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Moon River
2 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 24, 2025
14 of 14 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 7.5
Music 5.0
Rewatch Value 4.5

Quando la noia fa da padrona... Romance storico-fantasy tra uno sbadiglio e l'altro

Noioso.
Tra tutti gli aggettivi che mi passano per la mente pensando a questo drama, il termine "noioso" è indubbiamente quello che si ripropone più spesso.
Noioso perchè dopo i primi episodi la curiosità si esaurisce definitivamente.
Ancor più noioso, se penso che ripropone una serie di meccanismi all'infinito e dinamiche ripetute
Ulteriormente noioso per via dello scambio di corpi tra i protagonisti: non l'ho trovato divertente, piuttosto un diversivo fastidioso - a tratti ridicolo - e del quale avrei fatto volentieri meno.
Definitivamente noioso, persino nel finale: solitamente si spera sempre in qualche scena extra, qualche minuto in più per godersi il tanto sospirato epilogo. Qui no, qui guardavo il tempo rimanente auspicando la comparsa dei titoli di coda che avrebbero chiuso definitivamente il supplizio.

Tutto da gettare alle ortiche?
Onestamente no. Qualcosa - non molto - si salva.
Di certo non la caratterizzazione dei personaggi principali, dove l'immancabile amnesia trasforma la nostra principessa in una facchina che si atteggia a dura, stravolgendone completamente la natura - ricordi o non ricordi poco conta - e andando decisamente OOC. Non è andata molto meglio a lui, che salta da scene serie e credibili a siparietti buffi con esclamazioni strozzate varie, per non parlare degli innumerevoli pianti da vitello (va bene un po di pathos, ma non allaghiamo il set, per favore).
Sicuramente a fare centro non è stato nemmeno il pairing secondario, che personalmente mi ha suscitato solo una perenne insofferenza.
In termini di OST, niente che si sia fatto notare.
A salvarsi è l'attore protagonista, Kang Tae Oh, che sebbene in certe scene sia risultato davvero eccessivo (la colpa credo più del copione che sua), nei momenti più drammatici - no, non il pianto disperato - ha saputo offrire una recitazione convincente. In qualche raro momento ho avuto modo di apprezzare anche alcuni sguardi e posture particolari, di un'elegante compostezza capace di richiamare in qualche modo alla memoria il sublime Lee Jang Hyun di Namgoong Min in "Lovers".
E, sicuramente, si salva alla grande il cattivo di turno, Jin Goo, sicuramente il personaggio meglio riuscito di tutto il drama. Una prova notevole per , che negli ultimi anni ho piacevolmente ritrovato in ruoli ambigui, fatti di chiaroscuri interessanti (in questo caso più scuro che chiaro). Un “Villain” di quelli credibili e ben caratterizzati, che non esistono giusto per contrapporsi all’eroe di turno ma sono il risultato di un percorso tutto loro.

Tirando le somme la definirei una visione accessoria e tranquillamente evitabile, un kdrama che è un investimento – anche e soprattutto di tempo – praticamente a fondo perduto.

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Completed
Marry My Husband: Japan
2 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 6, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.0

Remake che non eguaglia l'adattamento coreano

Remake che non posso onestamente definire brutto, ma che a così poca distanza dall'uscita del drama coreano mi lascia un po' perplessa. Ultimamente ho come l'impressione che appena una serie riscuote un buon successo, gli altri Paesi asiatici corrono a mettere in cantiere un loro adattamento. Sebbene ogni Paese abbia le proprie caratteristiche stilistiche di approccio, e in questo senso avere varie versioni può essere un valore aggiunto, non penso però che tutte le storie si prestino a essere rivisitate in tutte le modalità. Questo, ad esempio, è un drama molto intricato a livello di trama, che la versione coreana ha saputo rendere in modo completo, chiaro e articolato, mentre il remake giapponese risulta un po' troppo concentrato, i passaggi non sempre fluidi, le conversazioni non dico misurate col contagocce e nemmeno ridotte all'osso, ma nemmeno esaustive. Se nella versione coreana la nota stonata era stata per me la scelta dell'attore protagonista (attore che non trovo particolarmente incisivo, anche se forse in quella serie è stato meglio che in altre), qui l'attore maschile doveva essere il punto di forza - già visto e apprezzato in altre serie - ma dove non riesce a brillare particolarmente e si rivela invece un po' sottotono. Come dicevo, il taglio tipicamente giapponese fatica a seguire fedelmente il modello coreano di "Marry my husband" e, forse con una punta di consapevolezza, opta saggiamente per un'evoluzione della vicenda che si smarca dall'altra e diverge sotto diversi aspetti. Scelta sensata, apprezzabile. Ma resta palese che siano entrambi l'adattamento della stessa storia (di cui esistono anche due produzioni cinesi, ancor meno meritevoli).
In conclusione, non sconsiglio nessuno dei due ma, nell'ordine, sicuramente il remake giapponese si posiziona dietro a quello coreano. Se la tipologia di drama piace, bene vedere entrambe le versioni, se il genere non è già tra i preferiti e ci si limita a una visione, meglio allora quella del 2024.

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Completed
Be Passionately in Love
2 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 18, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 4.0
Acting/Cast 6.5
Music 6.5
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

Rom-com giovanile rovinata da una sceneggiatura banale e da un'attrice non adeguata al ruolo

Una serie, questa, che è si è davvero giocata male tutte le carte che poteva giocarsi. E alcune erano proprio pessime in partenza. Si presenta come una classica commedia adolescenziale o poco più, dove i due protagonisti si incontrano l'anno prima dell'inizio dell'università, pongono le basi per una relazione, poi si separano, quindi si ritrovano qualche tempo dopo e da lì - tra alti e bassi - vanno a sistemare e ricostruire il rapporto.
Niente che non si sia già visto un milione di volte, niente che non sarei disposta a vedere un milione di volte, se fatto bene. Ma non è questo il caso.
A partire dalla trama, davvero inconsistente. Le mie visioni pregresse mi portano ad aspettarmi che su 10 commedie romantiche cinesi, una sola riesca a distinguersi per dei contenuti che assomiglino a uno spaccato di realtà (vedi L&P). Purtroppo questa ricade nel restante 90%, quindi i problemi insormontabili non sono poi così insormontabili (e a volte non sono quasi nemmeno dei problemi), le conversazioni sono estremamente banali e senza sostanza, quasi dei riempitivi casuali, per la serie: quando non sai di cosa parlare, parla del tempo. E forse sarebbe stato meglio.
In mezzo a questa moltitudine di uscite prive di spessore si infilano di tanto in tanto questioni che vorrebbero essere serie e rilevanti ma che vengono gestite in modo superficiale e ridicolo, dalla partenza/non partenza per l'estero, al tema dell'adozione/madre biologica al vero padre ritrovato sul finire della serie. Passiamo da "stavo guardando i bei pesciolini nell'acquario" a "sei tu il padre che mi ha abbandonato? Ah, vabbè...facciamo che ti perdono". La sceneggiatura sembra davvero scritta da qualcuno che non sa cosa sia la vita reale, insomma.
L'altra carta che il drama si è davvero giocato male riguarda il cast, in particolar modo l'attrice protagonista, che proprio non funziona. Esteticamente parlando ha l'espressività di un alieno: non si capisce mai cosa pensa o cosa vorrebbe trasmettere. Non ho apprezzato l'attrice, non mi è sembrata adeguata al tipo di ruolo proposto, e anche il personaggio interpretato è quello di una ragazza antipatica, presa da sè stessa, annoiata, fastidiosa, poco empatica. Va da sè che la coppia non può funzionare, per quanto lui (attore protagonista e personaggio interpretato) ci provi da solo a tenere in piedi il drama. Le scene romantiche lasciano a desiderare, l'evoluzione del rapporto tra i due non è mai ben chiaro (non si capisce mai quando stanno insieme, quando si lasciano, quando tornano a formare una coppia e via dicendo). E' tutto fumoso e solo accennato, la partenza di lui per l'esterno sembrava dovesse essere "la rottura" e invece nemmeno parte, ritorna a breve, con lei infastidita da banalità, si riappacificano - forse, sicuramente, ma non è ben chiaro il quando - e vanno avanti così tra tira e molla debolini, questioni mai nette, problemi mai veramente tali e mai veramente affrontati.
Ventiquattro episodi così sono davvero tanto, forse troppo, da sopportare.
La "quasi" sufficienza solo per l'attore protagonista, il personaggio interpretato (dai modi composti e non glicemico, per quanto forse troppo arrendevole con la FL) e per alcune musiche tutto sommato decenti.
Detto questo, evitabilissima.

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Completed
Dear Hongrang
2 people found this review helpful
by Lynnea
May 22, 2025
11 of 11 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 6.5
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Buon period drama con un grande potenziale ma che punta a tenere il piede in due scarpe

Complessivamente un buon drama storico, con un grande potenziale ma anche reo di aver cercato di tenere il piede in due scarpe.
Delle due, l'una: o si punta a una storia ad effetto, dove il perno centrale è il mistero da svelare e la vendetta da perpetrare, in una visione che può richiedere sì concentrazione ma che risulta tutto sommato facilmente godibile, oppure si decide di andare un po' più in profondità e proporre un'opera che va al di là della narrazione fine a sè stessa e utilizza la vicenda per trasmettere un significato più importante, dove la semplice concentrazione non basta ma serve un investimento maggiore in termini di comprensione, per capire che se A dice/fa una cosa e B in risposta ne dice/fa un'altra, il succo della storia non è quello che hanno fatto o che si sono detti, ma il messaggio celato dietro quelle azioni o quelle parole.
"Dear Hongrang" in questo senso cambia spesso idea, come un pianeta che non ha ancora deciso su quale orbita stare e continua a spostarsi dall'una all'altra.
Il tema del dolore che accompagna nella vita in modo costante, il dover continuare a vivere - e in quale modo - quando si è per certi versi già andati incontro alla morte... sono tutti concetti che emergono qua e là in diversi punti, e che caratterizzano in primis gesti, approcci e movenze del protagonista maschile, in un ritratto davvero notevole e ben riuscito. A ciò però si mescolano elementi più leggeri, che invece di smorzare toni altresì troppo pesanti sembrano piuttosto stridere in netto contrasto: l'impressione è stata quella di cercare di scrutare nelle profondità di uno stagno dove la superficie dell'acqua era spesso oggetto di riverberi e increspature varie, graziose e semplici da guardare ma di fatto un elemento di disturbo nell'osservazione dello strato più profondo.

Detto questo, tra i punti di forza della serie ci sono sicuramente la scenografia, i costumi, le luci e i colori anche nei loro contrasti, con riprese studiate per esaltare al meglio e sottolineare a dovere la scena del momento. Qualitativamente, su questo, davvero nulla da dire, così come le musiche - di forte impatto - e la recitazione, di alto livello. L'attrice protagonista l'avevo già vista in un altro paio di serie: non è tra le mie preferite ma in questo drama in particolare non si può non riconoscerle un buon lavoro. La prova dell'attore che veste i panni del protagonista maschile (protagonista che rimarrà sempre senza un nome tutto suo - che non può essere Sterco di Topo piuttosto che Mietitore di anime o Hongrang - e questo è un altro aspetto degno di nota e tutt'altro che insignificante) è davvero ma davvero ottima: gli aspetti che non mi hanno convinta non sono da imputare tanto alla sua recitazione quanto alla sceneggiatura.

Sulla sceneggiatura, appunto, qualche intoppo e qualche scivolone c'è stato. Il rapporto tra i fratelli ritrovati poteva essere gestito meglio, riducendo soprattutto l'accenno sottinteso a un potenziale risvolto incestuoso, davvero inutile e decisamente fastidioso. L'evoluzione del rapporto tra i due porta alla concretizzazione di una storia d'amore che, a conti fatti, non si capisce bene come o dove sia iniziata, lasciando la sensazione di qualche passaggio mancato.
Arrivati al sesto o settimo episodio, devo ammettere, anche la curiosità e l'attenzione hanno iniziato a vacillare: ciò che era stato messo all'inizio sul piatto come tema principale viene accantonato senza motivo a favore di altro, un altro non sempre prioritario. Verso l'ottavo e il nono episodio lo spazio regalato al romance non può non essere apprezzato, anche se per certi versi risulta un po' decontestualizzato. Ci si avvia verso la fine con importanti scoperte e retroscena, alcuni devo dire ad effetto, ma si giunge a una conclusione pur sensata ma sicuramente non gestita al meglio.
Premesso che sono un'inguaribile fan degli happy ending - e forse il mio scarso apprezzamento dei period drama è legato al fatto che spesso i lieto fine latitano - posso però capire e accettare il senso dell'epilogo proposto, per quanto ottenuto in modo un po' forzato (vero che l'avvelenamento da metallo pesante si palesa anche a distanza di anni, ma non si manifesta così dal nulla e per giunta in simultanea tra tutti i sei bambini coinvolti, manco fosse la data di scadenza di un prodotto alimentare).
Parlando di bambini, a caratterizzare la serie è anche la scelta di ricorrere a toni forti, a tratti disturbanti e pesanti, come la tortura e la violenza smisurata su figure giovani e innocenti. Carta importante da giocare, che può anche starci, ma che deve fare veramente parte della partita e non essere accantonata e ripescata all'occorrenza, giusto per riportare un tocco dark dopo alcune scene o passaggi leggeri e disimpegnati.

Vale la pena guardarla? Al netto dei pregi e dei difetti, la risposta è un sì abbastanza convinto. Ma escluderei il rewatch.

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Completed
Lighter & Princess
2 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 10, 2024
36 of 36 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 10
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 10
This review may contain spoilers

La serie numero uno in assoluto.

"Lighter and Princess" non solo entra a sorpresa nella mia top ten - popolata per il resto da drama coreani - ma si posiziona incredibilmente al primo posto. Davvero ineguagliabile.
Produzione di alta qualità, attenzione per i dettagli. La Cina quando vuole su questi aspetti sa distinguersi, ma poi si perde nello sviluppo delle trame. Qui invece no. Qui sforna una serie così reale che è impossibile non immedesimarsi: niente siparietti insulsi o ridicoli, nessuna conversazione artificiosa, nessuna banalità imbarazzante trattata al pari di una rivelazione fondamentale, nessun passaggio poco credibile e buttato lì sotto riflettori esagerati e giusto per far scena. C'è uno spaccato reale che cattura lo spettatore fin dal primo episodio...e non lo lascia più.
La storia racconta degli anni di università, e quelli subito dopo, che vedono al centro i due protagonisti, Li Xun e Zhu Yun, con un meccanismo del tipo: presente-lungo flashback nel passato- ritorno al presente.
L'ambientazione è quella della facoltà di informatica, tema che non solo caratterizza la maggior parte dei personaggi ma che viene portato avanti con attenzione e credibilità: si parla di codici, virus, programmi, giochi online, piattaforme, investimenti, aziende del settore, grafiche e via dicendo. Del resto questo fa parte della vita dei personaggi, è normale sia presente in modo costante: niente di troppo complesso da risultare ostico, ma neppure qualcosa di banalizzato e accennato solo di sfuggita, come inserito tanto per dare un senso agli studi dei personaggi o ai loro interessi. No, affatto. Qui ogni singola tematica è ben sviluppata, nella giusta misura.

In questo drama ho ritrovato quella che è ormai a pieno titolo la mia attrice cinese preferita, protagonista anche di un'altra serie (Fall in love) da me molto apprezzata. L'attrice, di una bellezza singolare - non ha forse i lineamenti fini di mille altre sue colleghe - ha un fascino magnetico e carismatico, grande espressività nella mimica facciale e nello sguardo. Come nell'altra serie che ho citato, interpreta un personaggio femminile che mostra una cieca e incrollabile fiducia nei confronti del protagonista. Salvo una situazione in cui viene praticamente portata, con tutti gli stratagemmi possibile, a prendere le distanze da lui, per il resto la sua fiducia e il suo amore sono praticamente incrollabili, ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo, perchè invece che sottoporre lo spettatore a una serie di cliché infiniti di tira-e-molla e di assurdi fraintendimenti, qui si può ammirare lo sviluppo e la sinergia di coppia. Brava, brava, bravissima.

La punta di diamante della serie, però, è il protagonista maschile, Li Xun. Interpretato da un bravissimo attore che non conoscevo e che trovo semplicemente perfetto per il ruolo, capace di portare avanti con coerenza il carattere singolare del giovane protagonista, anticonformista e ribelle, asociale e geniale, intuitivo ed ermetico, ironico e distaccato, con un passato difficile alle spalle, un QI senza eguali, grandi ambizioni e la ferrea volontà di essere l'unico artefice del proprio destino. Semplicemente spettacolare. E Arthur Chen veste perfettamente i suoi panni, con gli sguardi impassibili ma che inchiodano, l'atteggiamento distaccato e freddo, le risposte concise e senza orpelli. Il fascino di questo attore è più nella sua espressione imperscrutabile che nel sorriso, che paradossalmente non mi fa impazzire. Esteticamente, inoltre, altro meritato 10 e lode, sia nella versione platino - singolare nelle serie asiatiche, ma qui la capigliatura anticonformista stava benissimo - sia nella versione poi tornata castana, sia nel taglio più corto e scuro (forse esteticamente quello che ho preferito di meno, ma che ammetto serve a conferirgli un'aspetto più maturo e autorevole).
Lui è la figura che più di tutti evolve nel corso del drama, rimanendo tuttavia fedele alla sua caratterizzazione. Non è ribelle nei confronti della giustizia, contrariamente a quanto si può pensare. La prima volta che viola la legalità, è palese che lo faccia a malincuore, spinto dal bisogno assoluto di pagare alla madre le cure di cui necessita. Non è però fiero di sé stesso, e quando si trova a dover assumersi la responsabilità del proprio gesto, lo fa con la consapevolezza che è giusto così (non va dalla madre di Zhu Yun a chiedere un trattamento di favore per sé stesso, e nonostante ciò che dice a Zhu Yun quando le prova tutte per allontanarla non è nemmeno vero che incolpa la madre di lei, è ben consapevole che la donna ha fatto semplicemente ciò che era giusto fare, ovvero espellerlo). La seconda volta che infrange la legge, è decisamente premeditata, inizia a prendere forma nella sua testa quando ancora nessuno può nemmeno immaginarlo: consapevolissimo di compiere una brutta azione - si preoccupa di allontanare da sé Zhu Yun in tutti i modi - per poi ripagare letteralmente "occhio per occhio" la persona odiosa che ha indirettamente causato la morte della sorella. Li Xun poteva trovare modi subdoli per sabotarlo, sfruttando le sue doti e senza farsi beccare. Invece compie un'azione plateale, consapevole delle conseguenze e accettandole pienamente in anticipo: autore del proprio destino, compie una scelta che è solo sua. La sua fermezza è costante ed è sicuramente il tratto che più lo caratterizza.

Ho adorato l'evoluzione della coppia: lui è incuriosito da lei, ma non lo vuole ammettere. Lei è affascinata da lui, ma insofferente ai suoi modi. Sono praticamente cane e gatto, e non perdono l'occasione per battibeccare, lanciarsi frecciatine, ironizzare, rispondere a un attacco con un contrattacco. E' una dinamica davvero bella da seguire, sembrano interagire con un codice tutto loro e molte scene apparentemente ordinarie sanno coinvolgere quanto i momenti romantici (e ce ne sono anche di quelli, complice una chimica davvero notevole tra i due). Questo a mio avviso il pregio maggiore della serie, ovvero che anche tolte le scene "da bacio" - e, ripeto, non mancano - ogni singolo episodio è saturo di momenti altrettanto emozionanti. Giusto per elencare qualche parola chiave, non tanto spoiler ma di immediata comprensione per chi ha visto la serie:

- il racconto di Zhu Yun sul golden retriver tinto
- la usb a forma di porcellino (e il virus a forma di maialino che manda in tilt più di un computer)
- la foto strappata e ricomposta
- l'accendino e la principessa
- gli aeroplani di carta
- la definizione di principessa
- i fiocchi di neve sul palmo della mano
- i massaggi a braccia e schiena
- la camicia di Li Xun
- le rose blu
- il biglietto con il quale Zhu Yun si impegna ad accontentare una qualsiasi richiesta di Li Xun (che trova uno splendido collegamento nell'episodio speciale della proposta di matrimonio)
- i fuochi d'artificio
- il vestito da principessa
- il solletico
- il re e il cavaliere
...e potrei continuare oltre. Proprio su questo ultimo riferimento - richiamato anche dalle parole della sigla di apertura - un appunto è dovuto, perchè esprime pienamente la relazione tra i due. Apparentemente può sembrare che Li Xun sia colui che comanda - lui è il "re" - e sicuramente le sua abilità e la sua capacità di intuizione fanno sì che sue siano le decisioni della strada da seguire. In questo senso sì, Zhu Yun obbedisce alle sue richieste e indicazioni, ma di fatto semplicemente si affida - come anche altri - a lui con la consapevolezza che nell'ambito professionale la sua lungimiranza è ineguagliabile. Ma è anche vero che la priorità di Li Xun è il benessere di Zhu Yun, per cui questo "re" utilizza il suo potere per dare al suo "cavaliere" ciò di cui ha bisogno. E lo fa a qualsiasi prezzo (quando capisce di non poter battere nella competizione Fang Zhijing perchè l'altro ha giocato sporco, piuttosto che deludere Zhu Yun trova comunque un modo - meno lecito e per il quale mette in conto di dover poi pagare un prezzo - pur di raggiungere l'obiettivo che si è prefissato). Obiettivo che nemmeno era suo, inizialmente. Ma lo diventa non appena si manifesta come bisogno i Zhu Yun. Tutto questo si evince anche dal suo commento alla frase che Zhu Yun posta sul social non appena si mettono assieme, dove lei dice di essere il cavaliere al servizio del proprio re, pronta a seguirlo, a battersi e a morire per lui. "Ipocrita" è il commento di Li Xun, che spiega in pieno il vero rapporto tra i due: lui è il re, ma il suo potere è di fatto al servizio di Zhu Yun, dal momento che la ragazza rappresenta la sua priorità.

La presenza di tutti questi riferimenti e dettagli no n può che derivare dal fatto che un adattamento televisivo di un romanzo. Le sceneggiature che nascono direttamente come serie spesso non hanno tutta questa attenzione e ricchezza di particolari, forse perchè si pensa erroneamente di giocarsi bene la carta dell'aspetto degli attori, della musica, delle inquadrature, e via dicendo. Un romanzo invece deve mettere sul piatto molto altro, per coinvolgere il lettore. Ed ecco che i tanti, piccoli, apparentemente banali dettagli si intrecciano tra loro come fili e trovano un senso nel corso della storia. La trasposizione penso sia stata molto fedele, e non può che essere stato un vantaggio enorme.

Una meritata menzione anche ai personaggi secondari, da Lao Gao e Xu Li Na, due personaggi rovinati dall'invidia e dal desiderio di ciò che è impossibile, a discapito di ciò che di buono invece posso avere ma che non vedono se non alla fine. In particolare modo Gao è un personaggio che sa farsi davvero odiare ma che, a conti fatti, non si può dire non abbia provato più volte a sottrarsi a quell'invidia deleterea che lo anima quando è al fiano - o meglio nell'ombra - di Li Xun. Una vita da eterno secondo, in amore e nel lavoro, dove anche il desiderio di voltare pagina e cercare una sua strada, anche lontano, pur di evitare la tossicità di una convivenza per lui malsana, sfuma tristemente condannandolo ancora una volta a quel ruolo che gli va stretto e che a un certo punto diventa per lui una sorta di ossessione.
Ben caratterizzata anche la squadra della Rete Cuore Alato, ogni membro ha un suo valore e nell'insieme rappresentano un valore positivo, quello che fa la differenza tra il modo di vivere di Li Xun prima e dopo il carcere, fino a portarlo finalmente ad ammettere che "non sta scalando la montagna da solo". Prima della prigione aveva concesso solo a Zhu Yun di stare al suo fianco, di entrare in quel suo piccolo spazio privato gelosamente e ostinatamente custodito, quasi negato. Quando dopo il lungo flashback si torna al presente, sembra piano piano lasciarsi circondare anche da altre figure, che verso la fine diventano una via di mezzo tra amici e famiglia.

Le canzoni che accompagnano la serie - dalla sigla a tutte le altre - sono di pari livello, a dir poco stupende. Non solo belle da sentire, ma calzanti nella scelta delle parole e dei riferimenti.

Dopo aver visto - e rivisto, e rivisto, e rivisto - questa serie, la tentazione di cercarne di simili era forte, e mi sono accodata a chi, dopo averla vista, aveva fatto lo stesso chiedendo consigli su vari siti...ma leggendo un po' i titoli suggeriti, devo concordare con chi ha affermato che è meglio non andare alla ricerca di una serie come "Lighter and Princess", semplicemente perchè non c'è alcuna serie che può definirsi simile e alla sua altezza (parole vere, purtroppo).


Concludo non consigliandone la visione, ma definendola proprio obbligatoria. Questa è una serie che va vista, non ci sono storie.

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Completed
Stay with Me
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 9, 2024
24 of 24 episodes seen
Completed 3
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Un vero gioiello nato come remake di una serie che era l'esatto opposto

Difficile spiegare i molteplici aspetti che mi hanno stupita - in positivo - di questa serie. Quando ho letto la trama ho avuto la sensazione di un "de ja vù": Resta con me è in effetti il remake di un altro drama made in China, risalente a una decina di anni fa e intitolato "Addicted". Una serie che ho visto un po' di tempo fa e che mi era andata proprio di traverso, volta alla ribellione assoluta, non solo verso la censura dei drama cinesi ma anche nei confronti del sano buonsenso, e il risultato era stato un drama malsano e tossico, diseducativo e per nulla coinvolgente, che nel concreto più che terminare con una prima stagione sembrava essere stato opportunamente interrotto. Quante volte davanti a serie con buon potenziale ma risultato più che deludente mi sono detta "ah, se la rifacessero da capo come si deve...". Ecco, "Resta con me" fa proprio quello. Riparte da zero con idee più chiare e più pulite, e ci aggiunge un notevole salto di qualità. Gli attori protagonisti sono davvero convincenti (quelli di Addicted avevano anche un'età che stonava con il contesto scolastico), la trama è ricca, la storia dentro la quale i personaggi ritagliano il proprio spazio è ben delineata, scorre con naturalezza e coerenza, mantenendo viva l'attenzione dello spettatore. Non ci sono passaggi lasciati al caso, scene forzate ma senza senso, al contrario. E' un drama che presenta spaccati originali, ricco di spunti non scontati. Il secondo aspetto che tanto ho apprezzato di questo drama è l'importanza dei personaggi: non ci sono due protagonisti e poi un gruppetto di figure a contorno, bensì personaggi tutti importanti a modo loro, principali o secondari che siano. Sono ben tratteggiati e danno veramente un valore aggiunto alla trama, fondamentali per portare avanti la tematica della famiglia, aspetto davvero sentito e ben gestito. Tutto questo lo si riscontra già all'inizio, nella sigla, a mio avviso bellissima. Dei tanti pregi di questo drama, però, il migliore in assoluto è quello che proprio non avrei mai immaginato: il drama, più che una storia BL, sembra puntare a una Bromance. Solo verso la fine ci sono passaggi che, in maniera davvero velata, possiamo ricondurre a una BL. Paradossalmente, l'impatto emotivo è davvero fortissimo. Non avevo davvero messo in conto una tale capacità di coinvolgere ed emozionare, tutto grazie a gesti e parole e sguardi studiati - mai sdolcinati, mai fuori luogo, mai eccessivi - ma che davvero riescono a esprimere un sentimento molto forte e intenso. Il tutto senza scene esplicite, baci mozzafiato, o che altro...credo sia un'impresa davvero ardua. Sostanzialmente, potrei definirla come la meno BL tra le BL ma quella che più mi ha emozionata. Sembra contraddittorio ma è davvero prova della grande qualità di questa seria. L'unica pecca è il finale, aperto e con questioni palesemente in sospeso. L'avrei anche perdonato in attesa del meritato e dovuto sequel ma, purtroppo, ho letto che la prospettiva di una seconda stagione è sfumata. Davvero un peccato, se c'era una serie che meritava era questa. Però, anche con questa nota di amarezza, non me la sento di penalizzare il giudizio sulla serie in sé, che rappresenta a mio avviso una delle migliori BL in circolazione.

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Completed
My Personal Weatherman
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 5, 2024
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.5
Acting/Cast 9.5
Music 9.5
Rewatch Value 9.0
This review may contain spoilers

Serie incentrata su un romance proposto in modo piacevolmente inusuale

Serie davvero particolare. Prima BL giapponese per la sottoscritta, va detto.
Ho apprezzato la scelta inusuale - ma sarebbe bello accadesse più spesso - di trovare i due protagonisti già intimi in partenza. Questo permette di dedicare il tempo - sempre poco in queste serie di 8 episodi da 20 minuti l'una - a tutto il resto. Si salta quindi la conoscenza tra i due - anche se ci sono dei graziosi flashback - e si parte che già convivono a tutti gli effetti, pur in una relazione - non - relazione - e non ben definita. Sostanzialmente questo concetto è il fulcro della storia. Storia intesa come evoluzione amorosa della coppia, perchè altra storia non c'è. Dal punto di vista della trama è davvero una serie ridotta all'osso: qualche riferimento al lavoro di meteorologo di Mizuki, qualcuno al mondo dei manga per Yoh, e fine. Lo stesso cast conta tipo quattro attori - sei, se vogliamo conteggiare le inutili presentatrici colleghe di Mizuki - e per il resto sono una manciata di comparse. Le riprese girate quasi tutte al chiuso, e di queste la maggior parte nell'appartamento in cui convivono. Se cercate grandi ambientazioni e una trama ricca al di là della coppia, allora non è il drama che fa per voi. Se invece volete un buon romance, un po' insolito, allora mi sento sì di consigliarlo. Va detto che non è chiarissimo, la comunicazione - proprio per scelta - è ridotta all'osso e spesso poco esaustiva. Del resto l'ostacolo alla basa è proprio la mancanza di comunicazione tra i due e l'incapacità - sopratutto da parte di Yoh - di comprendere azioni e sentimenti dell'altro. Yoh, che non disegna un partner prepotente e possessivo, è però convinto di non avercelo proprio, un vero partner, e il suo credere che da parte di Mizuki non ci sia alcun sentimento fa sì che si senta vessato da tale prepotenza e possessività, invece di comprenderla e apprezzarla. Da una parte si tormenta con mille congetture e dubbi (e qui avrei preferito qualche conversazione in più e qualche paranoia mentale in meno), dall'altra si ferma all'apparenza e non prova a scavare più a fondo rispetto a ciò che vede. Ed ecco quindi che piazza una scenata di gelosia per i sorrisi che Mizuki dispensa spesso e volentieri a tutti, senza però comprendere che sono tutti sorrisi artefatti e di facciata, e che il valore è proprio nel fatto che, a lui, Mizuki non riservi tali sorrisi smaglianti. Tra le mura di casa c'è il vero Mizuki, che non deve sforzarsi di apparire, e che spera di piacere per quello che è. E, a dire il vero, qualche sorriso in realtà c'è, ma ben diverso da quello a 32 denti che mostra in televisione: è più un sorriso sghembo, quasi una smorfia divertita, e si nota solo quando sono tra di loro. Se devo trovare due pecche, avrei preferito uno Yoh un po' meno tonto - perchè fino alla fine non si capisce bene se ha capito - e, di conseguenza, un finale con una conversazione risolutiva (non dico dichiarazioni sdolcinate, per carità, ma - mantenendo il loro codice di linguaggio - una qualche uscita che facesse davvero la differenza....e dubito possa essere la richiesta di sentire dire "bentornato a casa"). Buona la chimica tra i due, scene non troppo esplicite anche se, come dicevo, la serie parte con un alto grado di intimità tra i due (forse, gli accenni più espliciti sono nel linguaggio, più che in ciò che viene mostrato, ma senza mai cadere nella volgarità). Concludendo: piacevole e diversa dal solito... Aiuta a spezzare la visione di serie che pur con trame diverse hanno di fondo lo stesso meccanismo di base.

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Completed
The Silent Wife
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 8, 2026
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 4.0
Acting/Cast 6.5
Music 5.5
Rewatch Value 4.0
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C'è da stendere solo un - silenzioso - velo pietoso.

Pensieri sparsi legati a questo drama che, a dirla tutta, non avevo preventivato di guardare:
- Il protagonista è interpretato da Tian Xu Ning, attore che difficilmente riesco a slegare dal ruolo di Chi Cheng nella BL “Revenged Love”: doppiatore diverso sebbene la voce sia somigliante, gli occhiali dal taglio che non gli donano e i capelli stile “leccata di mucca” sono invece un’infelice novità.
- La moglie “muta”, un matrimonio non tradizionale… Due elementi che mi hanno fatto subito pensare al drama coreano “When the phone rings”. La somiglianza, però, finisce davvero qui.
- Fin dalle prime scene si intuisce che ci troviamo di fronti a una serie alla quale non si può chiedere chissà cosa: precipitosa e semplicistica, è evidente che punta a mostrare una carrellata di scene ad effetto invece di investire su una storia profonda, coerente e accurata. Uno stile “mordi e fuggi”, pensata per i fruitori con scarsa pazienza (e scarse aspettative).
- Sviluppo banalmente prevedibile e con ampio ricorso all’amnesia: lui non ricorda il loro passato e la tratta malissimo, lei per amor suo e per salvare il padre subisce. L’iter è quello che si può facilmente immaginare, fino al punto in cui le posizioni si invertono: quando lei prende le distanze, lui ricorda il passato e da lì parte a rincorrerla in cerca di perdono. Non mancano scene plateali di accuse, difesa, rivendicazioni. Tutto molto teatrale e poco credibile, come da prassi.
- Recitazione: accettabile (ma non oltre) lui, con l’amnesia che può in parte giustificare una caratterizzazione diametralmente opposta del personaggio con/senza ricordi. Nella prima parte infastidisce parecchio l'atteggiamento aggressivo e prevaricante, comportamento malsano sempre spiacevole da vedere al di là di quelle che siano le ragioni che gli si vogliano attribuire. La FL decisamente antipatica, sia nel ruolo di “vittima” della prima parte sia quando poi prende le distanze e detta legge. Chimica di coppia al pari di una specie in via di estinzione.
- Formato short drama: 24 episodi da un quarto d’ora scarso l’uno. Complessivamente una visione rapida e – quasi - indolore, un po’ come bere un bicchiere d’acqua. Data la breve durata del drama mi sfugge il senso di dover ricorrere al cliché dell’amnesia non una ma ben due volte: non c’era davvero modo costruire un minimo di trama? Ad ogni modo, il finale regala una melensaggine di dichiarazioni plurime degne di un picco glicemico, chiude “in bellezza” – si nota l’ironia? – la carrellata dei bei ricordi.

Ricapitolando: breve drama che inizialmente punta ad aggrapparsi con estrema fatica alla soglia della sufficienza (nello sviluppo della trama, non certo per gli abusi del ML e di altri sulla protagonista) per poi mollare definitivamente la presa e precipita nel vuoto. Se ne comprende – a livello teorico – l’idea alla base, ma tra il pensare e il fare…Passerei oltre.

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Completed
Yesterday Once More
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 1, 2026
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 9.0
Music 5.5
Rewatch Value 8.0

Una chicca di romance che sfida il destino e ci ricorda l'importanza degli affetti quotidiani

Questo è un film al quale ricorrere quando si è alla ricerca di una piccola coccola. La trama non è niente di nuovo, ma garantisce una comfort-zone di tutto rispetto. Ideale per una piccola pausa all’insegna di quel romanticismo non travolgente o epico, ma che al contrario ci ricorda quanto sia importante non dare per scontato gli affetti, anche e soprattutto nella quotidianità. Lo sviluppo del romance è semplice, le nubi all’orizzonte prevedibili… Un destino che necessita di essere cambiato – e qui il tocco fantasy consente diverse possibilità per farlo – e ricordare ancora una volta cosa è veramente importante. Onestamente non eccelle su nessun fronte, in termini di budget non un grande investimento, regia e scenografia nella media, un po’ deludente quanto a OST, mentre rispetto al cast è stata fatta forse la scelta più importante. I personaggi secondari trovano ben poco spazio e nessun margine di sviluppo, ma nel ruolo dei protagonisti troviamo due attori giovani e di talento – Chen Fei Yu e Zhou Ye – capaci di portare in scena una coppia accattivante, bella da vedere e capace di emozionare, con una buona sintonia e alchimia, sebbene non stellare. Lei più seria che in altri lavori (esempio “Back from the brink”) e lui bravo nel caratterizzare un ragazzo normale e ordinario, molto lontano da altri ruoli interpretati in passato (Lighter&Princess, Evernight, ecc.). Il tempo risicato costringe a sorvolare su molti dettagli – in primis il collegamento tra le candeline della torta e il viaggio nel tempo - che sarebbero risultati di certo più approfonditi se si fosse trattato di un drama invece che di un film. Ma la sua piacevolezza sta anche nella durata contenuta, che consente di apprezzare il romanticismo in piccola dose, senza per forza doversi imbarcare in una sequenza più o meno infinita di episodi.
Personalmente trovo che il film sia stato sottovalutato, non è certo una pietra miliare ma è comunque una commedia romantica piacevole e ben fatta, che ha indubbiamente il suo perché. Una visione ben equilibrata e soddisfacente, capace di far stringere il cuore e poi riscaldarlo in eguale e giusta misura.

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Completed
Kahogona Wakadanna-sama no Amayakashi Kon
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 28, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 3.0
Acting/Cast 4.0
Music 3.0
Rewatch Value 2.0

Un lavoro scadente, su tutta la linea.

Pessimo drama. In tutto.
Pessima la storia, senza capo nè coda. Pessima la sceneggiatura, a scatti e ridicola. Pessima la recitazione, dove si vedeva lontano un chilometro che facevano finta. Pessime persino le luci, il cui impiego è così maldestro da farsi notare e saltare all'occhio mentre si segue una conversazione (penso non mi sia mai capitato di distogliere l'attenzione da ciò che i protagonisti stavano dicendo per pensare a quanto fosse scadente e sbagliata l'illuminazione). Sembra più che altro un lavoro amatoriale, riuscito pure male.
Per poco sia il tempo che richiede, non ne vale comunque davvero la pena.

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Completed
Trapped in Osaka
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 22, 2025
4 of 4 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Short drama BL eccessivamente breve e un po' troppo ambizioso, ben riuscito ma non eccellente

Short drama BL interessante ma non eccellente. Con una durata così breve - è praticamente ridotta all'osso, quattro puntate di una decina di minuti l'una - riuscire a raccontare una storia che porti in sè un significato importante è davvero un'impresa ardua. In questo caso direi che l'obiettivo è riuscito solo in parte, il che comporta comunque un merito perchè come dicevo non è cosa facile.

ASPETTI POSITIVI:
- L'ambientazione: il Giappone sembra una scelta totalmente casuale, ma così non è. Le scene si svolgo quasi interamente al chiuso, nell'appartamento (con l 'eccezione della spiaggia e di quando escono a comprare l'acqua), per cui in teoria un Paese valeva l'altro. Invece la scelta dell'estero permette di sottolineare ulteriormente il senso di solitudine e di abbandono, uno stato di sofferente infelicità che li porterà a convergere l'uno verso l'altro.
- Gli attori protagonisti: poco conosciuti e senza grandi prove alle spalle, ma devo dire molto bravi, soprattutto Qin Jia Lin. Hanno fatto un buon lavoro a livello di espressività e hanno saputo catturare il senso di ogni momento e a trasmetterlo allo spettatore, alternando sguardi ironici, sorrisi divertiti, smorfie di disappunto, atteggiamenti di menefreghismo e provocatori, espressioni di dolore pur mascherato ma sincero.
- Bello il significato dietro alla sequenza delle scene. Un giovane disilluso, senza più ragione di vivere, che incontra uno strozzino che tutto sembra fuorché quello e dall'improbabile confronto, oltre al tempo trascorso insieme - per quanto breve - nasce un tenue raggio di luce che si fa lentamente strada in un mondo che sembrava ormai destinato alle tenebre. Processo comunque difficile, perchè per avere anche solo un bagliore di futuro occorre prima passare attraverso l'accettazione, passaggio tanto doloroso da spingere inizialmente Chen Xi a rifiutarlo e rifuggirlo, crogiolandosi nell'attesa di una morte risolutiva a tutte le sue sofferenze. Solo grazie alla presenza di Hao Yu troverà la forza per affrontare quella fase così dura ma così necessaria, e passare finalmente oltre.

ASPETTI NEGATIVI:
- La durata: esistono short drama ben più lunghi di 40 minuti complessivi. In questo senso si è puntato forse un po' troppo in alto: serve una regia, una sceneggiatura, una scenografia e un cast d'eccellenza per un progetto così ambizioso. Va da sè che se molte scene sono singolarmente ben fatte, nell'insieme qualche intoppo alla fluidità del racconto c'è, ed è anche piuttosto evidente. Tutto troppo precipitoso, in certi momenti al limite del surreale.
- La caratterizzazione di Hao Yu: bene la figura di uno strozzino che tale non è, ma si è un po' calcata la mano e finiti per esagerare, passando da lui che minaccia e urina provocatoriamente nel salotto ma che rivediamo, il giorno successivo, tutto buoni consigli e cuore aperto, con tanto di maglioncino bianco di lana e collanina di perle al collo. Va bene mostrare due spaccati diversi - ciò che sembra e ciò che è - ma tanti accenti non erano davvero necessari a sottolineare ciò che, se fatto bene, sarebbe già stato tranquillamente ovvio.
-Il finale: capisco che la trama non punti a raccontare una storia vera e propria ma a portare in scena un messaggio, ma si scade un po' nel banale e nella faciloneria.

Tirando le somme, per i 40 minuti che richiede è in ogni caso una visione che mi sento di consigliare. Particolare, di cui si comprende il senso, ma al cui risultato manca probabilmente qualcosa.

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Completed
Usokon
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 7, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.5
Rewatch Value 4.5

Banale, poco riuscita e non necessaria riproposta di un clichè visto e rivisto

Storiella veloce e senza troppe pretese - che, se fatta bene, può però funzionare - sul classico cliché del finto matrimonio. Purtroppo la trama è palesemente non realistica, troppo forzata e sconclusionata: lei che non capisce ciò che anche un bambino di cinque anni capirebbe, lui che - ma chi ci crede? - non la vede da una vita ma è da sempre innamorato perso di lei. I pochi episodi scorrono rapidamente tra i banali e maldestri tentativi di lui di dichiararsi e l'imprevisto di turno che interrompe la scena, con la protagonista perennemente ignara di tutto.
Debole anche lo sforzo sulla caratterizzazione dei due: lui poco credibile, interpretato da un attore già incontrato in altri drama e difficilmente apprezzato; lei tutta bugie "gentili" che sanno di ridicolo e una frangia appiattita spalmata sugli occhi.
Mi aspettavo sinceramente poco da questo drama, ma comunque qualcosa di complessivamente piacevole... E invece è stato un po' come mandare giù una medicina dal sapore poco gradito.
Non l'ho droppato solo per via della sua scarsa durata. Della stessa tipologia - breve, giapponese e sul tema del matrimonio di convenienza - opterei piuttosto allora per "In-House Marriage Honey", decisamente di un altro livello.

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Completed
The Princess and the Werewolf
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 25, 2025
30 of 30 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 4.0

Un'ambientazione fiabesca per una storia scarna e prolissa che viene presto a noia

"La principessa e il lupo mannaro" è un cDrama fantasy storico per certi versi un po' inusuale, in quanto pur richiamando la classica ambientazione tipica dei drama cinesi del genere wuxia/xianxia sembra voler ispirarsi - almeno parzialmente - alla favola di origine europea "La Bella e la Bestia". Ne deriva quindi una marcata atmosfera fiabesca, tant'è che gli abitanti del Regno delle Belve hanno tratti e caratteristiche che si rifanno a specifici animali. Complessivamente l'idea è quindi un po' particolare, ma di certo non manca di originalità.
Detto questo, la realizzazione della storia nel concreto presenta diversi aspetti che non hanno :
- la protagonista femminile proviene da un regno di una dimensione pseudoparallela sempre con ambientazione storica, eppure si comporta e si atteggia con delle modalità che sarebbero comprensibili solo se avesse fatto un viaggio nel tempo e provenisse dal mondo moderno.
- Costumi, trucco e parrucco discutibili, a volte perché fuori luogo e stridenti con il contesto, in altri casi perché poco credibili e palesemente posticci. In questo senso l'attenzione ai dettagli è stata davvero scarsa, portando a forzature ridicole se non addirittura imbarazzanti, quali ad esempio dover prendere per buono il fatto che la principessa non si renda conto che Kui Mu Lang e Li Xiong sono palesemente la stessa persona.
- il fraintendimento infinito: giusto e ovvio che nella parte iniziale ci si voglia giocare la carta di lei che non riconosce lui, aspetto scontato ma comunque comprensibile. Ciò che invece proprio non ci sta è il trascinarsi della situazione così a lungo, già che dopo i primi cinque o sei episodi il meccanismo viene inevitabilmente a noia.
- l'evoluzione dei personaggi principali è carente, così come lo spessore della vicenda: abbiamo dei protagonisti, abbiamo un contesto, ma lo sviluppo delle singole parti e dell'insieme pare davvero un po' alla deriva.
- ambientazione fantasy/fiabesca fin che si vuole, ma ciò non significa rinunciare necessariamente a un approccio serio/realistico: qui invece sono evidenti le forzature su personaggi e scene, troppo teatrali ed eccessivamente enfatizzate.

Per quanto riguarda il cast, buona ma di certo non eccellente la prova dei due protagonisti (non sono una grande fan di Chen Zhe Yuan, gli riconosco un livello di recitazione medio, curato ma poco espressivo... Trovo gli elogi sperticati nei suoi confronti sempre un po' troppo sovrastimati). L'attrice protagonista bravina, ma non particolarmente convincente, soprattutto nelle scene strappalacrime, dove più che altro imbarazzava un po'. Il romance c'è ma non è nulla di coinvolgente, figuriamoci travolgente. Mi sono però piaciuti alcuni personaggi secondari, in particolar modo Hong Xiu e Liu Jun, impegnati in un pairing secondario di tutto rispetto.

A visione conclusa, oltre alla noia e all'impressione che gli sviluppi scarni dei personaggi e della vicenda abbiano tratteggiato una storia complessivamente confusa e superficiale, rimane davvero poco altro sul piatto. Di sicuro non un rewatch.

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Completed
Blossom
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 21, 2025
34 of 34 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

Una fioritura... Tardiva e stentata

Il vero problema, qui, è che il primo episodio è troppo bello. Si arriva alla fine caricati a mille in quanto aspettative: trama con intrighi non originali ma che sono comunque buone basi per una valida vicenda, due protagonisti interessanti ed esteticamente affascinanti - la chioma argentata di lui che lo mette in netto contrasto con qualsiasi altra figura presente - il tutto racchiuso in una cornice la cui atmosfera, grazie anche ad un sapiente contributo di luci, colori e fotografia, sa a dir poco rapire lo sguardo curioso dello spettatore. L'immediato riavvolgersi del nastro temporale carica l'avvenire di ulteriore mistero: la storia si ripeterà o il destino potrà essere cambiato? E' quindi con grande trepidazione che si affrontano gli episodi successivi.
Ahimè, la storia tra i due protagonisti e la storia d'intrigo/azione che è la vicenda generale tendono a separarsi fin da subito, come ci fosse l'incapacità di portarle avanti contemporaneamente in maniera uniforme e ben amalgamata. Ed ecco quindi che la prima metà del drama punta a mostrare tutti i conflitti, le alleanze, i giochi di potere e le strategie che caratterizzano lo scenario - dove un po' mi sono persa perchè svariati personaggi maschili che rappresentano la generazione più anziana si assomigliano esteticamente un po' tutti - mentre il romance, al pari di una fioritura tardiva, fatica a decollare. In questo senso si percepisce proprio una spiacevole sensazione di indecisione: nelle scene dedicate ai due protagonisti si insinua sempre la speranza di vedere - finalmente - una piccola evoluzione, un piccolo passo in avanti... Che puntualmente delude un po'. L'unica cosa che fiorisce, nella prima metà del drama, è la magnolia in cortile (perchè la sigla iniziale richiami costantemente il glicine e, di conseguenza, le tinte violette, rimarrà per me un mistero). Arrivati a metà serie di colpo ci si ricorda che - caspita! - il romance è fermo ancora ai blocchi di partenza: ecco quindi che la storia vira bruscamente su un cambio di rotta che sposta la vicenda in secondo piano e si focalizza sul pairing principale. Uno squilibrio che si percepisce e che non fa piacere, soprattutto perchè l'attenzione verso la coppia sa quasi di forzato (facciamo ammenda, già che l'abbiamo persa per strada). Se però vado a considerare il tema romantico di per sè, non mi ha comunque fatto impazzire, e qui la responsabilità non è più solo della sceneggiatura ma grava anche sulle spalle degli attori principali: belli, con personaggi dalla caratterizzazione interessante da interpretare... Ma tremendamente lontani, un po' come guardare un bel paesaggio col binocolo. La recitazione è buona, l'espressività molto meno, la sintonia tra i due ulteriormente limitata. Il nostro bel generale, in particolare, risulta troppo ingessato (composto va bene, ingessato no). Capisco - e condivido - il tentativo di preservare l'autorevolezza della figura e bene che non si dia alle grasse risate e - fortunatamente - nemmeno alle frasi melense, ma c'è tutto un vasto mondo nella comunicazione non verbale e para verbale che meritava di essere esplorato, e del quale invece è pervenuto poco o niente. L'attrice femminile se la cava un filo meglio, ma anche lì è evidente la fatica.
Finirlo è quasi d'obbligo, il salto temporale sembra aver aperto un cerchio che - a maggior ragione - ci si sente in dovere di chiudere. A un certo punto volevo solo vedere la parola fine e basta, cosa che è avvenuta con una chiusura abbastanza insipida ma che, viste le premesse, non poteva pretendere di più o risollevare il tenore di una serie abbassatosi già dopo i primi episodi. Spiace perchè tanti elementi ci sono e sono buoni ma, tra chi doveva essere coinvolgente e non lo è stato e chi dietro la macchina da ripresa doveva tirare i giusti fili e ha tirato quelli sbagliati, il risultato è un po' quello che è. Da vedere quando non si è a caccia del drama da aggiungere alla lista dei preferiti.

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Dropped 24/24
Stealing Heart
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 17, 2025
24 of 24 episodes seen
Dropped 0
Overall 2.0
Story 2.0
Acting/Cast 4.0
Music 4.0
Rewatch Value 1.0

Drama scadente, appartenente a quella categoria di bassa qualità da saltare a piedi pari...

Solitamente mi tengo ben alla larga da questo genere di drama, un sottogruppo che definire di categoria C significa essere davvero generosi. Più diffuse di quanto purtroppo dovrebbero essere, questo tipo di serie si mescolano a volte a quelle che normalmente meritano, per cui può capitare di incapparci per sbaglio. In passato mi succedeva piuttosto spesso, col tempo ho sviluppato forse la capacità di riconoscerli in tempo e girare saggiamente al largo.
In questi casi c'è davvero poco o niente da recensire, non c'è qualcosa che è andato storto o dei difetti da sottolineare: a monte manca proprio la possibilità di ottenere un risultato decente. La qualità, su tutti i fronti, è a dir poco scadente.
Eppure di drama così in giro ce ne sono, e anche molti: che seguito possano avere resta per me un vero mistero. Sono accozzaglie insensate di momenti scollegati, mal gestiti, senza coerenza e totalmente privi di logica... Sceneggiature amatoriali di chi per assurdo pretende di essere un professionista del settore ma che si risolvono puntualmente in situazioni morbose, protagonisti dalle camicie puntualmente sbottonate, discorsi insensati e bruschi tagli tra una scena e l'altra, quasi peggio di una sequenza di spot pubblicitari.
La cosa che più mi spiace è che molte di queste serie - perlopiù romance - sono ambientate nell'era repubblicana cinese, periodo storico che trovo sempre interessante ma presente in pochissimi drama - di quelli degni di essere chiamati tali - quale ad esempio "Fall in love" (2021).
Detto questo, la ciofeca per l'anno in corso l'ho vista (metto la spunta virutale).

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