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  • Last Online: 11 hours ago
  • Gender: Female
  • Location: The Boot
  • Contribution Points: 0 LV0
  • Roles:
  • Join Date: October 14, 2023
  • Awards Received: Finger Heart Award1 Flower Award2
Completed
Sadistic Love
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 22, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 3.0
Acting/Cast 3.0
Music 3.0
Rewatch Value 3.0

Semplicemente terribile...

Un'opera che non posso che definire "terribile", dopo aver vagliato una serie di aggettivi sinonimi anche peggiori. Il mio subconscio deve essere un po' autolesionista per avermi condotta, a pochi giorni da un'altro drama che includerei nella stessa categoria, a una visione - se possibile - ancora più agghiacciante.
Abbiamo un lui, orfano di padre e con un trascorso povero e difficile, che incontra lei per via del matrimonio tra i rispettivi genitori. Sboccia l'amore poi subentra l'evento tragico che li allontana, con lui che fraintende in pieno le motivazioni di lei. Si ritrovano anni dopo, lui ora un uomo di potere e successo in cerca di vendetta, ma in realtà ancora innamorato della donna che - per punizione - costringe a un matrimonio forzato.
Il succo, sostanzialmente, è questo. Niente di nuovo e, se vogliamo, anche piuttosto misera come idea. Nel concreto è ai limiti dell'inguardabile.
L'attrice protagonista pessima e poco espressiva, perennemente in balia degli eventi.
Lui a dir poco agghiacciante: l'attore - esteticamente piacevole ma che manca di carisma e di un vero fascino - viene immortalato da tutte le possibili angolazioni ad effetto, manco fossimo davanti a una celebrità sul red carpet. Il personaggio interpretato è davvero malsano: aggressivo nei confronti della protagonista, verso la quale sfoggia un'irruenza che definirei più violenza che passione, alterna espressioni che vorrebbero essere di fredda crudeltà a sguardi affranti dagli occhi lucidi. Il matrimonio forzato non sta in piedi, il suo continuo sottolineare quanto sia volutamente inappropriato in quanto fratellastri (non consanguinei) lo fa suonare ancora più morboso di quello che sarebbe altrimenti. La storia si trascina in modo banale, le grandi motivazioni che vengono addotte non hanno di fatto alcuna fondamenta, i cattivi ci manca poco che si mettano un cartello sulla testa con scritto "ehi, sono io il cattivo!", tanto per far capire quanto davvero non ci sia coerenza tra il detto e il fatto.
Un prodotto che manca davvero della qualità minima, con un cast mediocre (del resto non basta un bel faccino per essere un bravo interprete e il fatto che l'attore protagonista sforni una media di sei o sette drama all'anno - che, per quanto corti siano gli episodi, se sommati raggiungono comunque una durata non indifferente - la dice lunga su come la quantità venga nettamente preferita alla qualità).
Una bocciatura netta e senza possibilità di appello.

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Completed
Ski into Love
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 23, 2025
23 of 23 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 8.0
Rewatch Value 6.5

Commedia romantica un po' banale ma con un'ambientazione piacevolmente insolita

Partiamo da ciò di cui proprio non mi capacito, ovvero l'immagine di copertina con la quale si presenta il Cdrama su questo sito: è assolutamente fuorviante. Non compare in nessuna scena e - tra gli abiti regali e la corona sulla testa di lei - fa pensare a una storia tra protagonisti di sangue blu. Trattandosi però di un drama a tema sportivo, la seconda opzione che viene in mente è quella degli abiti sfarzosi del pattinaggio artistico a coppie.
Ebbene... Non c'entra proprio un tubo. Ma davvero niente.
Molto più fedele e verosimile quindi l'immagine promossa ad esempio su Viki, con i due protagonisti - lei appoggiata a lui - nello scenario invernale di una nevicata.

Nel concreto assomiglia molto alle molteplici commediole cinesi dalla sceneggiatura non particolarmente approfondita, dove i drammi (il duro e ingiusto colpo alla carriera di mangaka di lei piuttosto che il ritiro dalla squadra nazionale di lui) e gli ostacoli apparentemente insormontabili (i crucci per la solidità economica futura che riescono a incrinare la coppia nel presente) non sono, tutto sommato, così realistici. Manca un po' la coerenza nello sviluppo della trama, visti appunto i presupposti e le questioni importanti vengono gestite senza troppa logica, inframmezzate a un'infinità di scenette - pur simpatiche - ma di una superficialità e banalità stridente. Rispetto ai protagonisti, non mi hanno fatta impazzire: mi riferisco sia agli attori che alla caratterizzazione dei personaggi interpretati. Esther Yu - un tempo graziosa fanciulla i cui lineamenti sono stati talmente stravolti dalla chirurgia plastica da limitarne pesantemente l'espressività - interpreta una protagonista spesso petulante, a tratti infantile e chiassosa. Lin Yi, attore che esteticamente non mi convince appieno, porta in scena un Shan Chong non particolarmente accattivante e che alterna scene - sopratutto nella parte iniziale - abbastanza riuscite a lunghe carenze di spina dorsale.
Se singolarmente i due protagonisti mostrano delle evidenti lacune, la coppia sembra funzionare comunque abbastanza bene. Aiuta molto anche la presenza dei personaggi secondari, da Nan Feng e il suo strampalato fratello alla sorella di Chong, Shan Shan e il divertente Dai Duo, che ha saputo strapparmi qualche sorriso, al pari del ramato Lao Yan. I piccoli scorci legati alle loro vicende remano - fino a un certo punto - contro la noia che avrebbe altrimenti afflitto senza sosta tutta la parte centrale del drama.
Non è una visione che consiglierei caldamente - poco ma sicuro - sebbene non mi senta di definirla nemmeno una totale perdita di tempo. Ripeto, ricalca mille altri cdrama romantici di oltre 20 episodi con sceneggiature basate anche su idee potenzialmente interessanti ma sulle quali poi manca un investimento in termini di spessore. Una nota positiva, il tratto apprezzabile che forse davvero la contraddistingue un po', è l'ambientazione: piste innevate e acrobazie con lo snowboard che sono davvero un piacere da vedere.

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Completed
Lighter & Princess
2 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 10, 2024
36 of 36 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 10
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 10
This review may contain spoilers

La serie numero uno in assoluto.

"Lighter and Princess" non solo entra a sorpresa nella mia top ten - popolata per il resto da drama coreani - ma si posiziona incredibilmente al primo posto. Davvero ineguagliabile.
Produzione di alta qualità, attenzione per i dettagli. La Cina quando vuole su questi aspetti sa distinguersi, ma poi si perde nello sviluppo delle trame. Qui invece no. Qui sforna una serie così reale che è impossibile non immedesimarsi: niente siparietti insulsi o ridicoli, nessuna conversazione artificiosa, nessuna banalità imbarazzante trattata al pari di una rivelazione fondamentale, nessun passaggio poco credibile e buttato lì sotto riflettori esagerati e giusto per far scena. C'è uno spaccato reale che cattura lo spettatore fin dal primo episodio...e non lo lascia più.
La storia racconta degli anni di università, e quelli subito dopo, che vedono al centro i due protagonisti, Li Xun e Zhu Yun, con un meccanismo del tipo: presente-lungo flashback nel passato- ritorno al presente.
L'ambientazione è quella della facoltà di informatica, tema che non solo caratterizza la maggior parte dei personaggi ma che viene portato avanti con attenzione e credibilità: si parla di codici, virus, programmi, giochi online, piattaforme, investimenti, aziende del settore, grafiche e via dicendo. Del resto questo fa parte della vita dei personaggi, è normale sia presente in modo costante: niente di troppo complesso da risultare ostico, ma neppure qualcosa di banalizzato e accennato solo di sfuggita, come inserito tanto per dare un senso agli studi dei personaggi o ai loro interessi. No, affatto. Qui ogni singola tematica è ben sviluppata, nella giusta misura.

In questo drama ho ritrovato quella che è ormai a pieno titolo la mia attrice cinese preferita, protagonista anche di un'altra serie (Fall in love) da me molto apprezzata. L'attrice, di una bellezza singolare - non ha forse i lineamenti fini di mille altre sue colleghe - ha un fascino magnetico e carismatico, grande espressività nella mimica facciale e nello sguardo. Come nell'altra serie che ho citato, interpreta un personaggio femminile che mostra una cieca e incrollabile fiducia nei confronti del protagonista. Salvo una situazione in cui viene praticamente portata, con tutti gli stratagemmi possibile, a prendere le distanze da lui, per il resto la sua fiducia e il suo amore sono praticamente incrollabili, ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo, perchè invece che sottoporre lo spettatore a una serie di cliché infiniti di tira-e-molla e di assurdi fraintendimenti, qui si può ammirare lo sviluppo e la sinergia di coppia. Brava, brava, bravissima.

La punta di diamante della serie, però, è il protagonista maschile, Li Xun. Interpretato da un bravissimo attore che non conoscevo e che trovo semplicemente perfetto per il ruolo, capace di portare avanti con coerenza il carattere singolare del giovane protagonista, anticonformista e ribelle, asociale e geniale, intuitivo ed ermetico, ironico e distaccato, con un passato difficile alle spalle, un QI senza eguali, grandi ambizioni e la ferrea volontà di essere l'unico artefice del proprio destino. Semplicemente spettacolare. E Arthur Chen veste perfettamente i suoi panni, con gli sguardi impassibili ma che inchiodano, l'atteggiamento distaccato e freddo, le risposte concise e senza orpelli. Il fascino di questo attore è più nella sua espressione imperscrutabile che nel sorriso, che paradossalmente non mi fa impazzire. Esteticamente, inoltre, altro meritato 10 e lode, sia nella versione platino - singolare nelle serie asiatiche, ma qui la capigliatura anticonformista stava benissimo - sia nella versione poi tornata castana, sia nel taglio più corto e scuro (forse esteticamente quello che ho preferito di meno, ma che ammetto serve a conferirgli un'aspetto più maturo e autorevole).
Lui è la figura che più di tutti evolve nel corso del drama, rimanendo tuttavia fedele alla sua caratterizzazione. Non è ribelle nei confronti della giustizia, contrariamente a quanto si può pensare. La prima volta che viola la legalità, è palese che lo faccia a malincuore, spinto dal bisogno assoluto di pagare alla madre le cure di cui necessita. Non è però fiero di sé stesso, e quando si trova a dover assumersi la responsabilità del proprio gesto, lo fa con la consapevolezza che è giusto così (non va dalla madre di Zhu Yun a chiedere un trattamento di favore per sé stesso, e nonostante ciò che dice a Zhu Yun quando le prova tutte per allontanarla non è nemmeno vero che incolpa la madre di lei, è ben consapevole che la donna ha fatto semplicemente ciò che era giusto fare, ovvero espellerlo). La seconda volta che infrange la legge, è decisamente premeditata, inizia a prendere forma nella sua testa quando ancora nessuno può nemmeno immaginarlo: consapevolissimo di compiere una brutta azione - si preoccupa di allontanare da sé Zhu Yun in tutti i modi - per poi ripagare letteralmente "occhio per occhio" la persona odiosa che ha indirettamente causato la morte della sorella. Li Xun poteva trovare modi subdoli per sabotarlo, sfruttando le sue doti e senza farsi beccare. Invece compie un'azione plateale, consapevole delle conseguenze e accettandole pienamente in anticipo: autore del proprio destino, compie una scelta che è solo sua. La sua fermezza è costante ed è sicuramente il tratto che più lo caratterizza.

Ho adorato l'evoluzione della coppia: lui è incuriosito da lei, ma non lo vuole ammettere. Lei è affascinata da lui, ma insofferente ai suoi modi. Sono praticamente cane e gatto, e non perdono l'occasione per battibeccare, lanciarsi frecciatine, ironizzare, rispondere a un attacco con un contrattacco. E' una dinamica davvero bella da seguire, sembrano interagire con un codice tutto loro e molte scene apparentemente ordinarie sanno coinvolgere quanto i momenti romantici (e ce ne sono anche di quelli, complice una chimica davvero notevole tra i due). Questo a mio avviso il pregio maggiore della serie, ovvero che anche tolte le scene "da bacio" - e, ripeto, non mancano - ogni singolo episodio è saturo di momenti altrettanto emozionanti. Giusto per elencare qualche parola chiave, non tanto spoiler ma di immediata comprensione per chi ha visto la serie:

- il racconto di Zhu Yun sul golden retriver tinto
- la usb a forma di porcellino (e il virus a forma di maialino che manda in tilt più di un computer)
- la foto strappata e ricomposta
- l'accendino e la principessa
- gli aeroplani di carta
- la definizione di principessa
- i fiocchi di neve sul palmo della mano
- i massaggi a braccia e schiena
- la camicia di Li Xun
- le rose blu
- il biglietto con il quale Zhu Yun si impegna ad accontentare una qualsiasi richiesta di Li Xun (che trova uno splendido collegamento nell'episodio speciale della proposta di matrimonio)
- i fuochi d'artificio
- il vestito da principessa
- il solletico
- il re e il cavaliere
...e potrei continuare oltre. Proprio su questo ultimo riferimento - richiamato anche dalle parole della sigla di apertura - un appunto è dovuto, perchè esprime pienamente la relazione tra i due. Apparentemente può sembrare che Li Xun sia colui che comanda - lui è il "re" - e sicuramente le sua abilità e la sua capacità di intuizione fanno sì che sue siano le decisioni della strada da seguire. In questo senso sì, Zhu Yun obbedisce alle sue richieste e indicazioni, ma di fatto semplicemente si affida - come anche altri - a lui con la consapevolezza che nell'ambito professionale la sua lungimiranza è ineguagliabile. Ma è anche vero che la priorità di Li Xun è il benessere di Zhu Yun, per cui questo "re" utilizza il suo potere per dare al suo "cavaliere" ciò di cui ha bisogno. E lo fa a qualsiasi prezzo (quando capisce di non poter battere nella competizione Fang Zhijing perchè l'altro ha giocato sporco, piuttosto che deludere Zhu Yun trova comunque un modo - meno lecito e per il quale mette in conto di dover poi pagare un prezzo - pur di raggiungere l'obiettivo che si è prefissato). Obiettivo che nemmeno era suo, inizialmente. Ma lo diventa non appena si manifesta come bisogno i Zhu Yun. Tutto questo si evince anche dal suo commento alla frase che Zhu Yun posta sul social non appena si mettono assieme, dove lei dice di essere il cavaliere al servizio del proprio re, pronta a seguirlo, a battersi e a morire per lui. "Ipocrita" è il commento di Li Xun, che spiega in pieno il vero rapporto tra i due: lui è il re, ma il suo potere è di fatto al servizio di Zhu Yun, dal momento che la ragazza rappresenta la sua priorità.

La presenza di tutti questi riferimenti e dettagli no n può che derivare dal fatto che un adattamento televisivo di un romanzo. Le sceneggiature che nascono direttamente come serie spesso non hanno tutta questa attenzione e ricchezza di particolari, forse perchè si pensa erroneamente di giocarsi bene la carta dell'aspetto degli attori, della musica, delle inquadrature, e via dicendo. Un romanzo invece deve mettere sul piatto molto altro, per coinvolgere il lettore. Ed ecco che i tanti, piccoli, apparentemente banali dettagli si intrecciano tra loro come fili e trovano un senso nel corso della storia. La trasposizione penso sia stata molto fedele, e non può che essere stato un vantaggio enorme.

Una meritata menzione anche ai personaggi secondari, da Lao Gao e Xu Li Na, due personaggi rovinati dall'invidia e dal desiderio di ciò che è impossibile, a discapito di ciò che di buono invece posso avere ma che non vedono se non alla fine. In particolare modo Gao è un personaggio che sa farsi davvero odiare ma che, a conti fatti, non si può dire non abbia provato più volte a sottrarsi a quell'invidia deleterea che lo anima quando è al fiano - o meglio nell'ombra - di Li Xun. Una vita da eterno secondo, in amore e nel lavoro, dove anche il desiderio di voltare pagina e cercare una sua strada, anche lontano, pur di evitare la tossicità di una convivenza per lui malsana, sfuma tristemente condannandolo ancora una volta a quel ruolo che gli va stretto e che a un certo punto diventa per lui una sorta di ossessione.
Ben caratterizzata anche la squadra della Rete Cuore Alato, ogni membro ha un suo valore e nell'insieme rappresentano un valore positivo, quello che fa la differenza tra il modo di vivere di Li Xun prima e dopo il carcere, fino a portarlo finalmente ad ammettere che "non sta scalando la montagna da solo". Prima della prigione aveva concesso solo a Zhu Yun di stare al suo fianco, di entrare in quel suo piccolo spazio privato gelosamente e ostinatamente custodito, quasi negato. Quando dopo il lungo flashback si torna al presente, sembra piano piano lasciarsi circondare anche da altre figure, che verso la fine diventano una via di mezzo tra amici e famiglia.

Le canzoni che accompagnano la serie - dalla sigla a tutte le altre - sono di pari livello, a dir poco stupende. Non solo belle da sentire, ma calzanti nella scelta delle parole e dei riferimenti.

Dopo aver visto - e rivisto, e rivisto, e rivisto - questa serie, la tentazione di cercarne di simili era forte, e mi sono accodata a chi, dopo averla vista, aveva fatto lo stesso chiedendo consigli su vari siti...ma leggendo un po' i titoli suggeriti, devo concordare con chi ha affermato che è meglio non andare alla ricerca di una serie come "Lighter and Princess", semplicemente perchè non c'è alcuna serie che può definirsi simile e alla sua altezza (parole vere, purtroppo).


Concludo non consigliandone la visione, ma definendola proprio obbligatoria. Questa è una serie che va vista, non ci sono storie.

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Completed
Stay with Me
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 9, 2024
24 of 24 episodes seen
Completed 3
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Un vero gioiello nato come remake di una serie che era l'esatto opposto

Difficile spiegare i molteplici aspetti che mi hanno stupita - in positivo - di questa serie. Quando ho letto la trama ho avuto la sensazione di un "de ja vù": Resta con me è in effetti il remake di un altro drama made in China, risalente a una decina di anni fa e intitolato "Addicted". Una serie che ho visto un po' di tempo fa e che mi era andata proprio di traverso, volta alla ribellione assoluta, non solo verso la censura dei drama cinesi ma anche nei confronti del sano buonsenso, e il risultato era stato un drama malsano e tossico, diseducativo e per nulla coinvolgente, che nel concreto più che terminare con una prima stagione sembrava essere stato opportunamente interrotto. Quante volte davanti a serie con buon potenziale ma risultato più che deludente mi sono detta "ah, se la rifacessero da capo come si deve...". Ecco, "Resta con me" fa proprio quello. Riparte da zero con idee più chiare e più pulite, e ci aggiunge un notevole salto di qualità. Gli attori protagonisti sono davvero convincenti (quelli di Addicted avevano anche un'età che stonava con il contesto scolastico), la trama è ricca, la storia dentro la quale i personaggi ritagliano il proprio spazio è ben delineata, scorre con naturalezza e coerenza, mantenendo viva l'attenzione dello spettatore. Non ci sono passaggi lasciati al caso, scene forzate ma senza senso, al contrario. E' un drama che presenta spaccati originali, ricco di spunti non scontati. Il secondo aspetto che tanto ho apprezzato di questo drama è l'importanza dei personaggi: non ci sono due protagonisti e poi un gruppetto di figure a contorno, bensì personaggi tutti importanti a modo loro, principali o secondari che siano. Sono ben tratteggiati e danno veramente un valore aggiunto alla trama, fondamentali per portare avanti la tematica della famiglia, aspetto davvero sentito e ben gestito. Tutto questo lo si riscontra già all'inizio, nella sigla, a mio avviso bellissima. Dei tanti pregi di questo drama, però, il migliore in assoluto è quello che proprio non avrei mai immaginato: il drama, più che una storia BL, sembra puntare a una Bromance. Solo verso la fine ci sono passaggi che, in maniera davvero velata, possiamo ricondurre a una BL. Paradossalmente, l'impatto emotivo è davvero fortissimo. Non avevo davvero messo in conto una tale capacità di coinvolgere ed emozionare, tutto grazie a gesti e parole e sguardi studiati - mai sdolcinati, mai fuori luogo, mai eccessivi - ma che davvero riescono a esprimere un sentimento molto forte e intenso. Il tutto senza scene esplicite, baci mozzafiato, o che altro...credo sia un'impresa davvero ardua. Sostanzialmente, potrei definirla come la meno BL tra le BL ma quella che più mi ha emozionata. Sembra contraddittorio ma è davvero prova della grande qualità di questa seria. L'unica pecca è il finale, aperto e con questioni palesemente in sospeso. L'avrei anche perdonato in attesa del meritato e dovuto sequel ma, purtroppo, ho letto che la prospettiva di una seconda stagione è sfumata. Davvero un peccato, se c'era una serie che meritava era questa. Però, anche con questa nota di amarezza, non me la sento di penalizzare il giudizio sulla serie in sé, che rappresenta a mio avviso una delle migliori BL in circolazione.

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Completed
Connection
1 people found this review helpful
by Lynnea
22 hours ago
14 of 14 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 10
Music 8.5
Rewatch Value 7.0

Thriller poliziesco brillante e sorprendente sul significato e valore dell'amicizia

Drama tosto – nel senso che sa il fatto suo - impegnativo, realizzato e confezionato con estrema cura. Un drama d’azione - thriller poliziesco davvero ben studiato ed eseguito. La trama è complessa e articolata, già dopo i primi episodi ci si trova avvolti da una fitta rete di intrighi e di intrecci, misteri e sospetti. In termini di quantità – e qualità - di contenuti è nettamente superiore alla maggior parte degli altri drama dello stesso genere: arrivata al quinto o sesto episodio ho avuto l’impressione di aver già visto tanto, con uno sviluppo della trama già ben avanzato.
Forse, questo punto di forza è altresì anche un potenziale difetto: bisogna proprio essere amanti del genere e degli intrighi, per apprezzare a pieno la serie, ed essere disposti a investire attenzione e concentrazione per comprendere e seguire tutti i passaggi concatenati. Una visione impegnativa, nel bene e nel male (sarò sincera, avendolo visto a più riprese, dopo la prima metà faticavo a ricollegare tutti i pezzi). Non un drama per rilassarsi e distendere la mente, insomma.

La trama, dicevo, è ben strutturata e senza falle: una sceneggiatura articolata che denota un importante investimento a monte per far sì che tutte le congetture e i dettagli trovino giusta collocazione senza mai contraddirsi. Spesso la coerenza viene a mancare anche nelle serie più semplici e banali, riuscire a mantenerla in un’opera così complessa non è cosa da poco.

Il cast è stellare. Tanti personaggi principali – di cui uno di punta – tutti interpretati da attori di talento che hanno saputo caratterizzare le diverse figure in modo eccellente. Sono dei veri e propri ritratti distinti e definiti, dove certe azioni e modi di ragionare sono propri dell’uno ma non dell’altro, per cui di fronte a una stessa situazione può essere osservata da diverse angolazioni, e gli sviluppi prevedere svariate reazioni e risvolti possibili. In cima c’è lui, Ji Sung: attore poliedrico e sopraffino è, per quanto mi riguarda, una delle due colonne portati (insieme a Namgoong Min) del panorama cinematografico coreano. Non importa quale drama facciano, quale ruolo rivestano: sono sempre eccellenti e impossibili da eguagliare.
In questa serie in particolare si è ritrovato a interpretare un ruolo decisamente particolare: a capo della squadra antidroga, viene aggredito, rapito e gli vengono somministrati una quantità di stupefacenti che di fatto lo renderanno un tossicodipendente. Quest’aspetto, già noto nell’incipit della trama, mi aveva un po’ turbata ed è stato probabilmente il motivo per cui non mi sono buttata a capofitto nella visione non appena uscito il drama. E’ un risvolto particolare, che ci sta, ma che ho trovato un po’ disturbante. Detto questo, la sua interpretazione è stata così equilibrata e convincente da aver attutito l’impatto dell’aspetto che temevo, a favore di una caratterizzazione del personaggio molto più sfaccettata e complessa.

Rispetto al thriller, è una storia che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine. Per nulla prevedibile, l’elenco dei sospettati e dei moventi si fa sempre più ampio, le congetture dello spettatore – così come quelle del protagonista – vengono puntualmente sollecitate e poi smontate. La chiave di lettura dei vari personaggi cambia di continuo, in modo imprevedibile ma sempre supportato da una logica ineccepibile.
Mi sarei aspettata l’aggiunta di un pizzico di romance, i presupposti c’erano tutti e non nascondo che mi sia un po’ dispiaciuto, ma l’ho accettato nell’ottica che il tema centrale della storia riguardasse l’amicizia, con tutte le implicazioni positive – e negative – che questa è in grado di comportare ai diversi livelli.

L’unico appunto che mi sento di fare è quello della decentratura nella seconda parte del drama. Mi spiego meglio: la prima parte inquadra uno scenario molto ampio, dove le relazioni personali e quelle professionali appaiono ben bilanciate. Andando avanti il cerchio sembra restringersi attorno al gruppo degli ex compagni di scuola, aspetto che ci può stare ma che perde comunque di vista il resto. Ci sono svariati episodi nei quali il ruolo professionale di Jang Jae Kyung sembra un po’ svanire nel nulla: lo vediamo muoversi in autonomia a caccia di indizi per indagini che nemmeno gli sono state assegnate. La sua giornata lavorativa sembra davvero eclissarsi – paradossalmente dovrebbe essere più impegnata del solito già che è fresco di nuova nomina e promozione – e invece si muove come se fosse bellamente in ferie. Idem le interazioni tra e con gli altri ex compagni di liceo, che diventano sempre più private e informali, quasi possano sfuggire alla trafila procedurale e burocratica tipica di ambienti come quello della giustizia e delle forze dell’ordine. Il focus ha fatto un po' perdere il quadro d'insieme, insomma.

Detto questo, decisamente consigliato agli appassionati del genere, si rivelerà molto probabilmente un’ottima visione. Sconsigliato agli amanti del romance e suggerito – ma con le dovute avvertenze – a chi è alla ricerca di una vicenda ben fatta, già che risulta sicuramente soddisfacente ma occorre essere disposti a spremersi un po’ le meningi rispetto alle mere storielle da intrattenimento.

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Completed
Kahogona Wakadanna-sama no Amayakashi Kon
1 people found this review helpful
by Lynnea
4 days ago
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 3.0
Acting/Cast 4.0
Music 3.0
Rewatch Value 2.0

Un lavoro scadente, su tutta la linea.

Pessimo drama. In tutto.
Pessima la storia, senza capo nè coda. Pessima la sceneggiatura, a scatti e ridicola. Pessima la recitazione, dove si vedeva lontano un chilometro che facevano finta. Pessime persino le luci, il cui impiego è così maldestro da farsi notare e saltare all'occhio mentre si segue una conversazione (penso non mi sia mai capitato di distogliere l'attenzione da ciò che i protagonisti stavano dicendo per pensare a quanto fosse scadente e sbagliata l'illuminazione). Sembra più che altro un lavoro amatoriale, riuscito pure male.
Per poco sia il tempo che richiede, non ne vale comunque davvero la pena.

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Completed
Moon River
1 people found this review helpful
by Lynnea
8 days ago
14 of 14 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 7.5
Music 5.0
Rewatch Value 4.5

Quando la noia fa da padrona... Romance storico-fantasy tra uno sbadiglio e l'altro

Noioso.
Tra tutti gli aggettivi che mi passano per la mente pensando a questo drama, il termine "noioso" è indubbiamente quello che si ripropone più spesso.
Noioso perchè dopo i primi episodi la curiosità si esaurisce definitivamente.
Ancor più noioso, se penso che ripropone una serie di meccanismi all'infinito e dinamiche ripetute
Ulteriormente noioso per via dello scambio di corpi tra i protagonisti: non l'ho trovato divertente, piuttosto un diversivo fastidioso - a tratti ridicolo - e del quale avrei fatto volentieri meno.
Definitivamente noioso, persino nel finale: solitamente si spera sempre in qualche scena extra, qualche minuto in più per godersi il tanto sospirato epilogo. Qui no, qui guardavo il tempo rimanente auspicando la comparsa dei titoli di coda che avrebbero chiuso definitivamente il supplizio.

Tutto da gettare alle ortiche?
Onestamente no. Qualcosa - non molto - si salva.
Di certo non la caratterizzazione dei personaggi principali, dove l'immancabile amnesia trasforma la nostra principessa in una facchina che si atteggia a dura, stravolgendone completamente la natura - ricordi o non ricordi poco conta - e andando decisamente OOC. Non è andata molto meglio a lui, che salta da scene serie e credibili a siparietti buffi con esclamazioni strozzate varie, per non parlare degli innumerevoli pianti da vitello (va bene un po di pathos, ma non allaghiamo il set, per favore).
Sicuramente a fare centro non è stato nemmeno il pairing secondario, che personalmente mi ha suscitato solo una perenne insofferenza.
In termini di OST, niente che si sia fatto notare.
A salvarsi è l'attore protagonista, Kang Tae Oh, che sebbene in certe scene sia risultato davvero eccessivo (la colpa credo più del copione che sua), nei momenti più drammatici - no, non il pianto disperato - ha saputo offrire una recitazione convincente. In qualche raro momento ho avuto modo di apprezzare anche alcuni sguardi e posture particolari, di un'elegante compostezza capace di richiamare in qualche modo alla memoria il sublime Lee Jang Hyun di Namgoong Min in "Lovers".
E, sicuramente, si salva alla grande il cattivo di turno, Jin Goo, sicuramente il personaggio meglio riuscito di tutto il drama. Una prova notevole per , che negli ultimi anni ho piacevolmente ritrovato in ruoli ambigui, fatti di chiaroscuri interessanti (in questo caso più scuro che chiaro). Un “Villain” di quelli credibili e ben caratterizzati, che non esistono giusto per contrapporsi all’eroe di turno ma sono il risultato di un percorso tutto loro.

Tirando le somme la definirei una visione accessoria e tranquillamente evitabile, un kdrama che è un investimento – anche e soprattutto di tempo – praticamente a fondo perduto.

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Completed
Trapped in Osaka
1 people found this review helpful
by Lynnea
10 days ago
4 of 4 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Short drama BL eccessivamente breve e un po' troppo ambizioso, ben riuscito ma non eccellente

Short drama BL interessante ma non eccellente. Con una durata così breve - è praticamente ridotta all'osso, quattro puntate di una decina di minuti l'una - riuscire a raccontare una storia che porti in sè un significato importante è davvero un'impresa ardua. In questo caso direi che l'obiettivo è riuscito solo in parte, il che comporta comunque un merito perchè come dicevo non è cosa facile.

ASPETTI POSITIVI:
- L'ambientazione: il Giappone sembra una scelta totalmente casuale, ma così non è. Le scene si svolgo quasi interamente al chiuso, nell'appartamento (con l 'eccezione della spiaggia e di quando escono a comprare l'acqua), per cui in teoria un Paese valeva l'altro. Invece la scelta dell'estero permette di sottolineare ulteriormente il senso di solitudine e di abbandono, uno stato di sofferente infelicità che li porterà a convergere l'uno verso l'altro.
- Gli attori protagonisti: poco conosciuti e senza grandi prove alle spalle, ma devo dire molto bravi, soprattutto Qin Jia Lin. Hanno fatto un buon lavoro a livello di espressività e hanno saputo catturare il senso di ogni momento e a trasmetterlo allo spettatore, alternando sguardi ironici, sorrisi divertiti, smorfie di disappunto, atteggiamenti di menefreghismo e provocatori, espressioni di dolore pur mascherato ma sincero.
- Bello il significato dietro alla sequenza delle scene. Un giovane disilluso, senza più ragione di vivere, che incontra uno strozzino che tutto sembra fuorché quello e dall'improbabile confronto, oltre al tempo trascorso insieme - per quanto breve - nasce un tenue raggio di luce che si fa lentamente strada in un mondo che sembrava ormai destinato alle tenebre. Processo comunque difficile, perchè per avere anche solo un bagliore di futuro occorre prima passare attraverso l'accettazione, passaggio tanto doloroso da spingere inizialmente Chen Xi a rifiutarlo e rifuggirlo, crogiolandosi nell'attesa di una morte risolutiva a tutte le sue sofferenze. Solo grazie alla presenza di Hao Yu troverà la forza per affrontare quella fase così dura ma così necessaria, e passare finalmente oltre.

ASPETTI NEGATIVI:
- La durata: esistono short drama ben più lunghi di 40 minuti complessivi. In questo senso si è puntato forse un po' troppo in alto: serve una regia, una sceneggiatura, una scenografia e un cast d'eccellenza per un progetto così ambizioso. Va da sè che se molte scene sono singolarmente ben fatte, nell'insieme qualche intoppo alla fluidità del racconto c'è, ed è anche piuttosto evidente. Tutto troppo precipitoso, in certi momenti al limite del surreale.
- La caratterizzazione di Hao Yu: bene la figura di uno strozzino che tale non è, ma si è un po' calcata la mano e finiti per esagerare, passando da lui che minaccia e urina provocatoriamente nel salotto ma che rivediamo, il giorno successivo, tutto buoni consigli e cuore aperto, con tanto di maglioncino bianco di lana e collanina di perle al collo. Va bene mostrare due spaccati diversi - ciò che sembra e ciò che è - ma tanti accenti non erano davvero necessari a sottolineare ciò che, se fatto bene, sarebbe già stato tranquillamente ovvio.
-Il finale: capisco che la trama non punti a raccontare una storia vera e propria ma a portare in scena un messaggio, ma si scade un po' nel banale e nella faciloneria.

Tirando le somme, per i 40 minuti che richiede è in ogni caso una visione che mi sento di consigliare. Particolare, di cui si comprende il senso, ma al cui risultato manca probabilmente qualcosa.

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Completed
Usokon
1 people found this review helpful
by Lynnea
25 days ago
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.5
Rewatch Value 4.5

Banale, poco riuscita e non necessaria riproposta di un clichè visto e rivisto

Storiella veloce e senza troppe pretese - che, se fatta bene, può però funzionare - sul classico cliché del finto matrimonio. Purtroppo la trama è palesemente non realistica, troppo forzata e sconclusionata: lei che non capisce ciò che anche un bambino di cinque anni capirebbe, lui che - ma chi ci crede? - non la vede da una vita ma è da sempre innamorato perso di lei. I pochi episodi scorrono rapidamente tra i banali e maldestri tentativi di lui di dichiararsi e l'imprevisto di turno che interrompe la scena, con la protagonista perennemente ignara di tutto.
Debole anche lo sforzo sulla caratterizzazione dei due: lui poco credibile, interpretato da un attore già incontrato in altri drama e difficilmente apprezzato; lei tutta bugie "gentili" che sanno di ridicolo e una frangia appiattita spalmata sugli occhi.
Mi aspettavo sinceramente poco da questo drama, ma comunque qualcosa di complessivamente piacevole... E invece è stato un po' come mandare giù una medicina dal sapore poco gradito.
Non l'ho droppato solo per via della sua scarsa durata. Della stessa tipologia - breve, giapponese e sul tema del matrimonio di convenienza - opterei piuttosto allora per "In-House Marriage Honey", decisamente di un altro livello.

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Completed
Love Game in Eastern Fantasy
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 30, 2025
32 of 32 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

La solita solfa: premesse buone, avvio interessante, vari difetti e tipico calo nella seconda parte

C-drama appartenente al genere wuxia che non riesce a distinguersi dalla massa ma chi si confonde con le molte altre serie simili, tutte accomunate da una valutazione complessivamente buona ma non oltre, risultato di una media tra una prima parte generalmente sempre migliore della metà successiva.

PRO
- L'attore protagonista, interessante sia a livello estetico sia rispetto all'espressività. Convince nell'atteggiamento distaccato della prima parte, senza tatto e a tratti un po' scontroso, convince anche nei primi momenti a difese abbassate, imbarazzato per situazioni alle quali no è evidentemente avvezzo. Convince un po' meno nei momenti accorati , dove risulta essere lui un po' imbarazzante.
- Il gruppetto dei "Quattro maestri del bambù" che viaggiano assieme consente di vedere non solo momenti dedicati alla coppia principale ma promuove interazioni più diversificate che caratterizzano le varie relazioni tra i membri. Il piccolo demone-germoglio di bambù è stata una scelta intelligente, capace nel suo piccolo di interrompere quella che altrimenti sarebbe potuta essere una monotonia a livello di scene.
- Il pairing secondario che, pur non essendo nulla di spettacolare, ha molto da insegnare alla coppia principale.
- L'idea di trascinare la protagonista dal mondo reale a una sorta di gioco in un mondo fantasy virtuale, con missioni da compiere e un aggiornamento periodico della percentuale di interesse che riesce a promuovere nell'ML. In certi passaggi il meccanismo è un po' troppo sottolineato, forse, ma complessivamente è un elemento sicuramente originale.
- La caratterizzazione del ML: piace la sua storia, la sua natura di mezzo demone, il cambio di aspetto, e il senso che viene reso noto verso la fine e che permette di ricollegare un po' tutto quanto.


CONTRO:
- Esther Yu continua ad riconfermarsi un'attrice che proprio non riesco ad apprezzare e che ripropone personaggi tutti uguali tra loro, dove le protagoniste femminili sono caratterizzate da tratti infantili e petulanti, più adatti all'immagine di una bambina che associabili a una figura adulta. Il doppiaggio, in aggiunta, non aiuta di certo.
- la storia/background: la vicenda fa da sfondo al romance e in generale al focus sui quattro personaggi principali. Da non aspettarsi una trama avvincente e ben strutturata, che abbia un senso di per sè, ma al contrario una serie di passaggi causa/effetto non sempre collegati tra loro e coerenti in termini di logica. Farsi apprezzare per la trama, insomma, non era tra gli obiettivi della serie.
- il romance: già che la storia sembra essere al suo servizio, c'è da dire che la coppia principale delude un po' in quanto a chimica e sviluppo della love story. Tante, tantissime le scene dedicate alle interazioni tra i due - nella prima parte anche interessanti - ma di fatto i momenti romantici saranno pochissimi e i baci nemmeno pervenuti, aspetto che penalizza soprattutto la seconda parte e che è un po' inaccettabile in quello che è un drama prevalentemente romantico. Rinunciamo a una trama vera e propria a favore di un romance - ok - ma se poi si deve rinunciare anche al romance, cosa resta?
- il finale: come sempre accade nei cDrama che si basano su viaggi nel tempo o in altri mondi, la conclusione è sempre una scena striminzita e palesemente vaga, una conclusione "aperta" dove in maniera non esplicita lo spettatore può decidere di vederci l'happy ending che, di fatto, non viene mostrato. In questo caso, si è stati anche più parsimoniosi del solito, non degnando il ML nemmeno di un'inquadratura finale.

Tirando le somme, questo drama - che ho visto solo perchè tra i consigliati in relazione a "When destiny brings the demon" (e, mi si perdoni, ma il paragone proprio non regge) - non è complessivamente inguardabile ma un mezzo buco nell'acqua, quello sì. Non l'ho droppato, sono arrivata alla fine anche se a fatica (la seconda parte mi ha messa un po' alla prova, va detto), e andrà a finire nel dimenticatoio insieme a tante altre serie simili, che non sono certo capolavori ma che nemmeno ricordo in modo particolarmente negativo o che considero totali perdite di tempo. Un triste anonimato, insomma.

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Completed
The Princess and the Werewolf
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 25, 2025
30 of 30 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 4.0

Un'ambientazione fiabesca per una storia scarna e prolissa che viene presto a noia

"La principessa e il lupo mannaro" è un cDrama fantasy storico per certi versi un po' inusuale, in quanto pur richiamando la classica ambientazione tipica dei drama cinesi del genere wuxia/xianxia sembra voler ispirarsi - almeno parzialmente - alla favola di origine europea "La Bella e la Bestia". Ne deriva quindi una marcata atmosfera fiabesca, tant'è che gli abitanti del Regno delle Belve hanno tratti e caratteristiche che si rifanno a specifici animali. Complessivamente l'idea è quindi un po' particolare, ma di certo non manca di originalità.
Detto questo, la realizzazione della storia nel concreto presenta diversi aspetti che non hanno :
- la protagonista femminile proviene da un regno di una dimensione pseudoparallela sempre con ambientazione storica, eppure si comporta e si atteggia con delle modalità che sarebbero comprensibili solo se avesse fatto un viaggio nel tempo e provenisse dal mondo moderno.
- Costumi, trucco e parrucco discutibili, a volte perché fuori luogo e stridenti con il contesto, in altri casi perché poco credibili e palesemente posticci. In questo senso l'attenzione ai dettagli è stata davvero scarsa, portando a forzature ridicole se non addirittura imbarazzanti, quali ad esempio dover prendere per buono il fatto che la principessa non si renda conto che Kui Mu Lang e Li Xiong sono palesemente la stessa persona.
- il fraintendimento infinito: giusto e ovvio che nella parte iniziale ci si voglia giocare la carta di lei che non riconosce lui, aspetto scontato ma comunque comprensibile. Ciò che invece proprio non ci sta è il trascinarsi della situazione così a lungo, già che dopo i primi cinque o sei episodi il meccanismo viene inevitabilmente a noia.
- l'evoluzione dei personaggi principali è carente, così come lo spessore della vicenda: abbiamo dei protagonisti, abbiamo un contesto, ma lo sviluppo delle singole parti e dell'insieme pare davvero un po' alla deriva.
- ambientazione fantasy/fiabesca fin che si vuole, ma ciò non significa rinunciare necessariamente a un approccio serio/realistico: qui invece sono evidenti le forzature su personaggi e scene, troppo teatrali ed eccessivamente enfatizzate.

Per quanto riguarda il cast, buona ma di certo non eccellente la prova dei due protagonisti (non sono una grande fan di Chen Zhe Yuan, gli riconosco un livello di recitazione medio, curato ma poco espressivo... Trovo gli elogi sperticati nei suoi confronti sempre un po' troppo sovrastimati). L'attrice protagonista bravina, ma non particolarmente convincente, soprattutto nelle scene strappalacrime, dove più che altro imbarazzava un po'. Il romance c'è ma non è nulla di coinvolgente, figuriamoci travolgente. Mi sono però piaciuti alcuni personaggi secondari, in particolar modo Hong Xiu e Liu Jun, impegnati in un pairing secondario di tutto rispetto.

A visione conclusa, oltre alla noia e all'impressione che gli sviluppi scarni dei personaggi e della vicenda abbiano tratteggiato una storia complessivamente confusa e superficiale, rimane davvero poco altro sul piatto. Di sicuro non un rewatch.

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Completed
Blossom
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 21, 2025
34 of 34 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

Una fioritura... Tardiva e stentata

Il vero problema, qui, è che il primo episodio è troppo bello. Si arriva alla fine caricati a mille in quanto aspettative: trama con intrighi non originali ma che sono comunque buone basi per una valida vicenda, due protagonisti interessanti ed esteticamente affascinanti - la chioma argentata di lui che lo mette in netto contrasto con qualsiasi altra figura presente - il tutto racchiuso in una cornice la cui atmosfera, grazie anche ad un sapiente contributo di luci, colori e fotografia, sa a dir poco rapire lo sguardo curioso dello spettatore. L'immediato riavvolgersi del nastro temporale carica l'avvenire di ulteriore mistero: la storia si ripeterà o il destino potrà essere cambiato? E' quindi con grande trepidazione che si affrontano gli episodi successivi.
Ahimè, la storia tra i due protagonisti e la storia d'intrigo/azione che è la vicenda generale tendono a separarsi fin da subito, come ci fosse l'incapacità di portarle avanti contemporaneamente in maniera uniforme e ben amalgamata. Ed ecco quindi che la prima metà del drama punta a mostrare tutti i conflitti, le alleanze, i giochi di potere e le strategie che caratterizzano lo scenario - dove un po' mi sono persa perchè svariati personaggi maschili che rappresentano la generazione più anziana si assomigliano esteticamente un po' tutti - mentre il romance, al pari di una fioritura tardiva, fatica a decollare. In questo senso si percepisce proprio una spiacevole sensazione di indecisione: nelle scene dedicate ai due protagonisti si insinua sempre la speranza di vedere - finalmente - una piccola evoluzione, un piccolo passo in avanti... Che puntualmente delude un po'. L'unica cosa che fiorisce, nella prima metà del drama, è la magnolia in cortile (perchè la sigla iniziale richiami costantemente il glicine e, di conseguenza, le tinte violette, rimarrà per me un mistero). Arrivati a metà serie di colpo ci si ricorda che - caspita! - il romance è fermo ancora ai blocchi di partenza: ecco quindi che la storia vira bruscamente su un cambio di rotta che sposta la vicenda in secondo piano e si focalizza sul pairing principale. Uno squilibrio che si percepisce e che non fa piacere, soprattutto perchè l'attenzione verso la coppia sa quasi di forzato (facciamo ammenda, già che l'abbiamo persa per strada). Se però vado a considerare il tema romantico di per sè, non mi ha comunque fatto impazzire, e qui la responsabilità non è più solo della sceneggiatura ma grava anche sulle spalle degli attori principali: belli, con personaggi dalla caratterizzazione interessante da interpretare... Ma tremendamente lontani, un po' come guardare un bel paesaggio col binocolo. La recitazione è buona, l'espressività molto meno, la sintonia tra i due ulteriormente limitata. Il nostro bel generale, in particolare, risulta troppo ingessato (composto va bene, ingessato no). Capisco - e condivido - il tentativo di preservare l'autorevolezza della figura e bene che non si dia alle grasse risate e - fortunatamente - nemmeno alle frasi melense, ma c'è tutto un vasto mondo nella comunicazione non verbale e para verbale che meritava di essere esplorato, e del quale invece è pervenuto poco o niente. L'attrice femminile se la cava un filo meglio, ma anche lì è evidente la fatica.
Finirlo è quasi d'obbligo, il salto temporale sembra aver aperto un cerchio che - a maggior ragione - ci si sente in dovere di chiudere. A un certo punto volevo solo vedere la parola fine e basta, cosa che è avvenuta con una chiusura abbastanza insipida ma che, viste le premesse, non poteva pretendere di più o risollevare il tenore di una serie abbassatosi già dopo i primi episodi. Spiace perchè tanti elementi ci sono e sono buoni ma, tra chi doveva essere coinvolgente e non lo è stato e chi dietro la macchina da ripresa doveva tirare i giusti fili e ha tirato quelli sbagliati, il risultato è un po' quello che è. Da vedere quando non si è a caccia del drama da aggiungere alla lista dei preferiti.

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Dropped 24/24
Stealing Heart
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 17, 2025
24 of 24 episodes seen
Dropped 0
Overall 2.0
Story 2.0
Acting/Cast 4.0
Music 4.0
Rewatch Value 1.0

Drama scadente, appartenente a quella categoria di bassa qualità da saltare a piedi pari...

Solitamente mi tengo ben alla larga da questo genere di drama, un sottogruppo che definire di categoria C significa essere davvero generosi. Più diffuse di quanto purtroppo dovrebbero essere, questo tipo di serie si mescolano a volte a quelle che normalmente meritano, per cui può capitare di incapparci per sbaglio. In passato mi succedeva piuttosto spesso, col tempo ho sviluppato forse la capacità di riconoscerli in tempo e girare saggiamente al largo.
In questi casi c'è davvero poco o niente da recensire, non c'è qualcosa che è andato storto o dei difetti da sottolineare: a monte manca proprio la possibilità di ottenere un risultato decente. La qualità, su tutti i fronti, è a dir poco scadente.
Eppure di drama così in giro ce ne sono, e anche molti: che seguito possano avere resta per me un vero mistero. Sono accozzaglie insensate di momenti scollegati, mal gestiti, senza coerenza e totalmente privi di logica... Sceneggiature amatoriali di chi per assurdo pretende di essere un professionista del settore ma che si risolvono puntualmente in situazioni morbose, protagonisti dalle camicie puntualmente sbottonate, discorsi insensati e bruschi tagli tra una scena e l'altra, quasi peggio di una sequenza di spot pubblicitari.
La cosa che più mi spiace è che molte di queste serie - perlopiù romance - sono ambientate nell'era repubblicana cinese, periodo storico che trovo sempre interessante ma presente in pochissimi drama - di quelli degni di essere chiamati tali - quale ad esempio "Fall in love" (2021).
Detto questo, la ciofeca per l'anno in corso l'ho vista (metto la spunta virutale).

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Completed
Legend of Awakening
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 15, 2025
48 of 48 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 5.5
Acting/Cast 8.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Le leggenda di un risveglio... Che fa un po' addormentare.

Ultimo drama di Chen Fei Yu che mi mancava da vedere, con tanto di approccio titubante per via delle molte recensioni non particolarmente entusiaste e alle quali - a visione conclusa - non posso che accodarmi.
Classico fantasy dove spopolano le arti marziali e dove giovani discepoli puntano a sviluppare e acquisire gli enormi poteri dati dalle auree, ciascuna delle quali conferisce impressionanti capacità in un campo specifico (forza, manipolazione della mente, percezione del suono, ecc.). I grandi maestri riescono con fatica a padroneggiare fino a cinque auree e che qualcuno nasca con il talento per padroneggiarle tutte e sei è cosa più unica che rara, una figura alla quale viene dato il nome di "risvegliato". Ovviamente il protagonista sarà un risvegliato, un giovane con un passato doloroso alle spalle e le cui origini - sconosciute anche a lui stesso - resteranno avvolte per buona parte del drama nel mistero. L'altro elemento chiave della storia è una setta particolarmente feroce e sanguinaria che punta a distruggere tutti gli altri gruppi annientandoli a uno a uno con efferata violenza.
Lu Ping - il protagonista - viene presentato come un giovane scampato a un passato di torture insieme alla "sorella" minore non consanguinea: i due trovano rifugio in un'altra setta, diventando discepoli di un maestro decisamente bislacco. Lu Ping farà di tutto per spacciarsi per uno scansafatiche e nascondere così i suoi reali poteri, comunque bloccati da un sigillo impostogli da piccolo che - nonostante gli sforzi - non riuscirà a rimuovere. Le dinamiche inizieranno a farsi più complesse e il solitario Lu Ping stringerà amicizia con altri giovani - il primo discepolo della propria setta e un giovane aspirante assassino. Le vicende dell'improbabile quartetto - che conta anche la sorella Su Tang - coinvolgeranno anche il maestro Guo You Dao e una sua vecchia conoscenza, Chu Min, oltre a intrecciarsi con le dinamiche di alcuni personaggi di corte, in particolar modo la giovane e abile Qin Sang e la sua serva, Ling Zi Yan.
L'idea tutto sommato c'è, le capacità per costruirci sopra un drama di quasi cinquanta episodi direi proprio di no. La sceneggiatura è davvero troppo debole, prolissa in molti punti. Manca l'equilibrio tra i vari elementi, manca la capacità di sviluppare le varie tematiche in modo che risultino interessanti e coerenti, avvincenti e stimolanti. Sembra invece di annaspare nelle sabbie mobili - le stesse in cui Mo Lin cerca di far finire Lu Ping in uno dei primi episodi - con la differenza che il drama, al contrario del nostro protagonista - vi rimane invischiato per tutta la durata della serie.
Il fatto di poter padroneggiare una o addirittura più auree entra spesso in conflitto con la coerenza della vicenda: in possesso di tali abilità molte situazioni potrebbero essere risolte in un battibaleno, e svariati problemi od ostacoli non delinearsi in quanto tali. Invece c'è una sorta di dilungarsi continuo, dove la soluzione sembra sempre lì a portata di mano ma verso la quale i personaggi non sembrano voler puntare, limitandosi a girare in tondo. C'è proprio tanta inesperienza (o incompetenza) dietro a questa sceneggiatura, che promuove tra l'altro dei passaggi troppo bruschi tra i momenti più seri e quelli di maggiore leggerezza (non di rado capita che sul finire di un'intensa scena di scontro/combattimento, dove ci sono in gioco non solo le vite dei presenti e ma il futuro di intere popolazioni, ecco che - con il cattivo di turno messo in ginocchio e ormai alle strette - il clima si rassereni di colpo dando spazio a battute e commenti sciocchi vari tra i membri del quartetto. Fuori luogo, fuori momento, poco credibile.
Paradossalmente, nonostante la trama sia per molti versi discutibile, ci sono tanti personaggi che mi hanno colpita positivamente. Il maestro che si spaccia per un pigro ubriacone avido nasconde in realtà un animo saggio, che in realtà si intuisce quasi fin da subito, ma che agli occhi degli altri riesce a mascherare abbastanza bene grazie a un'atteggiamento a dir poco stravagante ed eccentrico, le cui modalità mi hanno ricordato molto il Jack Sparrow di Johnny Depp nella saga dei Pirati dei Caraibi. Sono quelle figure complesse capaci di dare tono e ritmo a una storia altrimenti fiacca e piatta. Sulla stessa scia anche Mo Lin, che al contrario nasconde ben poca saggezza ma che con il suo atteggiamento inusuale e sopra le righe aggiunge simpatica freschezza a molte scene. Su Tang, la sorella putativa di Lu Ping, è un'altra figura che riesce a trovare una sua precisa dimensione e caratterizzazione. Interessante anche il fratello del maestro, che entra in scena più avanti, così come Chu Min, personaggio la cui storia pregressa viene svelata man mano.
Bene anche la protagonista, ma non oltre: non so se per livello di recitazione o limiti legati alla caratterizzazione del personaggio, la sua figura non mi è sembrata sfruttata al meglio. Rispetto al pairing principale il personaggio meglio riuscito è sicuramente Lu Ping, del resto figura predominante e centrale della vicenda generale. Per Chen Fei Yu ci troviamo a due anni dalla sua prova in "Evernight" e, contemporaneamente, due anni prima del suo successo in "Lighter & Princess". La prova in questo drama ricorda molto la precedente, ancora parzialmente acerba, oltre al fatto che il ruolo richiama molto quello di Evernight (anche lì un fantasy storico, anche lì giovane solitario inizialmente solo contro il mondo ad eccezione di una sorellina non consanguinea, e che nel corso della vicenda acquisirà non solo potere ma intreccerà anche relazioni di amicizia/fratellanza. Si ricala quindi in un ruolo già testato, portando a casa un buon risultato.
Proprio il tema dell'amicizia/fratellanza è tra i tratti che più ho apprezzato di questa serie: tra Lu Ping, Mo Lin e Xi Fan parlerei quasi di bromance. Un legame che nasce da zero, lentamente, sostituendosi all'iniziale diffidenza e diventano via via un supporto reciproco fondamentale, anche dal punto di vista affettivo.

Se sul fronte di buoni abbiamo figure valide e interessanti, magari non sempre integerrime, capaci di sbagliare ma poi anche di fare ammenda, la schiera dei cattivi lascia un po' a desiderare. Si sente la mancanza di quel cattivo veramente cattivo, che è tale punto e basta senza mille giustificazioni sul perchè sia diventato quello che è.

Rispetto all'arco narrativo, se i primi trenta episodi sembrano già un po' troppi e allungati, gli ultimi dieci o quindici mettono duramente alla prova la forza di volontà dello spettatore, nonostante il romance - se così possiamo chiamarlo - riesca a ritagliarsi qualche scena dedicata. Proprio sul fronte della love story, c'è da dire che si è volato molto basso. Pochi baci - molto statici - e una parsimonia in generale di momenti romantici. Non c'è quella love story che fa battere il cuore e che ti viene voglia di andare a riguardare, in poche parole.

INIZIO SPOILER!!!
Arrivati con estrema fatica - ed estrema lentezza e noia - agli ultimi episodi, ecco l'ennesima delusione: delle tre coppie - la principale e due secondarie - una non è destinata al lieto fine. Spiacevolezza vuole che sia proprio il pairing principale, con una dipartita di lei che avviene nel penultimo episodio. Un addio non previsto, non strettamente necessario e gestito in modo piuttosto sbrigativo. Tanto per mettere la ciliegina sulla torta delle pecche, insomma.
FINE SPOILER!!!

Detto questo... Lo consiglierei? Probabilmente no. Facile che risulti una mezza delusione anche per i fan dei fantasy xianxia/wuxia, dei fan dei cDrama in generale, dei fan di Chen Fei Yu, dei fan di tutte e tre le cose messe insieme. Sufficienza strappata giusto per alcuni spunti validi e una buona caratterizzazione dei personaggi.

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Completed
Ever Night
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 6, 2025
60 of 60 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Fantasy epico inusuale e interessante... Ma anche impegnativo e imperfetto.

Drama inusuale, un fantasy epico ambientato in un mondo antico tra coltivazione, profezie e arti marziali, che affascina per certi versi ma che lascia abbastanza perplessi per altri.
Il ritmo risente certamente dell’estrema durata – 60 episodi a mio avviso sono davvero troppi, anche per la serie migliore del mondo, che non è sicuramente questa – per cui si alternano parti più interessanti e altre che risultano quasi superflue, dove la noia è inevitabilmente in agguato.
Le scene di combattimento sono davvero accattivanti e di grande effetto, soprattutto nella prima parte e nel finale. Scenografia e CGI molto curate, da questo punto di vista è stato fatto sicuramente un buon lavoro. Una menzione d’onore alla fotografia, davvero spettacolare.
La trama non è originalissima ma sufficientemente articolata e interessante, sebbene non manchino delle falle in termini di nessi logici. Ad arricchire le vicende ci sono scontri tra sette potenti, abili guerrieri, coltivatori, e profezie sinistre che presagiscono un futuro di buio e di totale caos. I personaggi sono davvero molti, ho apprezzato in particolar modo i “fratelli/sorelle” ma trovato abbastanza sotto tono i cattivi, tratteggiati in modo sbiadito e per nulla soddisfacente .
Passando ai protagonisti, Ning Que è un antieroe credibile, caratterizzato da una serie di difetti che lo rendono molto più realistico del classico protagonista da manuale, forte, bello, valoroso e senza alcuna sbavatura.
Lui no, lui è un sopravvissuto, con tutto il carico che un passato come il suo comporta. I suoi valori e i suoi metodi sono quelli di chi ha dovuto lottare costantemente per non soccombere. Scaltro e spavaldo, a tratti manipolatore, decisamente sfacciato, poco avvezzo al tatto, tenace e feroce – soprattutto se si pensa ai primi episodi - e diffidente nei confronti di tutti fatta eccezione di Sang Sang.
Sang Sang è una giovane ragazza abituata a rimboccarsi le maniche, cresciuta praticamente in simbiosi con il suo “Shao-Ye”: il loro è un prendersi cura a vicenda, ciascuno dei due mettendo a frutto le proprie capacità. In Sang Sang è evidente un affidarsi completamente a Ning Que, con una fiducia cieca.
E’ un pairing piuttosto particolare e di difficile definizione: il legame stretto che condividono fin dall’infanzia, un rapporto esclusivo che li ha visti affrontare fianco a fianco tutto il percorso di crescita e tutte le difficoltà incontrate nella vita viene affrontato da diverse angolazioni nel corso del drama. Andando oltre la scontata apparenza del rapporto serva-padrone, si evince un legame molto più profondo. Salvata quando era ancora in fasce da Ning Que quand'egli stesso era solo un bambino, viene di fatto cresciuta da lui al pari di una figlia di cui, nonostante la giovanissima età, si fa praticamente carico. Col passare degli anni il supporto diventa via via reciproco, il vivere assieme e la confidenza che caratterizza il loro rapporto ricorda molto il legame tra due fratelli, con lui che lotta per la sopravvivenza di entrambi e lei che si prende cura di lui. Solo ben dopo la metà della serie si affronterà il loro rapporto in termini di coppia, aspetto che non verrà mai promosso da un vero e proprio sentimento passionale o romantico ma più determinato da un profondo e platonico senso di appartenenza reciproca. Anche la semplice ma volutamente palese differenza di statura sembra entrare in contrasto con l’idea dei due come coppia.
Non c’è quindi il classico romance che caratterizza molti drama di questo genere e questo può essere al contempo una delusione e un valore aggiunto. Ning Que manifesterà inoltre un interesse anche nei confronti di altre figure femminili, prime fra tutte la Maniaca dei Libri. L’infatuazione nei suoi confronti lo porrà di fronte ad un arduo dilemma, e se da una parte promuoverà in lui la consapevolezza dell’appartenenza profonda e indissolubile che da sempre lo lega a Sang Sang – e che sempre lo legherà – già che il pensiero di separarsi da lei non era mai stato preso nemmeno in considerazione e quando si presenta la possibilità che accada scopre di non poterlo sopportare, dall’altra la decisione di scegliere in modo definitivo Sang Sang non è propriamente un momento di gioia, ma piuttosto una decisione dolceamara, che comporta anche il rimpianto di dover lasciar andare una donna – la Maniaca dei Libri – che gli piace indubbiamente molto. Per chi ama le storie d’amore, non è certo un risvolto che si riesce ad apprezzare più di tanto, anzi, lascia un po’ l’amaro in bocca, per quanto sia per assurdo forse più realistico delle innumerevoli love story dove il lui di turno ha occhi solo per lei (e viceversa) in un mondo perennemente tinteggiato di rosa.
In questo senso sono stata molto combattuta: per certi versi ho apprezzato l’originalità della situazione e il suo essere appunto molto realistica, ma a conti fatti le emozioni e le storie che si cercano in un drama spesso hanno lo scopo di permettere un momentaneo distacco dalla realtà e qualche sogno ad occhi aperti, quindi in questo senso è stato piuttosto deludente.
Una nota stonata è stato l’atteggiamento spesso un po’ troppo rude di Ning Que nei confronti di Sang Sang, che – per carità – capisco celi in realtà un profondo affetto, ma a tratti sembra davvero un po’ bistrattarla alla stregua della serva che in molti credono che lei sia.

Parlando del cast, buona la prova recitativa, ma nulla di eccellente. Non conoscevo Ireine Song, l’ho trovata abbastanza brava anche se forse non ha saputo sfruttare completamente il potenziale legato al suo personaggio. A vestire i panni di Niang Que un giovanissimo Chen Fei Yu, attualmente uno dei miei attori cinesi preferiti e sulle cui orme sono giunta a questo titolo. Esteticamente ancora segnato dalle fattezze tipiche adolescenziali, i cui lineamenti sono diventati poi negli anni più sottili ed eleganti, si contraddistingue per una recitazione interessante ma ancora molto acerba e imperfetta. Un talento all’epoca ancora da raffinare, con una buona base espressiva dove manca però in termini di esperienza e di controllo, soprattutto per quanto riguarda la mimica facciale, ben lontana dall’eleganza che – al di là dei ruoli interpretati – ha acquisito col tempo e dato prova negli ultimi drama. Resta comunque una valutazione positiva se si considera che è il suo primo ruolo da protagonista di un drama della durata importante e che all’epoca era appena diciottenne.

Il finale cala il sipario dopo un passaggio forte e su una scena particolarmente intensa, che rimanda il prosieguo alla seconda stagione. Personalmente le ho buttato giusto un’occhiata veloce, la sostituzione dell’attore protagonista e un’altra sfilza interminabile di episodi hanno avuto effetto deterrente.

Complessivamente lo vedo come un progetto corposo e ambizioso, riuscito solo in parte, che regala comunque una valida e un po’ atipica saga eroica, dei bei personaggi e una buona e apprezzabile recitazione.

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