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  • Join Date: March 31, 2024
Completed
Officer Black Belt
0 people found this review helpful
Feb 3, 2025
Completed 0
Overall 8.0
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

E’ intelligente ma non si applica

Recensito da: Jade IG: _Dramalia_

Come descrivere questo drama? E’ intelligente ma non si applica, classica frase che a scuola mi ripetevano sempre per dire che non avevo voglia di fare niente. Ed è ciò che posso dire io su questo film made in Korea, che vede protagonista Kim Wo-Bin, con una tinta bionda delle peggiori per l’occasione. Non fraintendetemi, è un drama godibile, in cui ci si fa anche qualche risata, ma dà l’impressione di voler dare di più e non riuscirci.
Il protagonista assoluto è Lee Jung-do, un ragazzo spensierato e svagato, la cui vita salta da un allenamento di arti marziali all’altro, una consegna per il ristorante di pollo del padre e una partita ai videogiochi con gli amici di sempre (un gruppo di stramboidi i cui soprannomi variano da: “Umido” a “Diarrea” e ho detto tutto). Jung-do ha un unico scopo nella vita: divertirsi. Non fa niente che non lo diverta e sinceramente penso che viva molto meglio di tutti noi. Il ragazzo non pare proprio una cima, ma è un maestro di arti marziali e un giorno s’imbatte in uno scontro tra un agente di sorveglianza e un detenuto con cavigliera gps. L’agente viene ferito gravemente e Jung-do interviene, neutralizzando in poche rapide mosse il malvivente, che viene riconsegnato alla prigione. Il ragazzo viene dunque ricompensato con un premio e cattura l’attenzione di Kim Sun-min, il Direttore del reparto controlli elettronici. Per capirsi, il capoccia di quei disperati che devono monitorare h24 i cattivoni in libertà vigilata con le cavigliere. Io personalmente non ho mai neanche pensato che ci fosse un reparto a parte e tanto meno credevo che facessero telefonate per assicurarsi che i birbanti si ricordassero di ricaricare le suddette cavigliere. Ovviamente neanche Jung-do ne era a conoscenza e quando gli viene offerto un posto nella task force, lui domanda solo: “Ma è divertente?” Vi giuro che neanche Sun-min riusciva a farsene una ragione di tanta tonteria, ma, si sa, “il bisognino fa trottare la vecchia”, perciò, nonostante Jung-do non sia proprio il più sveglio della cucciolata, è forte, di buon carattere e non ha proprio niente di meglio da fare. Così accetta di provare almeno finché l’agente ferito non si sarà rimesso e s’immerge in questo caleidoscopico mondo di malviventi redenti, che tanto redenti non sono. Insieme a Sun-min, suo partner logistico, si assicura che pedofili, stupratori e gentaglia della peggior specie rispetti la libertà vigilata e quando non lo fanno, li mazzuola per bene, riportandoli poi in prigione. La cosa divertente è che è pure portato e la soddisfazione che gli dà colpirli con il taser è la stessa che avrei io a fulminare il mio ex. Tra i due partner si instaura un bellissimo rapporto e l’uomo viene anche ammesso ad honorem nella squadra dei nerd, col risultato che Jung-do diventa a tutti gli effetti un membro del dipartimento. Tutto sembra andare bene finché lo stupratore di bambini Kang Ki-jung non viene rimesso in libertà. Ora, se uno ha stuprato bambini fino a due minuti prima e non è manco pentito, voi lo rimettereste in libertà? Io personalmente no, ma si sa che l’intelligenza non è di casa e quindi il tizio più terrificante di sempre viene rimandato nel mondo, con una task force a controllarlo praticamente h24. Ma Kang- Ki-jung non è solo un cattivone come un altro, no, ovviamente fa parte di un’organizzazione di pedofili che girano video pornografici di lui che si sollazza con dei bambini non oltre i 13 anni. Qualcuno crede che il cattivone sia stato ammansito? Io no di certo e neanche Jung-do, che fa della cosa una faccenda di vita o di morte. Il ragazzo spensierato lascia il campo ad un uomo pronto a tutto per fermare Ki-jung, ed è emozionante vedere la sua evoluzione (forse un po ' affrettata). Allora perchè non sono rimasta convinta? Woo-bin è sempre fantastico e si è allenato duramente per questo film, facendo lui stesso la maggior parte delle scene di lotta e di inseguimento, in barba al cancro che lo ha tenuto lontano dalle scene per molti anni. Eppure, sarà per la brevità, sarà perché mi aspettavo qualcosa in più, ho trovato il film non troppo coinvolgente. Ormai sono così abituata alle infinite puntate dei drama, dove tutto si sviluppa lentamente e i personaggi hanno una caratterizzazione certosina, che qui non mi sono così affezionata a nessuno, nonostante ci sia una forte componente drammatica. Personalmente la bromance tra Jung-do e Sun-min è la parte che ho apprezzato maggiormente, mentre avrei dato un po’ più di tempo al personaggio per evolvere e cambiare.

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Completed
Kiss Sixth Sense
0 people found this review helpful
Feb 2, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.5
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Il futuro è già scritto o è possibile cambiarlo?

Recensito da: Jade IG: _Dramalia_

Il futuro è già scritto o è possibile cambiarlo?
Hong Ye-Sul se lo domanda spesso, specialmente quando le sue labbra toccano un'altra persona, poiché attraverso quel piccolo sfiorarsi di particelle, può scorgere il futuro. Non sa se avverrà tra pochi minuti, un anno o una vita, ma è lì che la guarda e non ha mai sbagliato. A parte questo piccolo potere che la limita nelle sue frequentazioni, Ye-Sul (Seo Ji-hye) è una donna in carriera che lavora per un'azienda di pubblicità piuttosto rinomata. Il suo capo però è un autentico despota, insopportabile e irascibile, è il tipo di uomo che suscita odio e ammirazione insieme. È un capo spietato, ma di quelli che non sbagliano mai e sembra Superman. I due hanno una relazione lavorativa complicata. Praticamente lei vive in ufficio e cerca di essere all'altezza delle spietate aspettative di Cha Min-Hoo (Yoon Kye-Sang), senza mai arrivarci neanche vicina. Un giorno i due sono sul set di una pubblicità di materassi, prontamente rovinata dalla pioggia e Ye-Sul inciampa, travolgendo l'integerrimo capo scontrandosi accidentalmente con le sue labbra. Nella visione scaturita vede chiaramente che un giorno, non si sa quando, finiranno a letto insieme. Ciò le provoca sentimenti contrastanti, un turbinio di turbamenti e pensieri alquanto sconci. Perde lentamente la sua professionalità distaccata, per diventare un completo disastro (evidentemente nella visione lui era particolarmente prestante sotto le lenzuola). Se prima non ci pensava neanche a Cha Min-Hoo, improvvisamente il suo mondo viene sconvolto. E lo è ancor di più quando decide di confessargli tutto, poteri compresi, e per dimostrarglielo predice il futuro. Solo che si vede felice, spensierata come mai prima e quelle immagini le scavano dentro più della notte di fuoco. Perché, a causa di quei poteri, Ye-Sul non è mai stata veramente felice. Ha sempre visto scenari di dolore e tristezza, di solitudine, specialmente col suo ex storico Lee Pil-Yo, regista di fama mondiale, interpretato da Kim Ji-Seok, ancora pazzamente innamorato di lei. Per togliersi il dente e non pensare più a Min-Hoo, lei decide di andarci a letto una volta, facendo così avverare il futuro, ma i sentimenti s'insinuano nelle pieghe della corazza di ferro del suo capo integerrimo e lentamente i due instaurano una strana relazione. Tutto ciò coadiuvato dal ritorno di Pil-Yo, intenzionato a riprendersi la sua ex, di cui ha sempre conosciuto il segreto. La componente fantasy di questo drama non è affatto finita qui, perché si aggiungono anche i poteri di Min-Hoo. Infatti l'uomo ha i sensi più sviluppati di chiunque al mondo. Riesce a sentire da chilometri di distanza e quando bacia una donna i suoi nervi vengono così sovraccaricati che finisce per svenire. Entrambi non hanno idea del perché abbiano sviluppato dei doni del genere, ma si fa cenno a un incidente misterioso che sembra accomunarli. Per non farsi mancare niente, si aggiunge anche un pazzo stalker, una cugina un po' fuori di testa, qualche amico simpatico, colleghi strampalati e una buona dose di risate. Ho apprezzato molto la trama scorrevole, divertente e mai banale che regala istanti di puro spasso quando quei due sono insieme e cercano di far funzionare una relazione basata su regole e contratti, tanto che consiglio vivamente la visione. Per chi non ama il fantasy, non preoccupatevi, non è invasivo, ma aiuta la storia d'amore a scorrere via con una facilità incredibile, senza appesantirla ma arricchendola di piccoli malintesi e misteri appassionanti. Sinceramente ho trovato anche gli attori bravi e assolutamente appropriati alla parte, con i protagonisti legati da una forte chimica non da trascurare. Ciò che però mi ha colpita maggiormente è stata proprio la domanda iniziale: il futuro è già stato scritto o siamo noi a determinarlo? Per Ye-Sul il futuro non si può cambiare, è lì che la guarda, pronto ad afferrarla se solo prova a modificarne la trama. Mi sono quindi chiesta che senso abbia per lei, che sa tutto, andare avanti con la vita e le relazioni. Non è inutile se poi non c'è niente che stupisce? Invece di cadere sul banale, il drama è riuscito a rispondere ai miei dubbi semplicemente cambiando prospettiva. Quello che lei poteva interpretare in un modo, spesso nella realtà dei fatti era completamente diverso, creando uno scenario nuovo e sorprendente, che ha messo in crisi anche i suoi poteri consolidati. Decisamente uno spunto interessante, anche se avrei apprezzato sicuramente una spiegazione meno banale per l'arrivo dei loro poteri che non fosse: “li ho avuti per ritrovarti”. Ok, certo...lo scopo della tua vita era solo quello? Ma su, forza, che noia! Voi sapete inoltre che non sono una fan dei due migliori amici dei protagonisti che finiscono insieme, ma qui è tutto gestito bene e le situazioni non appesantiscono diventando stucchevoli, anzi creano alcuni siparietti umoristici piuttosto spassosi.

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Completed
Murai in Love
0 people found this review helpful
Jan 14, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Ottimo per staccare la spina

Recensito da: Jade IG: _dramalia_

Murai è un liceale brillante, da dieci e lode in ogni materia, sembrerebbe lo studente perfetto, se non che ha una cotta spaventosa per la sua insegnante. Nel suo questionario sul futuro, scrive di volerla sposare e lei ovviamente lo convoca nel suo ufficio per fargli una ramanzina. Tanaka sensei è conosciuta come la professoressa di ferro, integerrima, tutta d’un pezzo che non da relazione a nessuno e non si interessa dei club scolastici. E’ fredda all’apparenza e quando Murai le confessa il suo amore, lei lo rifiuta seccamente, dicendogli che non le piacciono i ragazzi con i capelli lunghi e neri. Il giorno dopo lui si presenta con la chioma tagliata e biondo, sconvolgendola per la sua somiglianza con un personaggio dei videogiochi di cui è innamorata: Hitotose. Totalmente nel pallone a causa di quel cambiamento, Tanaka si ritrova coinvolta in una situazione da cui non riesce ad uscire. Murai non ha alcuna intenzione di demordere nel suo amore per lei e fa di tutto per conquistarla. Miyase Ryubi riesce ad interpretare sia lo studente che il personaggio animato alla perfezione, creando scenette divertenti e momenti kawaii che ti fanno tifare spudoratamente per i suoi occhioni dolci. E’ affiancato da due amici leali, i quali lo consigliano, lo supportano e lo aiutano in ogni situazione, senza mai tirarsi indietro. Tanaka sensei rimane sempre salda nel suo rifiuto, ma lentamente inizia a provare una simpatia per quel ragazzino impertinente che arriva a sfidare suo fratello (un agente di polizia) in un duello all’ultimo sangue, solo per conquistarne il cuore e il diritto a corteggiarla. Ovviamente l’amore tra un’insegnante e uno studente non è qualcosa che possa avvenire e i due rischiano spesso di essere scoperti, fino al punto in cui Tanaka rischia il lavoro. Fortunatamente, con l’aiuto di tutto il gruppo di spostati, i due riescono finalmente a parlarsi a cuore aperto e il lieto fine (o almeno una specie) è dietro l’angolo. Ho trovato questo drama carino e frizzante, divertente e molto dolce specialmente sul finale. Chiaramente è qualcosa di leggero senza grandi pretese, ma nella sua semplicità è fatto molto bene. Gli attori sono perfettamente calati nel drama ed è divertente anche vedere come la mente di Tanaka sia un groviglio di emozioni rappresentate da personaggi in costumi storici (ovviamente lei insegna storia, che ve lo dico a fare). Durante la narrazione riusciamo anche a comprendere il motivo della sua ossessione, che ho trovato a dir poco tenero e possiamo sbirciare nel suo passato complicato. Abbandonata da tutti, si è rifugiata in un mondo di finzione, aggrappandosi a personaggi che non l’avrebbero mai lasciata. Ovviamente prendete il tutto per quello che è e non aspettatevi che i personaggi principali si bacino o facciano qualcosa di scandaloso, è pur sempre un drama adolescenziale. Io però ve lo consiglio per quelle giornate in cui non volete niente di serio, ma solo staccare la spina.

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Completed
Love in Black Hole
0 people found this review helpful
Jan 14, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 2.0
Acting/Cast 1.0
Music 3.5
Rewatch Value 1.0
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Recitazione Imbarazzante

Recensito da: Jade IG: _dramalia_

Avete mai guardato un drama, chiedendovi per tutta la durata di che cavolo parli? Quale sia la trama e lo scopo di aver prodotto una roba del genere? Io sì, in realtà più di una volta. Ma a questo giro di giostra, devo dire che sono ancora abbastanza confusa. Il titolo di per sé è già tutto un programma. Ma non è la sola cosa che lascia perplessi, quanto più il fatto che la trama sia piena di niente. Praticamente aria fritta, con conversazioni contorte e astruse, alla fine delle quali, mi sono spesso domandata che cavolo si fossero detti! No, vi giuro, un completo disastro di sceneggiatura, peggio mi sento con la regia, per non parlare della recitazione. Il mio gatto messo davanti a una telecamera è sicuramente più espressivo di questi ragazzini, il che è tutto dire visto che dorme dodici ore al giorno. Non c’è una cosa che si salvi, non un punto positivo nel mare di mediocrità infinita di questo drama. Non si salva neanche mezzo attore e gli sceneggiatori dovrebbero andare a scolpire il globo, onde evitare di far sprecare tempo e soldi a produzioni già con un budget ridicolo. Capisco che sia un mini drama, capisco anche che i soldi siano pochi, ma qui si sono proprio impegnati per fare pena. I protagonisti sono sostanzialmente Eun-ha (Seola) e Tae-Yang (Lee Han-gyul), due studenti di astronomia con una passione per la musica, nonchè migliori amici da una vita. Fanno parte entrambi di questo club di musica in cui in realtà sono quattro gatti. Lui suona la chitarra e compone canzoni, per poi andare a suonarle per strada nella speranza che qualcuno lo noti, fa un miliardo di audizioni e fallisce perennemente. Lei invece ha un blocco. A causa di bullismo alle superiori, non riesce più a cantare in pubblico, lo fa solo davanti a Tae-Yang. Comunque Eun-ha è fidanzata, ma lui la molla nei primi tre secondi di girato e lei si trasferisce in un nuovo appartamento. (Pare che le due cose siano correlate, ma non è ben chiaro come.) Nella sua stanza un metro per un metro, si scopre che sul soffitto c’è un buco bianco. (Sì, non ho sbagliato a scrivere, purtroppo.) Praticamente un portale sul soffitto che collega la sua stanza al club di musica. Ma che coincidenza! Da questo buco praticamente cade di tutto: bacchette, penne, spazzatura varia e lettere d’amore incompiute. E’ proprio grazie a questo che scopre che qualcuno nel club ha una cotta per lei. Essendoci solo tre ragazzi, direi che il campo è abbastanza ristretto. Sung- Woon è un tipo riservato, all’apparenza freddo e distante, ma ha una cotta per lei ed è anche l’autore del famoso bigliettino incompiuto. Ovviamente non è l’unico innamorato di lei, infatti anche Tae-Yang prova dei sentimenti forti da sempre. Per non perdere la sua amicizia con lui, comincia a uscire con Sung-Woon. Tutto bene, se non che i due hanno la chimica di due bradipi addormentati. I loro appuntamenti sono imbarazzanti, tristi e assolutamente inutili. Tae-Yang da parte sua cosa fa? Prova a conquistarla? Si batte per lei? Ma figuriamoci! Bradipo numero tre, si lascia trascinare da un altro membro del club, tale Anna (Ki Hee-Hyun) che gli fa una corte spietata. Ecco lei sì che è viva e combatte per quello che vuole. Comunque dal niente, ad un certo punto, dal soffitto iniziano ad arrivare segnali dal futuro. Vi giuro, che la cosa ha persino movimentato il tutto, incredibile eh? Cade una foto di Eun-ha con Sung-Woon che si baciano sulla guancia (quale scandalo!) con una data di luglio, mentre loro sono a giugno. Perciò Eun-ha che fa? Assolutamente niente, continua ad uscire con lui. Sinceramente io per il novanta percento di questo drama non ho capito lei cosa pensasse. Era ovvio che sarebbe finita con Tae-Yang, ma vi dovessi dire come, proprio non saprei. Ad un tratto, senza un motivo valido, spunta pure una chiavetta in cui c’è un filmato di lui che ha un incidente mentre va all’audizione e, totalmente senza un senso logico temporale, lei corre a fermarlo, avendo una mezza crisi isterica. Fine della scena. Boh. Io perplessa che non capivo se fossi pazza io, se avessi sbagliato qualcosa nello scaricare le puntate o se i registi si fossero completamente fumati il cervello. Vi giuro, un’accozzaglia di scene senza collegamento, messe lì tanto per fare minutaggio. Comunque, neanche a dirlo, alla fine lei decide di mettersi con il migliore amico, sappiamo perché? Sappiamo cosa le abbia fatto cambiare idea? Ma figuriamoci. Comunque si danno uno dei baci più tristi che abbia mai visto, il che è tutto dire e grazie alla loro relazione lei magicamente riacquista la facoltà di cantare in pubblico, mettono su un duetto e hanno successo. Amen. La recitazione ragazzi è pietosa, la trama non ha senso, il buco bianco è veramente il modo più assurdo che ci sia per mettere un pò di pepe in questa storia condannata dal primo istante, e non si salva nessuno degli attori. Veramente recitazione imbarazzante dal primo all’ultimo. 
Fatevi un favore e girate al largo.

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Completed
Squid Game Season 2
0 people found this review helpful
Jan 13, 2025
7 of 7 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 8.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 8.0
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Era necessaria una seconda stagione?

Recensito da: Jade IG: _dramalia_

“Qualcuno mi salvi dalle seconde stagioni!”
È più o meno quello che ho pensato alla fine di Squid Game 1. Secondo me non c'era bisogno di avventurarsi su un terreno impervio come quello di creare una seconda stagione per un prodotto che era stato rivoluzionario e magnifico, appassionando centinaia di migliaia di spettatori da tutto il mondo. Perchè? Prima di tutto perché di solito la prima è sempre la migliore ed eguagliare un prodotto già quasi perfetto è davvero difficile. Secondo perché lo sceneggiatore Hwang Dong-hyuk non aveva previsto alcun seguito e non ha partecipato allo script successivo. Netflix glielo ha chiesto, lui ha voluto un sacco di soldi e loro hanno detto: “sì, ma col cazzo. Abbiamo i diritti bello, ciaone!” (I dialoghi sono frutto di immaginazione.) Perciò, senza il creatore originale, pensavo che sarebbe stato tutto un gran minestrone e in parte avevo ragione. “Squid Game 2” parte lento e noioso, non appassiona e fa fatica a ingranare, complice anche la brevità dei suoi sette episodi contro i nove della prima. Tutto ciò perché? Ovviamente perché Netflix vuole lucrare, impaccarsi di soldi, creando un hype per la seconda parte, che da parte mia non è così attesa come si può pensare. Certo, non ho disdegnato, ma non sono neanche andata in brodo di giuggiole come tanta gente. Prima di tutto bisogna partire col dire che era tutto finito con Gi-hun (il vincitore dei giochi) che promette vendetta agli organizzatori del gioco. Ora lo ritroviamo praticamente trincerato in un bunker, alla ricerca di quello che è il reclutatore (Gong Yoo per gli amici), colui che lo spedì sull'isola maledetta. Per farlo impiega una considerevole parte delle sue vincite e una banda di malviventi dal cuore d'oro. Personalmente sarei andata alle Maldive a godermela, ma i gusti sono gusti. Ci dicono che sono anni che va avanti la ricerca e che non ha mai dato i suoi frutti. Insieme a lui anche il poliziotto (Wi Ha-joon) quasi morto è sulle sue tracce, ma nessuno dei due ha mai avuto successo. La situazione si sblocca quando due malviventi avvistano il reclutatore, una figura di cui non si sapeva niente, che fa una brevissima apparizione nella prima, ma qui ci regala alcuni minuti di tensione da cardiopalma. Gong Yoo è infatti un attore incredibile, espressivo e intenso oltre ogni limite e io lo amo profondamente, anche quando fa il pazzo. La sua performance durante la roulette russa è qualcosa di incredibile, che gli dovrebbe valere un premio. Ma lasciamo perdere le mie preferenze. Il giocatore 456, viene ributtato nei giochi come richiesto, pensando di poter fregare tutti installando un gps in un dente finto, ma non ha fatto i conti con i cattivoni. Lo beccano subito, glielo tolgono e lo buttano in una vasca per esche, attirando i suoi collaboratori lontani dal punto prestabilito. Così, senza la sua scialuppa di salvataggio, lo vediamo nuovamente intento ad affrontare i giochi. Avevo paura che fossero gli stessi, di dovermi sorbire più o meno le medesime dinamiche, invece mi hanno piacevolmente sorpresa, tirando fuori nuove prove sempre cattivissime, ma mai viste. In tutto ciò hanno dovuto inserire anche un cast nuovo di zecca. Sono fioccate polemiche in ogni direzione per la scelta degli interpreti. Da una parte TOP accusato di possesso e uso di droga, ex membro dei Big Bang, fa essenzialmente se stesso: un rapper squattrinato mal visto dalla società che si droga di nome Thanos (ha le unghie dipinte come le gemme dell’infinito!). Un individuo meschino, drogato e assolutamente odioso, che si spera subito crepi dal minuto zero, ma che ci dobbiamo portare dietro per un pezzo. E dall'altra il transgender. Ora, per interpretare Jo Hyeon-ju, non è stato preso un vero trans, ma un attore con i controcazzi come Park Sung-hoon (ha fatto una quantità di roba assurda, se non sapete chi è andate subito a cercarlo, capre!). L'uomo che ha reso il personaggio egregiamente, rendendolo uno dei più amati della serie, è stato ampiamente criticato. Lo sappiamo tutti che in Corea non sono proprio aperti di mente su questo genere di cose, ma ragazzi se lui è stato bravo! È uno dei pochi a cui mi sono affezionata. Oltre alle critiche mosse agli attori, abbiamo anche le critiche di Jade. Pensavate di esservela scampata eh? Vi sbagliavate. Ebbene sì, ho trovato la scelta di tagliare a sette puntate davvero sbagliata per la continuità del drama. Non si riesce ad affezionarsi ai personaggi, la loro caratterizzazione è sommaria e non ci vengono regalati bellissimi flashback delle loro vite disagiate, ma sommi racconti raffazzonati. Mi meritavo decisamente di più, anche perchè così non posso disperarmi quando muoiono nei giochi. In tutto ciò ovviamente c'è sempre l'infiltrato. Se nella prima era il vecchio, ma si scopriva solo alla fine, qui abbiamo il Frontman che s'insinua dal primo momento come giocatore 1. Già solo l'opposizione dei numeri dovrebbe far riflettere. Lee Byung-hun è un grandissimo attore, che qui, in coppia con Lee Jung-jae, ci regala una performance davvero strabiliante. Si sono proprio frugati per questo cast, non posso dire niente. I due instaurano una sorta di alleanza e noi, che sappiamo chi si nasconde dietro la faccia sorridente di giocatore 1, passiamo le sette puntate in tensione costante del tradimento. Vi giuro, io avevo l'ansia a un certo punto, ma è il bello del gioco. Con le storie secondarie della nonnetta cazzuta, della ragazza incinta con l'ex lì, e l'aggiunta di una regola bastardissima che apre lo scenario a giochi mentali e violenza gratuita, “Squid Game” è nel complesso un ottimo prodotto. Regge il confronto con la prima? Non del tutto. Ho aspettative per le altre puntate? Ovviamente. Sono ansiosa di vederle? Non molto. Ho paura che rovineranno tutto nel finale e che non contenti, ci piazzino una terza stagione solo per portarsi a casa un malloppo di soldi da capogiro. Si sa che sono avidi, esattamente come i protagonisti del secondo gioco più cattivo di sempre. Fatevene una ragione, il primo rimane “Alice in Borderland” e per me è e sarà sempre migliore di “Squid Game”, uno due e diecimila che siano.
Non mi avrete mai!

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Completed
Knight Flower
0 people found this review helpful
Jan 12, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 7.5
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Storico Fantastico con una FL incredibile!

Recensito da: Effe IG: _dramalia_

Fantastico.
Nessuna suspense o attesa nel mio giudizio questa volta, solo elogi per un drama dinamico, fresco, moderno e davvero appassionante. Sarò sincera, non l'ho iniziato con grande convinzione, in qualche modo la trama rilasciata mi incuriosiva ma non intrigava, e quindi ho aspettato un po' prima di immergermi nella visione...e bè, mi sbagliavo di grosso. "Knight Flower" è quell'esatto genere di drama che, al termine delle puntate, ti fa rimpiangere di non averne altre, è quel tipo di drama per cui ti sforzi di vedere un episodio e basta, nell'effimero tentativo di farlo durare più a lungo, è quell'esemplare di drama che, anche dopo essere finito, fatichi
a toglierti dalla testa, bisognosa di ripercorrere certe scene e desiderosa di averne altre. Ho googlato senza troppe aspettative, ma comunque guidata da un briciolo di coraggiosa speranza, "Knight flower season 2", tanto per vedere se per una volta una serie davvero meritevole poteva avere
qualche misera possibilità di trovare
un prosieguo nel futuro.
Piccola, innocente e incosciente Effe... Onestamente, il fatto che la maggior parte dei drama coreani siano autoconclusivi, per me è sempre stato un pregio, ma nor nego che qualche volta una seconda stagione l'avrei davvero apprezzata per alcune produzioni in particolare (Ciao, “Vincenzo”, sto
parlando di te...!), il guaio è che
ultimamente vengono rinnovate
solo serie di cui mi importa poco.
Quindi, se dovesse interessarvi, no,
"Knight Flower" ovviamente non avrà una seconda stagione. Un grandissimo peccato dal mio punto di vista.
Questo drama ci racconta la storia di una protagonista femminile davvero incredibile, non a caso Honey Lee, la sua interprete, ha vinto il premio come miglior attrice ai Baeksang Arts Awards, trofeo davvero meritatissimo. Jo Yeo-hwa (Honey Lee) appartiene alla famiglia più ricca e potente di Joseon, seconda solo a quella Reale (ma non per potere!). Nuora vedova del Ministro di Sinistra, proviene originariamente da una famiglia di umili origini, tant'è che, prima del matrimonio, ha vissuto solo con il fratello, Jo Seong-hu, una guardia reale che è misteriosamente sparita durante una missione non ordinaria.
Yeo-hwa, da sempre abilissima nelle arti marziali e assolutamente incapace in tutte le altre attività tipiche del genere femminile (cucito, pittura ecc...), dopo la scomparsa del fratello è finita in moglie al figlio del Ministro di Sinistra, peccato che il ragazzo sia morto prima che lei potesse anche solo vederlo da lontano. Si trova quindi di punto in bianco vedova di un marito mai visto prima e impossibilitata nel cercare da sola il fratello scomparso nel nulla. Sostanzialmente prigioniera in una casa in cui può solo piangere o decidere di morire per seguire il marito nell'oltretomba, passano 15 lunghi anni in cui viene di fatto rilegata nel santuario dedicato allo sposo scomparso. In questo lungo periodo, per non impazzire nella sua condizione, Yeo-hwa, aiutata dalla sua fidata serva Yeon-seon, si trasforma durante le buie ore della notte e, indossata una maschera sul volto e imbracciata la spada (ultimo regalo del fratello), vaga per la capitale in aiuto dei bisognosi. All'occorrenza combatte criminali o assalitori, porta medicinali ai poveri, regala riso agli affamati e assiste
anziani e bambini in difficoltà. Una notte incontra per caso un uomo, Park Soo-hoo, un'affascinante guardia della Difesa della Capitale che condivide con lei un momento di battaglia. Soo-ho è sveglio e intelligente, ma nasconde un segreto: sebbene tutti lo conoscano come il fratello del Segretario Reale, in realtà è il figlio sopravvissuto del Capo delle Guardie Reali, morto in un assalto assieme a tutto il resto della famiglia 15 anni prima, il giorno stesso in cui anche il precedente Re è venuto a mancare in circostanze sospette e il fratello di Yeo-hwa è scomparso. Soo-hoo capisce
immediatamente che la figura mascherata non solo non è una vera criminale, bensi rappresenta un reale aiuto per i più deboli, ma comprende anche che dietro quella maschera si cela una donna. Inizia quindi a inseguirla, dichiarando di volerla catturare ma, di fatto, finendo sempre per aiutarla e stringendo così un legame con lei durante le notti in cui insieme combattono i cattivi. Di giorno invece la incontra, sempre casualmente, come finta vedova reticente e morigerata, rimanendo subito affascinato dal suo essere in realtà un po goffa e ben lontana dall'immagine perfetta che la suocera decanta davanti a tutti. Divertito e sempre più intrigato, alla fine riesce a comprendere che la figura mascherata e la vedova sono la stessa persona. Yeo-hwa, dal canto suo, gli concede la sua fiducia, e il suo cuore che, nonostante i suoi sforzi, inizia a battere per lui, perfettamente ricambiato. In tutto ciò si sviluppa l'intrigo di corte: il Re, apparentemente soggiogato e succube dell'imponente figura del Ministro di Sinistra, in realtà sta ordendo un complicato piano per incriminare il Ministro, vendicando così il padre, il capitano delle Guardie Reali e il guerriero ombra che è morto per il precedente Re, ovvero Seung-ho, il fratello di Yo-hwa. Per raggiungere il suo scopo, mentre mantiene una facciata da Re sciocco, viene aiutato all'inizio dal suo fidato amico, il Segretario
Reale, e poi anche da Soo-hoo e
Yeo-hwa. I piani di tutti i personaggi però vengono scombinati dal ritorno improviso del marito di Yeo-hwa, Jeong joo, il quale è sempre stato in vita e felice tra i Qing, dove ero fuggito per seguire la donna che amava anni prima. La sua fuga era stata il pretesto perfetto usato dal padre per rendere prigioniera Yeo-hwa senza farlo scoprire a nessuno, ovvero rilegandola nel ruolo di vedova della famiglia.
Come vi ho detto all'inizio, questo drama storico mi è davvero piaciuto moltissimo. Prima di tutto è fondamentale sottolineare che Yeo-hwa è una protagonista a tutto tondo, non la classica donzella snervante che porta solo guai. E' bella, intelligente, allenata, scaltra e temibilissima con la spada tra le mani. E l'indiscusso centro del drama, tutto ruota attorno a lei, e ciò è apprezzabilissimo, soprattutto nel contesto dei drama storici in cui siamo abituati a ben altri personaggi femminili, molto più remissivi e costanti fonti di guai sia per il protagonista che per il second lead. Questo drama però ha anche un altro pregio incredibile: la chimica strabordante tra i protagonisti. Non ci sono baci, nessuna interazione fisica se non degli "abbracci"
assolutamente casuali (lei che cade e lui che la recupera...ma non sempre!), e questo, per quanto mi possa profondamente dispiacere
(un limone me lo meritavo!), è un pregio incredibile, significa che la costruzione della trama sentimentale è stata cosi ben fatta e rifinita che non è servito nessun gesto palese o plateale per farmi
innamorare follemente di Soo-ho e Yeo-hwa. Non si saranno baciati, ma nella mia testa hanno figliato e ormai vivono felici e contenti andando a caccia di criminali nei ritagli di tempo. Questo è ciò che dovrebbe fare un drama ben fatto: far innamorare della storia e non dei cliché visti e rivisti o delle scene costruite ad hoc di baci spettacolari che poi però non sono minimamente sostenute da altro. Concludendo, "Knight Flower" a mio avviso è uno dei drama storici più interessanti degli ultimi tempi, lo consiglierei anche a chi si vuole approcciare al mondo degli storici o a chi ne è anche solo incuriosito, questo è un drama che può farvi davvero appassionare alla categoria, in ogni caso, vi farà innamorare perdutamente di Soo-ho (gigantesca Green Flag) e Yeo-hwa.

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Like Flowers in Sand
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Mar 14, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
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Sport, amicizia, amore, passione, coraggio e un tocco di crime!

Recensito da: Effe IG: _Dramalia_

La lotta coreana o ssirŭm (씨름, ssireum, ssirŭm) è una forma di combattimento dalle origini antiche che vede due atleti impegnati nel cercare di rovesciare l'avversario utilizzando la forza di braccia, gambe e dorso all'interno di una buca di sabbia. È la 131ª proprietà culturale intangibile coreana.

Perchè ve lo sto dicendo? Semplicemente perchè le prime scene di questo drama vedono degli atleti impegnati in una lotta che ha delle vaghe somiglianze con il sumo ma che sostanzialmente non avevo mai visto prima, e che quindi mi sono domandata se fosse frutto di un’invenzione o qualcosa di realmente esistente.
Bè, il ssirum esiste e, a quanto pare, è anche uno sport particolarmente sentito in Corea, probabilmente anche perché fa indiscutibilmente parte della loro cultura.
Kim Baek-doo (Jang Dong-yoon) è figlio di una famiglia di campioni di ssirum, dal padre ai fratelli, sono tutti titolati, tranne lui, nonostante sia stato evidenziato come un “prodigio” in tenera età. Ormai superati i 30 anni, è da tutti considerato un atleta vicino alla scadenza, oltre che un facile avversario. Rispettato per il suo carattere, non lo è però troppo all’interno del ring di sabbia che vede gli atleti scontrarsi, dove la sua assenza di passione risulta sempre più chiara gara dopo gara. Ma questo non è solo un drama sportivo, la trama si interseca in maniera molto interessante con un giallo il cui svolgimento rimane particolarmente dubbio sino alla fine, infatti il colpevole non è facilmente evidenziabile, al contrario di altri drama. Un assassinio, un suicidio, un vecchio caso irrisolto e delle scommesse clandestine aprono lo scenario su Yoo-kyung, una detective che torna nella sua città di origine dopo essere fuggita da bambina a causa delle dicerie di paese che avevano condannato il padre come un assassino, nonostante la legge avesse dato un verdetto diverso. Yoo-kyung, considerata estremamente bruttina durante l’infanzia, torna con un aspetto totalmente diverso e non viene riconosciuta, riuscendo così a infiltrarsi nella cittadina per indagare sulle misteriose morti avvenute connesse al ssirum. Baek-doo però, che altro non ha atteso se non il ritorno dell’amica, scombina i suoi piani riconoscendola praticamente subito e proponendosi di aiutarla nella sua missione. I due chiaramente si riavvicinano e, mentre portano avanti le indagini che iniziano a aleggiare sulle teste di ogni abitante apparentemente non sospetto, la passione per il ssirum di Baek-doo torna a fare capolino. Il riavvicinamento tra i due porta anche, man mano, al ricongiungimento dell'originario gruppo di amici che, da bambini, passavano le giornate nella cittadina costiera tra discorsi sul ssirum, scuola e giochi. Il contesto dell’amicizia è una delle immagini più belle di questo drama, il loro legame mai sopito che riemerge piano piano, andando a curare vecchie ferite e ricostruendo il rapporto di un tempo, è in grado di toccare le nostre anime, stuzzicando ricordi infantili che tutti noi teniamo nascosti da qualche parte. Vedere i ragazzi correre, mentre le loro immagini da bambini si sovrappongono, porta con sé una nota di sapiente sentimentalismo e dolce malinconia che non mi aspettavo certo di incontrare in un drama del genere. Anche la parte sportiva è stata sorprendente, l’unione della squadra, il sostegno reciproco, la competitività tra atleti che non diviene mai odio ma sempre rispetto e stima, sono tutti concetti pregni di un valore di altissimo livello che è un piacere ritrovare in una serie fatta decisamente bene. Questo drama mi ha, come avrete capito, sorpreso molto, all’inizio approcciarmi al ssirum è stato un po’ strano, tant’è che temevo mi sarei dovuta sorbire 12 episodi di lotte decisamente curiose tra individui mezzi nudi, ma in realtà il cuore della narrazione va ben oltre, se al posto del ssirum ci fosse stato un qualsiasi altro sport, non sarebbe cambiato poi molto, perchè questo non è sicuramente un drama univocamente sportivo e basta. Apprezzabile, come ho già detto, anche la parte concernente il giallo, il cui colpevole rimane non individuabile fino alla fine, il che ci spinge ad indagare e supporre assieme ai protagonisti, coinvolgendoci direttamente nella trama. Un plauso (e una curiosità) per Jang Dong-yoon che ha ben interpretato il protagonista, Baek-doo, al punto che per calarsi nel ruolo è ingrassato di ben 14kg modificando in maniera piuttosto chiara il suo aspetto generalmente muscoloso e asciutto, non stupitevi quindi delle inquadrature ad hoc sulla sua “pancetta”, fa tutto parte della trama. Non sono una grande fan degli stravolgimenti fisici a carico di attori e attrici, se devo essere onesta, però riconosco in Dong-yoo un encomiabile impegno per un ruolo che è rimasto comunque un po’ troppo di nicchia, “Like flower in sand” non è infatti un drama di cui si sente molto parlare, il che è un peccato a mio avviso, è in verità un prodotto estremamente valido, corredato da una fotografia eccellente, che mi sento in assoluto di consigliarvi.

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Completed
Brewing Love
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Feb 9, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 7.5
Acting/Cast 5.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0
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C’è il comfort ma è mancato il fascino

Recensito d: Effe IG: _Dramalia_

Chae Young-ju (Kim Se-jeong) è un’ex soldatessa delle forze speciali che si è congedata dal servizio militare per poter badare alla nonna, unico familiare rimastole, dopo che a causa di un problema di salute ha iniziato ad avere necessità di assistenza. Young-ju è una ragazza estremamente tenace, positiva, con una grinta strabordante e un entusiasmo dirompente, la conosciamo come responsabile di un gruppo presso la filiale di Busan della compagnia che produce birra per cui lavora. Young-ju, con la sua squadra, si occupa di vendere la birra prodotta ai grossisti che a loro volta la commercializzano ai rivenditori (bar, ristoranti, market ecc). Un giorno però viene a sapere che la filiale di Busan è a rischio chiusura e, per evitare che questo accada, accetta di trasferirsi a Seoul assieme ad uno dei suoi sottoposti con la missione di convincere un mastro birraio dalle grandi capacità a collaborare con loro per la realizzazione di una nuova birra. Lui è Yoo Min-ju (Lee Jong-won), un giovane mastro birraio di altissimo livello che produce una birra nella sua tenuta in campagna con l’aiuto degli abitanti del piccolo villaggio in cui risiede. La sua particolarità è l'estrema sensibilità, è infatti un empatico, riesce con uno sguardo a distinguere, percepire e provare sulla sua pelle le emozioni altrui. Qualsiasi esse siano. Questa sorta di “potere” gli ha reso la vita molto difficile, sia a causa della perdita prematura della madre, sia a causa del rapporto conflittuale col padre (un generale dell’esercito che non riesce a comprendere quel figlio così sensibile), sia a causa delle emozioni altrui che troppo spesso si sovrappongono alle sue sino a mandarlo in completa confusione. L’incontro tra lui e Young-ju è conflittuale, infatti la ragazza deve impiegare ogni risorsa per riuscire a convincerlo a collaborare con lei alla realizzazione di una birra, quando ci riesce però, il loro sodalizio professionale si tramuta presto in un sentimento romantico, anche se le loro storie personali sono molto più intersecate nel passato di quello che i due immaginano. Young-ju infatti è stata la salvatrice di Min-ju che, in un momento di grande sconforto, ha tentato il suicidio. Il suo salvataggio però ha portato delle conseguenze importanti nella vita della giovane, in quanto quella stessa notte anche la nonna ha avuto un problema di salute ma la ragazza, impegnata, non si è accorta delle chiamate da parte della donna in tempo. Attorno ai due si snodano anche le storie più marginali della coppia secondaria: Oh Chan-hwi, anche lui un ex soldato delle forze speciali che combatte con un disturbo da stress post-traumatico, e Bang A-reum, una ragazza alla spasmodica ricerca di quell’affetto che la famiglia, troppo concentrata sul lavoro e sul denaro, non le ha mai concesso.
Ero particolarmente curiosa di iniziare questo drama, soprattutto perché le prime opinioni a caldo di chi l’ha visto si disponevano su due sensazioni diverse: da una parte chi lo definiva un comfort drama, dall’altra chi lo reputava una noia mortale. La mia esperienza nel settore drama mi ha insegnato che quando si parla di comfort drama una cosa non esclude l’altra, questo perché spesso l’atmosfera pacata, conviviale, accogliente e quotidiana dei comfort drama viene letta dai non appassionati al genere come noiosa. Ebbene, se volete un mio parere personale, in questo caso nessuna delle due fazioni ha in realtà torto, “Brewing Love” ha quasi tutte le caratteristiche tipiche di un comfort drama, ma è anche noioso. La dislocazione all’interno di un piccolo nucleo di campagna, dove tutti si conoscono e dove gli abitanti si trasformano in familiari, preposti all’accoglienza, all’accudimento reciproco, all’unione e alla rappresentanza della parte comica, è chiaramente la base di ogni comfort drama che si rispetti. Le atmosfere, i colori, i luoghi, le persone con le loro personalità eccentriche, ci sono tutti, sono anzi la parte meglio riuscita a mio avviso dell’intero prodotto. Anche la trama in sè non è male, è una trama semplice, in linea con la tipologia del drama, ha la giusta misura di commozione, di dramma e di romance. Quindi qual è il problema? Per una volta non è la partecipazione femminile, Kim Se-jeong, nel ruolo della protagonista, se la cava egregiamente: è dinamica, centrata, energica e molto ben delineata. Il problema è tutta la compagine maschile che manca di mordente e di attinenza col personaggio. Lee Jong-won in “Knight Flower” è stato una piacevolissima scoperta, ma va detto che le interazioni romantiche in quel drama non erano solo minime, erano proprio inesistenti. In "Brewing love” invece, dove è stato chiamato ad interazioni dirette, il suo essere un attore di fatto acerbo, si è fortemente percepito. L’ho trovato insicuro, poco incisivo e rigido. Doveva sì interpretare il ruolo di un giovane estremamente empatico, e quindi quasi in difficoltà di fronte a qualsiasi emozione che rischiava di sopraffarlo, ma secondo me è risultato eccessivamente artefatto nei punti di romanticismo e, per tanto, non ho percepito lo charme e il coinvolgimento che avrei voluto. Discorso simile per Baek Sung-chul, il second lead senza però mire romantiche verso la protagonista, in lui mi è mancato il soldato, il suo trauma non è stato così incisivo e profondo come sarebbe dovuto essere e anche la sua credibilità fisica è stata claudicante (quando si parla di militari il mio cervello proietta l’immagine di Jung Hae-in e il paragone diventa impietoso, lo so), molto meglio nella parte ironica in cui ha dimostrato decisamente più attinenza.
E poi ancora una volta il finale, una conclusione che taglia di netto il miglioramento progressivo delle precedenti puntate. E’ un finale scialbo, noioso, inutile, tirato troppo per le lunghe, con accadimenti non interessanti.
Riassumendo, non è un drama completamente da bocciare, ho amato molto la parte commovente che si è realizzata grazie alla nonna, ho apprezzato il contesto familiare e accogliente del villaggio, così come i suoi abitanti, ho decisamente adorato la female lead ma, allo stesso tempo ho percepito delle grandi mancanze e un po’ troppa noia. Ecco, per intenderci, se al posto di Lee Jong-won ci fosse stato Ahn Hyo-seop, con la chimica che aveva avuto in “Business Proposal” con Kim Se-jeong, questa sarebbe stata una recensione decisamente molto più positiva. C’è il comfort ma è mancato il fascino.

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Completed
The First Frost
0 people found this review helpful
Jan 12, 2026
32 of 32 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
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Una storia d’amore e di guarigione

Recensito da: Effe IG:_Dramalia_

Non so se siete pronti per questa rivelazione ma prima o poi doveva accadere: mi sono follemente innamorata di un drama cinese e non me ne vergogno nemmeno un po’.
Sì, proprio io che fatico a sopportare anche solo il suono della lingua, che ho sempre manifestato quanto diverso sia il loro modo di scrivere, recitare e narrare una storia, io che mi lamento perennemente di quanto assurde siano certe scene, di quanto insopportabili siano i parenti, di quanto inutili siano i coprotagonisti e di quanto superfluo sia il perenne “allungamento di brodo” che tanto piace a loro, avvezzi a serie da 40 e passa episodi. Proprio io oggi cambio idea e sono pronta ad ammettere la mia resa. Almeno per quanto riguarda questo c-drama.
E’ doverosa una breve premessa, dedicata soprattutto ai miei simili poco affini alle produzioni cinesi. Questo drama nasce da una costola del nominatissimo e amatissimo “Hidden love”, infatti in “The First Frost” viene sviscerata la storia del fratello della protagonista di “Hidden Love”. E’ necessario recuperare il drama originale dunque per comprendere questo? No, per due motivi: il primo è che in nessuno dei due drama viene in qualche modo affrontata la storia dell’altro, sono due narrazioni sostanzialmente parallele, l’unica cosa che condividono è la parentela tra i due protagonisti; il secondo motivo è che nemmeno gli attori sono gli stessi, sia in “Hidden Love” che in “The First Frost” coloro i quali danno il volto ai fratelli Sang e non solo, cambiano. Quindi la connessione tra i due drama rimane più che altro una mera curiosità. Anche la tipologia narrativa stessa in realtà differisce tra i due, “Hidden Love” infatti è un drama prevalentemente adolescenziale e post-adolescenziale, mentre “The First Frost” è decisamente più adulto, sebbene conservi al suo interno dei flashback dell’era scolastica essenziali per comprendere meglio la storia della protagonista femminile. Sono comunque dei momenti minimi, con un minutaggio ridotto e rilegati generalmente all’inizio di ogni episodio, quindi rimane un drama assolutamente più attinente alla sfera adulta. E questo, se posso, è davvero un gran vantaggio.
Wen Yifan, interpretata da una strepitosa Zhang Ruonan, è una giovane donna che tenta costantemente di sopravvivere ad un passato di abusi e molestie che sono nati e si sono sviluppati all’interno di un contesto familiare che definire disfunzionale è un complimento. Yifan è una ragazza delicata, silenziosa, introversa che porta sulle spalle il peso di un’esistenza dura fatta di ricordi strazianti e ferite dolorose. La sua storia è davvero complessa, scopriamo infatti che alla morte dell’amato padre, la madre, pronta a rifarsi una vita, per non contraddire la figlia del nuovo compagno che detestava Yifan, decise di lasciare la ragazza prima con l’anziana nonna e poi con la zia. La nonna però si ammalò presto e Yifan venne raccattata dagli zii che iniziarono a maltrattarla costringendola a dormire in uno sgabuzzino tra scaffali e cartoni con solo un materasso per terra. Ma questi abusi sono solo una goccia nel mare, quando il fratello della zia si trasferì con loro, iniziarono le vere molestie che Yifan dovette sopportare. Il tutto culminato in un vero e proprio tentativo di violenza sessuale al quale lei riuscì a fuggire lanciandosi con l’uomo dal secondo piano, cosa che le costò una caviglia e il sogno di diventare una ballerina. Emblematico è il flashback in cui lei, ferita e terrorizzata davanti alla polizia accorsa sul luogo dell’incidente, si ritrova la madre di fronte, totalmente disinteressata a ciò che le è accaduto ma focalizzata solo sul non far aspettare troppo il compagno in auto, il tutto mentre la zia le chiede di ritirare la denuncia tentando di farle pensare che l’abominevole comportamente dello zio fosse stato solo travisato. Una scena aberrante, atroce, orribile che però porta Yifan fuori da quella casa, in custodia ad una famiglia fino all’ingresso nell’università della città di Yihe, scelta come luogo di fuga così da mettere più spazio possibile tra lei e la sua famiglia. Nel presente la narrazione parte proprio dalla città di Yihe dove, dopo la laurea, lavora in un giornale fino allo scoppiare di uno scandalo che la coinvolge. Il capo del giornale dove lei lavora infatti tenta degli approcci fisici nei suoi confronti e le voci su una loro presunta relazione si diffondono nell’ufficio sino a giungere alle orecchie della moglie dell’uomo che, in maniera totalmente insensata, l’addita come una traditrice e le mette le mani addosso. Questo episodio la porta ad abbandonare il lavoro per tornare nella sua città d’origine dove inizia a lavorare per un altro giornale della zona come reporter. A corto di denaro, si trasferisce quindi in una stanza sudicia all’interno di un appartamento che cade a pezzi, luogo che condivide con altre persone con le quali cerca di limitare al minimo le interazioni, traumatizzata da qualunque contatto con qualsiasi essere umano. Un giorno, dopo il lavoro, si reca con un’amica in un locale molto di moda dove incontra per la prima volta dopo anni Sang Yan, il suo primo amore dai tempi del liceo, lo stesso che all’improvviso, decisa a fuggire a Yihe dopo il tentativo di violenza da parte dello zio, aveva abbandonato malamente spezzando il cuore di entrambi, senza chiaramente mai rivelare quanto accaduto realmente. I due si ritrovano e sebbene all’inizio fingano entrambi di non riconoscersi, in verità per entrambi è un vero colpo al cuore. Riallacciare i rapporti dopo anni e dopo aver sofferto così tanto non è semplice, ma Sang Yan, da vera green flag quale è, si predispone subito ad un riavvicinamento con la ragazza. Yifan intanto, siccome sembra che la vita non sia ancora stufa di farla soffrire, subisce un nuovo tentativo di violenza da parte di uno dei suoi coinquilini, a cui, grazie all’intervento tempestivo di Sang Yan, riesce a scappare. Questo fatto però porta il ragazzo a vedere con i suoi occhi per la prima volta le condizioni di vita disastrose in cui verte la ragazza e, complice un incendio che investe il suo appartamento, finisce per un caso del destino a vivere con lei in un altro appartamento dove si ritrovano inconsapevolmente coinquilini. Yifan, dopo un momento di rifiuto iniziale, si abitua alla presenza in casa di San Yan e il loro rapporto si ricostruisce, iniziando nel contempo anche a curare ferite che il giovane scopre man mano nella ragazza. Il suo passato disastroso ha lasciato in lei degli strascichi enormi, come ad esempio il sonnambulismo. Yifan ogni volta che affronta un momento difficile durante la giornata, la notte poi si ritrova in preda a questo disturbo mentre vaga per la casa in modo sconclusionato, urtando oggetti e mobili con il rischio di ferirsi. Sang Yan quindi inizia a prendersi seriamente cura di lei, dall'accollarsi la maggior parte delle spese a riempire la casa di paraspigoli, mentre imperterrito scava nel suo passato alla ricerca di quella verità così dolorosa per la ragazza. Diventa quindi col tempo un vero e proprio punto di sostegno che lei, soprattutto nei momenti inconsci, inizia a cercare costantemente. Tenerissimi sono i momenti in cui Yifan, vagando per casa puntualmente in lacrime durante gli attacchi di sonnambulismo, raggiunge il letto di Sang Yan dove si accoccola e addormenta serenamente, abbandonandosi a quella sensazione di protezione che tutti avrebbero il diritto di conoscere nella propria vita. Sang Yan è un vero e proprio porto sicuro per lei, un punto fermo, un’ancora e un salvagente, uno scudo e una spada allo stesso tempo. E’ la sua forza, la sua armatura e il suo coraggio.
La bellezza di “The First Frost” è che affronta sostanzialmente una storia d’amore e di guarigione, e lo fa con un tono delicato, profondo e intenso che per un c-drama è qualcosa di davvero inusuale. La narrazione è totalmente immersiva, così come la recitazione degli attori. La loro introspezione è sublime, la bravura di Zhang Ruonan nel diversificare in maniera sottile ma chiara i momenti di sonnambulismo e di normalità è encomiabile. Le sue lacrime, la sua espressività, la sua dolcezza, la fragilità che riesce ad esprimere sono un viaggio meraviglioso che questa attrice ci dona. Bai Jingting non è da meno nella sua interpretazione di un Sang Yan totalmente green. Un uomo protettivo, paziente, deciso, accogliente, accudente, una vera cura per un animo dilaniato e un cuore spezzato. La loro storia è costituita da un’evoluzione lenta, molto introspettiva, fatta spesso di silenzi, sguardi, lacrime e gesti. Azioni che urlano più di mille parole tutte insieme. Questo drama mi ha profondamente colpito e catturato, mi ha sorpreso dall’inizio alla fine e mi ha tenuta letteralmente incollata allo schermo mentre ogni cosa, ogni fatto veniva sviscerato e raccontato. In questo caso la tipica calma dei cinesi, con i loro tanti episodi, è stata un enorme vantaggio. Non ho percepito un solo attimo di noia o di insoddisfazione, tutti i tasselli di un puzzle che sembrava completamente rovinato, alla fine sono tornati al loro posto e le ferite, seppur cicatrizzate, sono guarite davanti ai miei occhi che si sono riempiti dei personaggi e delle loro storie. Ottima anche la gestione delle figure secondarie che non sono state utilizzate come tappabuchi, ma bensì hanno semplicemente accompagnato la narrazione arricchendola. Una critica però ce l’ho, e verte sulla parte che racconta la permanenza di Yifan a Hong Kong in un momento in cui lei, braccata nuovamente dallo zio, per salvare Sang Yan decide di scappare. Ecco, tutto il passaggio in cui loro si cercano senza trovarsi non dico che l’avrei evitato ma avrei semplicemente fatto sì che Sang Yan riuscisse a scovarla da solo alla fine. Il fatto che a trovarla siano gli amici e che lei in un baleno, dopo mesi di silenzio assoluto, contatti Sang Yan e lo faccia andare da lei, è stato un po’ insensato. Una forzatura in una trama perfetta che ha stonato lievemente e che si sarebbe potuta serenamente evitare. Per il resto, questo è un drama che va assolutamente visto e che vi consiglio sia se siete amanti dei c-drama ma soprattutto se non lo siete affatto, perchè con questo titolo rimetterete in gioco molte certezze.

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