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Semantic Error
2 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 5, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

BL coreana sugli antipodi complementari da non sottovalutare

Avevo visto questa serie lo scorso anno e l'avevo archiviata giudicandola semplicemente carina. Mi è capitato di rivederla di recente...e di rivalutarla. Ha la struttura delle tipiche BL coreane (mi vengono in mente ad esempio "Cherry blossoms after winter" e "Jun & Jun"), che si distinguono dalle Bromance cinesi, dalle BL tailandesi esplicite ma spesso fini a sé stesse e dalle ermetiche BL giapponesi. Qui abbiamo una storia (quella d'amore) dentro la storia (trama e contesto), la presentazione dei personaggi è accurata e la loro evoluzione lineare e credibile, la chimica tra i due palpabile al di là delle scene intime che sono - come in tutte le BL coreane - molto delicate ma non per questo poco emozionanti.
I protagonisti sono due personaggi agli antipodi, ma che si riveleranno sorprendentemente complementari. Da una parte Jang Jae Yeong, estroverso e carismatico, intraprendente e per nulla timido, appariscente, provocatorio e capace di infastidire come una mosca sorprendentemente tenace lo schivo Sang Woo che, al contrario, si presenta come un ragazzo asociale e introverso, estremamente razionale e per nulla interessato a dare nell'occhio. Anche il loro campo di studi li descrive pienamente, artistico-grafico quello di Jae Yeong e informatico quello di Sang Woo, dove nella programmazione i numeri sono una costante certezza e non contemplano variabili emotive. In realtà, la loro caratterizzazione è ben più complessa: nel corso della storia la sicurezza di Jae Yaong si rivelerà più di facciata, mentre l'apparente tranquillità di Sang Woo cela un'inaspettata fermezza (quando ad esempio si rifiuta irremovibilmente di bere al bar nonostante l'insistenza del suo superiore).
Le lezioni universitarie e la loro collaborazione nel progetto di Sang Woo sono il collante che fornisce loro lo spazio per interagire, permettendo al loro rapporto - lentamente - di evolversi. Se da una parte Jae Yeong si metterà alla prova nel cercare una relazione seria - a differenza delle storie disimpegnate del passato - dall'altra Sang Woo dovrà trovare il giusto equilibrio tra "testa" e "cuore".
Una storia tenera e piacevole, consigliata forse anche per i non amanti del genere BL (che siano due ragazzi è un aspetto che non viene fatto oggetti di attenzione nella storia - a differenza invece di "Cherry blossoms after winter" ad esempio - perchè il fulcro del drama non è tanto sul genere ma sull'apparente incompatibilità di due personaggi caratterialmente agli antipodi.

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Completed
Kangchi, the Beginning
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 20, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 9.0

Un kdrama storico-fantasy meritevole anche per i non amanti del genere!

Serve una premessa doverosa: io sono decisamente refrattaria alle serie cinesi del genere wuxia e xianxia, non fanno proprio per me. Anche i kdrama storici (dinastia Joseon se non più indietro) non sono nelle mie corde, e i pochi tentativi di guardarli sono finiti tutti droppati (fa eccezione "My Dearest", ma perchè lì parliamo di un capolavoro lontano anni luce dalla maggior parte dei drama in circolazione, storici o moderni che siano).

Fatta questa premessa, si può capire come "Gu family book" non fosse propriamente il titolo più adatto alla sottoscritta. Da grande estimatrice di Lee Seung Gi avevo passato a setaccio tutte le serie/film da lui interpretati, saltando però a piedi pari questa. Complice la scarsa produttività del fanciullo sopracitato, il cui ultimo drama risale ormai a tre anni fa, mi sono convinta - non senza svariati dubbi - a dare a "Gu family book" una chance. E sono rimasta di stucco.

Drama davvero molto ma molto bello (ricordo che non amo i drama storici, ancor meno se fantasy), estremamente godibile e per nulla noioso come invece purtroppo mi succede sempre con questa categoria di prodotti.
C'è una bella storia, che evolve in modi spesso del tutto inaspettati e accompagna lo spettatore in un viaggio curioso e affascinante.
Siamo davanti a una serie che ha ormai più di dieci anni ma a dire il vero proprio non li dimostra. Il cast è di alto livello: oltre a Lee Seung Gi ho trovato molti altri attori decisamente validi. Molto buona - ma non perfetta - l'interpretazione della protagonista femminile (non so se mancava all'epoca di esperienza, ma in alcuni punti era evidente che stesse recitando); Yoo Yeon Seok, recentemente sotto i riflettori per via del popolare drama "When the phone rings", porta in scena un Tae Seo equilibrato, inizialmente debole e in balia degli eventi, sviluppa poi una maggiore sicurezza di sè e dei propri punti di forza; Gon Yi, interpretato da Sun Joon (attore interessante, sembra sempre un po' defilato ma tratteggia un personaggio al quale ci si affeziona e del quale non ci si stanca mai); il maestro Gong Dal, saggio e lungimirante, ma capace di stemperare i momenti altresì troppo seri con passaggi al tempo stesso astuti ma divertenti. E potrei proseguire con un'altra decina di nomi, perchè sono davvero molti i personaggi (e i loro interpreti) che mi hanno colpita positivamente.
Ovviamente, però, la colonna portante del drama è il protagonista maschile, Choi Kang Chi, interpretato da un sublime Lee Seung Gi. Non c'è storia, questo attore è di una bravura impressionante. Tra i suoi punti di forza c'è sicuramente il carisma: bello ma non bellissimo (se paragonato ad esempio al prestante attore che nel drama interpreta il padre, Gu Wol Ryung), possiede il fascino di chi sa conquistare semplicemente con il calore di un sorriso. Solare e divertente, capace di emozionare "da vicino", perchè è tutto fuorché insipido e distante. Non ha bisogno di lineamenti perfetti o di un'aura elegante per catturare l'attenzione, al contrario: molti dei personaggi da lui interpretati trasmettono una piacevole sensazione di informalità. Credo sia proprio questo suo pregio ad aver reso questo drama storico così apprezzabile ai miei occhi e così distante dalle serie esageratamente artefatte, ingessate e fin troppo composte che mi è capitato di vedere (e, prontamente, di abbandonare).
Molti sono gli attori capaci di apparire splendidi mentre fanno i duri, vestiti impeccabilmente, calati in ruoli autorevoli e sfoggiando temperamenti gelidi. Lee Seung Gi ci riesce con addosso camicie di seta dai colori sgargianti sotto a pellicce a dir poco voluminose e tagli di capelli improbabili (A Korean Odyessey), piuttosto che passando in rassegna le più strambe tonalità di tute in acetato (The Law Cafè), o ancora qui, in questo drama, dove il suo personaggio non sa nemmeno dove stia di casa la compostezza, perchè quello che emerge è sempre un protagonista vero e genuino, naturale ed espressivo proprio come lo è la sua recitazione.

Ho apprezzato che non ci siano stati inutili tiri e molla nella storia, lo sviluppo tra i personaggi è un crescendo continuo senza veri e propri triangoli o altri poligoni che tanto m'infastidiscono. Paradossalmente, laddove pensavo di aver individuato un classico clichè mi sono ritrovata anche a dovermi piacevolmente ricredere, perchè la scena che sembrava dovesse creare una frattura magari si risolveva all'istante, o al contrario la questione apparentemente banale andava velocemente trasformandosi in un qualcosa di più complesso. Tanto per fare un esempio...uno lo sa, che la questione dell'aracnofobia citata all'inizio prima o poi dovrà tornare e portare con sè il tema dei vecchi ricordi...ma non avrei mai indovinato il come e il quando). Pur non essendo una trama originalissima, sa comunque sorprendere nei modi e nei tempi, insomma.

Se poi vogliamo andare oltre alla storia quale susseguirsi degli eventi in sè, si arriva a quella che poi è la tematica principale, ovvero l'accettazione del diverso. Tentativo fallito per il padre di Kang Chi, ma obiettivo che anche per lui si rivela davvero un'impresa, perchè non c'è una netta separazione tra chi lo accetta e chi no: nel mezzo, con una miriade di sfumature, risiedono la maggior parte dei legami sorretti da una fiducia che è davvero precaria, pronta a crollare davanti al primo dubbio, al primo sospetto. L'essere davvero accettato per ciò che è, per davvero, significa avere la fiducia incondizionata anche nei momenti meno chiari e più critici, pena il rischio di un tradimento che, sotto sotto, resta sempre in agguato.

INIZIO SPOILER!!!
INIZIO SPOILER!!!
Chi ha già letto altre mie recensioni ormai sarà abituato a sentirmelo dire ma... Resto una fan del lieto fine. Ergo, ci ho davvero sperato. Non posso dire che la scelta fatta sia stata sbagliata, anzi, è stata molto coerente e non penalizza la serie (ma, il mio giudizio, proprio a causa di quell'egoistico desiderio, fa fatica a cedere l'ultima stellina). Il piccolo premio di consolazione degli ultimi minuti un po' attenua la sensazione, ma sebbene i volti siano gli stessi parliamo comunque di persone diverse, perciò non particolarmente gratificante, per quanto tuttavia anche simpatico. Un finale che all'epoca credo sia stato pensato come un finale aperto in previsione di un possibile sequel che però poi, purtroppo, non è andato in porto. Peccato.
FINE SPOILER!!!!
FINE SPOILER!!!!

Concludo consigliando la serie a tutti gli amanti del genere di sicuro, ma anche ai non (come la sottoscritta). Che abbia dovuto fare un salto all'indietro nel 2013 per trovare un piccolo gioiello come questo a fronte di un panorama di serie odierne sempre più numerose e con tutte le potenzialità della tecnologia moderna... beh, mi da molto a cui pensare...

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Completed
Kimi to Nara Koi wo Shite Mite mo
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 13, 2025
5 of 5 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Short drama per gli amanti delle BL e in cerca di una delicata, bella, ventata di freschezza

Della durata più simile a un film che a una serie, questo short drama composto da 5 episodi di 25 minuti circa l'uno porta in scena una storia dolce, pulita e delicata. Nel panorama delle BL, dove quelle tailandesi puntano alle scene fisiche, quelle cinesi si travestono da BRomance per via della censura e quelle giapponesi sembrano sempre un po' caratterizzate da una conversazione ridotta all'osso, questo drama mostra la voglia di parlare, di parlare dei sentimenti.
Paradossalmente, l'unico accenno - sottinteso - all'aspetto sessuale è in apertura, quasi a rimarcare che per Amane non rappresenta in sè un problema. La sua difficoltà è legata alle emozioni, ai sentimenti, al timore di non essere accettato, paura legata a un vissuto che lo porta a reagire quasi al contrario, dichiarando apertamente a Ryuji di essere interessato ai ragazzi, ma facendolo con una disinvoltura, quasi una superficialità, che è solo di facciata: se si tratta una questione come fosse di poco conto, non si rischia di esserne feriti.
Amane infatti non era alla ricerca di un sentimento, limitare tutto al piano fisico è ciò che ha sempre fatto "perchè più semplice per lui". Poi però inizia a provare un sentimento genuino nei confronti di Ryuji, sentimento che cresce e che lo spiazza, perchè si sente come se stesse camminando su un terreno minato.
Dall'altro canto, Ryuji ha sempre vissuto dando la priorità alle questioni di famiglia, quasi annullando la sua individualità. Quando Amane si dichiara interessato a lui, non lo incoraggia nè lo respinge, quasi davvero non si fosse mai nemmeno posto la questione dell'innamorarsi in vita sua. Se Amane non ha il coraggio di amare, Ryuji non si è mai concesso di amare qualcuno, di prendere del tempo per sè stesso. Il suo personaggio è quello che evolve maggiormente, poichè alla riscoperta di un'identità - orientamento sessuale compreso - che era rimasta latente, in secondo piano. In tutto questo, la comunicazione tra i due non viene meno, le confidenze sono preziose ed è come vederli appoggiarsi l'uno all'altro mentre ciascuno di loro percorre il proprio sentiero, superando ostacoli più o meno noti, ciascuno con i propri tempi e le proprie difficoltà, verso un punto che - forse - troverà congiunzione tra questi due viaggi individuali ma non in solitudine.

INIZIO SPOILER!
Ovviamente il punto di convergenza sul finale c'è, nei giusti tempi - il lasso temporale aiuta la credibilità - e con un accenno di effusioni di una dolcezza e delicatezza estrema.
FINE SPOILER!

Una precisazione: non ci sono sostanzialmente personaggi secondari o altri sviluppi di trama paralleli, il cast - un po' come in "My personal weatherman" è davvero ridotto all'osso, per cui quasi tutte le scene sono dedicate a uno dei due o ad entrambi. Gli altri attori sono poco più che delle comparse.
Se proprio devo muovere una piccola critica, sono rimasta un poco infastidita da molte esternazioni stupite di Amame, più simili a delle grida che a delle esclamazioni.

Concludendo, un drama breve ma di valore, consigliato a tutti gli amanti del genere BL che non disdegnano una sana ventata di freschezza.

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Completed
L.U.C.A.: The Beginning
2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 25, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers
Mi aspettavo un drama tra azione, thriller e - se ero fortunata - un pizzico di romance. L'inizio parte col piede giusto, il ritmo è incalzante, la tematica della sperimentazione genetica sulla specie umana sembra rivelarsi una carta vincente. Il protagonista è un personaggio interessante, a livello di caratterizzazione. Sull'interpretazione, avrei scelto un attore diverso, non dico il classico giovane belloccio ma un attore che - anche se non canonicamente "bellissimo" - avesse comunque un suo fascino. In questo, Kim Rae Won non si può dire sia stato all'altezza: insipido a livello di espressività, esteticamente anonimo, con un taglio di capelli che non fa che peggiorare la situazione. Lee Da Hee, al contrario, regala - come sempre - una buona prova. E' un'attrice che apprezzo particolarmente e che per una volta tanto ho visto in panni un po' diversi dal solito. Altri attori meritevoli tra il cast sono sicuramente il caposquadra della polizia e lo scienziato ricercatore "padre" di Ji Ho.
Tornando alla storia, viene sviluppata molto bene nella prima parte; a un certo punto trova spazio anche il romance, anche più del "pizzico" che mi aspettavo, e questa è stata sicuramente un'altra nota positiva. Poi, però, nell'ultimo terzo della serie, qualcosa va storto. I protagonisti iniziano a comportarsi e ad agire in modo non lineare, le situazioni - affrontate in un certo modo fin dall'inizio - vengono risolte/gestite come non ci si aspetterebbe (e no, non parlo di effetto sorpresa, ma intendo proprio la mancanza di apprezzabile buonsenso), per arrivare a una conclusione che, boh, non si capisce bene da che parte sia saltata fuori. Il personaggio di Ji Ho negli ultimi episodi è poco credibile e coerente, le motivazioni date non stanno francamente in piedi. Anche Gu Reum subisce un po' la stessa sorte, e ciò che è stato importante e fondamentale per due terzi della serie viene messo quasi da parte. Gli ultimissimi minuti mi hanno fatto inevitabilmente pensare a un finale un po' aperto, dove una seconda stagione potrebbe ricollegarsi senza problemi. Non vedo però all'orizzonte un sequel nell'elenco dei futuri lavori dei personaggi principali, per cui, se così fosse, si tratterebbe di un finale un po' raffazzonato. Concludendo, una serie con un buon potenziale, che parte bene ma deraglia verso la fine.

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Completed
One Dollar Lawyer
2 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 7, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 10
Music 8.0
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

Una serie a tutto tondo, originale e con un protagonista spettacolare

"One thousand dollars Lawyer" è una serie che offre davvero tanto. Al centro della scena un protagonista che non può che distinguersi, sia grazie alla bravura dell'attore che alla caratterizzazione del personaggio interpretato. Namgoong Min, brillante e formidabile come sempre, regala allo spettatore un protagonista del tutto originale e anticonformista: dagli abiti di un'eleganza a dir poco eccentrica - in special modo la fissazione per il tessuto a quadri, più o meno grandi, e l'abbinamento di colori non propriamente convenzionali - agli occhiali da sole (diverse paia, alcune abbastanza vistose), sfoggiati anche in ambienti e contesti dove sembrano davvero non c'entrare nulla, alla chioma ondulata ottenuta con l'arricciacapelli. Singolare nell'aspetto, quindi, ma anche nel carattere e nelle modalità relazionali, dove l'approccio sembra farsi spesso beffe dei convenevoli, talvolta anche del buonsenso, dando l'idea di un avvocato a dir poco sopra le righe - per certi versi un po' pazzo - che viene facilmente preso per tale ma che cela in realtà un'intelligenza, capacita e arguzia non indifferenti. Un finto tonto che sa mettere sotto scacco l'avversario, insomma. I momenti seri si stemperano in quelli divertenti, con chicche di comicità apprezzabili, mentre musica, riprese e sceneggiatura sembrano dare il loro valore aggiunto con delle sottolineature che ulteriormente caratterizzano l'originalità del personaggio (non sono poche le scene in cui tra inquadratura e colonna sonora, sembra di avere a che fare con l'eroe di un film western degli anni '80, ad esempio). Apprezzata anche la chicca presente in uno dei primi episodi, dove quando la tirocinante Baek cerca di depistarlo dall'associarla all'omonimo studio legale affermando che è un cognome molto diffuso, cita una serie di persone e, tra queste, nomina "Baek Seung Soo", protagonista di una serie tv reale (Hot Stove League") interpretata proprio da Namgoong Min, ed è quasi esilarante il commento di lui rispetto al fatto che era un ottimo drama e che meriterebbe di avere una seconda stagione. Nella prima parte la trama si sviluppa sul susseguirsi di casi che l'avvocato Cheon accetta per una parcella di 1.000 won (all'incirca 1 euro) e che vince anche se in modi tutt'altro che comuni, ricorrendo a strategie strambe ma che al contempo denotano l'arguzia celata dietro alla maschera di avvocato con qualche rotella fuori posto e facile da mettere nel sacco. I casi rappresentano un'escalation: si parte con quelli più semplici, volti più che altro a introdurre il protagonista che ad affascinare con la vicenda legale in sé - per poi passare a situazioni sempre più impegnative. Ho apprezzato che i casi non andassero di pari passo con gli episodi, spesso la loro risoluzione avviene nel bel mezzo di un episodio e già nelle scene successive s'inserisce il caso seguente. Altra cosa che ho apprezzato è che, a differenza di molte serie investigative con un caso a episodio ma che alla lunga vengono a noia, questa serie prima di incappare nella ripetitività del meccanismo vira abilmente, aprendo uno spaccato sulla vicenda personale del protagonista. E' a questo punto che si inserisce un lungo flashback, indispensabile per comprendere a meglio il presente e che spiega come Cheon sia passato dal essere il distinto, elegante e composto procuratore all'avvocato con uno studio abbastanza squallido e che gira su uno sgangherato furgoncino delle consegne del lavasecco. Due sono i personaggi chiave del suo passato: il padre, con il quale già di base c'è un rapporto particolare e che lo pone davanti alla difficile scelta tra affetto e senso della giustizia, trovando poi un tragico epilogo; l'avvocato della parte avversaria ma che, paradossalmente, fa il tifo per lui in nome del valore della giustizia. Una donna che lo affascina, che lo sostiene, che gli indica una direzione per una nuova vita, che crede in lui e in ciò che può diventare anche a livello di essere umano (l'invito a sorridere più spesso, a ridere e a mostrare quel lato divertito, piacevole e cordiale che lui cerca evidentemente di sopprimere). L'attrice che interpreta il personaggio non è tra le mie preferite: ha già lavorato con l'attore protagonista e il duo funziona anche, ma mi ha sempre ispirato una innata antipatia, per cui la sopporto meglio quando interpreta personaggi della schiera dei cattivi (o quasi) come in "My dearest". Qui invece è la perfezione fatta a donna: dolce, gentile, retta, fedele a lui e portata a credere alla possibilità di un mondo migliore e più giusto, pronta a lasciare il cinico studio legale per il quale lavora e avviare un'attività in proprio (sarà lei a decretare la famosa parcella da 1000 won), oltre a portare l'inflessibile procuratore a farle una proposta di matrimonio. Ripeto, figura senza difetti che con la sua tragica e prematura dipartita diventa praticamente una santa, lasciando Cheon straziato dal dolore e segretamente desideroso di vendetta. L'ultima parte della serie torna al presente, i casi incominciano a intrecciarsi a questioni legate al passato (del resto misteri e segreti lasciati in sospeso debbono trovare una ripresa - e una degna conclusione - nel presente, altrimenti non avrebbero senso),ma lui appare cambiato: l'aspetto resta singolare, ma più contenuto, quasi una via di mezzo. Idem a livello caratteriale, dove sembrano sovrapporsi le due diverse personalità, il procuratore che era e l'avvocato che si è lasciato il passato alle spalle, per delineare finalmente un personaggio completo di tutte le sue parti. Bello il rapporto con la tirocinante, di carattere e fatto di punzecchiamenti vari, non come quello un po' troppo morbido che c'era con l'ex fidanzata. Peccato non sia sfociato in una nuova relazione, ma il drama è talmente bello di suo che posso anche perdonargli la mancanza di un romance. Simpaticissimo il capo ufficio Sa, elemento sano e divertente, che bilancia spesso il clima della situazione. Più sterili invece i personaggi secondari della procura. Tra gli attori, ho apprezzato in particolare modo quello che interpreta il sig. Baek, nonno della tirocinante e presidente dell'omonimo studio legale: attore che ho già visto in altre serie e che da sempre un valore aggiunto come personaggio secondario (data l'età è sempre il nonno/padre di qualche protagonista). Concludendo, quindi, una serie davvero bella e davvero meritevole, dove regia, sceneggiatura e riprese davvero hanno svolto un ottimo lavoro e si vede, anche se il vero punto forte è l'attore principale che, oltre che bravissimo come sempre, ci regala un personaggio unico nel suo genere ma che a tratti ricorda tanto altri personaggi ben riusciti da lui interpretati (Doctor Prisoner, per l'astuzia e il lato stratega, Chief Kim per la stravaganza ed eccentricità, My dearest e Hot Stove League per i difficili rapporti familiari, Beautiful Gong Shim per la ricerca di sé stesso...e potrei citarne altri: nell'avvocato da 1000 won c'è un po' - forse il meglio - di ognuno di loro.

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Completed
Embrace in the Dark Night
2 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 14, 2024
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 4.0
Acting/Cast 5.0
Music 6.0
Rewatch Value 5.0

In una parola... Sconclusionato

Serie un po' assurda, nel senso che la trama non la si può definire nemmeno inverosimile. Investimento su coerenza, credibilità e senso logico pari a zero. Abbiamo un protagonista sicuramente affascinante e calato nel ruolo del giovane freddo e impavido e una fanciulla esteticamente graziosa e poco altro (il personaggio probabilmente non voleva essere insipido e fastidioso, ma è così che risulta per tutta la durata della serie). Una sfilza di scene romantico-provocatorie, sature di cliché ripetuti come cadute all'indietro sul divano, placcaggi al muro, agguati vari (perchè più che un corteggiamento è questo che sembra) che possono soddisfare gli occhi a cuoricino di chi cerca un romance con scene in parte appassionate (dico in parte, perchè la chimica può esserci anche in una scena non esplicita, paradossalmente senza nemmeno un contatto fisico...e, soprattutto, vale anche il contrario, ovvero scene d'amore che non trasmettono alcunché). Questo, sostanzialmente, quanto messo sul piatto. La storia - se così possiamo chiamarla - viene ricamata di conseguenza, dando vita a una trama allucinante che deve forzatamente portare alle scene prefissate. Ci sono innumerevoli situazioni e momenti - ma proprio innumerevoli - dove le possibili opzioni di azione e reazione sono molteplici, alcune anche di semplice buonsenso, che non vengono minimamente prese in considerazione, forzando la sceneggiatura a un'evoluzione davvero artificiosa e cieca. Non c'è trama, e soprattutto non c'è logica. Giusto molte scene tra i due, che alla lunga sembrano davvero tutte uguali e che possono essere valutate solo per quelle che sono: singole scene, non certo una serie. Visione che si può saltare senza tentennamenti.

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Completed
Snowfall
2 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 18, 2024
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 6.0
Music 7.0
Rewatch Value 5.5
Avevo grandi aspettative rispetto a questo drama, complici anche le molteplici impressioni positive. I primi episodi sono stati in tal senso una conferma: ottima qualità di sceneggiatura, riprese, montaggio, grande cura per i dettagli storici e l'ambientazione. C'è stato un investimento in termini economici e di attenzione e si vede. Le premesse promettono bene, l'avvio ha il potenziale di una grande storia con un taglio originale e uno scenario storico poco inflazionato. Ammetto che il protagonista maschile non mi ha del tutto convinta fin dall'inizio, l'avrei svecchiato, perchè più che un'aura di fascino antico aveva un'aria un po' attempata. Avrei visto un protagonista che dimostrasse una trentina d'anni e una maggiore verve, insomma. Se i primi episodi li ho apprezzati dal primo all'ultimo minuto, vero è che la storia prosegue calando, perdendo un poco alla volta ma in modo costante tutto il fascino iniziale. Ho avuto come l'impressione di un baricentro spostato in corso d'opera, la mia mente si aspettava una storia e intanto la serie prendeva tutta un'altra direzione, si fissava su questioni poco allettanti ponendole al centro e tralasciando o comunque non sfruttando adeguatamente tutto il potenziale imbastito nei primi episodi. La ricerca del fratello perduto è diventata ingombrante come una pianta infestante e alla fine, tra tanti candidati, l'identità svelata mi ha lasciato perplessa. Ho fatto davvero una grande fatica ad arrivare alla fine - finale deludente quanto il resto - e mi sono stupita perchè l'inizio era stato davvero eccellente. Per assurdo, se devo scegliere preferisco serie mediocri che si presentano come tali dall'inizio alla fine e che vanno apprezzate con tutte le considerazioni e i limiti del caso, piuttosto che drama come questo, ai quali darei una valutazioni altissima iniziale e una pietosa finale, dove la media matematica non sembra mai comunque corretta e lascia in ogni caso la sensazione di qualcosa che è andato storto. Da vedere solo se accompagnati da una buona dose di scarse aspettative.

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Completed
Playful Kiss
2 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 18, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 7.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Versione un po' poco all'altezza del manga originale e degli altri suoi adattamenti

Adattamento coreano del manga "Itazura Na Kiss": sarà perchè piuttosto datato (2010), sarà perchè la versione giapponese "Love in Tokyo" e il suo sequel difficilmente potranno essere superati, ma devo dire che ho proprio faticato a finirlo e ad apprezzarlo. La storia è quella, ma la sceneggiatura è debole, la recitazione non convince, benché apprezzi gli attori che interpretano i protagonisti in questa serie li ho trovati poco performanti, calzanti e incisivi, in particolare modo lui. Altra cosa che mi disturba - questo più che altro è un mio limite - sono i tagli di capelli maschili delle serie pre 2010, e questo drama non fa purtroppo eccezione. Ho adorato il manga e se proponessero mille adattamenti diversi li vedrei tutti volentieri, perchè alla coppia Naoki/Kotoko (o con altri nomi se la versione non è giapponese) mi sono un po' affezionata. Questa però è una versione che davvero funziona poco, una sorta brutta copia dell'originale. Non mi resta che sperare in un futuro remake made in Corea fatto come si deve...

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Completed
Prison Playbook
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 18, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.5
Acting/Cast 9.0
Music 7.0
Rewatch Value 9.0

Un piccolo gioiello da non perdere assolutamente!

Questo drama si è rivelato davvero una gran bella sorpresa. L'avevo messo in lista per via della presenza di Jung Kyung Ho, attore che sto apprezzando sempre di più. La serie conta in totale 16 episodi, estremamente ricchi senza mai essere frettolosi: incredibile come con un ritmo calzante ma non precipitoso, riescano a susseguirsi un gran numero di eventi in un singolo episodio. Il tempo sembra dilatarsi, in senso positivo, si arriva alla fine di ogni puntata soddisfatti di quanto appena visto e contenti del fatto che ce ne siano ancora altri da vedere.
La sceneggiatura è solida, il background complesso e ben curato. L'attenzione dedicata alla serie si evidenzia sotto molti aspetti, dalle riprese, dal montaggio, dalla sceneggiatura stessa, dalla cura per i dettagli. Forse un attimo di smarrimento all'inizio del terzo episodio, dove ho avuto l'impressione di un tratto disconnesso dalla fine dell'episodio precedente, ma pazientando un poco tutto torna nello schema logico. Belle le riprese che diverse volte sfumano quasi nel bianco/nero, mai per caso ma sempre a sottolineare momenti salienti. Se parliamo dell'ambientazione, ci troviamo davanti a una serie ambientata per la maggior parte del tempo all'interno di un penitenziario ma dove la tematica sportiva del baseball è di fatto costante e motore di tutta la storia. Presenta l'accenno di due storie d'amore, un coppia che si riunisce e una che si forma da zero (che poi è quella che più ho apprezzato). Parlo di accenno perchè il fulcro del drama è in realtà l'aspetto bromance, ovvero il legame tra quelli che a conti fatti sono i due protagonisti, due amici - migliori amici d'infanzia e del periodo scolare - ritrovatisi in età adulta vestendo i ruoli rispettivi del detenuto e del secondino. Una delle poche cose che non ho compreso, anzi diciamo l'unica, è come mai i due si fossero persi di vista da un decennio, dato che erano migliori amici e che, una volta che il destino fa incrociare nuovamente le loro strade, riprendono lo stretto rapporto di prima come se l'amicizia, negli anni, fosse rimasta intatta. Ad ogni modo, dall'interazione non solo a parole ma anche negli sguardi, nelle azioni e nei gesti trapela questo stretto legame, questa fiducia indissolubile e conoscenza dell'altro, dove con uno sguardo si può capire il non detto e il non voluto dire. Davvero, il sentimento fraterno è rappresentato in modo impeccabile. Loro due sono i protagonisti del drama, ma la storia è ricca grazie anche a numerosi personaggi secondari che tanto secondari non sono, ma che con le loro singole vicende calcano a turno la scena. Dal Galeotto al Pazzo (una delle figure più complesse, con storia altrettanto complessa alle spalle), al capitano Yoo, al tenente Paeng (splendido personaggio interpretato da un bravissimo Jung Woong In, che per una volta non veste i panni del cattivo di turno ma sa ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto nello schieramento dei buoni). Per quanto riguarda Jung Kyung Ho (l'attore che interpreta Lee Joon Ho), ha dimostrato ancora una volta grande talento e versatilità: è un attore che trovo sempre molto sobrio - anche nei momenti divertenti e scherzosi - con un'eleganza intrinseca che sa esprimere attraverso gli sguardi, il portamento e la voce (di quest'ultima, timbro e cadenza mi ricordano incredibilmente quella di Namgoong Min, punta di diamante tra gli attori coreani, per quanto mi riguarda). Che dire, una serie davvero complessa e completa, di alto livello e con minimi difetti, che consiglierei a chiunque di vedere perchè davvero merita! Non do il massimo come valutazione poiché sono irrimediabilmente fan dei grandi romance, e questo no lo è, nessun batticuore da grande amore al centro della scena. Ma, al di là di questo motivo, è come se gli avessi dato il massimo del punteggio. Da non perdere!

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Completed
Cutie Pie
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 31, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 1
Overall 6.0
Story 4.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Un drama melenso e senza trama

Ho visto questo drama tempo fa, forse dopo le primissime BL Thai. Mi aveva un po' delusa, l'avevo guardato sbrigativamente e poi archiviato. A distanza di alcuni mesi, ho provato a dargli una seconda chance. Niente, la prima impressione era quella giusta.
L'unico pro credo sia la buona chimica di coppia, sia per quanto riguarda il pairing principale che quello secondario.
Di contro, tante cose. Dal fatto che, diciamocelo, una trama non esiste. Ci sono solo una serie di elementi infilati - a volte un po' a caso - per accompagnare la relazione dei protagonisti nella direzione in cui si vuole andare. Non ci sono grandi drammi, veri e propri ostacoli, ma ci si limita a puntare tutto sul tema del "segreto" e del "non detto", anche dove ciò che viene celato non è niente di eclatante, tant'è che una volta svelato non va a sconvolgere chissà quali equilibri. Alcune scelte, poi, risultano così forzate da essere un po' assurde, vedi il fatto che i due siano stati promessi fin dalla tenera età per volere delle rispettive famiglie (ah, la logica, questa strana cosa misteriosa!). Gli attori abbastanza bravi, anche se l'attore che interpreta Lian mi suscita antipatia a prima vista. Se da una parte, dicevo, non esiste una storia vera e propria, dall'altra a peggiorare la situazioni arrivano una quantità disumana di scenette assurde: un conto è il momento un po' glicemico, ma comunque emozionante e romantico, un altro sono i siparietti melensi, così sdolcinati da risultare ridicoli e quasi imbarazzanti. Ecco, per arrivare alle - non poche, va detto - scene appassionate tra i due occorre però sopravvivere alla pioggia di zucchero a velo del prima e spesso anche del dopo.
Giusto per completezza, mi sono fatta del male e ho guardato anche il sequel e, non contenta, anche la spin-off su Yi e Diao. Per entrambe, confermo quanto già detto per la serie originale. Anzi, in alcuni passaggi sono riuscite pure a essere al di sotto di "Cutie Pie", che non è cosa da poco. Il giudizio finale è una sufficienza risicata, giusto per l'affiatamento tra le coppie. Ma non lo ritengo un motivo sufficiente per consigliarne la visione.

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Completed
Hyde, Jekyll, Me
2 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 11, 2024
20 of 20 episodes seen
Completed 1
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Quando il troppo stroppia e i pregi diventano difetti

L'idea alla base della serie non è nuova - come dice il titolo si ispira al noto Dr.Jekyll e Mr. Hyde - ma la chiave di lettura sembra avere un buon potenziale di partenza: un Jekyll freddo, cinico, egoista e per nulla empatico e al contrario un Hyde che invece di essere un alter ego malvagio viene dipinto come un eroe, un salvatore, costantemente permeato da sorrisi e buone intenzioni.
Un meccanismo rovesciato che mi ha incuriosita e che già dopo i primi episodi mostra un ulteriore inversione: Seo Jin non è poi così freddo e calcolatore come si sforza di apparire e d'altro canto l'altruismo di Robin non è proprio così smisurato. Un doppio flip che sembra voler rimettere tutto in discussione, gettando l'idea che "la verità non è quella che appare". In realtà, alla fine, la verità si troverà un po' nel mezzo.
A condire la storia ci sono dei buoni temi a supporto: la psicanalisi, i ricordi del rapimento durante l'infanzia, con tematica poliziesca annessa.
Tanti aspetti positivi, insomma. Eppure...c'è mancato poco che non la terminassi. Il ritmo - non dico incalzante, ma quanto meno coinvolgente - dei primi episodi rallenta a una velocità da crociera. Il giro di boa l'abbiamo a metà serie, con la protagonista che finalmente fa 2+2 e scopre che non esiste alcun gemello, ma sia prima che dopo i tempi sono davvero troppo dilatati, parliamo di 20 episodi che potevano benissimo essere riassunti in poco più della metà. E poiché il troppo stroppia, tutti gli aspetti positivi sopracitati diventano delle zavorre: la questione dell'avvicendarsi dei due sembra voler proseguire all'infinito, la storia del rapimento e del recupero dei ricordi sembra la saga della "storia infinita", la dottoressa segregata, le sedute ipnotiche, ecc... a una certa viene da dire "ok, abbiamo capito, ora però andiamo avanti!". Sostanzialmente è proprio questo dilungarsi esasperante che affossa una serie dalle premesse più che buone. Anche il triangolo amoroso viene trascinato fin quasi alla fine e risolto con un ricongiungimento che non ha il tempo di essere percepito come tale (più che un protagonista che alla fine è sia Robin che Seo Jin, la spiacevole impressione è che lei si sia sposata con Robin per poi trascorrere la vita con Seo Jin). Poteva essere gestito meglio, insomma. In ultimo, c'è davvero un eccessivo buonismo: il dualismo bene/male di Jekyll/Hyde sparisce, e vogliamo far risultare buoni entrambi. Non contenti, anche al padre di Seo Jin viene condonato molto e, perchè no, pure l'amico d'infanzia, che ha fatto da antagonista per buona parte della serie, entra nella squadra dei buoni redenti. Alla fin fine, i cattivi sono tutti spariti, insomma.
Per quanto riguarda i due attori protagonisti, non conoscevo l'attrice ma l'ho apprezzata molto. L'attore che interpreta il Presidente l'ho già visto in altri drama - in primis Suspicious Partner - e lo trovo sempre una valore aggiunto. Quanto a Hyun Bin, servono due parole a parte: l'ho conosciuto nel più acclamato "Crash landini on you", che è stato anche il mio prima k-drama in assoluto, e che ha fatto da apripista a tutte le serie asiatiche che ho visto successivamente. Non avendo termini di paragone, all'epoca, l'avevo trovato ineccepibile - pur nei panni di un personaggio non particolarmente scattante, va detto - ma molti degli altri suoi drama ero finita poi per abbandonarli, ridimensionando la sua bravura a una triste monotonia interpretativa. Con questa serie, invece, si riscatta decisamente: non solo perchè ricopre ruoli diametralmente opposti ma perchè emerge in entrambi tutta quell'energia che mi era sembrata sopita persino nella sua sopracitata serie di maggior successo. Consiglierei questa serie? I primi episodi valgono la pena, ma mettete in conto di non arrivare alla fine.

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Completed
Beautiful Gong Shim
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 28, 2024
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 9.0

La ricetta per la commedia perfetta!

Al di là del voto che si può dare a una trama, alla recitazione, alla sceneggiatura o quant'altro, per me il metro di valutazione di un drama si riconduce spesso a un solo quesito: quante volte ho riguardato la serie? Nel caso di Beautful Gong Shim, direi abbastanza da farla finire tra le mie preferite.
Ci sono i tratti spensierati e divertenti - a volte proprio esilaranti - di una commedia fresca e frizzante. C'è un mistero da risolvere, questioni da dipanare, situazioni difficili da affrontare nel presente e da ricollegare nel passato. Non è una serie insipida e senza trama, che non sa bene dove inizia e dove vuole arrivare. Il punto di partenza e la linea di arrivo erano evidentemente ben chiare in coloro che hanno ideato la storia. E, nel mezzo, c'è lo spettacolo: quello di qualità, che intrattiene, che emoziona, che fa riflettere. C'è una protagonista che inizialmente mi ha spiazzata, nel suo aspetto un po' scialbo che non si mostrava come il finto brutto anatroccolo pronto a trasformarsi in un cigno, ma che così rimane fin quasi alla fine. Kong Shim si rivela un personaggio espressivo, dove l'aspetto perde di significato e consente di aprire una finestra che guarda dentro il personaggio, alle sue emozioni, alla scarsa autostima, ai desideri. Si entra in empatia con lei e si torna a seguirla "da fuori" osservandola con simpatia, perchè se non è "carina" esteticamente, è "carina" nel suo modo di essere. Se poi a un'attrice che per l'appunto si rivela davvero una notevole sorpresa si affianca poi uno dei migliori attori coreani - anzi diciamo pure il migliore, per quanto mi riguarda - non può che derivarne una coppia sensazionale. Namgoon Min, attore superbo su tutti i fronti, riveste i panni di un personaggio ben studiato e complesso, che gli permette di dare prova della sua versatilità e capacità recitativa, dando vita a un An Dan Tae espressivo e affascinante, singolare e intrigante, sensibile e intelligente, divertente e profondo. Gli attori secondari un po' scompaiono, al confronto, ma non è poi un gran problema: la chimica che c'è tra la coppia principale domina lo schermo senza mai annoiare. Entrambi i personaggi subiscono un'evoluzione, che se per lei è la conquista della propria autostima, della fiducia nelle proprie capacità e nel riconoscimento di queste da parte degli altri, per lui è un po' la ricerca del suo posto nel mondo, il venire a patti con le proprie radice, scoprendo i tasselli di un passato che mancava. Azzeccata la colonna sonora.
SPOILER: se dovessi proprio trovare un difetto, un unico passaggio poco sensato in una trama che per il resto è certamente coerente, è la motivazione - nella parte finale - dell'allontanamento tra i due: che fosse "preso" (24h su 24?) o che il mantenersi in contatto il vivere a distanza...nessuna delle due spiegazioni è sensatamente valida e realistica. Ma, del resto, senza una separazione - non solo geografica ma anche relazionale - non avrebbe potuto esserci il grand finale con la coppia che si ritrova. Diciamo che il meccanismo causa-effetto aveva bisogno di una "causa" un po' più credibile, al di là della riuscita dell' "effetto" desiderato. Ma si tratta giusto di una piccola svista, di poco conto rispetto al resto. Concludendo, un drama che vale davvero la pena vedere, una piccola perla che rischia di passare inosservata (io stessa ammetto l'ho scoperta solo perchè ero alla ricerca di altri drama con Namgoong Min).

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Completed
Would You Marry Me?
3 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 15, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 7.0
Music 5.5
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

La risposta - più rivolta al drama che al titolo - è un meritato e convinto "no".

Commedia romantica fortemente incentrata sul tema del finto matrimonio – matrimonio di convenienza. Tematica già affrontata innumerevoli volte in innumerevoli drama, riproposta con tale frequenza da risultare spesso noiosa. Un filone che a mio avviso non merita necessariamente di esaurirsi ma che deve essere quanto meno ben fatto e, meglio ancora, giocarsi un taglio originale e innovativo (in questo senso ne è un ottimo esempio “When the phone rings”, dove il finto matrimonio andava nascosto invece che mostrato).
In questo drama spunti originali di certo non ce ne sono, tutto è molto prevedibile fin dall’inizio. Rispetto al “niente di nuovo ma almeno ben fatto”, direi che la prova è riuscita a metà: la coppia principale funziona e garantisce un buon ritmo alla storia, ma c’è stato un uso esagerato di stratagemmi – spesso poco credibili – per forzare la trama nella direzione voluta. Al di là di tutte le motivazioni che portano lei a proporre il finto matrimonio all’omonimo del fidanzato traditore, e ai motivi per i quali lui infine accetto (e già qui l’effetto “coincidenza”, tra connessioni professionali e trascorsi d’infanzia viene ampiamente abusato), seguono poi tutta una serie di situazioni davvero al limite, dove pur colti in flagrante scappano a nascondersi in modo ridicolo, senza tra l’altro generale una sensata reazione nello spettatore di turno (dai parenti di lui, al dirimpettaio di casa, all’ex fidanzato di lei). Scadiamo un po’ in una comicità da situazione non-sense che poco c’entra e per nulla impreziosisce la serie. Le mille complicazioni che si presentano una dopo l’altra, tutte fronteggiate con scelte discutibili che creano un castello di bugie palesemente traballante, tolgono spazio ai finti novelli sposi, che quasi non riescono a ritagliarsi scene dedicate al ruolo di coppia felicemente sposata, che poi sarebbe il perno centrale dell’intera serie.
Verso la metà arriva la svolta, lui si confessa e lei scopre il loro legame passato. Se da una parte ho apprezzato che le carte fossero state finalmente scoperte – sarebbe stato noioso trascinare il segreto fino alla fine della serie – dall’altra sembra che non ci sia stata la capacità di giocarsele bene. L’impressione di essere sempre un po’ sottotono si fa via via più persistente e la scelta di come sviluppare la trama e le varie vicende non sempre è azzeccata. In particolar modo il ritorno dell’ex fidanzato è veramente insensato: all’inizio del drama lascia Me Ri su due piedi, tagliando di netto ogni legame e ribadendo – quando lei in difficoltà proverà a contattarlo – di essere ormai praticamente due estranei. Poi, mollato a sua volta dall’amante, ricompare sulla scena vantando delle pretese che non possono essere credibili nemmeno nell’ottica di un ottuso egoista come lui. Compare sulla scena, non si comprende bene vantando quale diritto, e a peggiorare le cose Me Ri si sente quasi in dovere di dare spiegazioni. Capisco l’intento legato al rientro del personaggio, dalla rivalità con il protagonista, ai fraintendimenti sull’omonimia, al diventare poi una minaccia per la “finta” coppia. Ma non ci sta comunque, è pensata male e gestita senza grande convinzione. Riprendendo il paragone con le carte, dopo averle scoperte non si sa bene come giocarle e si finisce per riprenderne anche dal mazzo di quelle scartate.
Arrivati a metà serie il ritmo ha subito un forte rallentamento, mentre in termini di sostanza ci si inizia a chiedere con cosa si andrà a riempire tutti gli episodi mancanti, già che sul piatto non sembra esserci rimasto gran che.
Se la prima metà non è risultata accattivante, la seconda va ancora più alla deriva. Le stesse dinamiche si ripropongono più e più volte – in particolar modo l’ex fidanzato che ha la pretesa di tenere tutti quanti sotto scacco – mentre il tema del matrimonio di convenienza diventa un vago ricordo, con la protagonista che diventa figura di contorno mentre la vicenda, sentendo forse di aver esaurito il filone narrativo, cerca un’ancora di salvezza nel mistero che avvolge l’incidente che ha sconvolto la vita del protagonista 25 anni prima, rendendolo prematuramente orfano.
L’ultimo episodio torna col focus sulla coppia, con un’accozzaglia di banalità che ormai – visto il tenore dell’intero drama – non stupiscono più di tanto. Conclusione piatta e insipida, tristemente in linea con tutto il resto.

Rispetto al cast, buona ma non eccellente la prova degli attori protagonisti. Choi Woo Shik credo di averlo intravisto in qualche altro drama, ma non si è fatto particolarmente ricordare. In questa serie riesce abbastanza bene a portare in scena il ruolo assegnato, pur non riuscendo a definirlo in modo netto. C’è sempre l’impressione che sia un po’ indefinito e indistinto, a tratti fumoso, nella caratterizzazione. Jung So Min al contrario è un’attrice che mi riporta alla mente diversi drama, dal lontano “Playfull kiss” al ben riuscito “D-Day”, fino al tristemente sentito “The smile has left your eyes”. E’ un’attrice carismatica che esteticamente mi ricorda molto Suzy Bae, adatta a vestire i panni di protagoniste decise e di carattere, sebbene questo sia forse un po’ anche il suo limite. Ciò nonostante, anche in queste vesti il personaggi tende ad appiattirsi, nell’ultima parte perde anche quel brio spigliato che – quanto meno – rendeva apprezzabile Meri nella prima metà del drama.

In conclusione, non è il primo drama sul tema del finto matrimonio e non sarà di certo l’ultimo. Tra i tanti, molti non hanno però ragione di esistere e questo lo annovererei – mio malgrado – in questa seconda categoria. Da dimenticare (senza nemmeno troppo sforzo).

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Completed
When Destiny Brings the Demon
3 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 2, 2025
33 of 33 episodes seen
Completed 2
Overall 9.5
Story 8.5
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 9.0
This review may contain spoilers

Una coinvolgente storia d'amore che trascende le dimensioni dello spazio e del tempo

IL GENERE - Viene indicato come romantico, xianxia, drammatico e fantasy, ma direi che è fondamentalmente un romance e il resto sono sottogeneri che fanno da background.
Bene per gli inguaribili amanti delle love story come la sottoscritta, ma buono a sapersi anche per chi è ricerca di qualcosa di più equilibrato, dove il tema romantico sia presente ma non in maniera predominante.

L’ARCO NARRATIVO - Suddividerei la storia in tre parti: la prima, ambientata nel regno immortale è dedicata a incontro, conoscenza reciproca e instaurarsi della storia d’amore; la seconda si sposta nel regno demoniaco, dopo la brusca separazione e amnesia di lei, con conseguente ritrovo e riconoscimento; l’ultima, con la coppia ripristinata e riunita - a intermittenza - alle prese con nuove e ripetute tribolazioni, tra regno demoniaco e regno dei mortali (antico e moderno).
Una scelta interessante e complessa, che ha il pregio di ovviare all’effetto noia proponendo qualcosa di nuovo prima che quest’ultima subentri. I 33 episodi risultano infatti decisamente scorrevoli, magari non tutti perfettamente bilanciati ma caratterizzati da un buon ritmo, senza situazioni di stallo.

L’EVOLUZIONE DELLA TRAMA E DEI PERSONAGGI
PRIMA PARTE - E’ quella che a mio avviso mostra il miglior equilibrio tra storia di presentazione del contesto e dei personaggi, aspetti fantasy, intrighi e combattimenti, e il romance nascente. Il tutto si è rivelato abbastanza chiaro e comprensibile anche a una neofita come me, senza risultare eccessivamente prolisso. Qualche piccolo dubbio mi è rimasto rispetto all’arrivo della protagonista dal mondo moderno, che prende di buon grado la nuova situazione senza farsi troppi problemi, quasi fosse una normalissima vacanza (Cosa è successo? Come tornare indietro? Che fine sta facendo la sua vita nel mondo reale? Sono tutte domande che si sarebbe dovuta inevitabilmente porre, e invece niente, non ci sprecherà mai il pensiero di mezzo neurone).
Il fatto che per Ting Yan sia tutto nuovo aiuta lo spettatore a prendere dimestichezza con l’ambientazione, procedendo passo per passo. Simpatica la sua caratterizzazione spensierata e divertente, facile da accontentare, priva di ambizioni e amante delle cose semplici. L’incontro e le prime interazioni tra i due mi hanno un po’ ricordato “La Bella e la Bestia”, con Sima Jiao sigillato nella torre, superiore a tutti come poteri ma di fatto considerato alla stregua di uno strumento più che di una persona. Freddo, insensibile e distaccato – vuoi per quello che è, vuoi per il trascorso – si ritrova suo malgrado incuriosito da una giovane un po’ strana e buffa che – sorprendentemente – lo vede per la prima volta solo come una persona e non ha alcun secondo fine nei suoi confronti.
Oltre alla divertente interazione che si genera tra la compostezza di lui e l’indole allegra di lei, altri elementi che ho apprezzato sono state le ripercussioni dell’incantesimo della verità, l’utilizzo da parte di lei di termini del mondo reale odierno (con tutta la perplessità di lui e i possibili fraintendimenti), la Piccola Fiamma dalla voce infantile e dal temperamento capriccioso e ribelle, la versione lontra di Ting Yan, i “round” nella Dimora dell’Anima dell’uno o dell’altra.
Qualche passaggio eccessivamente glicemico e stucchevole c’è, mentre lo scontro con gli avversari viene messo a volte un po’ a servizio della love story, per promuovere momenti scenograficamente emozionanti tra i due.

SECONDA PARTE – Si apre con la brusca svolta della separazione tragica tra i due – lui che la teme morta, lei vittima di un’amnesia - mentre l’ambientazione si sposta nel regno demoniaco, con un salto temporale di quasi un ventennio.
L’amnesia temporanea è uno dei cliché che meno mi fa impazzire: mi sa sempre di un escamotage a cui si aggrappa una sceneggiatura scarsa per rimescolare con facilità le carte in tavola, aprendo una parentesi che può essere richiusa in qualsiasi momento e sfuggendo comodamente alle possibili incoerenze. Nel caso specifico, devo dire, l’ho accettata abbastanza di buon grado per due motivi: il primo è che non si dilunga troppo, i due si riuniscono relativamente alla svelta e i ricordi della nostra fanciulla riaffiorano in tempi accettabili; in secondo luogo permette di arricchire la protagonista femminile con nuove e interessanti sfaccettature. Ritroviamo una Lian Ting Yan temprata dagli anni trascorsi sotto la guida del nemico giurato di Sima Jiao e che presenta un carattere più deciso e una maggiore autonomia: alla fanciulla simpatica, amante del buon cibo e del riposo, ma anche costantemente bisognosa di essere difesa e il cui contributo si limitava a una sorta di supporto morale si sovrappone ora una giovane donna forte e capace, più consapevole delle avversità di una vita vissuta non in bambagia. Questo cambiamento promuove un nuovo tipo di interazione con Sima Jiao, scardinando il rischio di meccanismi “già visti”.
La facilità con cui crede al Gran Maestro e mette in dubbio la verità del padre “adottivo” è forse un po’ esagerata e rapida, ma là si può accettare nell’ottica che il suo atteggiamento sia nel subconscio agevolato dal legame che persiste tra i due.E’ da sempre consapevole dell’esagerato desiderio di vendetta che anima il padre “adottivo”. Grazie al legame profondo Sima Jiao sviluppa la capacità di sentire i pensieri di lei: questo da vita a una serie di momenti divertenti anche se, oggettivamente, lo rendono anche più invadente (non a caso lei lo definirà – scherzosamente – un “parassita”).
Un elemento riproposto un po' troppo di frequente è la reazione fisica – in primis di Sima Jiao ma ampiamente utilizzata anche da altri – ad un attacco subito e sintomo di grande debilitazione: in questo drama si tossisce e si rigurgita sangue peggio che in un reparto di tisici all’inizio del secolo scorso. Anche qui, a coppia riunificata, trova spazio qualche picco glicemico non necessario (la scena con Sima Jiao nella torre con lei tra le braccia in un galleggiare di lanterne ce la potevamo tranquillamente evitare, rasenta il “ridicolo”…Che poi è l’unica osservazione intelligente di Feng Qi, meglio noto come il terzo incomodo più insulso che si sia mai visto in un drama).

TERZA PARTE – Si apre con i due regni riunificati sotto il governo della coppia principale e in breve si arriva di nuovo a un punto di svolta. La scena di addio, presa singolarmente, l’ho trovata coinvolgente, tra il bacio disperato di lui mentre le trasferisce il fuoco spirituale, il rinnovo dei suoi sentimenti, il rassicurarla rispetto a un futuro per lei sicuro, la disperazione e l’angoscia sul volto di lei… Scena impattante, davvero. Ma se si tiene conto del contesto, allora il punto di vista cambia. Lei è diventata una donna forte, ha dimostrato di “aver saputo fare qualcosa di sé stessa” (parole di Sima Jiao, quando la vede nelle vesti di Signora dei Demoni, intenta a combattere i fulmini per salvarlo), ha esplicitato il desiderio che lui si apra di più, che impari a chiedere aiuto…e lui le mente spudoratamente, decidendo da solo per entrambi. Consapevole fin dalla fusione del secondo fuoco spirituale che il suo organismo non avrebbe retto a lungo – un conto alla rovescia che si riduce ulteriormente per le gravi ferite che riporta in seguito – decide di tenerla all’oscuro, si isola per mesi con una scusa mentre di fatto pianifica la salvezza di lei e la sua sicurezza futura, decidendo di sacrificare per lei la sua vita comunque ormai prossima al termine. Le uscite “Non dire niente a Sima Jiao”, “non dire niente a Ting Yan”, si ripetono in questi episodi, ciascuno mentre si confida con l’amico fidato di turno. Mi sarebbe piaciuta una maggiore condivisione e trasparenza nella coppia, pur di ciò che è doloroso e senza speranza. Invece no, nascondono i propri segreti con la scusa di non voler turbare o far soffrire l’altro. Il modo in cui Sima Jiao se ne va è a dir poco crudele, in prospettiva. Ricompare un giorno dopo mesi – in ritardo anche rispetto alla data del matrimonio – quindi saluta e se ne va. Anche la sua sincerità non è mai totale, già che dopo un altro salto temporale dalla sua morte – altro ventennio – salta fuori che si era ritagliato un’opzione B nel caso in cui lei si fosse rifiutata di lasciar andare del tutto la sua anima, decretando così la sua rinascita. Troppo stratega e machiavellico, il fine qui non può proprio giustificare i mezzi. Gli ultimi episodi, nel mondo mortale antico, hanno il pregio di mostrare un Sima Jiao più umano e non oppresso dal mezzo millennio vissuto nel dolore. La lotta contro i cattivi si avvia verso la fine, e molti aspetti passati apparentemente irrisolti acquisiscono un senso, anche se questo toglie spazio ai personaggi secondari che diventano poco più che delle fugaci comparse, ed è un peccato (parlerei quasi di abbandono dei personaggi, per certi versi). L’aver sperimentato un nuovo tipo di vita rende Sima Jiao consapevole dell’errore egoistico del passato, da qui le sue scuse sincere con sfogo di rabbia repressa di lei. Un passaggio molto bello, se non fosse che subito dopo la stessa Ting Yan mette in pratica a sua volta quel modus operandi così a lungo sofferto e criticato. L'ultimo episodio davvero compresso, è mancato il tempo per dargli il giusto peso. Il finale dolce-amaro, anche quello un po' risicato quanto a minuti, si chiude dove tutto ha avuto inizio, con le loro anime destinate a ritrovarsi e riconoscersi. Che sia con o senza ricordi, che li possano recuperare col tempo, non è dato di sapere. Sicuramente Ting Yan li conserva nitidamente, confusi per un sogno (per lei sono di fatto passate poche ore). Come lui abbia trascorso la sua vita nel passato, cosa ricordi e come sia arrivato lì - se per volere del destino o grazie alla sua imperterrita ricerca di lei, pur in un mondo della cui esistenza era appena venuto a conoscenza - rimarrà un mistero. L'importante, alla fine, è che si siano ritrovati. Ma potevano ritrovarsi un po' meglio, ecco (e su questo la censura cinese rispetto al tema dei viaggi nel tempo ha le sue non poche responsabilità).

Sul fronte dell’originalità, difficile per me esprimermi non avendo su questo genere molti termini di paragone. Essendo per me la prima volta, si è giocata la carta della novità, ma credo le si possano riconoscere alcuni spunti originali e innovativi.
Un po' troppo raddoppiata la "to-do-list", dove ambedue i protagonisti vengono a turno feriti, si ritrovano in fin di vita, dicono addio all'altro, perdono i ricordi, muoiono, si nascondono importanti verità, sperimentano il dolore del fuoco spirituale, e via dicendo. Facciamo un po' per uno, che male non fa? Anche no.

RECITAZIONE – La scelta degli attori principali è stata davvero azzeccata, al di là della bontà del drama in sé la prova della coppia protagonista ha fatto la differenza.
Non conoscevo Wang Ying Lu, ma mi è piaciuta da morire, capace di regalare una comicità naturale, con una mimica facciale che centra il bersaglio senza mai diventare eccessiva. Regala lo splendido ritratto di una Liao Ting Yan spensierata, semplice e un po’ pigra, promotrice di momenti piacevoli e leggeri, simpatici e curiosi. Credibile anche nella versione senza memoria, dove si coglie il filo conduttore del personaggio ma con un buon discostamento nella caratterizzazione. Anche sulla recitazione delle parti più drammatiche, nulla da dire. Davvero brava.
Altro personaggio splendidamente riuscito è quello Sima Jiao, la cui caratterizzazione è di fatto quella più nelle corde di Chen Fei Yu, attore che seguo con interesse e che sa essere davvero performante in questo tipo di ruolo. In questo drama offre un ritratto vivido e intenso del personaggio di Sima Jiao - destinato alla sofferenza per volere dei cieli e a una vita a difendersi dall’avidità della gente - che si dimostra freddo e distaccato, palesemente altezzoso, sicuramente rancoroso, privo di modestia ma anche meno crudele di quello che da a vedere.
La sua è una recitazione elegante, ricca di micro espressioni e impreziosita da un timbro di voce che – non mi stancherò mai di ripeterlo – è tra i più affascinanti in circolazione (per quanto mi riguarda è secondo solo a Namgoong Min).
Affiatamento di coppia alle stelle, non solo nelle scene prettamente romantiche, che sono comunque innumerevoli (mai visti così tanti baci in un drama, a occhio e croce saranno una ventina). La sintonia tra i due è davvero palese e ben si sposa col tipo di comunicazione che intercorre tra i due personaggi interpretati, spesso ironica, divertita, a volte tenera ma non particolarmente glicemica.

Per quanto riguarda i personaggi secondari, ho trovato un po’ sottotono Ye Ru Ling, soprattutto nella prima parte: la sua storia è anche abbastanza ricca, con tanti margini di sviluppo, ma è un potenziale mezzo sprecato perché poi di fatto non arriva, le sue scene sembrano sempre mancare di qualcosa, il che è un peccato perché meritava uno sviluppo migliore. E’ una figura ambigua, e ci sta, a pelle anche antipatica, incapace lasciare il segno anche nei momenti in cui si schiera con i buoni. Il capo degli otto Pazzi – più che Palazzi - ovvero Shi Qian Lu, è sicuramente un cattivo di tutto rispetto, eccezione fatta per la risata palesemente finta. La sua storia viene tirata un po’ per le lunghe, nella parte finale non dovrebbe nemmeno più rappresentare una vera minaccia, ma c’è da dire che Nan Yan non riesce a subentrare come si deve nel ruolo del cattivo. Solo in parte riuscito è invece Nian Ju – il serpente nero con il cervello da gallina – che nella prima parte mostra un’ingenuità che va oltre la recente acquisizione delle sembianze umane. Piace la sua incrollabile devozione a Sima Jiao, un rapporto di reciproca fiducia che non ha bisogno di essere riconosciuto a parole, ma piace un po’ meno l’indole remissiva e tontolotta che sfodera anche con tutti gli altri (nei primi episodi Sima Jiao lo apostrofa spesso “stupido serpente”… A ragion veduta, mi verrebbe da dire). Va un po’ meglio quando la vicenda si sposta nel regno demoniaco, dove ogni tanto lo vediamo tirare fuori quella spina dorsale di cui anche i rettili sono dotati. Sicuramente toccante è il confronto con Sima Jiao quando, grazie agli sproloqui della Piccola Fiamma, comprende il triste piano del suo Gran Maestro.

REGIA, SCENOGRAFIA & CO.
Scenografia curata e di grande impatto visivo, costumi e acconciature davvero belli (eccezione fatta per la mise ripetitiva e un po’ eccessiva di Ting Yan nelle vesti di Signora dei Demoni). Effetti speciali così così, alcuni hanno funzionato, altri a mio avviso penalizzati da una grafica virtuale decisamente migliorabile. Fotografia di alto livello, così come il montaggio. Regia di tutto rispetto, sceneggiatura, a quanto ho letto, fedele per la maggior parte al romanzo al quale è ispirata.

OST - Le musiche mi sono piaciute molto, già dopo i primi episodi alcuni brani, riproposti strategicamente ad enfatizzare al meglio alcuni passaggi, sono diventati preziosi compagni di viaggio.

CONCLUSIONE – Un 8,5 a mio avviso meritato per la storia, che sale a 9,5 grazie a una recitazione di alto livello che rende la visione decisamente coinvolgente ed emozionante. E’ un tipo di drama sicuramente nelle mie corde, capace di farmi apprezzare l’ambientazione fantasy che ho sempre trovato noiosa. Un drama da non perdere, per tutti gli amanti dei romance-fantasy, o anche solo dei romance, senza dimenticare i fan di Chen Fei Yu e di Wang Ying Lu.

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Completed
Welcome to Samdal-ri
4 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 21, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 5.0
Acting/Cast 8.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Un cast sprecato per un drama piatto e superfluo

Quando ho letto di questo drama poco prima che iniziasse ad andare in onda, qualche perplessità già ce l'avevo. La trama sembrava già mancare di sostanza. Però c'era Ji Chang Wook, attore che apprezzo moltissimo, e speravo davvero di ricredermi, magari già dopo i primi episodi. E invece...
Invece no.
Qualche nota positiva c'è, e a volte è contemporaneamente negativa. Se da una parte l'ambientazione è diversa dai soliti drama, alla lunga stufa. E 16 episodio sono lunghi da trascorrere tra immersioni subacquee, previsioni meteo e i cortili di un piccolo paesino. Se Seul rappresenta la frenesia, Samdal-ri è un luogo placido e tranquillo, molto placido e molto tranquillo. Senza pretese, con il suo piccolo, ripetitivo e ordinario quieto vivere.
La trama ruota attorno al ritorno di Sam dal, autoesiliatasi per anni a Seul, e ora pronta a partire alla riscoperta di sé stessa. In realtà, il suo personaggio non mostra una particolare evoluzione e ciò che costituisce l'ostacolo che la coppia protagonista deve fronteggiare sono sostanzialmente il padre di lui, ostile alla relazione e in balia di un lutto che non riesce a superare, e la madre di lei, che con la sua boa a fiori tiene sostanzialmente ancorato Cho Yong-pil all'isola. Tutto qua.
Tasto dolente è proprio lui Yong pil: un personaggio inconsistente, un bravo ragazzo così esagerato da risultare tonto, più che sincero e genuino. Ed è stato davvero un colpo basso vedere un attore con il potenziale di Ji Chang Wook sprecato - e sottolineo sprecato - in un ruolo/drama che offre davvero così poco. Un attore tra i miei preferiti, ma i cui capolavori come Healer, K2 e Suspicious Partner sembrano ormai vecchi ricordi se paragonati agli ultimi lavori, dove finisce a rivestire i panni di protagonisti poco performanti in drama costruiti su sceneggiature che sembrano fin da subito non voler lasciare il minimo segno. Al contrario, ho apprezzato l'attore che interpretava il padre di Yong-pil, e anche la madre di Sam-dal (la mitica e indimenticabile Ahjumma di Healer).
La serie, dicevo, procede con quelli che vorrebbero essere dei piccoli colpi di scena ma che in realtà trasmettono ben poco, e si avvia verso un finale che lascia ancora qualche flebile speranza di veder decollare qualcosa, per poter dire che tutto sommato ne è valsa la pena di vederlo, tra alti e bassi. E invece no, nemmeno quello. L'ultimo episodio, se possibile, riesce solo a peggiorare la situazione: la tanto attesa mostra di Sam-dal si risolve in modo quasi frettoloso, certo i soggetti delle foto erano scontati, ma confidavo almeno in qualcosa di più toccante - mi sono chiesta per molte puntate che fine avrebbe fatto quel filo rosso, e invece è tornato ad essere una banale sciarpa inquadrata quasi per caso per una manciata di secondi - e gli stessi protagonisti e personaggi secondari sembrano non averla vissuta, figuriamoci chi sta dall'altra parte dello schermo e dovrebbe emozionarsi per riflesso. La puntata finale si consuma, minuto dopo minuto, nell'attesa di qualcosa che non ci sarà: le varie coppie si ritagliano una fetta dell'episodio per concludere le singole vicende, e ai protagonisti non resta che una breve, brevissima scena a dir poco insulsa. E sembra uno scherzo di cattivo gusto, ma lo spettatore a una certa non può che rassegnarsi al fatto che no, non c'è davvero nient'altro. E' tutto lì. Insipido e sbrigativo.
Qualcosa di apprezzabile, qua e là, c'è. Qualche spunto, qualche riflessione, qualcosa c'è. Ma è un qualcosa che doveva fare da perno centrale, mentre invece restano piccoli momenti che emergono da una trama spesso soporifera. Un drama superfluo, del quale non si sentiva la mancanza.

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