di personaggi che non definirei secondi dato che occupano lo stesso tempo dei protagonisti sulla scena.
Ho trovato interessante vedere, molto similmente alla fioritura imprevista, le dinamiche femminili nella dinastia Song, qui vengono descritte e illustrate molto approfonditamente : dalla strutturazione sociale dell'harem alla composizione a corte, le concubine, le matriache, le nobili signore, i ranghi, le principesse, i funzionari, gli eunuchi, come venivano gestite le diatribe in seno alle famiglie e come si era terrorizzati di essere oggetto di pettegolezzi, quali ingegnosi e meschini trucchi per farsi sposare e come fregare i propri avversari con sotterfugi e retorica. E' una opera molto valida se si vuole conoscere realisticamente come funzionava la società a quell'epoca e quali sotterfugi e complotti c'erano per spodestare le avversarie o accaparrarsi un buon matrimonio. E' una serie tv molto realistica e ben realizzata.
Costumi, città, paesaggi, carrozze, fotografia, livello di recitazione sono buoni, da parte di tutti i personaggi. La scenografia meriterebbe un 10 pieno. E'chiaro che chi ha realizzato non ha improvvisato, curando ogni minimo dettaglio.
Gli attori sono bravi, qualcuno spicca di più di altri (la Nobile signora sheng per me è stata la migliore come performance recitativa), altri lo sono stati meno, la protagonista è un po' acerba come recitazione e prima di molti ritocchi che l'hanno riveduta e corretta (Vedete the legend of shen Li per rendervene conto).
Il protagonista maschile è diverso dai classici bellocci da drama ma risulta carismatico e affascinante, anche lui bravo ma non eccellente. Per questo non do un 10.
Non do un 10 anche perché non c'è minimo slancio romantico tra i due, non vedrete un bacio né altro, solo un matrimonio di una coppia che sembra sposata da un decennio sin da subito... .
Qualcuno ha detto che sarebbe stata stonata della fisicità tra i due ma iniziare un rapporto che viene così trascinato per i primi 40 episodi finendo come coppia sposata da 10 anni non credo si accordi molto al realismo che volevano rappresentare. Ci sono scene di avvicinamento fisico palesemente tagliate , e non capisco il perché, mentre nel montaggio vedo alcuni primi piani di cucine o di stanze messi a casaccio, per fortuna uno o due scene al massimo.
E' stato bello vedere questo rapporto che ricorda un po' la vita di ognuno di noi, quanti di noi si sono sposati con qualcuno che abbiamo conosciuto da bambini e di cui poi ci siamo innamorate solo da adulte, dopo aver incontrato altri e aver sperimentato altri amori.Qui è esattamente così, il protagonista sin da piccolo prova stima e un profondo senso di tenerezza e protezione nei confronti della protagonista, orfana come lui ma non va oltre. Ho davvero cercato di capire quando si innamora veramente di lei, perché si passa dalla conoscenza, all'avvicinamento, allo scontro, a qualche sporadica occasione di contatto e confronto, al matrimonio, all'essere coppia anziana. Il regista ci ha privato dei momenti più belli della nascita di una storia dopo averci fatto attendere circa 40 ore!!!
Se vi piace lo slow burning qui il rapporto tra i due si avvia dopo oltre metà della serie, è la "cosa" più slow che io abbia mai visto, con la "piccola" differenza che non c'è il BURNING ma il LINKING (ossia un legame che si crea).
Questo lavoro ha influenzato come dinamiche molti altri a seguire che hanno corretto un po' le falle nel senso che qui una volta formata la coppia e aver avviato un rapporto di allegra comicità scherzosa tra i due, che ho apprezzato molto vedere, iniziano le recriminazioni da parte di lui che vuole slancio, gelosia e attenzioni da parte della protagonista. Ming Lang sebbene abbia un rapporto con la nonna meraviglioso, affettuoso, onesto e sincero è davvero anaffettiva col marito sebbene questo cambi un po' sul finire. Inizialmente sembrava che lei o avesse sposato semplicemente perché lusingata dalle sue attenzioni machiavelliche, sul finire vedremo una protagonista molto grata e forse "innamorata". Non si capisce infatti se sia per gratitudine e per timore di divenire vedova o se alla fine si sia innamorata davvero di quest'uomo. Spero di sì.
Ci sono poche parti di unione , il drama è tutto concentrato sui discorsi, i complotti, le dinamiche di potere sacrificando la coppia.
Forse in nome del realismo si è voluto rappresentare il rapporto reale che si creava a quei tempi, senza patinarlo ed edulcorarlo, connotandolo di un romanticismo che è più un prodotto sociale moderno che di quei tempi. Altra cosa che non mi è piaciuta è l'assenza di comunicazione onesta della coppia, specialmente nel finale lui la esclude da tutto, e mi chiedo che genere di coppia abbiano davvero formato questi due.
Ma anche lei non parla molto con lui delle sue dinamiche famigliari e dei suoi trascorsi, di come sia morta veramente la madre.
Altra cosa che non ho apprezzato è l'ennesimo ritratto di una donna che viene costantemente salvata dall'uomo. La protagonista è scaltra e molto lungimirante ma a volte "si perde di casa", fino all'ultimo proverà a salvarlo, nella fase finale arriva troppo tardi perché prima si imponevano lo scrupolo di non coinvolgere la famiglia, nell'ultimo o penultimo episodio lei vuole dare una mano a proteggere la residenza dagli attacchi e viene disarmata in un nano secondo e ...LA SALVA LUI (ANCORA!!!). Il regista deve essere misogino... o non si spiega!


Per concludere se vi piacciono i palace harem, ossia drama incentrati sulla gestione dell'harem nella dinastia passata cinese , questo è molto dettagliato e ben fatto.Se vi importa poco del romanticismo e delle storie d'amore qui ne vedrete pochissimo. Se vi piacciono sotterfugi e scenate questo è il drama che fa per voi! Molto bella ed elegante la colonna sonora.

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Completed
Lost You Forever Season 2
4 people found this review helpful
Nov 3, 2024
23 of 23 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 10
Music 9.5
Rewatch Value 8.0

RISPETTO ALLA PRIMA RIMANE L'IMPOSTAZIONE ELEGANTE E RAFFINATA MA PERDE DI INTENSITA' E ROMANTICISMO

Avrei voluto dare 10 anche a questa stagione ma manca qualcosa rispetto alla prima nonostante comprenda ogni scelta fatta e il finale, che è sicuramente positivo, mi ha lasciato tristezza e in definitiva non mi ha soddisfatta.
Mentre nella prima stagione il lavoro sui personaggi è stato accurato e non sono mancati i colpi di scena e le evoluzioni psicologiche in questa serie ho percepito , a parte qualche episodio un po' più leggero, della lentezza e della stanchezza, come se non si vedesse l'ora di chiuderla con la sensazione di un finale un po' sbrigativo e poco convinto.
La seconda stagione di Lost You Forever si caratterizza per la stessa eccellente fotografia, le splendide scenografie, i dialoghi meravigliosi e la colonna sonora onirica e inquietante che ha caratterizzato la prima stagione. Tuttavia, questa stagione è più cruda, più cupa e più crudele mentre segue il viaggio dei personaggi distrutti da scelte subite e spesso non sentite (il matrimonio di Xiao Yao, le manovre di TJ, la fedeltà di Xiang Lui all'esercito). Il serpente a nove teste, con una vita deformata dalle torture e dalle catene di un giuramento eterno che lo travolge, subisce questa eterna lealtà verso l'esercito del generale che lo ha salvato. Nonostante abbia iniziato il suo viaggio al limite del sadismo, si rivela per sua scelta vittima sacrificale, nobile e altruista in un modo che è al tempo stesso autopunitivo e doloroso. Il suo amore per Xiao Yao è autentico, premuroso in modo molto nascosto, puro, anche se cerca di seppellirlo sotto una costante negazione. Fino alla fine, il suo obiettivo rimane quello di fare ciò che è meglio per lei, anche se questo lo fa sprofondare nell'infamia o gli strappa il cuore. Diviso tra il sentimento e il dovere decide di agire per quest'ultimo sacrificando il primo, è sia salvatore che aguzzino, finendo per indossare la maschera dell' "angelo custode" (è un personaggio completamente bianco, dai capelli al vestiario e non solo perché si è coltivato nella neve ma perché è puro). Allo stesso tempo, la sua dualità traspare nella figura di Fangfeng Bei (vestito di rosso), un casanova spensierato, giocoso, spiritoso e civettuolo, che lascia intravedere la possibilità di quanto diverse sarebbero potute essere le cose in un'altra vita.

Non è vero, come avevo letto, che in questa serie è stata riservato tanto spazio al demone Xiang Lui, sebbene sia vero che subisca un'evoluzione positiva nonostante il suo passato, le sue convinzioni, le sue scarse abilità comunicative circa i suoi sentimenti, che ne determineranno quello che poi accade con dispiacere persino mio che non lo amavo come personaggio però il riscatto dalla sua oscurità è totale.
Ed è triste che la protagonista non ne verrà mai informata, però ormai ho capito che nelle serie cinesi "l'amore è un atto di fede" (se ami nonostante tu non sappia è come se per loro quell'amore abbia più validità).
Lo spazio che viene riservato maggiormente ad un personaggio è quello di Cang Xuan, reale protagonista della serie assieme alla cugina, e l'ho trovato davvero fastidioso e stancante. In questa serie ci sono delle evoluzioni determinate dalle vicissitudini e dai percorsi intrapresi nella prima stagione che determineranno scelte estreme e in altri casi poco convinte e credibili (non posso spiegare altrimenti spoilero).
Ora ha tutto eppure la sua testa è schiacciata sotto il peso della corona per cui ha lottato. Il suo amore per Xiao Yao è stato l'amico più vecchio e silenzioso che conoscesse, dopotutto è l'unica persona nella sua vita di cui si fida ciecamente, l'unica che è stata al suo fianco nel bene e nel male, che non lo ha mai abbandonato. Tuttavia, Cang Xuan è stato represso per troppo tempo e in questa stagione, lentamente, la cortina di cortesia inizia a sgretolarsi. La sua disperazione e il suo bisogno di lei hanno iniziato a fissare un'ossessione tanto autodistruttiva quanto egoista (è sempre vestito di nero, è un personaggio oscuro, non moralmente integro). Cang Xuan è un eroe tragico e profondamente sfortunato, il vero protagonista di questo romanzo, assieme a Xiao Yao, la sottile e intensa, disperata e struggente interpretazione di Zhang Wanyi ha reso questo personaggio imperfetto, distruttivo, subdolo ma anche tenero e compassionevole nella solitudine che reca con sé. Da un lato può essere oltremodo spietato e deciso per ciò che desidera, dall'altro trasuda paura e un' insicurezza infantile quando affronta Xiao Yao.
È il re di tutti tranne che ai suoi piedi, e il fatto che lei non possa vederlo lo sta logorando. Non riesce a ottenere l'amore di cui è affamato, quindi si nutre di sempre più potere, che lo mantiene sazio ma denutrito. Finché non diventa altro che un lupo che brama un amore che è sempre a portata di mano eppure a milioni di chilometri di distanza. Negli ultimi episodi sembra risolvere il dissidio interiore e fare pace con le sue ambizioni, scegliendo infine una strada che mantenga la sua coscienza pulita e le mani intonse (ciò che vedrete nell'episodio 18 della seconda stagione è in realtà accaduto realmente nel libro).

Altri personaggi, tipo la principessa A' nian che già aveva subito un percorso di crescita nella prima stagione lo ultimerà raggiungendo una piena maturità consapevole e una compostezza dignitosa che la renderanno uno dei personaggi più interessanti di questa stagione. Al contrario, personaggi che nella prima serie si erano rivelati positivi perderanno completamente la bussola pagandone le conseguenze.
Gli indizi sui finali erano tutti presenti nella prima stagione però questa serie è una serie più introspettiva e profonda della precedente, sebbene meno intensa. Vi dico solo che ci sarà un'evoluzione negativa per Cang Xuan il cui desiderio nella serie precedente diventa ossessione e stalkeraggio, invadente presenza e continua manipolazione della protagonista, il tutto reso con maestria e padronanza.

Pertanto, sebbene io abbia sperato in un epilogo diverso, non per la scelta finale che era obbligata e la migliore possibile quanto per le modalità con cui essa avviene e nel tipo di vita che la protagonista decide di intraprendere.
E' una stagione più cupa e intimista , con continui riempitivi di inquadrature di 90 secondi con effetti musicali e frequenti flashback del passato che appesantiscono la visione rendendo questa stagione meno fluida e interessante.
I baci che c'erano nella prima stagione qui sono stati girati frettolosamente e privi di convinzione, anche sul finale la coppia finale è stata diretta male secondo me, ha perso totalmente la componente di desiderio e l'intensità che era riuscita magistralmente a rappresentare in un famoso episodio quasi a fine della prima stagione, per questo io penso che molti abbiano frainteso il sentimento che determina la scelta finale scambiandolo per amicizia e comfort zone ma è solo un difetto di produzione secondo me, perché le scene di distacco sono strazianti , quelle di riunione sentite ma non proporzionali alla disperazione provata precedentemente. Per questo, nonostante riconosca che è sempre un lavoro molto ben fatto e superiore ai classici cdrama xianxia, l'ho lasciato con amarezza e un po' di delusione.
Finora Lost You Forever rimane comunque la serie drammatica più avvincente e immersiva che abbia visto, è un drama sottilmente psicologico, raffinato e di alta qualità. La regia, la sceneggiatura, le musiche e la recitazione sono tutte degne di lode; è un lavoro minuzioso, intimista e molto ben congegnato: il lavoro su ogni personaggio è preciso e minuzioso, strutturato e credibile. Il suo simbolismo introspettivo non lo rende fruibile da tutti, molti si concentrano sul triangolo trascurando che c'è molto di più dietro.. . È un'opera coerente, di due spanne sopra la media dei drama cinesi sia per le perfomance degli attori principali, sia per la fotografia, la sceneggiatura, le musiche, la scenografia. In poche parole, è un capolavoro.

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Completed
The Wolf
4 people found this review helpful
Oct 16, 2024
49 of 49 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 4.0

TroppI drammi per apprezzare gli altri aspetti

Se cercate una serie coinvolgente, ricca di intrighi, drammi, guerre e uccisioni violente, allora la consiglio, anche se gli effetti speciali sono decisamente il suo punto debole: gli animali realizzati in CGI fanno davvero pena.

Non so se il problema dipenda dalla traduzione o se siano state tagliate alcune scene fondamentali, ma dal 26° episodio in poi si ha spesso la sensazione che manchino dei passaggi. Sembra quasi che il regista avesse inizialmente un'idea diversa e che, a un certo punto, abbia cambiato direzione, modificando improvvisamente le intenzioni dei personaggi senza costruire in modo credibile la loro evoluzione attraverso dialoghi o eventi. Questo rende la parte finale piuttosto confusa.

La storia ruota attorno a due innamorati che, a causa di intrighi, malintesi e di una cronica incapacità di comunicare con sincerità, finiscono per diventare nemici. Continuano ad amarsi, ma si ritrovano costantemente senza una reale possibilità di vivere il loro sentimento.

È una serie appassionante, ma anche decisamente troppo lunga. Ridotta a una trentina di episodi avrebbe probabilmente avuto un ritmo molto più efficace.

Le mie reazioni sono state contrastanti. Ho provato un profondo fastidio per il protagonista maschile, spietato e crudele, seppur mosso da intenti nobili. Sul finale, però, diventa improvvisamente quasi un santo: un cambiamento troppo rapido e poco motivato, difficile da trovare credibile concentrato in un unico episodio. Lei, invece, l'ho adorata. È coraggiosa, leale, animata da un forte senso della giustizia, anche se la sua impulsività finisce spesso per peggiorare situazioni già complicate.

I problemi sentimentali della coppia sono talmente continui che, a un certo punto, ho sperato sinceramente che lei si innamorasse del secondo protagonista maschile e che la storia prendesse quella direzione. Per questo motivo non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo la riconciliazione finale: il male che si sono inflitti reciprocamente è stato troppo grande e, persino durante il loro innamoramento, non mancano umiliazioni e colpi bassi che metterebbero a dura prova chiunque abbia un minimo di amor proprio e autostima, anche quando vengono giustificati come sacrifici fatti "per il bene dell'altro". Il lieto fine mi ha dato più sollievo che soddisfazione.

A chi definisce questo drama "hot", come ho letto in diverse recensioni, rispondo che le scene romantiche saranno una decina in tutto. Davvero poche, considerando che la serie dura quasi cinquanta ore.

Gli assegno 7 stelle perché la trama è coinvolgente e tiene incollati allo schermo, almeno fino al quarantesimo episodio. Da lì in avanti, però, ho iniziato ad avvertire una certa insofferenza per il susseguirsi incessante di tragedie. Non esistono momenti di tregua: a ogni problema ne segue immediatamente un altro, senza concedere allo spettatore il tempo di respirare.

Un po' più di amore, passione e serenità avrebbe reso la storia molto più emozionante. Paradossalmente, pur essendo il fulcro della serie, la relazione tra i protagonisti finisce spesso per passare in secondo piano, schiacciata dalle continue macchinazioni politiche e militari.

Non condivido nemmeno i tanti elogi rivolti a Warren. Nei primi episodi l'ho trovato piuttosto monoespressivo; solo intorno al trentesimo episodio acquista una maggiore intensità emotiva. Inoltre il trucco, o forse l'abbronzatura artificiale, gli dona una tonalità arancione che lo fa sembrare più un messicano o un Cherokee che un cinese appartenente a una dinastia imperiale.

In sintesi, se cercate una serie d'azione, piena di intrighi, tragedie e continui colpi di scena, quasi una versione di *Game of Thrones* senza sesso, allora potrebbe fare al caso vostro. Mettete però in conto effetti speciali spesso mediocri e qualche duello che avrebbe potuto essere realizzato decisamente meglio.

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Completed
Ashes of Love
4 people found this review helpful
Oct 16, 2024
63 of 63 episodes seen
Completed 1
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.5
Rewatch Value 7.0

GUARDA COME DIVENTO CATTIVO

Se si vuole vedere un fantasy pieno di intrighi, complotti, colpi di scena e buoni effetti speciali consiglio la visione perché questi aspetti meritano un bel 10 pieno, sarebbe una sorta di game of thrones asiatico casto , privo di passione, sensualità e sesso (che penso lo avrebbero reso più interessante).
Se invece sperate in una storia d'amore strappa lacrime, vi dico che c'è, c'è anche il triangolo amoroso e ce ne è più di una ma di amore in 60 puntate c'è più un'idea , attraverso dialoghi e struggimenti, le scene d'amore reali in una serie così lunga sono davvero poche, molto poche (in proporzione).
Pertanto consiglio per la storia ma non per la storia d'amore. Finale non deludente (questo conta tanto) .
Interpretazione magistrale del Dio della Notte, che secondo me ha convinto proprio attraverso questo drama e la sua figura del demone di till end of moon prende spunto da qui.
Luo Yunxi è stato in grado di trasmettere le complesse motivazioni di Runyu, facendoti empatizzare con lui, ma anche sentirti sempre più a disagio con ciò che fa. Triste è la sua fine nonostante è ovvio che sia un tentativo di redenzione.
Ho letto nelle recensioni che l'eccezionalità di questo drama sono gli effetti speciali e vi dico sì, ha una bellissima fotografia ma certi effetti sono stati migliorati nel 2024 , e ne decantano il fatto che non annoia mai. Invece su questo devo dissentire, molte scene le troverete inutili, cioè dei riempitivi che nulla aggiungono e tolgono alla storia e in una serie così lunga potevano alleggerire o essere utilizzati per creare qualche momento in più nella relazione amorosa tra i personaggi, specialmente gli episodi dal 22 al 33 io li ho trovati molto più lenti e ho rallentato il binge , passando alla visione di soli 3 episodi al giorno, perché ho trovato tutto troppo trascinato , senza slanci romantici che mi potessero aiutare ad apprezzarne la visione.
La storia d'amore tra i due attori principali mi ha convinto solo in parte, bei dialoghi ma in certi momenti poco credibili, sia lui che lei.
COLONNA SONORA WOW, c'è anche la cantante Sa ding ding nel cast, e ho apprezzato molto la sua presenza perché devo dire è stata brava, una o due canzoni invece son cantate dalla protagonista,
DO 9 PER LA RECITAZIONE e gli EFFETTI SPECIALI, LA FOTOGRAFIA E LA SCENOGRAFIA. Come drama complessivamente dovrei dare 8.

COSA NON E' ANDATO: Lunghezza del drama, se c'è qualcosa da dire e da rappresentare ben vengano i 60 episodi, anche 70 ma qui è stato un trascinarsi con scene che nulla aggiungevano anzi rallentavano e appesantivano.
La protagonista può risultare fastidiosa all'inizio, molti hanno droppato e anche a me all'inizio è riuscito difficile seguirla perché non è solo ingenua ma anche stupidissima e molto egocentrica. Compirà un interessante evoluzione.
La storia d'amore tra Jinmi e Xufeng mi ha quasi fatto venire voglia di sbattere la testa contro il muro per porvi fine. La loro storia d'amore è fondamentalmente un corri-scappa e rincorri per circa 60 episodi! TOO MUCH! Molte scene avrebbero potuto essere tagliate, molti dei mini archi narrativi avrebbero potuto essere più succinti. Molti personaggi hanno archi narrativi ripetitivi.
NOTA DOLENTISSIMA: LA traduzione è automatica e molto confusa, non vorrei sembrare ingrata dato che è un lavoro fatto da volontari ma penalizza troppo la visione (errori grammaticali, discorsi senza senso o sgrammaticati per almeno il 40% della serie), motivo per cui non vedrò altri lavori tradotti da questo team, scusate , avete rovinato un capolavoro .

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Completed
Kokuho
3 people found this review helpful
2 days ago
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.5

Se per diventare immortali bisogna sacrificare la propria umanità, vinci o perdi?

Kokuho – Il maestro di kabuki, può essere facilmente scambiato, nei suoi primi minuti, per un racconto tradizionale sull’ascesa di un artista. La struttura sembrerebbe quella familiare: un ragazzo proveniente da un mondo lontano dall’arte, un talento naturale, l’incontro con un maestro, la disciplina, il sacrificio e infine il riconoscimento. Una storia di conquista.

Lee Sang-il però usa questa aspettativa come proemio: Kokuho non è veramente un film su come si raggiunge la grandezza, bensì un film su cosa la grandezza pretende in cambio.
La storia segue Kikuo Tachibana, figlio di un membro della yakuza che, dopo la morte del padre, viene accolto nella casa di un celebre interprete kabuki. Lì cresce insieme a Shunsuke, figlio biologico del maestro. Entrambi vengono educati alla tradizione degli *onnagata*, gli attori maschi specializzati nell’interpretazione di ruoli femminili nel teatro kabuki.
Fin dall’inizio il film costruisce un conflitto affascinante perché evita la strada più semplice. Kikuo e Shunsuke non sono nemici nel senso convenzionale del termine. La loro relazione vive in uno spazio molto più doloroso: quello tra fratellanza e competizione. Sono due persone che condividono lo stesso amore, lo stesso linguaggio artistico e lo stesso bisogno di essere riconosciute ma il sistema in cui vivono sembra volere concedere l’immortalità solo a uno dei due.

Uno dei temi più potenti del film è infatti il rapporto tra talento ed eredità. Il kabuki è un’arte profondamente legata alla trasmissione familiare, al nome, alla discendenza. Kikuo rappresenta l’elemento di rottura: qualcuno che non possiede il sangue ma possiede il dono. Shunsuke invece porta sulle spalle una condanna opposta: appartiene a quel mondo per nascita, ma deve continuamente dimostrare di meritare ciò che tutti pensano dovrebbe spettargli naturalmente.

Lee Sang-il non prende una posizione comoda in cui vince il talento, anzi, mostra anche la violenza nascosta dentro questa meritocrazia assoluta. Perché scegliere il migliore può sembrare giusto visto dall’esterno, ma cosa succede alla persona che viene giudicata insufficiente? Quanto della sua identità viene distrutto?
La tragedia di Shunsuke nasce proprio qui. Non dalla gelosia superficiale, ma dal lento sgretolarsi dell’immagine che aveva costruito di sé.

Dal punto di vista tecnico, *Kokuho* è uno dei lavori più interessanti del cinema giapponese contemporaneo. La fotografia di Sofian El Fani non si limita a registrare la bellezza del kabuki, ma costruisce due mondi visivi separati:
- il palcoscenico è il luogo dell’eternità, ogni immagine sembra composta come un dipinto: colori saturi, costumi elaboratissimi, trucco bianco che trasforma il volto umano in una maschera simbolica, movimenti studiati fino al millimetro. La macchina da presa rispetta la lentezza del kabuki, non cerca di modernizzarlo con tagli frenetici o movimenti inutili. Lascia respirare il gesto.
È una scelta fondamentale, perché il kabuki vive proprio nell’attesa. Una mano che si solleva lentamente, uno sguardo trattenuto, una posa mantenuta qualche secondo più del naturale: tutto diventa narrazione.

- Quando il film lascia il palco cambia completamente registro. I camerini, le case, gli spazi privati sono più freddi, più vuoti. La fotografia sembra togliere progressivamente calore alla vita reale dei personaggi mentre aumenta la magnificenza della loro vita artistica.

È quasi un paradosso visivo: più Kikuo diventa splendido davanti al pubblico, meno colore sembra rimanere nella sua esistenza privata. Anche il montaggio lavora in questa direzione. Con una durata di quasi tre ore, il film sceglie un ritmo lento, contemplativo, molto distante dalla narrazione occidentale convenzionale. Le ellissi temporali fanno percepire il passaggio degli anni non come semplice avanzamento della trama, ma come erosione. Non vediamo soltanto cosa Kikuo conquista: vediamo cosa il tempo porta via.

Particolarmente interessante è il lavoro degli attori. Ryo Yoshizawa non interpreta la trasformazione di Kikuo attraverso grandi esplosioni emotive, lavora in sottrazione. Il suo personaggio sembra perdere qualcosa scena dopo scena: spontaneità, leggerezza, possibilità di mostrarsi vulnerabile.
È un’interpretazione costruita sul controllo del corpo. E questo dialoga perfettamente con il kabuki stesso, un’arte in cui il corpo non esprime semplicemente emozioni, ma viene disciplinato fino a diventare uno strumento.

Ryusei Yokohama offre invece un contrappunto più fragile e umano. Shunsuke è forse il personaggio attraverso cui il pubblico percepisce maggiormente la crudeltà del sistema. Non è privo di talento, non è indegno, semplicemente vive accanto a qualcuno destinato a brillare più forte.

Anche il comparto sonoro merita attenzione. Il film utilizza il silenzio come elemento narrativo. I momenti più dolorosi raramente sono accompagnati da melodramma musicale: spesso sono vuoti, trattenuti. È una scelta coerente con personaggi abituati a trasformare ogni emozione in rappresentazione artistica invece che comunicarla direttamente, in linea con lo stile del racconto asiatico.

La dimensione sentimentale aggiunge un altro livello alla tragedia. La relazione amorosa di Kikuo mostra forse l’unico spazio dove lui potrebbe esistere senza dover essere “il grande artista”. Lì non deve raggiungere la perfezione, non deve incarnare un ideale, non deve dimostrare nulla ma è costretto a rinunciarvi, non è semplicemente scegliere il lavoro invece dell’amore. È scegliere definitivamente di appartenere più all’arte che alla propria vita.

Una riflessione interessante emersa anche da molti spettatori riguarda proprio il finale: il momento in cui Kikuo raggiunge il massimo riconoscimento e diventa un “Tesoro Nazionale”. In una storia classica sarebbe la scena della vittoria. Qui invece ha qualcosa di profondamente malinconico.
L’applauso arriva, il mondo riconosce il genio, la tradizione ha trovato il suo simbolo. Ma cosa rimane dell’uomo che ha dovuto trasformarsi in quel simbolo?
Una delle letture più efficaci del film è proprio questa: la società celebra il capolavoro, ma spesso dimentica la persona che ha dovuto consumarsi per crearlo. Kokuho non vuole farci applaudire semplicemente un artista arrivato in cima. Vuole farci guardare il prezzo della scalata.

Ed è questo che rende il film universale. Non serve conoscere il kabuki per comprenderlo, perché sotto i costumi magnifici e la tradizione giapponese racconta qualcosa di molto umano: il desiderio di essere eccezionali e la paura che, nel tentativo di diventarlo, si possa perdere proprio ciò che rendeva quella grandezza significativa, se stessi.

Kokuho è un film sulla perfezione, ma soprattutto sulle crepe nascoste dietro la perfezione. Una celebrazione dell’arte che ti lascia con una domanda scomoda: se per diventare immortali bisogna sacrificare la propria umanità, vinci o perdi?

Non per tutti!

DOVE L'HO VISTO?
https://mydrama.altervista.org/kokuho-sub-ita-2025/

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Completed
The Eternal Love
3 people found this review helpful
Jan 8, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 7.0
Acting/Cast 5.0
Music 6.0
Rewatch Value 2.0

Romanticismo a basso costo.

Buone idee realizzate a Basso costo (quindi male)!
Purtroppo non basta una nota a fare una sinfonia, l'idea era geniale: per una distorsione temporale (neanche ben spiegata nel corso della serie), una venditrice immobiliare torna indietro nel tempo nel corpo della lei di 3 secoli fa in un regno immaginario, Dong-Yue.
Ogni volta che mente, sbatte la testa o occasionalmente al risveglio switcha identità tra la lei del presente e quella del futuro che ha tutt'altra tempra, mentre la lei del presente è sottomessa, remissiva , depressa e un caprio espiatorio della famiglia in quanto figlia di una concubina, la lei del futuro è volitiva, energica e risoluta. La lei del passato è innamorata del primo principe che avrebbe dovuto sposare , la lei del futuro si avvicina all'ottavo principe.

In breve questa è la sinossi, gli episodi durano 33 minuti (sigle escluse) e la serie è composta da 24 episodi. Gli attori principali bravini ma l'idea è stata sviluppata male, è piena di buchi narrativi, scenografia davvero pietosa, i personaggi sviluppati e disegnati male (trucchi, parrucche, vestiti sono di qualità molto scadente( vi dico soltanto che nell'ep 9 lui ha la parrucca nera e le sopracciglia bionde, spesso l'attaccatura di questa parrucca è molto variabile determinando una fronte più o meno ampia, recitazioni stentate o fuori tempo).
Lui si innamora di lei senza un motivo reale, apparente, cambia atteggiamento da un giorno all'altro.
Lei stessa cosa (dice solo che lui è bello, bello). Dialoghi da prima elementare ( "Non morire, ti porterò nel mio mondo e farò di te una celebrità, diverrai il mio albero delle monete"), la serie è davvero realizzata con due soldi e fatta male.
La protagonista è una ragazza poco scaltra e sveglia, sarebbe stato interessante se una donna del futuro avesse usato gli strumenti e le idee futuristiche per aiutare lui e innovare l'epoca invece è una che vive alla giornata, di espedienti e alla buona, che improvvisa battute a improperi e insulti.
Non si sono risparmiati sulle scene romantiche, è vero, ma quanto può essere credibile con questa sceneggiatura??? Buona visione & Auguri !

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Ongoing 25/36
Lighter & Princess
8 people found this review helpful
Jun 24, 2025
25 of 36 episodes seen
Ongoing 1
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 1.0

Lo stronzetto, il carisma e il Tappeto (lei): storia di una devozione senza dignità!

Regia:8 Scenografia: 8; Sceneggiatura:7,5
FRASE MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVA dello show:
"A volte ho l'impressione che il mondo sia un campo di battaglia, tutti lottano per resistere. Alcuni muoiono, altri si arrendono e altri continuano a combattere. Combattere richiede molta forza e coraggio, IO NON POSSIEDO TALI ABILITA' , QUINDI POSSO SOLO SEGUIRE QUALCUNO". Parole finali della protagonista femminile, Zhu Yu.
Un insulto ai deboli, ai fragili, al femminismo e a tutti coloro che non nascono GENI (quasi tutti) o sono tenaci, determinati, perseveranti. ORRORE !
Altra frase indimenticabile che illustra la sudditanza della protagonista femminile "Ho il mio re e sono il suo vassallo. Sono pronta a sventolare la bandiera e gridare, a combattere e morire per lui". Qualcuno la giudicherebbe romantica, nel contesto della storia, delle intenzioni e della psicologia del personaggio MA per me è mortificante servilismo. Una cronaca di :"Vita da Zerbina con Vista Stronzo".
Inizio questa recensione partendo dalla frasi della protagonista che mi hanno molto colpito, giusto per darvi subito un'idea di cosa vedrete.
Non ci sono parole per descrivere la tipologia di personaggio femminile che domina il lavoro: molto servile, di eredità confuciana, inizia con grinta e voglia di opporsi e alla fine si piega e diventa una zerbina innamorata.
Il lavoro è un po' una cronaca della "palla-pendula": lei che pende da lui e ogni tanto lo sfrutta facendogli compiere delle azioni che lei da sola non ha il coraggio o la possibilità di fare (perché è anche codarda), mettendolo a rischio.
Si ripete lo schema famigliare della piccola "Principessa viziata", figlia di papà ,che chiede aiuto a mamma e al papi, quando le cose non vanno per il verso giusto perché sostanzialmente non sa fare nulla da sola, manco pensare ad un piano di vendetta soddisfacente. Ora scomoda lui... .

La serie, ispirata ad un racconto di Twentine, è una rom com che parla della formazione e realizzazione di un genio, privo di abilità sociali, e di una ragazza di buona famiglia, cresciuta sotto una campana di vetro, manipolata dalla madre che la vede come protesi di se stessa.
La regia di "Lighter and Princess" è stata curata da Liu Chun Chieh e Ma Wei Wei, che hanno saputo bilanciare gli aspetti in modo efficace, creando un racconto curato e coerente.
La scenografia rispecchia l'ambientazione universitaria e le vite quotidiane dei protagonisti, con una fotografia di buon livello che cattura l'atmosfera e le emozioni delle scene, rendendo molti momenti esteticamente piacevoli, sebbene io abbia trovato gli ambienti un po' scarni e asfittici, però in linea con quelli che sono realmente i dormitori e i contesti universitari in Cina.
La sceneggiatura, basata sul lavoro di Twentine, è ben strutturata, con una narrazione che si sviluppa su più anni e spiega con cura ogni dettaglio, dai motivi dietro i comportamenti dei personaggi ai loro rapporti complessi.
La storia combina elementi romantici con temi più profondi come la gelosia e le difficoltà familiari, la solitudine, la voglia di riscatto e realizzazione personale, offrendo un affresco emotivamente ricco e coerente.
Molta attenzione e cura è stata spesa sui dettagli tecnici e tematici legati al mondo della programmazione, come codici, programmi, siti internet e sistemi di difesa informatica, che conferiscono autenticità alla vita dei personaggi e alla loro professione.

CASTING: Veramente azzeccata la scelta di Arthur Chen per il ruolo, ha il viso da ragazzo cattivo e indifferente, una voce molto interessante ( è un doppiatore quindi quella che sentite è davvero la sua voce, anche perché l'accento non è perfetto ma risente della dizione pechinese). Il doppiaggio della protagonista invece non è ottimale, ci sono dei momenti in cui il movimento della bocca non è sincronizzato con le frasi doppiate. Non è la sua voce.
Per quanto riguarda la protagonista femminile, la recitazione dell'interprete è stata molto buona, complice il feeling con il protagonista maschile, molto più che nella fioritura imprevista, anche se in quel ruolo interpretava una donna con "cazzimm'" e qui è invece imbarazzantemente incommentabile.
La psicologia dei personaggi principali è buona, credibile per i due protagonisti e meno buona per i secondari, specialmente il personaggio di Lao Gao, che inizia a covare risentimento e voglia di riscatto ma il voltafaccia finale non viene reso con qualche scena, magari montata dopo la scoperta del suo essere implicato.Comprendo che lo scopo sia quello di creare un colpo di scena ma risulta un po' too much per risultare credibile. L'attore comunque è risultato bravo nella resa emotiva e nella padronanza scenica.
Arthur Chen è stato bravo, performante, intenso e credibile, purtroppo non so se questo sia frutto di un casting azzeccato o sia i n grado di interpretare ruoli diversi .Non l'avevo mai visto, ma finora molto bravo, alla sua recitazione va un 8.
La protagonista come interpretazione merita un 7,5, molto meglio qui rispetto alla performance della "fioritura imprevista" che per me è stato un floop in confronto a questo , tanto da essere messa in ombra dai secondi protagonisti (sorella del protagonista e zie -concubine). C'è qualche scena in cui non è stata molto puntuale come resa, tipo quando lo rivede dopo 3 anni, lo sguardo non è sconvolto, sconcertato, compenetrato, intenso ma distaccato. Per questo e qualche altra scena non do un voto maggiore ma sicuramente la rivaluto rispetto a quanto avevo visto in qualche lavoro girato per giunta due anni dopo.

L'aspetto romantico è stato abbastanza lento (very, very slow burning) e casto nel loro sviluppo, mi è piaciuto il modo naturale in cui il rapporto evolve e si finisce insieme, senza quasi neanche dirselo, e l'espressività mimica con gli sguardi intensi degli attori principali, sebbene per quasi 20 episodi si assista ad "una gara di sguardi fissi", con primi piani troppo lunghi, che rallentano ancor più il ritmo terribilmente lento del racconto, insieme ad altre scene riempitive che nulla aggiungono e che potevano essere snellite o velocizzate. Quando la coppia si forma non mi ha dato invece alcuna emozione, le loro interazioni romantiche erano composte principalmente di tenerezze e battibecchi, solletico e altre stupidaggini più da 13enni che da coppia di adulti.
Si immaginava, dal tenore degli sguardi, una chimica bollente che si è rivelata soporifera e tiepida come un'esplosione implosa.
C'è una grossa asimmetria in questa relazione, lui è contro dipendente, è abituato a stare da solo, basta a se stesso, lei invece è una debole e fragile donna, ossessionata da lui che inizia e riprende la loro relazione, nessun insulto, manipolazione o maltrattamento (seppur a fin di bene) le basta per disamorarsi di quest'uomo perché non ha autostima e dignità, dipendeva dai genitori che hanno scelto tutto per lei e adesso ripete la stessa dinamica con lui. Lei non sa neanche quello che vuole e le piace nella vita, una volta capito questo si capisce il suo delegare vita, sogni, aspirazioni a terze persone. Inizialmente era interessante vedere come provava a conquistarsi un posto nel mondo universitario, consapevole di non essere un genio e di non riuscire a competere con lui, prova a farcela con l'impegno, poi ad un certo punto è come se gettasse la spugna e si mettesse al suo servizio, usandolo per lavare i "suoi panni sporchi" e determinando una tragedia.
QUANTO SAREBBE BELLO , ANCHE SE POCO REALISTICO, SE QUEST'UOMO AVESSE TROVATO UNA RAGAZZA NORMALE MA CON FIEREZZA E FORZA DI CARATTERE, E POI AVESSE PROVATO A RICONQUISTARLA??? E invece no, lui può senz'altro stare senza di lei, se LEI si sposa o muore a lui importa relativamente, è lei che manda avanti la relazione indefessamente, con tenacia e perseveranza accetta ogni insulto perché fondamentalmente ognuno accetta l'amore che pensa di meritare. RIPETO, E' LA DONNA PEGGIORE CHE ABBIA VISTO IN UN DRAMA ORIENTALE (100 finora visti).
Apprezzabile l'uso di una narrazione visiva che evita scene artificiose o banalità, preferendo momenti naturali e credibili, senza forzature o dialoghi poco realistici.
La regia privilegia un ritmo narrativo lento ma coerente, con flashback e ritorni al presente che aiutano a costruire una storia d’amore sfaccettata e profonda, supportata da immagini che sottolineano i sentimenti e le tensioni tra i personaggi.
Questi elementi visivi contribuiscono a creare un affresco romantico intenso e realistico, capace di coinvolgere lo spettatore senza cadere in cliché o artificiosità. Da qui il mio voto sulla qualità tecnica di realizzazione del lavoro che è 8!
Alcuni aspetti non mi hanno convinta e alcuni persino disgustata:
-la rappresentazione di un rapporto squilibrato e tossico, dove il protagonista maschile, Li Xun, si comporta in modo arrogante, rude e talvolta umiliante verso gli altri, ma viene comunque accettato passivamente dagli altri personaggi, cosa giudicata poco realistica e problematica. Li Xun è un ragazzo povero ma geniale che sente delle responsabilità più grandi di lui e ha altre priorità, rispetto all'amore, non vuole perdere tempo e odia l'ambiente accademico. Si pone subito come outsider, capelli decolorati biondi e un modo di fare di chi non deve chiedere niente a nessuno, prende da solo. Successivamente alcune vicissitudini e il rapporto con la protagonista lo avvicineranno agli altri, sembrerà più aperto e condiscendente e deciderà di infilarsi in una diatriba che la FL ha con un personaggio del suo passato, una diatriba più grande di lui che col suo carattere non saprà controllare e che determinerà degli esiti disastrosi.

- un messaggio negativo per le donne, che sembrerebbero dover sacrificarsi e fare da "ombra" a un uomo brillante, rinunciando alla propria realizzazione e dignità, con situazioni disturbanti come la mancata valorizzazione dei successi femminili e la tolleranza verso comportamenti abusivo-mannipolativi.
Pur in relazione per un periodo con la FL, il ML resta fondamentalmente un individualista, vive per se stesso e prende le decisioni in autonomia, non considera completamente la FL. Penso per una sua forma mentis, ma potrebbe entrarci anche il carattere totalmente succube e zerbino della protagonista.
Degna figlia di madre piovra, che decide tutto quello che la FL deve fare, per un breve periodo si affranca dalla famiglia per diventare il vassallo (cit) di lui, che è il suo RE e il mondo gira intorno a lui.

- protagonista maschile privo di evoluzione, mentre la protagonista femminile troppo sottomessa e passiva( zerbino fiero).
Sino alla fine riproporrà le stesse dinamiche relazionali, con gli altri e la FL ma a lei non importa, fiera zerbina gli corre dietro, patetica sino alla fine. La psicologia di lui è molto coerente e realistica, un ragazzo che ha vissuto molti tipi di abusi e privazioni, abituato a perdere chi ama e dovrebbe proteggerlo, ha dei compiti evolutivi fuori range per la sua età: decide di farsi carico della famiglia e quando sente di aver fallito decide di occuparsi, quasi come riscatto, di pazienti oncologici (la stessa malattia che lo aveva privato della madre). É un ragazzo rigido, freddo, apparentemente distaccato che percepisce il mondo in modo netto (bianco vs nero, senza sfumature di grigio). Per nulla espansivo, beffardo, sicuro di sé, rancoroso e con un narcisismo cognitivo ai limiti del patologico.

-il ritmo narrativo, soprattutto nella prima parte è lento e poco coinvolgente, con una storia che si sviluppa lentamente e con qualche difficoltà a mantenere l'interesse, condensare 10 episodi spalmandoli su un tot di 26 avrebbe aiutato;
- il genere realistico con cui hanno reso questo spettacolo è stato viziato da alcuni colpi di scena che lo rendono inutilmente tragico e un po' finto-calcato nella parte finale.
- racconto ridondante di dettagli inutili nei primi 17 episodi e storie chiuse frettolosamente o eccessivamente fantasiose negli ultimi 4 episodi.La famiglia della FL, ostativa della relazione scompare e quanto è verosimile dato che la figlia era su tutti i media dopo che l'azienda "cuore alato" ha avuto successo?!?

Questo spettacolo, pur avendo una buona realizzazione tecnica e una trama interessante, non riesce a riscattarsi completamente a causa di questi elementi tossici e del messaggio controverso trasmesso.
In sintesi, sebbene io possa riconoscere e apprezzare il feeling tra i protagonisti, questo spettacolo presenta aspetti negativi legati alla rappresentazione di dinamiche relazionali problematiche e a un messaggio discutibile sulla posizione delle donne nelle relazioni amorose.
Se ci avete visto una storia d'amore bellissima vi invito a interrogarvi sul vostro modello di amore e sulle relazioni che intrattenete. SERIAMENTE!

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Completed
My Sassy Princess
4 people found this review helpful
Mar 1, 2025
22 of 22 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 5.0
Acting/Cast 4.0
Music 2.0
Rewatch Value 1.0

Romanticismo forzato con problemi di esecuzione

Non riesco veramente a capire come alcuni lavori prendono delle valutazioni così alte del momento che è un lavoro davvero ridicolo, stentato sia nella storyline che nelle interpretazioni, la passione tanto decantata non è pervenuta.
Ho letto recensioni di baci infuocati e di molti momenti di intimità, ma non è così o meglio vengono studiati dei dialoghi o degli avvicinamenti per fare sembrare, ma poi è tutto fumo e niente arrosto (le classiche scene di lei con problemi di equilibrio e lui la prende o sguardi di lei che prova a fare la femme fatale ma senza riuscirci ovviamente e lui la guarda tra il perplesso e l'indifferente). Dialoghi da asilo mariuccia.
La protagonista non ha una NESSUNA evoluzione, rimane fastidiosa nel suo corteggiamento capriccioso e insistente in perfetto stile stalker, (in praticagli si gettava addosso ed era OSSESSIONATA da lui. ) Lui dopo due episodi cede senza grandi motivazioni, da principio sembrava infastidito, in seguito dopo un’oretta di show sembra ammorbidirsi ma non si capisce perché, dal momento che qualsiasi persona sana di mente vessata in continuazione da attenzioni sgradite, penso che non avrebbe, non dico provato a avvicinarsi ma anche semplicemente a tollerarla.
La storia di sfondo è noiosa nel senso che si parla sempre di un principe ereditario che cerca di equilibrare le fazioni a corte, servendosi di questo comandante che é il protagonista maschile.
Musica mediocre, attori bravini, corteggiamento tra di loro finto, innaturale e poco credibile.
Non mi hanno emozionato in nessun momento, appunto perché non ho reputato la storia credibile e loro non mi sono piaciuti.

Scenografia sufficiente , combattimenti gradevoli ma anche quelli con qualche problema in quanto i movimenti erano robotici e i voli verso l’alto per nulla fluidi, ma a scatti.
Costumi e ambientazioni gradevoli, la dinastia sembrerebbe quella dei Ming per le gonne plissettate maschili.
Parrucche molto scadenti, i capelli del protagonista erano ispidi e sfilacciati nelle punte quando aveva il capello sciolto. Meglio quella della protagonista.
Questa era chiaramente una storia in cerca di una sceneggiatura, di un regista e di un montatore.
La prima metà è meglio della seconda, tuttavia entrambe le parti avevano evidenti problemi di ritmo causati da dialoghi ed eventi inspiegabili o non mostrati, il risultato è una mancanza di coerenza nella narrazione.
Le scelte di montaggio di questo dramma hanno innegabilmente penalizzato un lavoro già mediocre.

Finale: questo drama si è concluso nel modo in cui ogni dramma CINESE finisce per fare, creare confusione all'ultimo minuto per chiudere affrettatamente, dopo aver trascinato tutto e inserito ogni tipo di ostacolo.
Fortunatamente avevo già visto love and redemption prima di questo lavoro, viceversa lo avrei snobbato per la presenza della protagonista che in questo dramma ha una recitazione non proprio brillante mentre nell'altro drama é stata meglio diretta e la parte era più congeniale per lei.

Dare più di 6 è comprensibile se hai 13 anni .

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Completed
Lost You Forever
4 people found this review helpful
Nov 3, 2024
39 of 39 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 10
Acting/Cast 9.0
Music 9.5
Rewatch Value 9.0

Un capolavoro raffinato , introspettivo e intimista.

Questa serie NON merita una valutazione così bassa rispetto ad altre che ho visto qui recensite che non hanno la stessa qualità in termini di sceneggiature, scenografia, musiche, fotografia e prestazioni interpretative.
Il lavoro su ogni personaggio è preciso e minuzioso, strutturato e credibile.
Comprendo comunque che sia un lavoro raffinato e di nicchia, psicologico e introspettivo che non arriva a tutti, molti si sono concentrato solo sul triangolo trascurando che c'è molto di più dietro... e molte hanno dato basse valutazioni perché preferivano una scelta diversa per la protagonista , quindi per egoistiche pretese ma al di la di quali siano le nostre preferenze è coerente e credibile e vanno premiate le perfomance incredibili degli attori principali, la fotografie, le musiche, la scenografia. E' un capolavoro !
Si tratta di uno xianxia/xianxhuan ma con riferimenti più che altro, non è vissuto in regni separati con incantesimi e grandi poteri, sebbene ci siano scene surreali e magiche.
La storia è oscura, bellissima, piena di suspense e commovente, fatta di intrighi, tradimenti e desiderio. Questo è uno spettacolo immersivo, evocativo, psicologico, con una forte aura di mistero, brivido e pericolo, con un sussurro di rimpianto e un senso di profonda perdita e desiderio che pervade ogni scena. È sì storia d'amore MA non è soltanto una storia d'amore. È un'esposizione molto più complessa e ampia delle molteplici forme d'amore e di come possano essere restrittive e sconfinate allo stesso tempo.
Questo lavoro ha un'intensità e una tensione che nessun drama cinese ha finora raggiunto, le prestazioni dei due protagonisti sono superbe e nessun lavoro cinese finora visto riesce ad eguagliarlo.
Per chi ha visto il coreano moon lovers vi dico solo che lo eguaglia e lo supera, giusto per farvi capire di che livello stiamo parlando.

TRAMA: il racconto è ambientato a Dahuang, in un mondo magico, insidioso e imprevedibile dove umani, demoni e divinità coesistono, in un tempo indefinito, due cugini della famiglia reale, divenuti orfani giurano di proteggersi per sempre. Distrutta dalla promessa infranta, Xiao Yao si perde, smarrita in un periodo di grande tumulto. Potendo cambiare aspetto, assume le sembianze di un uomo e vive tra gli umani e i demoni della città di Qingshui, come medico esperto di fertilità del villaggio. Quando è alle strette, Xiao Yao è abilissima a strisciare, mentire o avvelenare per uscire dai guai. Eppure è spensierata, disinibita e quasi contenta nella città di Qingshui con un gruppo di amici che protegge e mantiene. In Qing Shui, salva un moribondo, apparentemente vagabondo, gli dà un nome e una nuova identità; successivamente incontra anche un demone a nove teste dall'aspetto umano di nome Xiang Liu. Questo demone è violento, rude e impaziente con lei, ma ne sembra anche stranamente attratto. Nel frattempo, il cugino d'infanzia Cang Xuan finalmente riesce a ritrovarla, mandando in frantumi il rifugio che si era creata... . Xiao Yao decide di aiutare il cugino nella conquista del trono, Tushan Jing deciderà anch'egli di sostenerne l'ascesa, attraverso il supporto delle famiglie risentite delle Pianure centrali, dove i clan e le famiglie nobili hanno complicati legami di sangue nello sconfitto Stato di Chenrong. Xiao Yao è la principessa dell'Haoling, una pedina che Cang Xuan penzola in modo allettante davanti ai rampolli delle potenti famiglie aristocratiche che cerca di conquistare. Il matrimonio per lui è un mezzo per suggellare alleanze mentre reprime il desiderio profondo e segreto nel suo cuore.
Zhang Wan Yi ritrae abilmente Cang Xuan come un politico consumato, una tigre in agguato, sorridente e molto pericolosa (viene definito appunto xiàomiànhǔ, tigre sorridente, 笑面虎). L'amore non è di fondamentale importanza per Cang Xuan e Xiao Yao, i cui destini si intrecciano a causa del giuramento d'infanzia. Lavorano per uno scopo superiore con un cuore e una mente sola. Chiunque altro viene subordinato a questo scopo. Sono entrambi personaggi irraggiungibili che si sono dedicati pienamente l'uno all'altro e non rimane molto per nessun altro. Ecco perché ciò che Xiao Yao cerca è una relazione impari, qualcuno che si sacrifichi per lei e che non abbia sete di potere, in modo da garantirle una devozione incondizionata, un uomo privo di ambizioni inoltre non la abbandonerà, come hanno fatto tutti. Xiao Yao è di gran lunga la protagonista femminile più oscura, complessa e indipendente che abbia mai incontrato in un drama asiatico. Il ruolo è intenso ed emotivamente coinvolgente, evoca una profondità interiore complessa e variegata, interpretato magistralmente da Yang Zi; rimango sconvolta e sconcertata per la solidità della sua interpretazione. Il suo Wei Xiaoliu (nei primi episodi vestirà i panni di un uomo) ha decisamente spodestato qualsiasi attrice cinese travestita da personaggio maschile per gesture, mimica, linguaggio e postura.

E' un capolavoro elegante , raffinato ma anche crudo e sottilmente spietato che rende l'umanità di ogni personaggio sfaccettata e stratificata e dà una visione nuda e cruda di cosa significhi il potere assoluto, di cosa richieda e comporti, di quali sacrifici implichi, i due protagonisti compiono percorsi opposti, Cang Xuan vuole diventare visibile al mondo, la cugina Xiao Yao al contrario cerca l'invisibilità e la pace.
Tutto di questo lavoro è reso con una nuda , bruta e totale crudezza da risultare illuminante.
I momenti romantici si trovano ben distribuiti e ben strutturati, certe scene degli episodi 28-29 raggiungono un lirismo ed una tensione erotica struggente senza che si sfoci nella volgarità, tutto è reso sottilmente attraverso lo sguardo, la respirazione, sospiri e batticuori, accompagnato da musiche raffinate e ipnotiche.

Unico neo sono i combattimenti che non sono molto scenografici ma semplici e poco "spettacolari", del resto non è un wunxia.
Gli animali al pc sono sempre il tallone d'achille delle serie cinesi e alcune soluzioni mi son sembrate ridicole (tipo rinascita dal fiore in stile botticelliano, conchiglie giganti , palle marine che sono di plastica analogamente a quelle che trovi al distributore di sfere di plastica che vinci inserendo 2 euro e girando una leva ).Gli effetti speciali sono ottimi, del resto questo è un lavoro introspettivo e psicologico, con un'ottima fotografia e scenografia.

In questo lavoro ho trovato , ma è personale, lenta e meno interessante la parte comprensiva dei primi dieci episodi, Yang Zi è stata fenomenale rivelandosi la più matura professionista nel panorama cinese. Da Ashes of love è come se avesse raggiunto una piena maturità professionale che la rende totalmente in grado di dare voce alla complessità della protagonista, i direttori dei lavori hanno fatto un lavoro eccezionale su di lei, dirigendola magistralmente, variando postura, voce e movenze nelle scene da uomo rispetto alla femminilità poi ritrovata nelle scene da donna, con il volto sa rendere ogni tipo di emozione che prova il suo personaggio principale. La straziante scena del rientro nell'Haoling nella stagione 1 e la confessione del cugino nell'episodio 18 della seconda stagione, sconvolge, cattura appieno la profondità e la disperazione del senso di abbandono per la persona che ha perso. Non riesco a pensare a un altro attore che abbia portato l'interpretazione a un livello così visibilmente elevato come Yang Zi.

Le emozioni che ho provato sono indescrivibili, mi sono immedesimata in ognuno di loro e sono rimasta affascinata dal personaggio elfico e puro di Tushan Jing, sebbene il migliore come intensità e bravura sia Zhang Wanyi.

Ho trovato fastidioso il personaggio del demone a nove teste in questa serie, ma va capito e analizzato perché subisce un'interessante evoluzione, un arco narrativo molto interessante rimanendo sempre fedele all'originario: ambivalente e oscuro, apparentemente utilitarista nelle scelte che compie.
La figura più complessa e psicologicamente studiata è quella di Cang Xuan, resa magistralmente da Zhang Wanyi.
Se poi volete riscattarlo dalla oscurità che lo caratterizza guardate are you the one dove , qui su viki, dove risulta più leggero e spassoso. Per me che ho visto l'altro lavoro di quest'anno non posso notare che ci siano dei punti di contatto con Lost you forever ma non scrivo qui per uscire fuori tema, vi invito solo a guardarlo dopo aver visto anche la seconda stagione.
Meravigliose e ipnotiche le musiche, alcune cantate anche dagli stessi personaggi.

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Completed
Are You the One
4 people found this review helpful
Oct 8, 2024
40 of 40 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 8.0

Un tributo al femminismo

Ho letto nelle recensioni più quotate che ciò che non ha convinto è stata la recitazione e il personaggio bidimensionale della protagonista, e ahimé come dissentire ma se si va oltre ci sono molti aspetti apprezzabili di questo lavoro che ne hanno reso godibile e consigliabile la visione.
A TUTTE è sfuggito che per la prima volta viene proposta un'immagine diversa della donna: volitiva, indipendente per davvero e senza necessità di aiuti maschili, capace persino di superarli in ingegno, forza, coraggio e resilienza. Questo mi è piaciuto, così come ho adorato la delicata forza di ogni donna proposta, la composta dignità di una ma con una fiera forza da non renderla assolutamente inferiore alla protagonista, l'ingegno e il coraggio dell'altra, i costumi e gli usi dell'antica cina imperiale, approfonditi e ben illustrati nei loro passaggi.
Tre donne, tre modi diversi di vivere la femminilità, le responsabilità e l'amore.
Finalmente un drama con un finale degno, non sbrigativo e senza inutili e continue tragedie che non lasciano riposare lo spettatore , che illustra anche momenti di unione, felicità, dove il tempo dedicato al romanticismo prende una buona parte del drama, evitando di cadere nella consueta superficialità che contraddistingue i drama storici spesso interessati a mostrare sotterfugi e tragedie.
Le coppie che si formano sembrano quasi moderne, un "moderno" nello storico. Una colonna sonora moderna avrebbe svecchiato e caratterizzato a livello di originalità, come nel film Maria Antoniette di Sofia Coppola.
Per la prima volta non ci sono stati episodi noiosi, la serie procede spedita offrendoci emozioni, intrighi e colpi di scena in ogni puntata. Si segue volentieri e si rimpiange che finisca subito.
Mi è piaciuto perché è un drama tutto al femminile che celebra la vittoria dell'ingegno femminile sul patriarcato: Vengono proposti differenti modi di vivere la femminilità, tutti dignitosi , coraggiosi e senza il sostegno degli uomini, come in altri lavori ipocriti , per esempio di revenge , dove dietro le quinte c'è sempre un uomo che aiuta, protegge, sostenta, qui invece le attrici provano tutte strade nuove, con coraggio e determinazione.
La protagonista in particolar modo è una donna volitiva, brillante, coraggiosa, indipendente, arguta e bellissima, con picchi di genialità, capace di tenere testa ad una quarantina di uomini, armata solo di un pugnale (non mancheranno combattimenti di un certo livello) , e con doti da stratega militare; le altre attrici femminili, anche se antagoniste finalmente non vengono dipinte come delle oche prive di umanità e incapaci di fermarsi quando toccano il fondo ma si supportano e si aiutano in quanto donne , e nascono delle belle amicizie.
Ho gradito moltissimo che alcune puntate hanno dipinti riti e dei costumi dell'epoca, di cui avevo sempre sentito parlare ma non avevo mai visto.

Mi è piaciuta molto l'intesa tra i protagonisti , e il modo in cui nasce, si complica e prosegue la loro storia d'amore, li ho trovati abbastanza credibili, senza eccesso di vittimismi e futili disperazioni . Ho adorato la tipologia di coppia che sono riusciti a formare: unita con una complicità infinita e con un grande ingegno, capace di ribaltare anche le situazioni più disperate, che si completa a vicenda, dove c'è spazio per la tenerezza ma anche per il sostegno e l'umorismo.. Quest'amore che è in grado di unire e resistere insieme alle difficoltà, confortandosi e aiutandosi con lealtà come due amici.
E' anche una serie in cui non mancano dei momenti di comicità che riescono ad alleggerire , sdrammatizzare e rendere più godibile il drama.

L'unico neo è che davvero non c'è molta omogeneità nelle rappresentazioni della protagonista, prima moglie devota, poi donna indipendente , decisa e risoluta, e infine nuovamente come agli inizi del drama. Avrebbe dovuto trovare un modo nuovo che unisse il suo ritrovato modo di essere all'amore che poi nutre per un personaggio all'interno del drama. Ai protagonisti rimprovero di non essere stati in grado di mostrare sempre intensità e disperazione nonostante ci siano delle scene il cui pathos raggiunge i livelli di Moon Lovers (capolavoro secondo me).
Ho visto recentemente lost you forever, e Zhang Wany qui ha dato davvero un terzo di quello che è in grado di fare, pensavo fosse un limite dell'attore invece è stato proprio diretto male. Questo lavoro benché non c'entri molto poteva essere il riscatto di CangXuan nel trovare una compagna invece è stato rappresentato un uomo abbastanza etico e responsabile, migliore senz'altro ma senza la straordinaria intensità e le espressività, la disperazione dell'altro. Questo ha tolto molta credibilità al personaggio, e anche intensità. Anche la chimica con la protagonista è buona ma non eccezionale come quella con Yang Zi, e anche wang churran deve ancora crescere molto come attrice, il personaggio è bidimensionale e piatto. Hanno fatto meglio la coppia degli imperatori , specialmente la giovane imperatrice mi ha impressionato per padronanza scenica ed espressività microfacciale. Meravigliosa.
WANG CHURRAN: LA BELLEZZA NON BASTA!
Se ci fosse poi stato un tocco di passione in più sarebbe stato davvero uno dei migliori cdrama di questo 2024.
Consiglio la visione perché vedrete intrighi, raggiri ma anche forte indipendenza, una femminilità sovrana e la capacità di venirne sempre fuori con arguzia e leggerezza. Un drama leggero MA NON SUPERFICIALE. Leggi di più

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Completed
Under the Hawthorn Tree
2 people found this review helpful
2 days ago
Completed 0
Overall 8.0
Story 9.5
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 7.5

La rivoluzione silenziosa di un amore impossibile

Quando si pensa al cinema di Zhang Yimou spesso vengono in mente immagini grandiose: eserciti che si muovono come onde sanguinarie, combattimenti coreografati come danze, scenografie monumentali dove ogni dettaglio impressiona lo spettatore. Questo film invece rappresenta quasi un movimento contrario nella sua filmografia: non cerca la grandezza attraverso lo spettacolo ma lavora in sottrazione.

È probabilmente uno dei suoi film più semplici in superficie, e proprio questa semplicità che divide ma conquista. Conquista come ritorno alla purezza emotiva dei suoi primi lavori; divide perché vedi un racconto idealizzato, quasi filtrato dalla nostalgia. Perché il regista non vuole raccontare soltanto un amore ma il modo in cui un sentimento può sopravvivere in un ambiente dove persino provare qualcosa diventa pericoloso.

La storia è ambientata negli anni della Rivoluzione Culturale cinese. Jingqiu, una giovane studentessa proveniente da una famiglia politicamente compromessa, viene mandata in campagna per un progetto educativo. Qui incontra Lao San, un ragazzo gentile, paziente, apparentemente lontano dalla durezza ideologica che domina il periodo. Quello che nasce tra loro non è un amore fatto di grandi dichiarazioni o gesti melodrammatici. È un sentimento costruito su attese, piccoli incontri, parole trattenute. Una presenza calma, senza passione. Zhang Yimou elimina quasi completamente la fisicità romantica. In un cinema contemporaneo abituato a rappresentare l’amore attraverso il possesso, il desiderio e l’immediatezza, Under the Hawthorn Tree rappresenta il desiderio come distanza.

Una mano sfiorata diventa un evento. Una camminata insieme diventa intimità. Uno sguardo trattenuto contiene più tensione emotiva di una scena apertamente passionale.

Questa scelta mi è sembrata plausibile e commovente, questa purezza che mostra il ritratto di un’epoca in cui i sentimenti dovevano esistere come vissuti privati, protetti dalla pressione sociale, dall'altro ho avuto spesso il sentore di assistere ad una mitizzazione dell'amore, quasi mitologico nella sua innocenza ed eccessivamente distante dalla complessità reale della giovinezza.

Ma probabilmente il punto del film non è mostrare un amore realistico nel senso moderno del termine. È mostrare come si ricorda un amore. É questo il punto.

La fotografia di Zhao Xiaoding lavora esattamente in questa direzione.
La tavolozza cromatica è estremamente controllata: verdi morbidi della campagna, grigi degli ambienti quotidiani, colori poco saturi che sembrano appartenere più alla memoria che alla realtà.
La natura non viene mostrata come spettacolo bensì come rifugio.

L’albero di biancospino del titolo diventa il centro simbolico dell’opera. Durante la Rivoluzione Culturale viene caricato di significato politico, legato alla memoria e al sacrificio rivoluzionario, ma nel percorso dei due protagonisti assume un significato completamente diverso: diventa il luogo privato di un sentimento che cerca di esistere fuori dalle imposizioni collettive.

Molto interessante l’uso del rosso, già molto caro all'autore.
Zhang Yimou è sempre stato uno dei registi asiatici più attenti alla funzione narrativa del colore. In opere come "Lanterne Rosse" o "Hero" il rosso era dominante, violento, quasi aggressivo. Qui invece appare in maniera più delicata, più spento, quasi amaranto, non esplora, affiora : non è il colore del potere, ma della memoria, del sentimento e della perdita.

Anche la regia segue l'essenzialità: la macchina da presa non forza la commozione con primi piani insistenti, ma osserva. Molte scene sembrano costruite intorno all’attesa: aspettare una lettera, aspettare un incontro, aspettare il momento in cui finalmente qualcosa potrà essere detto.

Il montaggio di Meng Peicong accompagna questa lentezza senza cercare accelerazioni artificiali. Il ritmo può sembrare eccessivamente tranquillo per alcuni spettatori, ma è coerente con il tema centrale: un amore nato in un mondo dove ogni emozione deve procedere con cautela.

La colonna sonora di Chen Qigang segue la stessa strada. Non cerca il melodramma continuo ma interviene nei momenti di maggiore vulnerabilità emotiva. Il film avrebbe facilmente potuto trasformarsi in un racconto strappalacrime, invece spesso sceglie il silenzio.

Il lavoro sugli attori è forse uno degli aspetti più riusciti.

Zhou Dongyu, al suo debutto cinematografico, porta sullo schermo una naturalezza rara. La sua Jingqiu non è semplicemente “innocente”: è una ragazza cresciuta nella paura. La sua prudenza non deriva solo dalla timidezza, ma da un contesto storico in cui un errore può avere conseguenze enormi sulla propria famiglia.
La sua interpretazione vive nei dettagli: lo sguardo abbassato, l’incertezza nel rispondere, il modo in cui sembra sempre trattenere una parte di sé.

Dou Xiao costruisce invece Lao San come una figura quasi fuori dal tempo. Ed è forse qui che nasce una delle critiche più frequenti al film: Lao San è talmente paziente, generoso e devoto da apparire più come un ideale romantico che come un ragazzo reale ma anche questa può essere una scelta narrativa: Lao San non è raccontato con gli occhi neutrali della realtà, ma attraverso la memoria emotiva di chi lo ha amato.
La sua malinconia nasce dal contrasto tra ciò che i protagonisti provano e ciò che il mondo permette loro di vivere. Non racconta un amore impossibile perché manchi il sentimento ma perché a volte la vita concede alle persone il momento giusto quando il tempo a disposizione è già troppo poco.

La grandezza del film sta forse proprio nella sua fragilità. Non cerca di essere complesso, provocatorio o rivoluzionario. Racconta qualcosa di estremamente semplice: due persone che si incontrano e che, per un breve periodo, riescono a creare un piccolo spazio di gentilezza dentro un mondo duro.
Per alcuni sarà troppo sentimentale. Per altri sarà devastante. Per me è stato un Ni, guardo le opere dei grandi registi con distacco perchè mi concentro per coglierne il simbolismo e il senso del messaggio complessivo, ero preparata ad un finale triste.
Zhang Yimou sembra volerci lasciare con una domanda molto precisa: un amore è meno importante se non ha avuto il tempo di trasformarsi in una vita intera?
Forse no.
Forse alcuni sentimenti rimangono proprio perché non hanno avuto il tempo di consumarsi. Perché non hanno conosciuto l’abitudine, la quotidianità, l'usura della novità quando viene macchiata dalla normalità. Restano lì, sospesi in un luogo della memoria dove tutto è ancora possibilità, dove una parola non detta pesa più di mille pronunciate, dove un istante mancato continua a vivere più a lungo di anni interi.

E forse è proprio questa la crudeltà degli amori incompiuti: non finiscono davvero. Non hanno una conclusione contro cui ribellarsi, non hanno una vita vissuta da archiviare. Rimangono domande aperte.

Come si dimentica qualcosa che non ha avuto nemmeno il tempo di diventare reale fino in fondo? Vive nella vastità delle possibilità inespresse.

Guardando *Under the Hawthorn Tree* ho sentito il dolore silenzioso di questa verità. Che a volte non soffriamo solo per ciò che abbiamo perso, ma anche per ciò che avremmo potuto avere. Per quella versione di noi stessi che sarebbe esistita accanto a quella persona e che invece rimane per sempre intrappolata in un futuro mai accaduto.

E forse è questo che rende certi amori così difficili da lasciare andare: non ci manca soltanto qualcuno.

Ci manca la vita che, per un momento, avevamo immaginato possibile.

Dove l'ho visto?

https://mydrama.altervista.org/under-the-hawthorn-tree-sub-ita-2010/

unico con sub ita.

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Completed
The Dude in Me
2 people found this review helpful
Aug 21, 2025
Completed 0
Overall 6.5
Story 7.0
Acting/Cast 6.5
Music 1.0
Rewatch Value 6.0

Il gangster adolescente

The Dude in Me* (2019), diretto da Kang Hyo-jin, porta sullo schermo un classico espediente narrativo della commedia – lo scambio dei corpi – intrecciandolo con elementi tipici coreani: ritmo vivace, humour e un tocco di dramma sentimentale (questa è stata la parte meno convincente). La trama ruota attorno a un liceale impacciato, sovrappeso e vittima di bullismo che, a seguito di un incidente bizzarro, si ritrova nel corpo di un potente gangster. Da qui si apre un gioco di contrasti che genera situazioni tanto comiche quanto paradossali.
Punti di forza: Lo scambio di identità è sempre un tema interessante, soprattutto quella di Park Sung-woong, L’attore si è calato con discreta naturalezza nei panni di un adolescente intrappolato in un corpo adulto, riuscendo a strappare risate senza scadere nel caricaturale.
Il ritmo narrativo è scorrevole e non annoia: alterna sequenze comiche a momenti di introspezione, costruendo un equilibrio piacevole.
Alla leggerezza della commedia si aggiungono accenti romantici e un messaggio positivo legato alla crescita personale e ai valori legati alla famiglia.
L'idea di utilizzare un tropo molto abusato ma legandolo all'idea del gangster che nel corpo di un ragazzino bullizzato opererà una giusta nemesi e punizione dei bulli.

Limiti: la sceneggiatura, pur divertente, non osa abbastanza, la struttura è prevedibile e i cliché del genere si accumulano, lasciando poche sorprese allo spettatore, io sapevo esattamente cosa sarebbe successo e chi era la responsabile dello scambio. Così come sapevo quando e come sarebbero tornati ognuno al proprio posto.
Alcune svolte narrative risultano forzate o poco credibili, soprattutto nel tentativo di aggiungere pathos e dramma a una premessa fondamentalmente comica, non riuscendovi. Mi riferisco alla sotto trama dell'amore adolescenziale ritrovato, e la scelta di un'attrice troppo matura e sgradevole da vedere insieme ad un ragazzino di 17 anni.
Sul piano tematico, il film accenna a questioni sociali come bullismo e pressione scolastica, ma non le approfondisce veramente, preferendo restare in superficie per mantenere il tono leggero.
In conclusione è un film brillante e godibile, che punta soprattutto all’intrattenimento e ci riesce bene, grazie alla verve comica e all’energia degli interpreti. Non è un’opera rivoluzionaria né particolarmente originale, ma regala un paio d’ore spensierate con il giusto mix di risate e sentimento, lasciando allo spettatore un messaggio positivo e ottimista.

Colonna sonora non pervenuta, così la valuto col minimo.
Interpretazioni sufficienti ma non memorabili.
Utilizzo delle protesi e della tuta di gomma per simulare il sovrappeso del ragazzo, espediente abusato nel cinema coreano (nessun attore prende peso veramente come fanno gli americani) , purtroppo la tuta imbottita era troppo visibile, quando il soggetto si piega o si siede, la pancia è tirata , non crea pliche come il grasso naturale.
Ho tristemente notato come il sovrappeso nelle donne sia oggetto di stigma e scherno, vedete oh my venus se non mi credete, mentre al maschile viene meglio tollerato e meno stigmatizzato. Ti rendi conto così di quanta poca libertà abbiano le donne coreane di osare un po' di più nell'essere se stesse.
Sottotitoli su Prime veramente penosi per essere un portale di streaming a pagamento (e non è la prima volta). Purtroppo sia netflix che prime, vedendo che nessuno si ribella e che gli abbonamenti crescono, si occupano sempre meno di fornire traduzioni di livello, con una revisione finale come andrebbe fatto e come accadeva nel passato. Il risultato sono traduzioni automatiche letterali con un minimo di adattamento.

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