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  • Gender: Female
  • Location: The knee of the Boot
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  • Join Date: October 14, 2023
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Completed
My Love, Enlighten Me
2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 10, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

Intermezzo leggero e grazioso per un mood positivo...

Drama carino, piuttosto semplice e disimpegnato. La trama è scontata, anche banale, con tutti i cliché che si possono mettere in conto e dove gli ostacoli insormontabili non sono, a conti fatti, chissà che cosa. Le motivazioni dietro alcune scelte - anche importanti - sono decisamente discutibili, questo va sottolineato fin da subito.
La vicenda è al servizio del romance, la storia in sè viene praticamente costruita attorno ai protagonisti. C'è una superficiale tendenza a rompere e ricucire rapporti come se niente fosse, con tutti i risvolti che seguono e che sembrano davvero molto lontani dalla vita reale. Pur non essendo nulla di nuovo e nonostante qualitativamente sia semplicemente nella media, vanta comunque alcune scelte azzeccate. In primis la caratterizzazione della protagonista, dove piace l'idea di questa ragazza che pur vedendo il suo sogno infrangersi si rimbocca le maniche e riparte da zero, senza mollare nonostante i prevedibili momento di sconforto e sfiducia. Lui è un ragazzo interessante, di poco più giovane di lei (aspetto che caratterizza anche il pairing secondario), inizialmente poco espansivo e dotato di super memoria - sindrome nota come ipertimesia - che da una parte lo rende affascinante e intrigante ma che dall'altra prevede un costo non indifferente.
Le interazioni tra i due sono graziose, le scene romantiche non perfette ma apprezzabili (baci a stampo con occhi a palla bocciati, però), e mi è piaciuto molto il fatto che l'estetica non sia stata messa al primo posto: specialmente per quanto riguarda la protagonista, le due altre figure femminile che l'accompagnano - amica ed ex amica - sono indubbiamente più "belle", secondo i normali canoni, eppure lei resta la scelta più adatta per il ruolo da protagonista, per come è stato pensato. Un valore aggiunto che non capita di trovare molto spesso (i protagonisti solitamente sono in termini di bellezza in cima al resto del cast).
Pairing secondario avviato un po' in sordina, ma viene poi sviluppato in modo interessante, per cui spunta positiva anche per lui. Un po' fiacchi gli antagonisti/rivali in amore. Finale all'insegna della banalità con tutti a tavola.... non aggiungo altro per non spoilerare.
Tirando le somme, è un grazioso e piacevole intermezzo (non nel senso negativo del termine...a volte una visione leggera è quello che ci vuole, non si può vivere solo di drama profondi e impegnativi, nemmeno fossero tutti pietre miliari).

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Completed
Ms. Incognito
2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 10, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 1
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.0
Rewatch Value 4.5

Buono l'inizio... Ma soltanto quello. Drama complessivamente deludente nonostante il valido cast.

Di buono c'è solo l'inizio. I primi tre episodi sono validi, suscitano un certo interesse e promuovono un certo tipo di aspettative... Che verranno però presto disattese. L'idea alla base è molto chiara, la realizzazione molto meno. Tanta confusione, tanti errori e strafalcioni, molti controsensi, non poche ovvietà. Su questa scia l'entusiasmo iniziale presto inizia a venire meno, la serie va alla deriva, poi naufraga e infine si inabissa nella noia. Arrivare alla fine è stata una fatica, e certo non è la sensazione che uno spettatore ricerca.
Nei panni della protagonista troviamo una sempre molto brava Jeon Yeo Bin, attrice che dopo le performance in "Vincenzo" e "Our movie" si trova sulla cresta dell'onda, ma che qui finisce per essere imbrigliata in un personaggio inconsistente, legato a una sceneggiatura con pesanti problemi di coerenza e credibilità. L'idea dell'anonimato non ha funzionato affatto, al contrario tutto si è rivelato essere più che palese e scontato.
L'inizio, dicevo, è l'unica parte meritevole. Dal suo arrivo nella sperduta cittadine di Muchang l'intera storia sembra assumere tratti tragicomici, riempiendosi di stupidi fraintendimenti, situazioni assurde e del tutto irreali. I meccanismi causa-effetto che hanno portato avanti la storia fino al suo epilogo sono molto discutibili: manca il buonsenso, con il quale si risolverebbe tutto nel giro di un paio di episodi, invece si forza la trama verso scelte che non hanno la minima logica se non quella di andare verso la direzione prevista da un copione che, in termini di coerenza, lascia davvero a desiderare.
Rispetto al cast, comunque complessivamente buona la prova Jeon Yeo Bin. Moon Sung Geon, il vecchio presidente, performante nel ruolo interpretato e figura di rilievo nella prima parte, un'ottima prova per un bravo attore che da anni veste i panni del personaggio secondario in moltissimi drama di successo (Our movie, Connection, Vuoi sposare mio marito?, My dearest/Lovers e molti altri ancora). Ben riusciti anche i personaggi dell'amica svampita e dell'avvocato zelante, così come l'antagonista che riesce - come è giusto che sia - a farsi detestare e a risultare veramente antipatica, anche semplicemente nell'estetica. Per nulla riuscito invece Jeon Dong Min, che rimane un personaggio piatto e per nulla convincente (quella frangia perennemente infilata in mezzo agli occhi, poi, è stata una vera e propria tortura).
Tutta la vicenda centrale, che prevalentemente si svolge nella piccola cittadina, risulta prolissa e noiosa, buona parte degli abitanti tratteggiati in modo troppo esagerato, chi per un verso chi per l'altro, tanto da risultare fastidiosamente finti e fuori luogo.
Le emozioni tornano a farsi un po' vive nel finale, ma parliamo ormai degli ultimi episodi e non bastano certo a risollevare le sorti del drama, ormai arenato sul fondale.
Partita curiosa, inizialmente carica, ben presto tremendamente delusa, infine quasi pentita del tempo dedicatole. Meglio puntare ad altro...

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Completed
Love of the Divine Tree
2 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 28, 2025
40 of 40 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

La recitazione è valida ma la storia diventa presto preda della noia e delle occasioni mancate

Questa è una serie che costituisce un perfetto esempio - purtroppo - di quello che a mio avviso è il più frequente difetto di tantissimi C-drama fantasy (ivi compresi Xianxia, Wuxia, ecc.): il format standard di questi drama cinesi è davvero troppo importante, che siano 36 o 40 episodi e passa, nella maggior parte dei casi sono semplicemente troppi. Ciò si traduce in un inizio generalmente accattivante e interessante, che cala man mano per giungere - anche svariati episodi prima della fine della serie - a una totale e imperturbabile calma piatta, regno della noia assoluta. Davvero, se la lunghezza venisse mediamente ridotta a 16, massimo 24 episodi, probabilmente mi ritroverei a rivalutare molte serie per le quali, nel corso della visione, l'appeal è andato invece alla deriva.
"Love of the divine tree" parte decisamente bene, giocandosi un avvio breve ma ad effetto che, grazie a successivi flashback e flashforward, portano a rileggere le dinamiche iniziali con una chiave di lettura completamente diversa. Un meccanismo che funziona e che rema contro la prevedibilità.
Interessante anche il rapporto tra i due: parliamo di un romance tra maestro e discepolo ma, per non ingessare eccessivamente i ruoli, avremo prima lui discepolo di lei e successivamente la situazione esattamente capovolta, il che li porta complessivamente a una sorta di parità. L'inversione dei ruoli è sicuramente un punto a favore, raggiunto peraltro con linearità rispetto alla vicenda narrata.
Nella prima parte ho apprezzato molto il ML che, pur avendo i suoi trascorsi e le sue motivazioni, viene comunque caratterizzato da comportamenti che vanno corretti e in questo senso è apprezzabile la crescita personale che matura grazie agli insegnamenti della sua Maestra. Lei, al contrario, nelle vesti rosse della Maestra mescola la consapevolezza e la saggezza di lunga data a un approccio fin troppo spensierato (apparente o meno), con un sorrisetto semi-perenne che riesce a farla risultare a tratti anche antipatica. A Mu Qingge ho sicuramente preferito la sua reincarnazione, Xue Ranran. Bella l'idea dell'albero divino della reincarnazione, così come il filamento animato che l'accompagna durante la crescita e diventa un essere a lei estremamente caro. Il secondo arco narrativo parte bene, ma forse troppo presto: davanti a sè ci sono ancora innumerevoli episodi da riempire e i contenuti non riescono a mantenersi accattivanti, vuoi perchè ridondanti, vuoi perchè non ben sfruttati (tipo la questione delle sette celesti... Ci sono ma il loro ruolo è complessivamente poco incisivo).
Grosso scivolone, poi, sul finale, dove l'happy ending è sì gradito, ma proposto in modo esagerato e decontestualizzato, al punto da risultare ridicolo e assurdo. Le ultime scene non hanno davvero nulla a che fare con tutto il resto del drama.

In termini di recitazione molto buona la prova di entrambi, anche se il risultato ne esce penalizzato dai dilungamenti della sceneggiatura e dal tenore dei dialoghi, poco curati e strutturati.

Complessivamente è un drama mediamente buono, ma facile preda della noia, soprattutto nella seconda parte. Molte le occasioni mancate, per un motivo o per l'altro. Non è una visione che mi sento di sconsigliare ma - probabilmente - dopo averlo terminato finirà per confondersi con tanti altri titoli con i quali condivide le sopracitate e diffuse pecche. Niente di memorabile, per farla breve.

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Completed
The Yakuza Boss's Beloved
2 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 25, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 4.5
Story 4.0
Acting/Cast 6.0
Music 5.0
Rewatch Value 3.5
This review may contain spoilers

Poca cura e coerenza unite a molte banalità in un romance a tema Yakuza... Dove la Yakuza non c'è.

Serie onestamente deludente, costituita da otto episodi non particolarmente lunghi e che non risultano sufficienti a costruire una vicenda lineare e credibile. Soprattutto all'inizio, i passaggi che devono condurre alla convivenza dei due protagonisti si susseguono in rapida successione ma senza la giusta connessione tra l'uno e l'altro: ha più la struttura di un trailer diluito che di un episodio vero e proprio.
Il tema della Yakuza viene promesso dalla trama, ripetutamente citato nella serie, ma di fatto... non c'è. Ciò lo rende elemento stridente, completamente fuori contesto, banalizzato e ridicolizzato da vicende che davvero non stanno in piedi in quanto a logica. Lui ha una doppia vita, ok. Come capo ufficio è rigido, ma di certo non letale come nei panni del boss malavitoso. Accettabile. I dipendenti lo soprannominano - guarda che coincidenza! - "boss della Yakuza", solo perchè autorevole e intimidatorio: e già qui andiamo fuori dalle righe. La giovane e fastidiosa arrivista ruba-fidanzati scopre il segreto di lui nel modo più patetico possibile (zero dignità per la credibilità di questa Yakuza!). Non solo, promuove un ridicolo ricatto a quello che ha appena scoperto essere un capo della malavita. Per la serie: l'oca di turno che minaccia colui che - sulla carta - potrebbe farla sparire dalla faccia della Terra in due minuti e senza lasciare traccia. Il tenore della sensatezza, insomma, è questo e tale resta per l'intera durata del drama.
In tema di protagonisti e recitazione, non mi è dispiaciuto Totsuka Shota, attore già conosciuto e apprezzato in "Rinko-san wants to try": ha le carte in regola per impersonare l'eroe freddo e distaccato, e forse anche l'antieroe gelido e letale. Di questo secondo si è visto ben poco, ho apprezzato giusto la pistola puntata alla nuca dell'ex fidanzato fedifrago di lei e il tipico tatuaggio Irezumi che caratterizza i membri della Yakuza (ma, anche qui, l'elemento è stato sfruttato davvero ben poco). Per il restante 98% del tempo non fa che mostrare sensibilità, gentilezza, preoccupazione, disponibilità, supporto e comprensione alla protagonista. La trovo una caratterizzazione troppo discordante, presa per buona una delle due personalità l'altra risulta troppo OOC. Resta comunque un bravo attore a mio avviso potenzialmente capace di reggere un ruolo come quello proposto, a patto che ci sia una caratterizzazione del personaggio e una sceneggiatura quanto meno decenti.
Stendo un velo pietoso invece sul personaggio femminile: l'attrice l'ho già vista in altri drama simili, la sua interpretazione sembra un copia-incolla delle prove già svolte. La caratterizzazione del personaggio è pessima, non c'è evoluzione e il suo essere perennemente indifesa, insipida, indecisa (e potrei andare avanti con un lungo elenco di altri aggettivi dal prefisso "in") la rende alla stregua di un invertebrato. Enfatizza tra l'altro anche uno dei due elementi che non amo particolarmente nei drama giapponesi, ovvero l'eccessiva formalità e compostezza che sopprime anche quelle che dovrebbero essere forti reazioni istintive, quali la scoperta di un tradimento (l'altro elemento che non mi fa impazzire riguarda la comunicazione, sempre ridotta all'osso).
Mi aspettavo una versione giapponese di una storia simile al drama coreano "Vincenzo" - pur con tutte le possibili differenze, limiti e difetti che tra le due diverse origini di produzione potevano esserci - ma ho trovato ancora di meno di quanto atteso e di quanto promesso dall'incipit della trama. Di sicuro non si è trattato di un inganno voluto, ma davanti al risultato ottenuto la sensazione provata è certamente quella dell'essere stati un po' imbrogliati. Se l'unico appeal è il mix romance-Yakuza, allora è il caso di saltarlo a piedi pari.

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Completed
ABO Desire
2 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 12, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 1
Overall 6.0
Story 5.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 4.0

Drama malsano ma con la sublime interpretazione di uno psicopatico

Trattasi di una serie BL made in Taiwan a tema Omegaverse, quindi un’ambientazione fantasy dove gli essere umani non sono più classificati in base al genere ma secondo una gerarchia di dominio alfa-beta-omega che contempla questioni come la gravidanza maschile, marchiatura, cicli di calore/furia legati all’accoppiamento e produzione di feromoni da ghiandole specifiche situate alla base posteriore del collo.

Un panorama discriminatorio e prevaricante che sinceramente non ho potuto apprezzare, dove vige la legge del più forte e l’umiliazione dei più deboli è all’ordine del giorno.

La trama è esclusivamente al servizio del doppio pairing - principale e secondario - con situazioni forzatamente assurde e improbabili. Tanti gli aspetti, nelle vicende così come nella caratterizzazione dei personaggi, davvero poco credibili. Va detto che spessore della trama e coerenza non sono gli obiettivi principali del drama, che punta invece ad essere pioniere del genere, a dispetto della censura cinese.

Piuttosto noioso il pairing secondario dato dallo zerbinoso Gao Tu e dal suo capo/ ex compagno di studi, l’altezzoso ma per nulla acuto Shen Wen Lang. Di quest’ultimo ho tuttavia apprezzato le conversazioni con l’improbabile alleato, Hua Yong. Sono momenti un po’ assurdi, tra uno psicopatico e un ottuso, che risultano però a tratti anche simpatici.

La coppia principale posso definirla solo malsana, dove la storia prende avvio per merito delle mille bugie di Hua Yong, trasformando l’inizialmente arrogante e dominante Sheng Shao You in un burattino senza spina dorsale, pronto a voltare pagina dopo un’incazzatura davvero celere e a perdonare un trattamento a dir poco inaccettabile.

Pessima anche la gestione del tempo: la prima metà degli episodi sembra procedere a rallentatore, con l’impressione di un perenne procrastinare l’entrata nel vivo della vicenda. Gli ultimi episodi al contrario sembrano concentrati a dismisura: in particolar modo l’ultimo sembra il pessimo risultato di un “taglia e cuci” per inserire tutti i passaggi che avrebbero necessitato minimo del quadruplo della durata dell’episodio.

A fronte di queste critiche impietose, c’è da chiedersi perché sia giunta alla fine - interminabile, già che con un episodio a settimana la messa in onda è durata qualcosa come tre mesi - invece di droppare la serie a piedi pari.

La risposta è solo una: Hua Yong.
Personaggio , ripeto, malsano e che non può e non deve rappresentare un modello nella vita reale, indipendentemente dai trascorsi difficili che gli si possono attribuire. Meschino, subdolo, falso fino al midollo e disposto a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo e soddisfare quella che a tutti gli effetti è un’ossessione malata che si vuole spacciare per amore.

Pur condannando quindi il personaggio su tutta la linea, ho trovato davvero sublime l’interpretazione dell’attore - Huang Xin - che ha saputo portare in scena una figura da brividi, tremendamente bipolare e capace di alternare in modo a dir poco inquietante lo sguardo indifeso con tanto di occhi lucidi e postura remissiva a un portamento categorico, freddo e letale. Tanto è eccessivamente stucchevole nell’occuparsi del suo Mr. Sheng, tanto si rivela insensibile nei confronti del resto del mondo, con un disinteresse totale e una mancanza di empatia patologica da renderlo quasi non umano. Enigmatico - in tutti i sensi - rappresenta la vera singolarità della serie.
Davvero credibile nella sua facciata gelida, autorevole e autoritaria, dove si sente palesemente al di sopra di tutto e di tutti.
Ho seguito l’attore di recente anche in uno short drama - etero, non BL - dove al di là della bassa qualità della serie ha dimostrato ancora una volta di essere performante nel ruolo del protagonista freddo, distaccato e tagliente.

Per quanto mi riguarda salverei quindi solo questo aspetto del drama, ovvero la prova di talento del sopracitato Huang Xin e la speranza di rivederlo in una serie dal contesto totalmente differente ma con lo stesso tipo di caratterizzazione che, a quanto pare, è davvero nelle sue corde.

Per il resto, visione per quanto mi riguarda molto discutibile, credo apprezzabile solo dai fan del genere che, a sua volta, è un po una derivazione di nicchia del filone fantasy slash.

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Completed
Sinful Marriage
2 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 26, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 5.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5

Obiettivi troppo alti rispetto ai mezzi a disposizione. Idea di base e protagonisti interessanti.

Zui Jia (Sinful marriage) è uno short drama cinese che punta a un obiettivo di tutto rispetto salvo non accorgersi di avere di fatto degli importanti limiti per raggiungerlo, nonostante la buona volontà.
Mi è piaciuta l'idea del finto matrimonio - non lo definirei nemmeno di convenienza, più uno strumento di vendetta - così come la fitta rete di intrighi e un rapporto di fiducia tra i due coniugi che si instaura a fatica e a piccoli passi laddove regna ampiamente il sospetto. Mi è piaciuta la caratterizzazione della protagonista femminile: sveglia, di buon animo ma - all'occorrenza - abile doppiogiochista senza troppi rimorsi. Molto interessante, dal punto di vista estetico, il protagonista maschile. Per entrambi, inoltre, un livello di recitazione sopra la media per quelli che sono gli standard degli short drama.
Di contro, la struttura troppo complessa della trama poco si sposa con i tempi ristretti della mini-serie: gli eventi sono esageratamente concentrati, si susseguono a ritmo serrato minando spesso la coerenza e creando una confusione tra un passaggio e l'altro che di certo non aiuta i nessi logici. Non solo, la stratificazione delle alleanze/tradimenti portata in scena sarebbe impegnativa anche anche per un drama classico di normale durata, figuriamoci in una serie dove gli episodi durano non più di dieci minuti l'uno: il meccanismo del doppio gioco si rivela poi un triplo gioco, quindi un quadruplo e anche oltre. Davvero difficile capire quando i due protagonisti si trovano dalla stessa parte, c'è sempre l'impressione che uno dei due stia complottando alle spalle dell'altro, salvo spesso poi risultare in una strategia voluta pianificata insieme in antecedenza...Ma prontamente messa di nuovo in discussione da quello potrebbe essere un ennesimo tradimento escogitato a monte.
Un po "too much", insomma, così come il numero di avversari che via via entrano in scena: la matrigna, l'ex fidanzato, il fratello, la rediviva. Si poteva decisamente snellire il contenuto senza snaturare per questo l'idea alla base della serie.
Se da una parte è stata messa quindi troppa carne al fuoco, dall'altra è mancata un po' di sana autocritica rispetto ai propri limiti: non mi riferisco solo al tempo ridotto ma alla qualità generale tipica di molti short drama, che non vantano budget importanti e non eccellono in termini di regia e sceneggiatura, pur riconoscendo - come dicevo - una recitazione delle figure principali inaspettatamente sopra la media. Lo prendo un po' come un test di prova, al quale potrebbe ispirarsi un vero e proprio drama fatto come si deve.

La valutazione complessiva, restando nella scala di valutazione degli short drama, è comunque positiva nella misura in cui propone un'idea interessante e porta all'attenzione due attori - soprattutto quello maschile - spendibili quali protagonisti anche in un drama più importante e strutturato. Quanto al risultato in sè, invece, non la si può certo definire una visione completa, curata e appagante.

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Completed
Shadow Love
2 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 11, 2025
38 of 38 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

La love story tra il nuovo supereroe della Marvel e il generale in perenne pausa caffè

Con questa recensione sarò probabilmente una mosca bianca, ma davvero non riesco a comprendere e a condividere - e ci ho provato, davvero - tutto l'entusiasmo che ruota attorno a questa serie.
Non è pessima, sia chiaro... Ma semplicemente nella media. Niente di stratosferico o eccezionale, a mio avviso.
Questo è il secondo drama in poche settimane che punta i riflettori su una protagonista femminile con il ruolo di Generale: abile, intelligente, capace nella lotta, acuta stratega, ottima leadership, e via dicendo. Peccato che, ancora una volta, fatico a vedere la figura promessa. Forse affascina l'idea di una donna al comando, con uno stuolo di agguerriti e coraggiosi soldati che seguono fedelmente i suoi ordini in battaglia, ma poco si sposa con l'idea di costruirci sopra un classico romance pieno zeppo di momenti carini e serafici, quasi da pomeriggio trascorso allegramente a chiacchierare in una sala da tè.
Quando Shuang trova il bambino smarrito, piuttosto che nelle prime settimane nelle quali si interfaccia con il Jin An adulto, si susseguono davvero un'infinità di momenti di chiacchiere tranquille, quasi divertenti... Poi si aggiungerà il fratello, l'amica dedita alla medicina, poi ancora il principe innamorato... E io mi chiedo: ma un generale dove lo trova tutto questo tempo libero? Il ruolo è equiparabile a un lavoro, ma lei è perennemente in pausa caffè. Va bene non essere impegnati in battaglie tutti i giorni, ma se sei a capo di un esercito hai sicuramente il tuo bel da fare. Lei no, lei trova di continuo momenti liberi per cincischiare allegramente prima col ragazzino e poi con l'adulto. Mistero.
Avrei capito se fosse stata pensata quale figura eroica ma solitaria, potente e temibile, ma senza la responsabilità di decine/centinaia di uomini sotto il suo comando. Allora sì che incontrato il belloccio di turno si sarebbe potuta ritagliare tutti i tempi morti del mondo. Ma se vogliamo una donna generale, il generale deve saper fare. Di fatto, oltre che di nome.
L'attrice, fin da subito, mi ha peraltro lasciata perplessa: l'ho trovata inadatta al ruolo, poco espressiva - spalancare gli occhi non equivale ad essere espressivi, soprattutto se ciò corrispondere a una gamma di emozioni varie, dove poi capire quale è in ogni singola situazione è un po' un dilemma - e certamente poco carismatica.
Altra pesante pecca è che la nostra valida combattente sembra una creaturina indifesa che ha costante bisogno di essere salvata, o almeno è quanto succede nella prima parte del drama: forse è per dare un senso a Jin An, forse per permettergli un ingresso in scena ad effetto, certo è che senza di lui la temibile guerriera avrebbe affrontato non uno ma molteplici trapassi.
L'attore protagonista è lo stesso dell'ultimo drama simile da me visto e già sopracitato (Legend of the female general): una prova, la sua, un po' migliore, complice anche il fatto di poter spaziare - pur con un unico personaggio - in tante diverse caratterizzazioni (anche troppo, diverse). Quella meglio riuscita è a mio avviso è quella iniziale, dove mostra una freddezza sopraffina davvero ben fatta. La sua interpretazione di Jin An è diametralmente opposta, un discostamento che ho trovato un poco eccessivo (va bene la perdita di memoria, ma un fondo di continuità dovrebbe esserci). Jin An è comunque un personaggio positivo, ci piace, è simpatico e tutto il resto, va bene. Poi arriva lui, l'uomo in nero. Bella l'idea di questo suo alter ego che non fa una piega nemmeno se trapassato da lame e fendenti ma... Aspirante al prossimo casting per supereroi della Marvel, per caso? Non appariscente, eh... Di più! Dalla chioma albina all'eterocromia (effetto Husky siberiano?) e, visto che sembrava poco, mettiamoci anche una serie di striature di un bel blu fluorescente, che male non fa. Completa il tutto la tuta da combattimento, praticamente integrata, che lo ricopre dalla maschera del capo agli stivaletti ai piedi. Eccessivo. Non saprei con quale altro aggettivo definirlo.
Quando poi la fanciulla - che nel tempo libero è un generale - si trova in pericolo, ecco che il cuoricino di lui sbrocca e il sorridente Jin An viene rimpiazzato da un Hulk che brilla di un azzurro cangiante. Certo, questo drama regala una quantità non indifferente di immagini dei pettorali di Cheng Lei ripresi da tutte le possibili angolazioni, schiena muscolosa e spalle larghe comprese... Tutto un bel vedere, ma forse non tutti guardano la serie per questo.
Rispetto alla trama, mi piace l'idea di base, gli ingredienti per una buona riuscita c'erano tutti. Ma sul procedimento ci si è decisamente arenati: i primi 10 episodi passano anche ma poi la noia subentra, c'è il potenziale ma non la capacità di tirarlo fuori e si tira avanti di episodio in episodio senza quella verve necessaria ad incuriosire e stimolare lo spettatore. Sarò sincera, a quel punto ho abbandonato la serie, mi veniva male pensare che mancavano ancora una trentina di episodi. L'ho ripresa in mano una settimana dopo, attorno al 25esimo episodio... Ed è riuscita a farmi trovare la forza di continuarla fino alla fine. A quel punto ho recuperato anche la parte intermedia, che resta però a mio avviso di una noia mortale.

In conclusione, non è un drama con una brutta storia ma dove manca un po' di sostanza e questo genera l'effetto noia, soprattutto se si tiene conto dell'importante durata, a cui si aggiungono le pecche di coerenza/caratterizzazione sopra riportate e legate ai due protagonisti. Complessivamente è qualitativamente nella media, può avere il suo perchè, ma di certo mi aspettavo tutt'altro. Un lui meno bipolare tra una versione e l'altra e meno esageratamente appariscente, una lei con gli attributi e un romance che possa starci nel contesto scelto (in questo senso se ne esce meglio il cartone animato di Mulan, per dire).

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Completed
The Vampire Lives Next Door To Us
2 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 11, 2025
Completed 1
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.5
This review may contain spoilers

Un cortometraggio, omaggio a una tragedia e con un bravissimo Ji Sung: ha il suo perchè.

Una chicca di cortometraggio. Davvero breve, non arriviamo nemmeno a 20 minuti, ma ha indubbiamente il suo perchè.
Quattro attori soltanto, di cui uno che fa la differenza: Ji Sung, attore di indescrivibile talento che riesce a portare in scena un personaggio interessante in meno di mezz'ora.
Il suo è un vampiro che appare subito un po' atipico: si sveglia di soprassalto per l'incubo premonitore, lamenta il freddo e sobbalza per lo spavento. Ma l'atmosfera è indubbiamente fedele al tema vampiresco: le tinte scure dell'obitorio (unica location), la luce fredda e ridotta al minimo, il metallo gelido delle celle frigo, i canini aguzzi e pronunciati, un vago accenno di sensualità... a cui si aggiunge la mise di un vampiro in chiave moderna che mi ricorda molto l'eleganza decadente del Lestat di "Intervista col vampiro": giacca e cravatta, occhialini scuri, capigliatura folta e un po' ramata mentre tiene in mano un crisantemo bianco mezzo appassito. Eccentrico e stravagante come il Jhonny Depp dei tempi migliori (dalla capigliatura un po' stile Edward mani di forbice agli sguardi singolari e pesantemente truccati degni di Jack Sparrow).
Il cortometraggio risale a un anno dopo il disastroso naufragio del traghetto Sewol, ribaltatosi e poi affondato al largo delle coste della Corea del Sud nell'aprile 2014, causando la morte di oltre 300 persone, molte delle quali studenti in gita di una scuola locale. Non a caso, la ragazza morta per annegamento che viene portata all'obitorio è palesemente una studentessa e rappresenta ciascuna delle numerorissime vittime. I dettagli sono di un'importanza fondamentale, gli occhi aperti del cadavere - nonostante i tentativi di abbassare le palpebre - sembrano un chiaro monito: non si può e non si deve chiudere gli occhi sulla tragedia avvenuta.
L'elemento fantasy consente quindi una testimonianza diretta da parte della Nami rediviva: la sua è una chiara denuncia, che trova reale riscontro nei fatti storici (vero che ai passeggeri era stata inizialmente fornita l'indicazione di restare nelle proprie cabine, invece di avviare tempestivamente le operazioni di evacuazione; tristemente vero anche l'accenno all'abbandono, già che parte dell'equipaggio - tra cui proprio il comandante - sono stati i primi ad abbandonare la nave davanti all'ormai inevitabile inabissamento, lasciandosi alle spalle innumerevoli vite da salvare.
Un po' di contorno le figure degli altri due uomini, più che altro un espediente necessario per dare voce a specifiche uscite che sarebbero altresì suonate come dei vaneggiamenti deliranti individuali.
In conclusione, un omaggio decisamente particolare ma ben fatto e di buon gusto.

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Completed
Marry My Husband
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 6, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 7.0

Commedia romantica che "sposa" i classici clichè a un taglio accattivante e originale

Il drama propone un romance ben riuscito, soprattutto perchè intrecciato a una trama non sempre prevedibile e con interessanti risvolti inaspettati, sviluppando una storia d'amore in modo insolito e originale.
Qualcosa di diverso dal solito, fatto bene e capace di catturare l'interesse fin da subito.

Per essere prevalentemente un romance, devo dire che la parte drammatica non è stata lasciata al caso: ci sono scene importanti che riescono a dipingere la vera cattiveria e crudeltà di cui alcune persone sono - purtroppo - capaci. Mi riferisco sicuramente all'episodio iniziale che, con il suo spaccato di forte tragicità, innesca il tuffo in quel passato tutto da rivivere e riscrivere, ma anche agli ultimi due episodi, inflessibili e nei quali non c'è spazio per nessuna possibilità di redenzione.
C'è coerenza nell'approccio, e questa cosa mi è piaciuta molto. Non ci sono sassolini spacciati per montagne e risoluzioni da buonismo diffuso.

Rispetto all'evoluzione della storia, qualche passaggio me l'aspettavo, altri devo dire mi hanno sorpresa. Ho apprezzato il solido legame tra i due protagonisti, anche prima di diventare a tutti gli effetti una coppia. Avrei eliminato anche il breve vacillamento seguito all'entrata in scena della fidanzata pazzoide (Yu Ra), forse l'unico passaggio che ho trovato forzato e a uso e consumo dell'effetto voluto, ovvero la crisi temporanea della coppia.
Per il resto i molteplici intrecci della vicenda sono davvero validi nonostante la complessità della situazione che mescola passato e presente da un parte e giochi di strategia dall'altra. L'attenzione rispetto alla linearità e coerenza del racconto c'è stata e si è vista.

Quanto ai protagonisti, Ji Won sicuramente è quella meglio riuscita: una figura positiva armata di un piano di salvezza che è di fatto anche un piano di vendetta, pur ben motivato. Non ci sono tentennamenti nè grandi rimorsi da parte sua, eppure riesce a mantenere lo spettatore schierato dalla sua parte per tutta la durata della serie. Ji Hyuk è un personaggio dalla buona caratterizzazione, la cui evoluzione è però decisamente minore rispetto Ji Won (al di là del cogliere una seconda chance per la loro storia, per lui tutto si concentra tra il vecchio sè, impegnato solo a lavorare e non a vivere, e il nuovo Ji Hyuk, capace di manifestare desideri ed emozioni). A dare spessore alla serie contribuiscono però anche tutta una serie di personaggi secondari ben studiati, dalla sorellastra di Ji Hyuk allo chef ex primo amore di Ji Won, passando per l'arrendevole signora Jang all'inizialmente ambiguo braccio destro della famiglia Yu, il sig. Lee. Anche la madre di Min Hwan e il sig. Kim trovano il loro perchè, nell'essere volutamente antipatici e fastidiosi. Rispetto ai cattivi, quella che meno mi ha convinto e della quale avrei potuto fare a meno - ma capisco che il drama sarebbe finito con tipo cinque episodi in anticipo - è la già sopracitata Yu Ra. Personaggio folle e sopra le righe, sbucato dal nulla (perchè niente nei ricordi del presente o del passato di JI Hyuk facevano immaginare una sua esistenza) ma che sembra entrare in relazione con tutti i personaggi chiave alla velocità della luce. Un cattivo in modalità "mordi e fuggi", insomma. Ho preferito quindi i due antagonisti che hanno accompagnato il drama dall'inizio alla fine.


INIZIO SPOILER!!!
Ho faticato inizialmente a decidere a chi dei due spettasse la medaglia d'oro del miglior cattivo della serie ma col passare degli episodi sono arrivata destinare il gradino più alto del podio a Park Min Hawn e, nell'ottica della pena del contrappasso, il finale della serie mi ha dato ragione. Lui e Su Min sono davvero perfidi, ma mentre in Su Min si fa sempre più evidente un disturbo psicologico che sfocia in un'invidia ossessivamente malsana nei confronti di Ji Won, Min Hawn mostra di essere nel profondo una brutta persona senza altra ragione alcuna, capace di nuocere pesantemente a chi gli sta intorno per fini meramente egoistici, indipendentemente dal soggetto sul quale andrà ad infierire. Ed ecco quindi che il destino più crudele e senza possibilità di appello sarà dunque il suo, mentre Su Min verrà confinata fisicamente ma potrà continuare ad annaspare tra i suoi deliri, paranoie e vaneggiamenti nei confronti di Ji Won.
FINE SPOILER!!!

Il tema della seconda chance, del tuffo nel passato e la possibilità, conseguente, di cambiare rimescolare le carte del destino lo accomuna alla serie "Perfect marriage revenge" del 2023, ma devo dire che "Marry my husband" è qualitativamente superiore e meglio curata.

Infine, due parole sul cast, soprattutto sugli attori protagonisti. Sarò sincera, l'aver letto i loro nomi è stato il solo motivo per cui ho temporeggiato molto prima di decidermi a guardare il drama. Da una parte Na In Woo, attore che ho conosciuto nel più recente "Motel California", dove la cui espressività recitativa non aveva certo lasciato il segno. Continuo a non trovarlo particolarmente incisivo e destinato a quanto pare a ricoprire ruoli un po' troppo a perenne supporto della protagonista femminile, ma posso riconoscergli che la sua prova in Marry My Husband è stata un gradino sopra l'altra. Poi abbiamo Park Min Young, attrice sulla soglia dei quaranta - tra lei e Na in Woo ci passa quasi una decade, anche se non si direbbe - il cui nome è ormai associato a grandi successi degli ultimi quindici anni (City Hunter, Healer, What's wrong with secretary Kim, ecc.). Attrice che ha avuto la fortuna di essere chiamata a recitare in drama romance quotati, ma al cui successo non so quanto di fatto abbia contribuito: una recitazione, la sua, un po' monotona. Carina la prima volta, va bene la seconda, dopodichè sembra un po' una macchietta che salta da un titolo ben riuscito all'altro. Devo però dire che pur non essendo riuscita nemmeno stavolta a smarcarsi da quello che il suo personaggio standard, ha dato comunque prova di essere riuscita a ricoprire e gestire un ruolo più complesso e impegnativo del solito (ma, nei momenti più leggeri e spensierati, tornava a confondersi con la protagonista di Healer piuttosto che con la segretaria Kim e molti altri).

Se devo trovare una pecca, a livello di emozioni è risultato un po' fiacco. Non ho perso un minuto dei sedici episodi, sia chiaro, ma l'interesse era dettato principalmente dalla curiosità di capire come sarebbe evoluta la vicenda. Sul fronte del coinvolgimento, quello vero, qualcosa non ha funzionato a dovere e non perchè siano mancate le occasioni: davvero molte le scene dai contenuti tristi, piuttosto che drammatici, piuttosto che felici. Ma nessuna capace di essere toccante nel tipo di emozione che doveva trasmettere. O, perlomeno, per me è stato così. Un drama che sono davvero contenta di aver visto ma che, placata la curiosità, non mi verrebbe da rivederlo di tanto in tanto.

In conclusione una serie che sa dosare con il giusto equilibrio la parte romantica con quella drammatica e ha l'indiscutibile pregio di porsi in modo davvero originale catturando l'interesse e la curiosità dello spettatore. Consigliato!

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Completed
Gyeongseong Creature
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 27, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.5
Non essendo il mio genere di drama il rischio era di abbandonarlo dopo i primi episodi, c'era però una remota speranza mi sorprendesse rivelandosi davvero migliore di quanto pensassi, e una buona probabilità di apprezzarlo anche solo in parte.
Tra tutte, alla fine ha vinto l'ultima.

Tra i punti a favore, il fatto che fosse un drama storico ambientato nella prima metà del '900 (epoca che mi piace, anche se i drama di questo periodo sono per lo più cinesi). Come in Pachinko ho apprezzato invece l'ambientazione insolita di una Corea sotto il dominio del Giappone. Altro punto a favore era la presenza del romance, senza il quale il solo genere thriller alla lunga mi stanca.

Di contro, la presenza - nelle vesti peraltro di protagonista - di Park Seo Joon, attore da molti apprezzato ma che ho sempre faticato a tollerare: una recitazione, la sua, che spesso mi sa di artefatta, oltre a un'estetica che sarebbe onestamente ingiusto definire spiacevole ma che davvero non è nelle mie corde, il che rende particolarmente fastidioso ai miei occhi il suo atteggiarsi come se sprigionasse un'aura di fascino, quando lo charme è davvero ben altra cosa. L'attrice, più carismatica e già conosciuta nella non eccellente "Nevertheless" già mi ha convinta di più, soprattutto nella prima parte.
Anche il tema fantascientifico della sperimentazione sugli esseri umani non è tra i miei topic preferiti.

La pre-visione, quindi, era un po' un mix tra pro e contro messi in conto. Non ho abbandonato dopo i primi episodi ma sono giunta alla fine della prima stagione, anche se nella seconda l'interesse ha toccato davvero i minimi storici.
Se nella prima parte ho trovato un equilibrio accettabile tra mistero, thriller, vicende personali presenti/passate e romance, nella seconda c'è stato un susseguirsi di ripetitive scene d'azione buie, alla lunga tutte simili. Certo, nel frattempo la storia procedeva, ma un po' a spizzichi e bocconi, con alcune scelte non propriamente sensate e sviluppi della trama forse non tra i più azzeccati. Qualche forzatura nella storia c'è, si vede, e soprattutto a posteriori porta a chiedere "ma c'era davvero bisogno di...?". La risposta è "Sì, perchè altrimenti non si poteva andare verso dove la sceneggiatura aspirava ad andare", anche se non è certo un valido motivo.

La conclusione con finale aperto non mi ha convinta, vuoi che davvero la pazienza aveva raggiunto il limite, avrei gradito almeno una conclusione vera e propria. Ma capisco fosse necessaria nell'ottica di una seconda stagione, che mi sono limitata a sbirciare giusto a conferma che non era il caso di proseguire, che non sarebbe stato un valore aggiunto e che non mi sarebbe piaciuta, tanto che a quel punto sì, lo sforzo di arrivare in fondo sarebbe venuto a meno e l'avrei lasciata dopo i primi episodi.

Ogni tanto mi capita di dare una chance anche alle tipologie di drama e ai generi che solitamente non rientrano tra i miei preferiti, ed è capitato - di rado, va detto - di rimanerne piacevolmente sorpresa e soddisfatta. Non è stato però questo il caso.
Consigliata solo agli amanti del genere (e/o dell'attore protagonista).

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My Love Mix-Up!
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 24, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Una storia adolescenziale delicata e sana, coinvolgente e positiva

Adattamento ben riuscito dell'omonimo manga, questa serie si dimostra sana, genuina e piacevolmente diversa dalla moltitudine di BL in circolazione.
Non c'è una trama vera e propria, se non al servizio della storia tra i due protagonisti, ma è giusto così. Il pregio è proprio quello di aver portato in scena una relazione delicata ma bella, positiva, interessante e - soprattutto - priva dei soliti stereotipi o cliché.
In un romance - BL o meno - generalmente tendo a preferire sempre più un protagonista all'altro. In questo caso, invece, li ho amati davvero entrambi allo stesso modo: due caratteri completamente diversi, per molti aspetti complementari, entrambi tratteggiati con accuratezza e linearità.
La storia in sè è semplice, adolescenziale, ma la comunicazione e l'interazione tra i due sono di fatto il perno centrale del drama. Contrariamente alla maggior parte delle serie giapponesi estremamente criptiche ed ermetiche, qui l'aspetto comunicativo è più aperto e diretto. C'è un confronto spesso molto onesto tra i due, al di là dei dubbi e della confusione nella quale si muovono, tipica della reale fase adolescenziale.
Non ci sono drammi creati ad hoc per dare un senso "dovuto" al drama, ma la volontà di dare valore alla crescita personale dei due protagonisti e all'evoluzione del loro rapporto. Il tutto mantenendo quasi sempre una chiave leggera, spesso davvero tenera, a tratti anche divertente, ma non per questo superficiale.
Da una parte abbiamo Aoki, ragazzo genuino e sensibile, sinceramente confuso nel passare dalla cotta per una compagna di classe a quella - innescata per un malinteso - nei confronti di Ida. L'attore, che non conoscevo, si è dimostrato davvero molto espressivo e capace di alleggerire momenti significativi con una mimica davvero tenera e piacevole, capace di strappare un sorriso davati al suo essere "carino", come lo definisce a un certo punto anche Ida. Il personaggio di Ida, interpretato da Meguro Ren, attore che ho già avuto modo di vedere e apprezzare in altri drama - è decisamente più calmo e pacato. Un ragazzo educato, gentile, riservato, più dedito a prestare attenzione ai bisogni degli altri che a comprendere sè stesso. Il fraintendimento che sta alla base della storia lo mette nella condizione di iniziare a interrogarsi su aspetti mai presi in considerazione prima: non si tratta quindi di un cambio insensato dell'orientamento sessuale, bensì l'inizio della scoperta di sè stesso, che va a delineare un ragazzo ancora un po' acerbo nonostante sia nell'ultima fase dell'adolescenza.
Due personaggi indubbiamente positivi e validi che permettono di seguire una storia davvero sana, non artificiosamente drammatica ma sinceramente alle prese con normalissimi dubbi e titubanze.
In conclusione, una serie che dimostra come la capacità di far saltare un battito al cuore - cito sempre Ida - non sia necessariamente vincolata a chissà quali baci appassionati o scene intime. Consigliata a tutti, anche ai non amanti del genere.

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Completed
Hello, Nice to Meet You. Let's Get Divorced.
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 21, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 3.5
Story 3.5
Acting/Cast 4.0
Music 4.5
Rewatch Value 3.0

Un buco nell'acqua. Su tutti i fronti.

Ci sta di riproporre commedie non particolarmente innovative. Se sono fatte bene e non puntano a entrare nella top ten dell'anno, sono sempre godibili e hanno il loro perchè (l'intrattenimento vuole anche la sua leggerezza, sarebbe pesante vivere solo di drama originali e/o impegnativi).
Ripeto il piccolo ma non trascurabile dettaglio: "se fatte bene".
Ecco, non è questo il caso.
Una trama senza capo ne coda, nemmeno nell'ottica di una storiella semplice e fine a sè stessa. Attori non affiatati e completamente sbagliati - nell'estetica, nel livello di recitazione, in tutto - per vestire i panni dei protagonisti. Antipatico lui, antipatica lei, presi insieme pure peggio.
A conti fatti, rimane solo un'accozzaglia di cliché che, buttati lì quasi a casaccio, oltre a rivelarsi delle prove meno che mediocri perdono anche la piacevolezza che talvolta sanno regalare, al di là di quanto siano già stati riproposti nelle centinaia di drama in circolazione.
Mi sfugge davvero il senso di promuovere un prodotto del genere, basta una breve ricerca per individuare altri titoli - giapponesi o non, di quest'anno o degli ultimi - simili nell'idea ma qualitativamente avanti anni luce.
Un buco nell'acqua, che sa distinguersi solo per il fatto di non avere davvero nulla di salvabile.

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Completed
Sudden Marriage
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 3, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.5
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Carina l'idea, discutibile il risultato

Una giovane impiegata, tradita dal collega che frequenta da un po', si ubriaca e finisce per sposare uno sconosciuto che, la mattina dopo, si rivela essere il suo nuovo e affascinante capo.
Sostanzialmente questo è il concept alla base della storia. Idea carina, non originale, ma sulla quale si può basare una commedia romantica carina e divertente.
Nel concreto, però, si è trattato di un tentativo non ben riuscito. Il protagonista, attore che sì, ha un fascino particolare (padre giapponese e madre spagnola) ma un'espressività pari a zero. Il personaggio che interpreta, in aggiunta, invece di essere incisivo sembra in balia degli eventi e l'unico punto sul quale risulta irremovibile è l'essersi innamorato di Mao praticamente a prima vista, interesse mantenuto grazie a una serie di brevissimi e insignificanti incontri più o meno fortuiti, di cui lei tranquillamente non ha nemmeno memoria.
Mao è già più apprezzabile, per quanto il cambio di bandiera avviene in modo un po' troppo affrettato: il cuore spezzato diventa un cuore sposato e quindi un cuore nuovamente innamorato. Sui personaggi secondari si è investito anche di meno, dal padre di lui al collega ex fidanzato di Mao fino alla collega rivale, passando per il cognato e la sorella di Ando.
Dialoghi poco argomentati, abbastanza tipici dei drama giapponesi, ma potevano comunque essere pensati meglio.
Tante migliorie da mettere in conto per un'idea che sulla carta poteva anche funzionare, ma che nel concreto andrebbe rivista da cima a fondo.

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Completed
Love Rain
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 3, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.0

Commedia romantica che sa farsi apprezzare nonostante l'età e qualche cliché da soap opera

K-drama che inizia ad essere un po' datato - correva l'anno 2012 - e che propone una commedia romantica che segue le vicende di due coppie diverse. Non parlerei però di pairing principale e secondario, in quanto la storia vede l'intreccio dei due genitori e, successivamente, dei rispettivi due figli.
L'avvio è la parte che mi è piaciuta di meno: i primi quattro episodi sono ambientanti negli anni '70 (e già le chiome maschili mi davano sui nervi) con la mancata storia tra Seo In Ha e Kim Yoon He. Non parlerei proprio di storia, solo un accenno che finisce ancora prima di iniziare. L'interazione tra i due non è propriamente briosa e gli ostacoli che impediranno questo grande amore non sono poi così insormontabili, ma così la trama vuole per cui un po' per codardia, un po' per non ferire inizialmente l'amico invaghito della stessa ragazza, un po' per la salute precaria di lei, i due prendono strade diverse.
Il salto temporale a quel punto ci porta ai giorni nostri (2012), con Seo Jun quale figlio di lui e Jung Ha Na quale figlia di lei: ad interpretarli sono gli stessi attori che vestivano i panni dei loro genitori da giovani. Ovviamente l'incontro è casuale e sono del tutto ignari del collegamento che c'è tra loro, pur consapevoli del matrimonio infelice dei rispettivi genitori causa un primo amore mai dimenticato. L'interazione tra i due è decisamente più frizzante se paragonata a quella dei genitori da giovani, il rapporto che passa dall'odio all'amore non è certo una novità, ma sicuramente piacevole da guardare. Lui in particolare risulta carismatico e spigliato, molto diverso dal padre da giovane che si era autodefinito un codardo; anche lei più sprintosa della madre (e ci vuole poco), portata in scena da un'attrice che apprezzo fin dalla visione di "King the Land", uno dei miei primissimi kdrama. I personaggi secondari, genitori a parte, non trovano grande spazio o caratterizzazione.

*** INIZIO SPOILER***
Mentre una coppia - quella giovane - va formandosi, l'altra - quella dei genitori - si ritrova e sembra voler puntare a tutti i costi al tanto atteso lieto fine, mettendo di fatto i bastoni tra le ruote ai figli, che da neo innamorati si ritrovano a un passo dal diventare fratellastri. La consapevolezza di chi sta con chi e chi è figlio di chi avviene a turno, partendo da Seo Jun, quindi Ha Na, segue poi il padre di lui quando ormai sta per convolare a nozze e per ultima la madre di lei dopo che le nozze sono state annullate. L'amore per i figli prevale sulla love story avviata trent'anni prima e non vissuta, e la giovane coppia non dovrà sacrificare il primo e grande amore guadagnando così l'happy ending (che vuole comunque esserlo, in modo diverso, un po' per tutti).
*** FINE SPOILER***

Se devo trovare delle pecche, di sicuro il fatto che la giovane coppia era più interessante nella prima parte, dove regnavano scontri e battibecchi; la leggerezza di quegli episodi lascia poi il posto alla vena drammatica, dove i tentativi di sopprimere il sentimento per via della particolare situazione in cui si vengono a trovare si caricano di un'atmosfera da soap opera che dura a lungo. Del resto, dicevo, la serie risale a oltre una decade fa, più o meno nel periodo in cui i drama in pieno stile telenovela iniziavano a lasciare - fortunatamente - spazio a quelli in stile più contemporaneo, ma qualche traccia appunto vi era ancora.

Concludendo, un drama che mi sento di consigliare - a mia volta visto grazie al suggerimento di un altro membro (grazie, Cris!) - a chi cerca una visione disimpegnata ma che sa comunque emozionare e farsi apprezzare. Ha la sua età, per cui tende a finire un po' nel dimenticatoio, soprattutto per chi si approccia ora al mondo dei kdrama: diamole una chance, non è un capolavoro ma fa quello che deve.

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Completed
What a Good Girl
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 2, 2025
88 of 88 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 3.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

Short drama verticale apprezzabile solo per la buona chimica di coppia

Primo drama in formato verticale per la sottoscritta: decisamente non fa per me.
La trama è inconsistente, non sta minimamente in piedi, dal punto di vista della logica è una falla dopo l'altra. La storia sembra un collage di singole scene - del resto conta una novantina di episodi da due minuti l'uno - che si susseguono con l'impressione di uno spiacevole singhiozzo.
L'unica nota che ho apprezzato sono le scene d'amore tra i protagonisti, più realistiche - complice anche una buona chimica di coppia - rispetto agli statici e sdolcinati baci a stampo (o quasi) che caratterizzano la stragrande maggioranza dei drama asiatici.
Riconosciuto questo singolo aspetto positivo, posso dire che mi piacerebbe vederlo messo in atto anche in altri drama, quelli meritevoli. Perchè questa serie, per il resto, ha davvero ben poco di salvabile.

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