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  • Last Online: 8 hours ago
  • Gender: Female
  • Location: The Boot
  • Contribution Points: 0 LV0
  • Roles:
  • Join Date: October 14, 2023
  • Awards Received: Finger Heart Award1 Flower Award2
Completed
Marry My Husband
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 6, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 7.0

Commedia romantica che "sposa" i classici clichè a un taglio accattivante e originale

Il drama propone un romance ben riuscito, soprattutto perchè intrecciato a una trama non sempre prevedibile e con interessanti risvolti inaspettati, sviluppando una storia d'amore in modo insolito e originale.
Qualcosa di diverso dal solito, fatto bene e capace di catturare l'interesse fin da subito.

Per essere prevalentemente un romance, devo dire che la parte drammatica non è stata lasciata al caso: ci sono scene importanti che riescono a dipingere la vera cattiveria e crudeltà di cui alcune persone sono - purtroppo - capaci. Mi riferisco sicuramente all'episodio iniziale che, con il suo spaccato di forte tragicità, innesca il tuffo in quel passato tutto da rivivere e riscrivere, ma anche agli ultimi due episodi, inflessibili e nei quali non c'è spazio per nessuna possibilità di redenzione.
C'è coerenza nell'approccio, e questa cosa mi è piaciuta molto. Non ci sono sassolini spacciati per montagne e risoluzioni da buonismo diffuso.

Rispetto all'evoluzione della storia, qualche passaggio me l'aspettavo, altri devo dire mi hanno sorpresa. Ho apprezzato il solido legame tra i due protagonisti, anche prima di diventare a tutti gli effetti una coppia. Avrei eliminato anche il breve vacillamento seguito all'entrata in scena della fidanzata pazzoide (Yu Ra), forse l'unico passaggio che ho trovato forzato e a uso e consumo dell'effetto voluto, ovvero la crisi temporanea della coppia.
Per il resto i molteplici intrecci della vicenda sono davvero validi nonostante la complessità della situazione che mescola passato e presente da un parte e giochi di strategia dall'altra. L'attenzione rispetto alla linearità e coerenza del racconto c'è stata e si è vista.

Quanto ai protagonisti, Ji Won sicuramente è quella meglio riuscita: una figura positiva armata di un piano di salvezza che è di fatto anche un piano di vendetta, pur ben motivato. Non ci sono tentennamenti nè grandi rimorsi da parte sua, eppure riesce a mantenere lo spettatore schierato dalla sua parte per tutta la durata della serie. Ji Hyuk è un personaggio dalla buona caratterizzazione, la cui evoluzione è però decisamente minore rispetto Ji Won (al di là del cogliere una seconda chance per la loro storia, per lui tutto si concentra tra il vecchio sè, impegnato solo a lavorare e non a vivere, e il nuovo Ji Hyuk, capace di manifestare desideri ed emozioni). A dare spessore alla serie contribuiscono però anche tutta una serie di personaggi secondari ben studiati, dalla sorellastra di Ji Hyuk allo chef ex primo amore di Ji Won, passando per l'arrendevole signora Jang all'inizialmente ambiguo braccio destro della famiglia Yu, il sig. Lee. Anche la madre di Min Hwan e il sig. Kim trovano il loro perchè, nell'essere volutamente antipatici e fastidiosi. Rispetto ai cattivi, quella che meno mi ha convinto e della quale avrei potuto fare a meno - ma capisco che il drama sarebbe finito con tipo cinque episodi in anticipo - è la già sopracitata Yu Ra. Personaggio folle e sopra le righe, sbucato dal nulla (perchè niente nei ricordi del presente o del passato di JI Hyuk facevano immaginare una sua esistenza) ma che sembra entrare in relazione con tutti i personaggi chiave alla velocità della luce. Un cattivo in modalità "mordi e fuggi", insomma. Ho preferito quindi i due antagonisti che hanno accompagnato il drama dall'inizio alla fine.


INIZIO SPOILER!!!
Ho faticato inizialmente a decidere a chi dei due spettasse la medaglia d'oro del miglior cattivo della serie ma col passare degli episodi sono arrivata destinare il gradino più alto del podio a Park Min Hawn e, nell'ottica della pena del contrappasso, il finale della serie mi ha dato ragione. Lui e Su Min sono davvero perfidi, ma mentre in Su Min si fa sempre più evidente un disturbo psicologico che sfocia in un'invidia ossessivamente malsana nei confronti di Ji Won, Min Hawn mostra di essere nel profondo una brutta persona senza altra ragione alcuna, capace di nuocere pesantemente a chi gli sta intorno per fini meramente egoistici, indipendentemente dal soggetto sul quale andrà ad infierire. Ed ecco quindi che il destino più crudele e senza possibilità di appello sarà dunque il suo, mentre Su Min verrà confinata fisicamente ma potrà continuare ad annaspare tra i suoi deliri, paranoie e vaneggiamenti nei confronti di Ji Won.
FINE SPOILER!!!

Il tema della seconda chance, del tuffo nel passato e la possibilità, conseguente, di cambiare rimescolare le carte del destino lo accomuna alla serie "Perfect marriage revenge" del 2023, ma devo dire che "Marry my husband" è qualitativamente superiore e meglio curata.

Infine, due parole sul cast, soprattutto sugli attori protagonisti. Sarò sincera, l'aver letto i loro nomi è stato il solo motivo per cui ho temporeggiato molto prima di decidermi a guardare il drama. Da una parte Na In Woo, attore che ho conosciuto nel più recente "Motel California", dove la cui espressività recitativa non aveva certo lasciato il segno. Continuo a non trovarlo particolarmente incisivo e destinato a quanto pare a ricoprire ruoli un po' troppo a perenne supporto della protagonista femminile, ma posso riconoscergli che la sua prova in Marry My Husband è stata un gradino sopra l'altra. Poi abbiamo Park Min Young, attrice sulla soglia dei quaranta - tra lei e Na in Woo ci passa quasi una decade, anche se non si direbbe - il cui nome è ormai associato a grandi successi degli ultimi quindici anni (City Hunter, Healer, What's wrong with secretary Kim, ecc.). Attrice che ha avuto la fortuna di essere chiamata a recitare in drama romance quotati, ma al cui successo non so quanto di fatto abbia contribuito: una recitazione, la sua, un po' monotona. Carina la prima volta, va bene la seconda, dopodichè sembra un po' una macchietta che salta da un titolo ben riuscito all'altro. Devo però dire che pur non essendo riuscita nemmeno stavolta a smarcarsi da quello che il suo personaggio standard, ha dato comunque prova di essere riuscita a ricoprire e gestire un ruolo più complesso e impegnativo del solito (ma, nei momenti più leggeri e spensierati, tornava a confondersi con la protagonista di Healer piuttosto che con la segretaria Kim e molti altri).

Se devo trovare una pecca, a livello di emozioni è risultato un po' fiacco. Non ho perso un minuto dei sedici episodi, sia chiaro, ma l'interesse era dettato principalmente dalla curiosità di capire come sarebbe evoluta la vicenda. Sul fronte del coinvolgimento, quello vero, qualcosa non ha funzionato a dovere e non perchè siano mancate le occasioni: davvero molte le scene dai contenuti tristi, piuttosto che drammatici, piuttosto che felici. Ma nessuna capace di essere toccante nel tipo di emozione che doveva trasmettere. O, perlomeno, per me è stato così. Un drama che sono davvero contenta di aver visto ma che, placata la curiosità, non mi verrebbe da rivederlo di tanto in tanto.

In conclusione una serie che sa dosare con il giusto equilibrio la parte romantica con quella drammatica e ha l'indiscutibile pregio di porsi in modo davvero originale catturando l'interesse e la curiosità dello spettatore. Consigliato!

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Completed
The First Frost
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 27, 2025
32 of 32 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.5

Una storia carina ma poco avvincente e facile preda della noia...

Sarò una voce fuori dal coro... Pazienza. Il mondo è bello perchè è vario.
La stessa cosa mi era successa anche con il drama ad esso collegato, Hidden Love. Anche lì, a fronte di tanti pareri entusiasti io davvero faticavo a capire come mai non mi piacesse (o per meglio dire faticavo a capire cosa dovesse piacermi).
Il timore di rivivere l'esperienza c'era, la speranza di ricredermi anche.
E invece mi ritrovo a racimolare con fatica belle parole per una serie che mi ha annoiata a dismisura.
Per assurdo, amo i romance un po' drammatici e onestamente non posso dire che non ci sia una storia sulla quale si è anche investito in termini di trama e tematiche affrontate.
Ma mi ha lasciata comunque del tutto indifferente. Non lo so, fin dal primo episodio ho avvertito una sorta di lentezza intrinseca, molte scene non incisive e nemmeno capaci di dare una leggera piacevolezza. C'era solo l'impazienza di arrivare a un dunque più accattivante che però non arrivava mai (e non parlo di scene d'amore o che, ma proprio di momenti emozionanti, anche banali nel contenuto ma capaci di far tenere gli occhi incollati allo schermo).
Non mi sono incantata davanti alla prova recitativa degli attori, lui in modo particolare mi ha trasmesso ben poco. Ho trascorso tutti gli episodi così, alle prese con una minestra tiepida che ogni tanto provava a riscaldarsi senza successo.
Troppo lento, troppo banalmente tenue anche dove non doveva esserlo, rendendo alcuni passaggi davvero esili in termini di sostanza e di carattere. La storia può anche essere graziosa sulla carta, ma non c'è una spina dorsale a tenerla su.
Mi stupisco sempre di come la Cina sappia promuovere drama simili nella tipologia, a volte anche non lontani nelle trame e nelle strutture narrative, ma con un divario impressionante in termini di risultato, dove la maggior parte si rivelano flosci e fiacchi e vanno presto alla deriva mentre alcuni - una minor parte - diventano delle vere e proprie perle rare meritevoli di svariati rewatch. Un vero e proprio mistero.
Credo però possa piacere a chi ha apprezzato il drama Hidden Love (incentrato su un altro pairing ma frutto sempre di un adattamento della stessa autrice). Personalmente, invece, faticherò a ricordarlo.

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Completed
Gyeongseong Creature
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 27, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.5
Non essendo il mio genere di drama il rischio era di abbandonarlo dopo i primi episodi, c'era però una remota speranza mi sorprendesse rivelandosi davvero migliore di quanto pensassi, e una buona probabilità di apprezzarlo anche solo in parte.
Tra tutte, alla fine ha vinto l'ultima.

Tra i punti a favore, il fatto che fosse un drama storico ambientato nella prima metà del '900 (epoca che mi piace, anche se i drama di questo periodo sono per lo più cinesi). Come in Pachinko ho apprezzato invece l'ambientazione insolita di una Corea sotto il dominio del Giappone. Altro punto a favore era la presenza del romance, senza il quale il solo genere thriller alla lunga mi stanca.

Di contro, la presenza - nelle vesti peraltro di protagonista - di Park Seo Joon, attore da molti apprezzato ma che ho sempre faticato a tollerare: una recitazione, la sua, che spesso mi sa di artefatta, oltre a un'estetica che sarebbe onestamente ingiusto definire spiacevole ma che davvero non è nelle mie corde, il che rende particolarmente fastidioso ai miei occhi il suo atteggiarsi come se sprigionasse un'aura di fascino, quando lo charme è davvero ben altra cosa. L'attrice, più carismatica e già conosciuta nella non eccellente "Nevertheless" già mi ha convinta di più, soprattutto nella prima parte.
Anche il tema fantascientifico della sperimentazione sugli esseri umani non è tra i miei topic preferiti.

La pre-visione, quindi, era un po' un mix tra pro e contro messi in conto. Non ho abbandonato dopo i primi episodi ma sono giunta alla fine della prima stagione, anche se nella seconda l'interesse ha toccato davvero i minimi storici.
Se nella prima parte ho trovato un equilibrio accettabile tra mistero, thriller, vicende personali presenti/passate e romance, nella seconda c'è stato un susseguirsi di ripetitive scene d'azione buie, alla lunga tutte simili. Certo, nel frattempo la storia procedeva, ma un po' a spizzichi e bocconi, con alcune scelte non propriamente sensate e sviluppi della trama forse non tra i più azzeccati. Qualche forzatura nella storia c'è, si vede, e soprattutto a posteriori porta a chiedere "ma c'era davvero bisogno di...?". La risposta è "Sì, perchè altrimenti non si poteva andare verso dove la sceneggiatura aspirava ad andare", anche se non è certo un valido motivo.

La conclusione con finale aperto non mi ha convinta, vuoi che davvero la pazienza aveva raggiunto il limite, avrei gradito almeno una conclusione vera e propria. Ma capisco fosse necessaria nell'ottica di una seconda stagione, che mi sono limitata a sbirciare giusto a conferma che non era il caso di proseguire, che non sarebbe stato un valore aggiunto e che non mi sarebbe piaciuta, tanto che a quel punto sì, lo sforzo di arrivare in fondo sarebbe venuto a meno e l'avrei lasciata dopo i primi episodi.

Ogni tanto mi capita di dare una chance anche alle tipologie di drama e ai generi che solitamente non rientrano tra i miei preferiti, ed è capitato - di rado, va detto - di rimanerne piacevolmente sorpresa e soddisfatta. Non è stato però questo il caso.
Consigliata solo agli amanti del genere (e/o dell'attore protagonista).

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Completed
My Love Mix-Up!
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 24, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Una storia adolescenziale delicata e sana, coinvolgente e positiva

Adattamento ben riuscito dell'omonimo manga, questa serie si dimostra sana, genuina e piacevolmente diversa dalla moltitudine di BL in circolazione.
Non c'è una trama vera e propria, se non al servizio della storia tra i due protagonisti, ma è giusto così. Il pregio è proprio quello di aver portato in scena una relazione delicata ma bella, positiva, interessante e - soprattutto - priva dei soliti stereotipi o cliché.
In un romance - BL o meno - generalmente tendo a preferire sempre più un protagonista all'altro. In questo caso, invece, li ho amati davvero entrambi allo stesso modo: due caratteri completamente diversi, per molti aspetti complementari, entrambi tratteggiati con accuratezza e linearità.
La storia in sè è semplice, adolescenziale, ma la comunicazione e l'interazione tra i due sono di fatto il perno centrale del drama. Contrariamente alla maggior parte delle serie giapponesi estremamente criptiche ed ermetiche, qui l'aspetto comunicativo è più aperto e diretto. C'è un confronto spesso molto onesto tra i due, al di là dei dubbi e della confusione nella quale si muovono, tipica della reale fase adolescenziale.
Non ci sono drammi creati ad hoc per dare un senso "dovuto" al drama, ma la volontà di dare valore alla crescita personale dei due protagonisti e all'evoluzione del loro rapporto. Il tutto mantenendo quasi sempre una chiave leggera, spesso davvero tenera, a tratti anche divertente, ma non per questo superficiale.
Da una parte abbiamo Aoki, ragazzo genuino e sensibile, sinceramente confuso nel passare dalla cotta per una compagna di classe a quella - innescata per un malinteso - nei confronti di Ida. L'attore, che non conoscevo, si è dimostrato davvero molto espressivo e capace di alleggerire momenti significativi con una mimica davvero tenera e piacevole, capace di strappare un sorriso davati al suo essere "carino", come lo definisce a un certo punto anche Ida. Il personaggio di Ida, interpretato da Meguro Ren, attore che ho già avuto modo di vedere e apprezzare in altri drama - è decisamente più calmo e pacato. Un ragazzo educato, gentile, riservato, più dedito a prestare attenzione ai bisogni degli altri che a comprendere sè stesso. Il fraintendimento che sta alla base della storia lo mette nella condizione di iniziare a interrogarsi su aspetti mai presi in considerazione prima: non si tratta quindi di un cambio insensato dell'orientamento sessuale, bensì l'inizio della scoperta di sè stesso, che va a delineare un ragazzo ancora un po' acerbo nonostante sia nell'ultima fase dell'adolescenza.
Due personaggi indubbiamente positivi e validi che permettono di seguire una storia davvero sana, non artificiosamente drammatica ma sinceramente alle prese con normalissimi dubbi e titubanze.
In conclusione, una serie che dimostra come la capacità di far saltare un battito al cuore - cito sempre Ida - non sia necessariamente vincolata a chissà quali baci appassionati o scene intime. Consigliata a tutti, anche ai non amanti del genere.

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Completed
Hello, Nice to Meet You. Let's Get Divorced.
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 21, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 3.5
Story 3.5
Acting/Cast 4.0
Music 4.5
Rewatch Value 3.0

Un buco nell'acqua. Su tutti i fronti.

Ci sta di riproporre commedie non particolarmente innovative. Se sono fatte bene e non puntano a entrare nella top ten dell'anno, sono sempre godibili e hanno il loro perchè (l'intrattenimento vuole anche la sua leggerezza, sarebbe pesante vivere solo di drama originali e/o impegnativi).
Ripeto il piccolo ma non trascurabile dettaglio: "se fatte bene".
Ecco, non è questo il caso.
Una trama senza capo ne coda, nemmeno nell'ottica di una storiella semplice e fine a sè stessa. Attori non affiatati e completamente sbagliati - nell'estetica, nel livello di recitazione, in tutto - per vestire i panni dei protagonisti. Antipatico lui, antipatica lei, presi insieme pure peggio.
A conti fatti, rimane solo un'accozzaglia di cliché che, buttati lì quasi a casaccio, oltre a rivelarsi delle prove meno che mediocri perdono anche la piacevolezza che talvolta sanno regalare, al di là di quanto siano già stati riproposti nelle centinaia di drama in circolazione.
Mi sfugge davvero il senso di promuovere un prodotto del genere, basta una breve ricerca per individuare altri titoli - giapponesi o non, di quest'anno o degli ultimi - simili nell'idea ma qualitativamente avanti anni luce.
Un buco nell'acqua, che sa distinguersi solo per il fatto di non avere davvero nulla di salvabile.

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Completed
Ikinari Kon
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 3, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.5
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Carina l'idea, discutibile il risultato

Una giovane impiegata, tradita dal collega che frequenta da un po', si ubriaca e finisce per sposare uno sconosciuto che, la mattina dopo, si rivela essere il suo nuovo e affascinante capo.
Sostanzialmente questo è il concept alla base della storia. Idea carina, non originale, ma sulla quale si può basare una commedia romantica carina e divertente.
Nel concreto, però, si è trattato di un tentativo non ben riuscito. Il protagonista, attore che sì, ha un fascino particolare (padre giapponese e madre spagnola) ma un'espressività pari a zero. Il personaggio che interpreta, in aggiunta, invece di essere incisivo sembra in balia degli eventi e l'unico punto sul quale risulta irremovibile è l'essersi innamorato di Mao praticamente a prima vista, interesse mantenuto grazie a una serie di brevissimi e insignificanti incontri più o meno fortuiti, di cui lei tranquillamente non ha nemmeno memoria.
Mao è già più apprezzabile, per quanto il cambio di bandiera avviene in modo un po' troppo affrettato: il cuore spezzato diventa un cuore sposato e quindi un cuore nuovamente innamorato. Sui personaggi secondari si è investito anche di meno, dal padre di lui al collega ex fidanzato di Mao fino alla collega rivale, passando per il cognato e la sorella di Ando.
Dialoghi poco argomentati, abbastanza tipici dei drama giapponesi, ma potevano comunque essere pensati meglio.
Tante migliorie da mettere in conto per un'idea che sulla carta poteva anche funzionare, ma che nel concreto andrebbe rivista da cima a fondo.

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Completed
Love Rain
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 3, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.0

Commedia romantica che sa farsi apprezzare nonostante l'età e qualche cliché da soap opera

K-drama che inizia ad essere un po' datato - correva l'anno 2012 - e che propone una commedia romantica che segue le vicende di due coppie diverse. Non parlerei però di pairing principale e secondario, in quanto la storia vede l'intreccio dei due genitori e, successivamente, dei rispettivi due figli.
L'avvio è la parte che mi è piaciuta di meno: i primi quattro episodi sono ambientanti negli anni '70 (e già le chiome maschili mi davano sui nervi) con la mancata storia tra Seo In Ha e Kim Yoon He. Non parlerei proprio di storia, solo un accenno che finisce ancora prima di iniziare. L'interazione tra i due non è propriamente briosa e gli ostacoli che impediranno questo grande amore non sono poi così insormontabili, ma così la trama vuole per cui un po' per codardia, un po' per non ferire inizialmente l'amico invaghito della stessa ragazza, un po' per la salute precaria di lei, i due prendono strade diverse.
Il salto temporale a quel punto ci porta ai giorni nostri (2012), con Seo Jun quale figlio di lui e Jung Ha Na quale figlia di lei: ad interpretarli sono gli stessi attori che vestivano i panni dei loro genitori da giovani. Ovviamente l'incontro è casuale e sono del tutto ignari del collegamento che c'è tra loro, pur consapevoli del matrimonio infelice dei rispettivi genitori causa un primo amore mai dimenticato. L'interazione tra i due è decisamente più frizzante se paragonata a quella dei genitori da giovani, il rapporto che passa dall'odio all'amore non è certo una novità, ma sicuramente piacevole da guardare. Lui in particolare risulta carismatico e spigliato, molto diverso dal padre da giovane che si era autodefinito un codardo; anche lei più sprintosa della madre (e ci vuole poco), portata in scena da un'attrice che apprezzo fin dalla visione di "King the Land", uno dei miei primissimi kdrama. I personaggi secondari, genitori a parte, non trovano grande spazio o caratterizzazione.

*** INIZIO SPOILER***
Mentre una coppia - quella giovane - va formandosi, l'altra - quella dei genitori - si ritrova e sembra voler puntare a tutti i costi al tanto atteso lieto fine, mettendo di fatto i bastoni tra le ruote ai figli, che da neo innamorati si ritrovano a un passo dal diventare fratellastri. La consapevolezza di chi sta con chi e chi è figlio di chi avviene a turno, partendo da Seo Jun, quindi Ha Na, segue poi il padre di lui quando ormai sta per convolare a nozze e per ultima la madre di lei dopo che le nozze sono state annullate. L'amore per i figli prevale sulla love story avviata trent'anni prima e non vissuta, e la giovane coppia non dovrà sacrificare il primo e grande amore guadagnando così l'happy ending (che vuole comunque esserlo, in modo diverso, un po' per tutti).
*** FINE SPOILER***

Se devo trovare delle pecche, di sicuro il fatto che la giovane coppia era più interessante nella prima parte, dove regnavano scontri e battibecchi; la leggerezza di quegli episodi lascia poi il posto alla vena drammatica, dove i tentativi di sopprimere il sentimento per via della particolare situazione in cui si vengono a trovare si caricano di un'atmosfera da soap opera che dura a lungo. Del resto, dicevo, la serie risale a oltre una decade fa, più o meno nel periodo in cui i drama in pieno stile telenovela iniziavano a lasciare - fortunatamente - spazio a quelli in stile più contemporaneo, ma qualche traccia appunto vi era ancora.

Concludendo, un drama che mi sento di consigliare - a mia volta visto grazie al suggerimento di un altro membro (grazie, Cris!) - a chi cerca una visione disimpegnata ma che sa comunque emozionare e farsi apprezzare. Ha la sua età, per cui tende a finire un po' nel dimenticatoio, soprattutto per chi si approccia ora al mondo dei kdrama: diamole una chance, non è un capolavoro ma fa quello che deve.

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Completed
What a Good Girl
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 2, 2025
88 of 88 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 3.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Short drama verticale apprezzabile solo per la buona chimica di coppia

Primo drama in formato verticale per la sottoscritta: decisamente non fa per me.
La trama è inconsistente, non sta minimamente in piedi, dal punto di vista della logica è una falla dopo l'altra. La storia sembra un collage di singole scene - del resto conta una novantina di episodi da due minuti l'uno - che si susseguono con l'impressione di uno spiacevole singhiozzo.
L'unica nota che ho apprezzato sono le scene d'amore tra i protagonisti, più realistiche - complice anche una buona chimica di coppia - rispetto agli statici e sdolcinati baci a stampo (o quasi) che caratterizzano la stragrande maggioranza dei drama asiatici.
Riconosciuto questo singolo aspetto positivo, posso dire che mi piacerebbe vederlo messo in atto anche in altri drama, quelli meritevoli. Perchè questa serie, per il resto, ha davvero ben poco di salvabile.

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Completed
Happy of the End
2 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 18, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 6.0

Il massimo degrado in un drama che vuole essere crudo e difficile da guardare, pur valido e sensato

Forse il drama più pesante che io abbia visto ad oggi. Non è una serie d'intrattenimento e, anche per chi cerca altro, non è comunque un prodotto per tutti.
Regna la violenza, fisica e psicologica, dove le scene NC18 sono crude ma disturbano meno degli accenni agli abusi, da giovani o in età adulta. Non le vedo però come scelte provocatorie o insensate, bensì come l'obiettivo che il drama si pone, ovvero quello di mostrare un preciso spaccato reale - per quanto difficile da guardare, al mondo c'è anche questo - e portare avanti un tema inserendolo in un contesto che rappresenta il massimo disagio sociale possibile.
Senza nulla togliere ai drama che propongono e sviluppano storie che si muovono, pur con i loro alti e bassi, all'interno della comfort zone dell'accettabilità, dove certi limiti non vengono mai superati, qui semplicemente viene fatta una scelta diversa ma altrettanto lecita: proporre e sviluppare un tema - e di conseguenza una storia, o viceversa - in una situazione di massimo degrado. Va da sè che gli alti e bassi acquisiscano una nuova concezione, in particolar modo per quanto riguarda i "bassi". E sorprendentemente, gli "alti" ci sono comunque (e quest'ultimo credo sia un po' il punto fondamentale, perchè per quanto nero sia il nero, non può mai essere tutto completamente nero).
Sarò sincera, sono abbastanza certa che non la riguarderò. Non è una serie fatta per il rewatch, non credo possa nemmeno rientrare nel "genere preferito" della maggior parte degli utenti ma, messa in conto la possibilità di rimanere disturbati da alcuni passaggi, è una serie che - con il giusto metro di valutazione, che non è quello della storiella da intrattenimento - risulta valida e capace di raggiungere lo scopo prefissato.

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Completed
Breeze by the Sea
2 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 9, 2025
18 of 18 episodes seen
Completed 0
Overall 4.5
Story 4.5
Acting/Cast 4.5
Music 4.5
Rewatch Value 4.0

Drama che affonda poco dopo l'inizio... E non torna più a galla.

Iniziato discretamente, non proprio un avvio col botto ma c'erano comunque delle buone premesse. Cast e livello di recitazioni accettabili. Sono bastati però pochi, pochissimi episodi per farlo inabissare nelle acque dell'arcipelago di Kinmen. Il resto della serie è stato un continuo annaspare per cercare di stare a galla, ma con la noia dilagante come zavorra aggiuntiva. Concluso davvero a fatica, un titolo da dimenticare alla svelta, un po' come il tempo - purtroppo - sprecato.
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Completed
Semantic Error
2 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 5, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

BL coreana sugli antipodi complementari da non sottovalutare

Avevo visto questa serie lo scorso anno e l'avevo archiviata giudicandola semplicemente carina. Mi è capitato di rivederla di recente...e di rivalutarla. Ha la struttura delle tipiche BL coreane (mi vengono in mente ad esempio "Cherry blossoms after winter" e "Jun & Jun"), che si distinguono dalle Bromance cinesi, dalle BL tailandesi esplicite ma spesso fini a sé stesse e dalle ermetiche BL giapponesi. Qui abbiamo una storia (quella d'amore) dentro la storia (trama e contesto), la presentazione dei personaggi è accurata e la loro evoluzione lineare e credibile, la chimica tra i due palpabile al di là delle scene intime che sono - come in tutte le BL coreane - molto delicate ma non per questo poco emozionanti.
I protagonisti sono due personaggi agli antipodi, ma che si riveleranno sorprendentemente complementari. Da una parte Jang Jae Yeong, estroverso e carismatico, intraprendente e per nulla timido, appariscente, provocatorio e capace di infastidire come una mosca sorprendentemente tenace lo schivo Sang Woo che, al contrario, si presenta come un ragazzo asociale e introverso, estremamente razionale e per nulla interessato a dare nell'occhio. Anche il loro campo di studi li descrive pienamente, artistico-grafico quello di Jae Yeong e informatico quello di Sang Woo, dove nella programmazione i numeri sono una costante certezza e non contemplano variabili emotive. In realtà, la loro caratterizzazione è ben più complessa: nel corso della storia la sicurezza di Jae Yaong si rivelerà più di facciata, mentre l'apparente tranquillità di Sang Woo cela un'inaspettata fermezza (quando ad esempio si rifiuta irremovibilmente di bere al bar nonostante l'insistenza del suo superiore).
Le lezioni universitarie e la loro collaborazione nel progetto di Sang Woo sono il collante che fornisce loro lo spazio per interagire, permettendo al loro rapporto - lentamente - di evolversi. Se da una parte Jae Yeong si metterà alla prova nel cercare una relazione seria - a differenza delle storie disimpegnate del passato - dall'altra Sang Woo dovrà trovare il giusto equilibrio tra "testa" e "cuore".
Una storia tenera e piacevole, consigliata forse anche per i non amanti del genere BL (che siano due ragazzi è un aspetto che non viene fatto oggetti di attenzione nella storia - a differenza invece di "Cherry blossoms after winter" ad esempio - perchè il fulcro del drama non è tanto sul genere ma sull'apparente incompatibilità di due personaggi caratterialmente agli antipodi.

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Completed
Where Does the Sea Begin
2 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 1, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Serie originale su temi delicati che in primis emoziona ma poi va capita

Serie insolita, che va a toccare anche temi piuttosto delicati.
E' un drama dove la comunicazione è fondamentale per come è impostata la storia, ma è anche un drama giapponese, notoriamente parchi di interazioni verbali (se un concetto può essere normalmente espresso in 10 parole e la sua sintesi in 5, un drama giapponese ne utilizzerà a dir tanto 3). Sia chiaro, rispetto ad altre serie giapponesi qui le conversazioni e le interazioni non mancano, anzi, sono alla base della trama. Eppure, per ogni esternazione sembra sempre esserci altrettanto non detto.
Attorno a tematiche quali la genitorialità, l'aborto, le scelte individuali e non, ruotano le tre principali figure: inizialmente viene da fare una netta distinzione tra chi è nel giusto e chi nel torto, ma un'osservazione attenta porta a concludere che - di fatto - rappresentano semplicemente la realtà nella loro complessa imperfezione, nessuno escluso.
Abbiamo "la temeraria incompresa" Mizuki, personaggio forte e deciso a portare avanti le proprie scelte, costi quel che costi. Sebbene abbia avuto un attimo di tentennamento - valutando la strada dell'aborto perchè di fatto la più utile per le prospettive di Natsu - ci viene descritta dalla madre e dai conoscenti come un personaggio da sempre singolare. Anche nella delicata questione della maternità, alla fine, rimarrà fedele a sè stessa stabilendo un ordine di priorità, che vedrà al primo posto Umi. Decide di tenere all'oscuro Natsu, mossa pesante e sicuramente condannabile perchè di fatto toglie a lui il diritto di essere padre, e lo fa perchè consapevole che decidere di tenere il bambino significava mettere Natsu con le spalle al muro, senza dargli in realtà la possibilità di scegliere diversamente. Proprio perchè però Umi è al primo posto, quando viene a sapere della malattia terminale mette in conto di invadere nuovamente la vita di Natsu (anche qui la scelta è decisamente opinabile, sembra che si prenda il diritto di decidere cosa dire e quando dire, tenendo all'oscuro Natsu o sconvolgendogli la vita). E' un personaggio che fa una scelta, la fa nell'interesse esclusivo di Umi, e per questa scelta è pronta ad addossarsi giudizi e sensi di colpa, ma è anche una scelta convinta e della quale non si pentirà mai.
Abbiamo poi "l'indeciso perenne" Natsu, che inizialmente sembra un po' la vittima della situazione (gli viene fatto credere un aborto, poi viene lasciato, gli viene tenuta nascosta la nascita della figlia, gli viene sconvolta l'esistenza scoprendo della figlia anni dopo, aspetto che destabilizzerà inevitabilmente la vita che nel frattempo si era ricostruito). E' un personaggio che, per sua ammissione, è eternamente insicuro e indeciso: prende tempo, non si butta a capofitto. Lo vediamo da come risponde all'attuale compagna, da come gestisce il rapporto con Umi. Fin dai tempi della relazione con Mizuki appare come un bravo ragazzo, gentile e presente, però di fatto non una colonna portante del rapporto. Sarà proprio il costruire un rapporto con la figlia appena conosciuta a renderlo più sicuro di sè, più responsabile e pronto a fare delle scelte convinte.
C'è infine "l'altruista infelice", la nuova compagna di Natsu: la paternità di lui sconvolge la loro relazione come un fulmine a ciel sereno e, inizialmente, oltre a puntare a mantenere il rapporto con lui vede nella bambina anche l'inaspettata possibilità di mettere a tacere dei sensi di colpa con i quali, in segreto, convive da anni. Quando lui confessa che, pur essendone stato tenuto all'oscuro, sapere che l'aborto non era andato in porto e la bambina era poi nata gli aveva dato sollievo, lei sembra un po' alla ricerca della stessa sensazione. Consapevole di aver comunque agito all'epoca secondo quello che le sembrava buonsenso - anche se non era ciò che avrebbe voluto - continua però a dare la priorità agli altri e non ai propri desideri. Sarà difficile per lei trovare la forza di scegliere di non doversi necessariamente adattare alla nuova situazione ma di avere il diritto di compiere delle scelte per vivere bene con sè stessa, per quanto sia sinceramente affezionata a Natsu e alla piccola.

Un drama, quindi, che più che una storia di eventi narra l'evoluzione di rapporti.
Dal punto di vista del coinvolgimento, i primissimi episodi mi hanno davvero toccata - le lacrime scorrevano a fiumi - ma col progredire della serie l'impatto emotivo è via via venuto meno, un po' perchè certi meccanismi riproposti non avevano più l'effetto della prima volta, un po' perchè se all'inizio sembra ci sia una storia al centro, affiancata dallo sviluppo dei personaggi, col passare degli episodi sembra che la lettura introspettiva dei personaggi diventi la parte predominante, ma a quel punto la componente emotiva scema e l'impressione è più che altro quella di compilare una virtuale scheda del profilo psicologico di ciascun protagonista.

Buono il supporto dei personaggi secondari, complessivamente la serie conta un numero di attori piuttosto esigui, se non teniamo conto delle comparse. Buona la recitazione, il protagonista maschile esteticamente affascinante - il panorama degli attori giapponesi non offre solitamente molto in tal senso - e davvero brava la piccola attrice che interpreta Umi (attrice la cui anagrafica corrisponde all'età del suo personaggio e che è coinvolta come figura principale in moltissime scene).

In conclusione una serie senz'altro originale, consigliata per chi vuole vedere qualcosa di diverso dal solito, con l'avviso che il coinvolgimento emotivo iniziale potrebbe lasciare il posto a una più impegnativa richiesta legata alla comprensione psicologica dei personaggi nella seconda parte della serie. Lacrime nella prima parte, meningi spremute nella seconda.

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Completed
Gu Family Book
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 20, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 9.0

Un kdrama storico-fantasy meritevole anche per i non amanti del genere!

Serve una premessa doverosa: io sono decisamente refrattaria alle serie cinesi del genere wuxia e xianxia, non fanno proprio per me. Anche i kdrama storici (dinastia Joseon se non più indietro) non sono nelle mie corde, e i pochi tentativi di guardarli sono finiti tutti droppati (fa eccezione "My Dearest", ma perchè lì parliamo di un capolavoro lontano anni luce dalla maggior parte dei drama in circolazione, storici o moderni che siano).

Fatta questa premessa, si può capire come "Gu family book" non fosse propriamente il titolo più adatto alla sottoscritta. Da grande estimatrice di Lee Seung Gi avevo passato a setaccio tutte le serie/film da lui interpretati, saltando però a piedi pari questa. Complice la scarsa produttività del fanciullo sopracitato, il cui ultimo drama risale ormai a tre anni fa, mi sono convinta - non senza svariati dubbi - a dare a "Gu family book" una chance. E sono rimasta di stucco.

Drama davvero molto ma molto bello (ricordo che non amo i drama storici, ancor meno se fantasy), estremamente godibile e per nulla noioso come invece purtroppo mi succede sempre con questa categoria di prodotti.
C'è una bella storia, che evolve in modi spesso del tutto inaspettati e accompagna lo spettatore in un viaggio curioso e affascinante.
Siamo davanti a una serie che ha ormai più di dieci anni ma a dire il vero proprio non li dimostra. Il cast è di alto livello: oltre a Lee Seung Gi ho trovato molti altri attori decisamente validi. Molto buona - ma non perfetta - l'interpretazione della protagonista femminile (non so se mancava all'epoca di esperienza, ma in alcuni punti era evidente che stesse recitando); Yoo Yeon Seok, recentemente sotto i riflettori per via del popolare drama "When the phone rings", porta in scena un Tae Seo equilibrato, inizialmente debole e in balia degli eventi, sviluppa poi una maggiore sicurezza di sè e dei propri punti di forza; Gon Yi, interpretato da Sun Joon (attore interessante, sembra sempre un po' defilato ma tratteggia un personaggio al quale ci si affeziona e del quale non ci si stanca mai); il maestro Gong Dal, saggio e lungimirante, ma capace di stemperare i momenti altresì troppo seri con passaggi al tempo stesso astuti ma divertenti. E potrei proseguire con un'altra decina di nomi, perchè sono davvero molti i personaggi (e i loro interpreti) che mi hanno colpita positivamente.
Ovviamente, però, la colonna portante del drama è il protagonista maschile, Choi Kang Chi, interpretato da un sublime Lee Seung Gi. Non c'è storia, questo attore è di una bravura impressionante. Tra i suoi punti di forza c'è sicuramente il carisma: bello ma non bellissimo (se paragonato ad esempio al prestante attore che nel drama interpreta il padre, Gu Wol Ryung), possiede il fascino di chi sa conquistare semplicemente con il calore di un sorriso. Solare e divertente, capace di emozionare "da vicino", perchè è tutto fuorché insipido e distante. Non ha bisogno di lineamenti perfetti o di un'aura elegante per catturare l'attenzione, al contrario: molti dei personaggi da lui interpretati trasmettono una piacevole sensazione di informalità. Credo sia proprio questo suo pregio ad aver reso questo drama storico così apprezzabile ai miei occhi e così distante dalle serie esageratamente artefatte, ingessate e fin troppo composte che mi è capitato di vedere (e, prontamente, di abbandonare).
Molti sono gli attori capaci di apparire splendidi mentre fanno i duri, vestiti impeccabilmente, calati in ruoli autorevoli e sfoggiando temperamenti gelidi. Lee Seung Gi ci riesce con addosso camicie di seta dai colori sgargianti sotto a pellicce a dir poco voluminose e tagli di capelli improbabili (A Korean Odyessey), piuttosto che passando in rassegna le più strambe tonalità di tute in acetato (The Law Cafè), o ancora qui, in questo drama, dove il suo personaggio non sa nemmeno dove stia di casa la compostezza, perchè quello che emerge è sempre un protagonista vero e genuino, naturale ed espressivo proprio come lo è la sua recitazione.

Ho apprezzato che non ci siano stati inutili tiri e molla nella storia, lo sviluppo tra i personaggi è un crescendo continuo senza veri e propri triangoli o altri poligoni che tanto m'infastidiscono. Paradossalmente, laddove pensavo di aver individuato un classico clichè mi sono ritrovata anche a dovermi piacevolmente ricredere, perchè la scena che sembrava dovesse creare una frattura magari si risolveva all'istante, o al contrario la questione apparentemente banale andava velocemente trasformandosi in un qualcosa di più complesso. Tanto per fare un esempio...uno lo sa, che la questione dell'aracnofobia citata all'inizio prima o poi dovrà tornare e portare con sè il tema dei vecchi ricordi...ma non avrei mai indovinato il come e il quando). Pur non essendo una trama originalissima, sa comunque sorprendere nei modi e nei tempi, insomma.

Se poi vogliamo andare oltre alla storia quale susseguirsi degli eventi in sè, si arriva a quella che poi è la tematica principale, ovvero l'accettazione del diverso. Tentativo fallito per il padre di Kang Chi, ma obiettivo che anche per lui si rivela davvero un'impresa, perchè non c'è una netta separazione tra chi lo accetta e chi no: nel mezzo, con una miriade di sfumature, risiedono la maggior parte dei legami sorretti da una fiducia che è davvero precaria, pronta a crollare davanti al primo dubbio, al primo sospetto. L'essere davvero accettato per ciò che è, per davvero, significa avere la fiducia incondizionata anche nei momenti meno chiari e più critici, pena il rischio di un tradimento che, sotto sotto, resta sempre in agguato.

INIZIO SPOILER!!!
INIZIO SPOILER!!!
Chi ha già letto altre mie recensioni ormai sarà abituato a sentirmelo dire ma... Resto una fan del lieto fine. Ergo, ci ho davvero sperato. Non posso dire che la scelta fatta sia stata sbagliata, anzi, è stata molto coerente e non penalizza la serie (ma, il mio giudizio, proprio a causa di quell'egoistico desiderio, fa fatica a cedere l'ultima stellina). Il piccolo premio di consolazione degli ultimi minuti un po' attenua la sensazione, ma sebbene i volti siano gli stessi parliamo comunque di persone diverse, perciò non particolarmente gratificante, per quanto tuttavia anche simpatico. Un finale che all'epoca credo sia stato pensato come un finale aperto in previsione di un possibile sequel che però poi, purtroppo, non è andato in porto. Peccato.
FINE SPOILER!!!!
FINE SPOILER!!!!

Concludo consigliando la serie a tutti gli amanti del genere di sicuro, ma anche ai non (come la sottoscritta). Che abbia dovuto fare un salto all'indietro nel 2013 per trovare un piccolo gioiello come questo a fronte di un panorama di serie odierne sempre più numerose e con tutte le potenzialità della tecnologia moderna... beh, mi da molto a cui pensare...

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Completed
Kimi to Nara Koi wo Shite Mite mo
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 13, 2025
5 of 5 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Short drama per gli amanti delle BL e in cerca di una delicata, bella, ventata di freschezza

Della durata più simile a un film che a una serie, questo short drama composto da 5 episodi di 25 minuti circa l'uno porta in scena una storia dolce, pulita e delicata. Nel panorama delle BL, dove quelle tailandesi puntano alle scene fisiche, quelle cinesi si travestono da BRomance per via della censura e quelle giapponesi sembrano sempre un po' caratterizzate da una conversazione ridotta all'osso, questo drama mostra la voglia di parlare, di parlare dei sentimenti.
Paradossalmente, l'unico accenno - sottinteso - all'aspetto sessuale è in apertura, quasi a rimarcare che per Amane non rappresenta in sè un problema. La sua difficoltà è legata alle emozioni, ai sentimenti, al timore di non essere accettato, paura legata a un vissuto che lo porta a reagire quasi al contrario, dichiarando apertamente a Ryuji di essere interessato ai ragazzi, ma facendolo con una disinvoltura, quasi una superficialità, che è solo di facciata: se si tratta una questione come fosse di poco conto, non si rischia di esserne feriti.
Amane infatti non era alla ricerca di un sentimento, limitare tutto al piano fisico è ciò che ha sempre fatto "perchè più semplice per lui". Poi però inizia a provare un sentimento genuino nei confronti di Ryuji, sentimento che cresce e che lo spiazza, perchè si sente come se stesse camminando su un terreno minato.
Dall'altro canto, Ryuji ha sempre vissuto dando la priorità alle questioni di famiglia, quasi annullando la sua individualità. Quando Amane si dichiara interessato a lui, non lo incoraggia nè lo respinge, quasi davvero non si fosse mai nemmeno posto la questione dell'innamorarsi in vita sua. Se Amane non ha il coraggio di amare, Ryuji non si è mai concesso di amare qualcuno, di prendere del tempo per sè stesso. Il suo personaggio è quello che evolve maggiormente, poichè alla riscoperta di un'identità - orientamento sessuale compreso - che era rimasta latente, in secondo piano. In tutto questo, la comunicazione tra i due non viene meno, le confidenze sono preziose ed è come vederli appoggiarsi l'uno all'altro mentre ciascuno di loro percorre il proprio sentiero, superando ostacoli più o meno noti, ciascuno con i propri tempi e le proprie difficoltà, verso un punto che - forse - troverà congiunzione tra questi due viaggi individuali ma non in solitudine.

INIZIO SPOILER!
Ovviamente il punto di convergenza sul finale c'è, nei giusti tempi - il lasso temporale aiuta la credibilità - e con un accenno di effusioni di una dolcezza e delicatezza estrema.
FINE SPOILER!

Una precisazione: non ci sono sostanzialmente personaggi secondari o altri sviluppi di trama paralleli, il cast - un po' come in "My personal weatherman" è davvero ridotto all'osso, per cui quasi tutte le scene sono dedicate a uno dei due o ad entrambi. Gli altri attori sono poco più che delle comparse.
Se proprio devo muovere una piccola critica, sono rimasta un poco infastidita da molte esternazioni stupite di Amame, più simili a delle grida che a delle esclamazioni.

Concludendo, un drama breve ma di valore, consigliato a tutti gli amanti del genere BL che non disdegnano una sana ventata di freschezza.

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L.U.C.A.: The Beginning
2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 25, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers
Mi aspettavo un drama tra azione, thriller e - se ero fortunata - un pizzico di romance. L'inizio parte col piede giusto, il ritmo è incalzante, la tematica della sperimentazione genetica sulla specie umana sembra rivelarsi una carta vincente. Il protagonista è un personaggio interessante, a livello di caratterizzazione. Sull'interpretazione, avrei scelto un attore diverso, non dico il classico giovane belloccio ma un attore che - anche se non canonicamente "bellissimo" - avesse comunque un suo fascino. In questo, Kim Rae Won non si può dire sia stato all'altezza: insipido a livello di espressività, esteticamente anonimo, con un taglio di capelli che non fa che peggiorare la situazione. Lee Da Hee, al contrario, regala - come sempre - una buona prova. E' un'attrice che apprezzo particolarmente e che per una volta tanto ho visto in panni un po' diversi dal solito. Altri attori meritevoli tra il cast sono sicuramente il caposquadra della polizia e lo scienziato ricercatore "padre" di Ji Ho.
Tornando alla storia, viene sviluppata molto bene nella prima parte; a un certo punto trova spazio anche il romance, anche più del "pizzico" che mi aspettavo, e questa è stata sicuramente un'altra nota positiva. Poi, però, nell'ultimo terzo della serie, qualcosa va storto. I protagonisti iniziano a comportarsi e ad agire in modo non lineare, le situazioni - affrontate in un certo modo fin dall'inizio - vengono risolte/gestite come non ci si aspetterebbe (e no, non parlo di effetto sorpresa, ma intendo proprio la mancanza di apprezzabile buonsenso), per arrivare a una conclusione che, boh, non si capisce bene da che parte sia saltata fuori. Il personaggio di Ji Ho negli ultimi episodi è poco credibile e coerente, le motivazioni date non stanno francamente in piedi. Anche Gu Reum subisce un po' la stessa sorte, e ciò che è stato importante e fondamentale per due terzi della serie viene messo quasi da parte. Gli ultimissimi minuti mi hanno fatto inevitabilmente pensare a un finale un po' aperto, dove una seconda stagione potrebbe ricollegarsi senza problemi. Non vedo però all'orizzonte un sequel nell'elenco dei futuri lavori dei personaggi principali, per cui, se così fosse, si tratterebbe di un finale un po' raffazzonato. Concludendo, una serie con un buon potenziale, che parte bene ma deraglia verso la fine.

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