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1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 7, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Topic del sosia un po' in stile soap opera, dove la schiera dei cattivi convince di più

Drama che gioca la carta dell'identità nascosta sfruttando il topic del sosia per quanto riguarda la protagonista femminile. Mi ha ricordato molto il drama "Bride of the century" - anche lì la protagonista ha una sosia e la trama ruota attorno alla sua identità - oltre al fatto che sono entrambe due serie che hanno ormai una decina d'anni, lo stampo è quello dell'epoca e si vede.
Mi è piaciuto ritrovare un giovanissimo Ju Ji Hoon - recentemente salito alla ribalta grazie alla ben riuscita serie "The trauma code" - anche se in questo drama la caratterizzazione del suo personaggio non è stata propriamente eccellente. Altrettanto buona, ma altrettanto non eccellente, quella dell'attrice protagonista. Questa è una serie nella quale, insolitamente, sono rimasta più affascinata dai cattivi di turno: la sorella del protagonista e, soprattutto, il marito di lei. Proprio il personaggio di Min Seok Hoon - interpretato da un bravissimo Yeon Jung Hoon - è risultato essere il più complesso e credibile, di spessore nonostante l'operato da condannare.
Complessivamente la definirei una serie piacevole, non particolarmente incalzante - gli intrighi ci sono, per certi versi tirati anche troppo per le lunghe, ma manca un po' il ritmo - e in grado di emozionare in modo un po' intermittente: non una serie da batticuore che ti tiene incollata allo schermo dal primo all'ultimo episodio, insomma. Forse, troppo spesso, scivola in momenti di ristagno ridonante permeati da un approccio stile soap opera.
Va bene vederla... Ma anche non vederla non è un dramma.

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Completed
Lovers of the Red Sky
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 3, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 5.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 5.5

Una serie dal buon potenziale ma inutilmente appesantita nel concreto

La valutazione è un sei politico, più per le buone intenzioni che per la riuscita effettiva.
Salvo rare occasioni, i drama storici tendono sempre un po' ad annoiarmi, e ancor di meno gradisco i fantasy, per cui le aspettative in partenza non erano altissime.
L'idea di base era però interessante, mi è piaciuto in particolare il discorso sulla vista, che si "alterna" tra i protagonisti, la cui caratterizzazione è peraltro molto piacevole.
A rovinare nel concreto la serie è un senso di opprimente pesantezza, dovuto alla scelta di rendere la storia più contorta del dovuto. Se c'è un episodio praticamente dedicato a fare le presentazioni e il punto della situazione, allora qualcosa non quadra. Una bella serie non ha bisogno del libretto d'istruzione, insomma. Le spiegazioni - solo quelle necessarie - dovrebbero inserirsi con naturalezza al momento più opportuno, senza dare l'impressione di una lezione su come capire la storia. Storia che resta comunque densa di scene evitabili, che fanno dell'aspetto fantasy una sorta di macigno piuttosto che di un elemento originale caratterizzante la trama. Il rischio noia è praticamente dietro l'angolo: ho iniziato una visione attenta, ma a metà mi sono ritrovata a saltare alcuni passaggi a piedi pari, unico compromesso possibile per poter arrivare in fondo alla serie.
C'è del buono, c'è del potenziale (nell'idea e nelle risorse), ma per ottenere un degno risultato andava ampiamente sfoltita e snellita (che non vuol dire automaticamente renderla banale o povera di contenuti, sia chiaro).

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Completed
101 Marriages
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 28, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 3.0
Acting/Cast 3.0
Music 3.0
Rewatch Value 3.0

A...come Allucinante, Assurdo e Agghiacciante

Davvero, sono basita. Il livello di esasperazione era tale che non sono nemmeno riuscita ad abbandonare la serie, avevo quasi la necessità di vedere con i miei occhi, fino alla fine, il delirio di un drama che è a dir poco assurdo.
Dovessimo riassumere la traccia in poche parole, direi che lui - da sempre innamorato di lei - la costringe a un matrimonio che lei non vorrebbe ma al quale, per una serie di motivi, non può sottrarsi e inizia così l'improbabile convivenza - segreta, perchè quasi nessuno sa che sono marito e moglie - dei due giovani coniugi.
Ora, questa descrizione calza a pennello anche con altre serie, ad esempio la recente e popolare "When the phone rings", tanto per citarne una.
Nel concreto, però, parliamo di due pianeti diversi (anzi, galassie diverse, data l'infinita distanza).
Tornando a 101 Marriages - già sul titolo ci sarebbe molto da ridire - ogni azione e reazione, le cui conseguenze hanno determinato il concatenarsi degli eventi che costituiscono il drama, sono davvero in contrapposizione con qualsiasi minima forma di sano buonsenso. A livello di recitazione, lei quanto meno nella prima parte è talmente poco espressiva e sulle sue da non fare quanto meno alcun danno. Lui è imbarazzante, sembra quasi bipolare, alterna momenti di ridicola gelosia - nei quali da prova di comportamenti anche malsani - a scene in cui si atteggia a uomo tutto d'un pezzo, per poi virare nuovamente in siparietti inverosimili, con occhi a cuoricino e sorrisi beati (in realtà, mi sono sembrati solo inquietanti). Occorre davvero una buona dose di crudeltà per imporre a un attore un copione del genere. E' tutto poco credibile, al limite del grottesco. Una farsa che fa davvero ridere, non una risata di sano divertimento, ma di puro imbarazzo. Per la storia, la recitazione, la caratterizzazione dei personaggi. L'unico motivo per vederlo è se si vuole ampliare i propri orizzonti in termini di giudizi negativi.

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Completed
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1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 26, 2025
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 8.0

Film impegnativo, non per gli amanti dell'intrattenimento

Un film, questo, che non è per tutti. Certo non per chi cerca una BL facile e spensierata.
A dire il vero, qui non parlerei nemmeno di BL. Se vediamo tre piani diversi, quello individuale, quello di coppia, e quello relativo al contesto esterno, è proprio il piano intermedio ad essere meno rappresentato. Non c'è una storia di coppia, insomma.
Ci sono scene che, come passaggi fondamentali, portano passo dopo passo allo sviluppo dei due protagonisti e, di conseguenza, all'interazione tra di loro e col mondo esterno.
Ambientato subito dopo l'abolizione della legge marziale a Taiwan, in un momento sì di grandi cambiamenti, ma dove il tema dell'omosessualità è ancora visto come un problema e l'omofobia spopola.
Due giovani studenti s'incontrano e devono ciascuno venire a patti con sentimenti che non avevano messo in conto di provare. Jia Han è forse il personaggio più lineare e facile da leggere: viene travolto dalla presenza di Birdy come un tornado - inizialmente è proprio quest'ultimo che, complice un carattere impulsivo e volte un po' sopra le righe, promuove infatti momenti condivisi tra i due - e una volta compresi e accettati i propri sentimenti rimarrà sostanzialmente fedele ad essi. Il suo amore nei confronti di Birdy resisterà a tutto, alla convinzione di non essere corrisposto, alla mancanza di coraggio di Birdy nel fare insieme a lui quel passo così difficile.
Birdy è decisamente più criptico e tormentato: se il sentimento, possiamo supporre, è lo stesso, la reazione è ben diversa. Si rifugia nella negazione, situazione che sicuramente fa soffrire Jia Han ma che deve essere devastante in primis per lui, vittima di un conflitto interno che cerca di soffocare ma che, di fatto, è sempre lì presente.
La scena nella doccia - banale se letta solo sotto il punto di vista fisico - rappresenta il momento in cui i nodi vengono al pettine. Birdy si ritrova messo a nudo - ovviamente non non mi riferisco alla mancanza di vestiti - e incapace di negare ancora una volta i propri sentimenti. Se Jia Han lo costringe a un'ammissione non verbale, lo stesso Birdy, subito dopo, compie un atto sincero, il bacio da parte sua a Jia Han, quasi unidirezionale, a sottolineare come gli argini appena rotti abbiano permesso a Birdy una manifestazione veramente sua e veramente onesta. C'è quindi un'ammissione, un atto liberatorio, e dunque le scuse. C'è la verità assoluta, in quella scena. Verità che però torna a trovarsi in forte contrasto con la vita quotidiana: pur essendosi lasciato andare, pur avendo mostrato a Jia Han che il sentimento era ricambiato, Birdy non riesce a compiere la scelta di stare al suo fianco. Non potendo però più nemmeno negare, l'allontanamento diventa la sua unica opzione (la scena sulla spiaggia stempererà un addio altrimenti troppo tragico, sottolineerà il difficile bivio tra ciò che si vuole e i limiti che non si riesce a superare).

!!!SPOLER!!!
Il finale non lo definirei un happy ending, ma nemmeno un finale triste o propriamente aperto. E' una conclusione doverosa, che da senso al tutto. Non può essere un lieto fine, perchè anche se si sono incontrati nuovamente sono comunque passati 30 anni ed è evidente che la vita che avrebbero voluto/potuto rimarrà un mero desiderio. Di fatto, la loro vita è comunque trascorsa, impossibile riavvolgerla. L'ammissione di Birdy, però, è davvero importante, poichè al di là del risultato da un senso a tutto quanto è stato. Cosa può esserci dopo questo finale non è ben chiaro, forse un avvicinamento, forse qualcosa di più, non credo sia importante. Tra i due, Jia Han è rimasto fedele a sè stesso e ai propri sentimenti, indipendentemente dagli eventi. Più triste forse la situazione di Birdy, che ai tempi della loro frequentazione prima ha negato e poi non è comunque riuscito a trovare la forza di seguire i suoi sentimenti, per poi vivere una vita di facciata che non poteva che - alla lunga - andare a rotoli.
Oltre alla vita di coppia che tra i due non c'è stata, ha anche il rimpianto di averci messo una vita a venire davvero a patti con sè stesso (aver mostrato in adolescenza i suoi sentimenti piuttosto che la telefonata fatta l'anno successivo, sono più momenti di cedimento isolati, che non può negare ma ai quali reagisce proseguendo comunque sulla strada che aveva scelto)
!!!FINE SPOILER!!!

Concludendo, un film impegnativo, che ha una sola chiave di lettura: non è una storia che può essere apprezzata superficialmente e che nasconde però significati più profondi. C'è solo la seconda parte, occorre essere disposti a fermarsi, capirla, in certi passaggi pure a rivederla, per comprenderla veramente. Non c'è intrattenimento, se è quello che si va cercando, anche in minima parte, il risultato non può essere che deludente.
Ma resta un prodotto davvero di spessore, credo poco appetibile ai più, ma innegabilmente valido.

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Lookism
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 22, 2025
38 of 38 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
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Spunti di riflessione sul tema del bullismo in una serie adolescenziale-soprannaturale

Drama interessante, con un primo episodio un po' in equilibrio precario ma che già dal successivo riesce a trovare il giusto assetto.
La serie punta ad essere una commedia che abbraccia però un tema importante, quello del bullismo, aspetto che tratta sicuramente in modo non estremamente profondo ma nemmeno troppo superficiale, fornendo spunti di riflessione a mio avviso utili.
La componente fantastica consente il singolare "switch" di Tuo Wen Shuai da un corpo (il suo originale, ovvero quello di un ragazzo non molto bello, non molto alto e decisamente sovrappeso) all'altro (più in forma ed esteticamente attraente).
"Bello dentro, brutto fuori"...ma l'importante è essere belli dentro. Per Tuo Wen Shuai però, inizialmente, non è così: l'esperienza passata e la scarsa autostima lo rendono incapace di accettarsi per quello che è, vittima di un meccanismo che - se lasciato a sè stesso - sembra davvero senza via di uscita. Scoprire di avere a disposizione il corpo di un affascinante adolescente è per lui il punto di svolta: non solo perchè invece di essere deriso o, alla peggio, ignorato, nelle vesti del nuovo Wen Shuai si ritrova anche al centro di svariate attenzioni. Il discorso in realtà va al di là del mero lato estetico: la trasformazione è anche caratteriale. In entrambi i corpi lui ha il buon animo che lo caratterizza, ma quando è nel corpo "bello", acquisisce una maggiore sicurezza, determinazione e forza, capaci di farlo agire in modi che al Wen Shuai cicciottello non passerebbero mai nemmeno per la testa. Il cambiamento esteriore, insomma, è stimolo e promotore anche di un cambiamento interiore.
Tao Quiao rappresenta l'elemento in controtendenza, la fanciulla che coglie la bontà d'animo del Wen Shuai "brutto" ma che, a sua volta, non si può dire non giudichi dalle apparenze: con lei il pregiudizio di capovolge, e quindi "Bello fuori uguale brutto dentro", tant'è che la prima impressione che si fa del Wen Shuai "bello" è decisamente negativa, anche senza una vera ragione. E' semplicemente molto prevenuta in senso contrario e pronta a individuare tracce di arroganza e prepotenza. Questo, almeno, all'inizio. Il tema del bullismo, tuttavia, non orbita solo intorno alla figura del protagonista. Le sue diverse sfumature sono presenti altrove e vanno a intaccare in maniera più o meno evidente anche altri personaggi, come ad esempio il piccolo tirapiedi di Li Zen Cheng, ragazzino dal carattere debole e facile vittima di soprusi che, a differenza di Wen Shuai, non ha un secondo corpo in cui rifugiarsi e punta semplicemente a sopravvivere, anche se questo lo porta in automatico a tradire la fiducia di chi paradossalmente gli ha teso una mano. Un'altra forma di sopruso è portata in scena da Gu Qi Guang, ragazzo promettente e sensibile che a causa del suo status famigliare vive confinato in una gabbia invisibile. Abbiamo poi il bullo redento, Li Zen Cheng, del quale ho apprezzato il senso ma la cui evoluzione è apparsa un po' raffazzonata e sbrigativa, in particolar modo la velocità con cui ricuce il suo rapporto con l'amico di vecchia data, Wa Si Ke (personaggio positivo ma un po' troppo invadente, onnipresente come il prezzemolo nelle sue vesti da improbabile "giustiziere della strada"). Proprio i continui interventi di Wa Si Ke sottolineano un punto debole della trama: il mondo sembra qui governato dagli adolescenti. Bene finchè si tratta di chiacchiere e liti tra i banchi di scuola, ma quando le situazioni degenerano, che non subentrino mai gli adulti - forze dell'ordine o meno - è davvero un po' poco credibile.
Rispetto alla trama, ho apprezzato molto tutta la prima parte, fino al ritiro del campeggio estivo. Lì avrei evitato la questione del maniaco infiltrato tra gli istruttori (elemento senza senso o utilità per la storia). Dal momento del ritorno - e siamo ormai a metà della serie - la trama sembra virare improvvisamente, aggiungere una grossa manciata di elementi nuovi (l'entrata in scena del tizio che bullizzava Wen Shuai al suo paese natale, Kris, gli esperimenti e tutta la squadra di pazzoidi annessa, la ricerca della sorella di Kris, ecc.). Forse troppo, mi viene da dire. Che a un certo punto Kris dovesse entrare in scena era praticamente scontato - è chiaro a tutti, fin dal primo episodio, che quel corpo non è piovuto dal cielo - ma non ci avrei costruito sopra un castello come invece è stato fatto. A metà serie, vuoi perchè forse il filone percorso cominciava a sedimentare troppo e a temere l'effetto noia, ecco che viene aggiunta nuova legna da ardere, anche troppa. Sinceramente non l'ho trovata una scelta vincente, l'impressione è stata quella di aver terminato una serie e averne iniziata una nuova. Non è stata una sensazione piacevole. Se proprio non c'era modo di tirare avanti di altri 20 episodi col filone già avviato, avrebbe avuto più senso ridurre la durata dell'intera serie e terminare quanto già sviluppato chiudendolo in bellezza nei giusti tempi. Evitare di tirarla per le lunghe ed evitare di mettere altra carne al fuoco, insomma.
Tanto più che la storia di Kris non mi è piaciuta: dai retroscena passati, ai meccanismi del presente, al suo futuro, all'epilogo della sorella.
Ho apprezzato invece il finale, con un Wen Shuai che non è il vecchio Wen Shuai "brutto" ma nemmeno il Wen Shuai "bello": fisicamente nella sua versione originale, mostra finalmente di essere diventato una persona sicura, indipendentemente dal proprio aspetto, capace quindi di accettarsi e piacersi per quello che è. Aspetto che gli consente l'happy ending con Tao Quiao ...e per una volta il concetto di "bello dentro indipendentemente da come si è fuori" è stato davvero rispettato.
Il livello della recitazione, un po' per tutti, lo definirei nella norma (non aspettiamoci di rimanere folgorati dalla bravura degli attori).

Concludendo, un buon drama....forse troppo lungo, sicuramente sovraccaricato nella seconda parte, ma complessivamente valido.

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Snowdrop
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 16, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0
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Una storia d'amore genuina tra giochi di potere e spionaggio nella Corea degli anni '80

Drama impegnativo, in termini di durata - non sono i canonici 16 episodi delle serie coreane, già che ciascuno dura circa un'ora e mezza - e in termini di coinvolgimento e attenzione. Ma ne vale la pena.

Il contesto è quello degli anni delle manifestazioni studentesche, 1987 e giù di lì. Non sono una fan del periodo storico-recente, generalmente preferisco drama ambientati al giorno d'oggi o, se in contesto storico, nella prima metà del '900, ma devo dire che tutto sommato mi è piaciuto lo stesso, e proprio non lo avrei detto.
Sorvolo sui dibattiti che so ci sono stati relativi alla scelta del contesto (nel drama si parla di rivoluzioni studentesche, di spie nord coreane, simpatizzanti comunisti e gruppi anti comunisti). Francamente, non mi interessa leggerci dell'altro oltre all'intrattenimento. E' una serie che va intesa come un'opera di fantasia e non come un tentativo di riscrivere la storia. Per la serie: fine delle polemiche, non interessano, grazie.

E' una serie che può piacere, o non piacere affatto. Le vie di mezzo non credo funzionino, non esiste la possibilità di skippare dei pezzi se ci si annoia perchè si perde il filo conduttore nell'evoluzione della trama. Non era il mio problema, mi ha coinvolta così tanto che l'ho guardato dal primo minuto all'ultimo.
In primo piano abbiamo la storia d'amore - elemento inaspettato e genuino - tra la giovane universitaria e la spia nordcoreana in missione segreta. Per la maggiora parte del tempo la serie è ambientata nel dormitorio femminile dell'università, mastodontica dimora dalle finiture antiche e squisite che quanto a fascino e dimensioni potrebbe fare invidia alla potteriana Hogwarts.
Anche i tempi sono molto concentrati, poichè il drama ricopre - in tutta la sua trama - solo una manciata di giorni (due settimane a dire tanto). Va da sè che lo sviluppo è un continuo meccanismo causa-effetto, dove praticamente quasi a ogni ora accade qualcosa. Non ci sono tempi morti, il susseguirsi degli eventi è concatenato e inarrestabile.
Al tema romance si affianca ovviamente anche quello politico, dove sparatorie, giochi di potere, lotte, alleanze e tradimenti sono un po' il pane quotidiano.

Rispetto ai personaggi, ho apprezzato indubbiamente i protagonisti: lui non può non piacere, è il ritratto dell'eroe (attore che avevo già intravisto in altri drama ma che non mi aveva catturata particolarmente...a questo punto è doverosa una seconda chance!). E' un eroe senza armatura scintillante, non un esempio da seguire ma la cui bontà d'animo è comunque evidente, con un passato sfortunato alle spalle, scelte imposte anche se non condivisibili, ma determinato e senza paura, con principi saldi e pronto a lottare per ciò che gli sta a cuore. Lei al confronto sembra più un pulcino spaurito, soprattutto dopo i primi episodi, quando i toni si fanno più pesanti, e spesso il suo massimo contributo è la sola presenza, quasi a non volersi togliere dai piedi. Ci può stare, se si tiene bene a mente che si tratta di una giovane, ingenua e innocente studentessa che finisce in una situazione davvero molto ma molto più grande di lei: in questo senso il suo semplice "starci dentro" assume un valore decisamente non indifferente. Per lui, cresciuto in modo diverso e con un bagaglio di esperienze ben differenti alle spalle, ha anche senso che sia tra i due quello più maturo, più incisivo, attivo e anche consapevole.
Ho apprezzato molto anche diversi personaggi secondari, dal detective Lee, coerente e interessante, proprio ben caratterizzato, alla sua collega ed ex fidanzata Han Na, che nella prima parte della serie devo dire mi risultava un po' antipatica, troppo sopra le righe, alla temibile direttrice del dormitorio, la signorina Pi, personaggio apparentemente acido ma che incuriosisce allo stesso tempo. Bene anche le amiche di Young Ro, anche se devo dire che potevano essere portate avanti meglio mentre sono andate via via intiepidendosi. Ho invece apprezzato di più i compagni di Soo Ho, ognuno caratterizzato in modo molto diverso dagli altri, per storia passata, carattere, approccio e scelte, ma tutti che lasciano davvero qualcosa.
Sul fronte esterno, non mi hanno fatta impazzire i tre politici: attori di notevole spessore - da me apprezzati anche in altri drama - ma più che la recitazione è stata proprio la caratterizzazione dei personaggi ad avere qualche falla. Troppi siparietti tragi-comici al limite del ridicolo, che fanno sembrare tutto un po' una farsa (a differenza degli esponenti di spicco della Corea del Nord, ritratti in maniera decisamente più seria e credibile). Se il trio dei politici che cercando quotidianamente di farsi le scarpe in vista delle imminenti elezioni di Seul hanno - dicevo - dei tratti un po' bislacchi, l'apice lo raggiungono le loro rispettive consorti, il trio delle arpie che di fatto altro non sono che oche starnazzanti e nullafacenti, impegnate in una guerra da salotto tra loro per determinare a chi spetterà il titolo tanto ambito di First Lady, ma che di fatto si risolve puntualmente in liti sterili, frecciatine inutili quanto le decisioni prese in base al responso di un divinatore (ecco, tutta questa parte non porta lustro alla serie, va detto). Tornando all'interno del dormitorio, c'è un personaggio secondario che più di molti altri merita: proprio lei, "Ghiribizzo", l'insoddisfatta centralinista del dormitorio, una povera ragazza invidiosa marcia delle studentesse, poco trasparente e spesso subdola, convinta di essere decisamente più furba e scaltra di quanto nella realtà poi non lo sia. Personaggio fastidioso, davvero ben interpretato: lei è un sassolino nella scarpa, che non si leva mai. Non deve stare simpatica, nè suscitare empatia, e ci riesce alla perfezione, perchè anche quando si rischia di intravvedere una nota positiva e valutare di spezzare una lancia in suo favore, vuoi per il suo passato, per il suo complesso d'inferiorità, ecc.....subito riesce a farsi detestare nuovamente. Di questo da prova di sè stessa innumerevoli volte, complicando situazioni, sabotando piani, spesso nemmeno pienamente consapevole delle vere conseguenze delle proprie azioni ma, coerentemente con la sua caratterizzazione, di fatto mai pentita del suo operato.

Rispetto alla coerenza e credibilità, tralasciando i personaggi a volte un po' sopra le righe (le tre arpie e a tratti anche i rispettivi mariti), occorre mettere in conto una serie di coincidenze ad hoc, indispensabili perchè la storia possa evolversi come deve. Certo avevo messo i conto che non tutto era come sembrava all'inizio dello scontro ma - anche lì - la quantità un po' esagerata di spie e controspie tutte concentrate magicamente nello stesso spazio poteva magari essere ridotta un poco.

Dal punto di vista emotivo non si può dire che la serie non coinvolga, i fazzoletti alla mano servono, soprattutto in alcune scene.
In primis, rispetto alla coppia principale, ma anche alcune vicende legate ai personaggi secondari fanno davvero emozionare. In questo senso "Snowdrop" non è solo un bucaneve, fiore capace di bucare il gelo...ma anche di bucare lo schermo e arrivare dritta allo spettatore.


INIZIO SPOILER!!!!!
La mia valutazione si ferma a 9 perchè per quanto sia un gran bel drama con una bella storia d'amore... Io rinuncio sempre malvolentieri al lieto fine. Anche quando, come in questo caso, capisco che non si potesse fare diversamente (ed è chiaro fin da subito anche a Soo Ho che il suo futuro non è contemplato). E' un amore che non dura una vita intera, ma nella sua brevità la trasforma per sempre: alla fine Joung Ro non sarà più la stessa ragazzina dell'inizio e l'esperienza vissuta cambierà anche il modo in cui vivrà la propria vita mentre per quanto riguarda lui il valore della storia d'amore è l'essere riuscito a provare un sentimento genuino dopo una vita costruita su un binario che aveva percorso la direzione opposta, pur consapevole di non poter più tornare indietro ed essere ormai avviato verso un punto morto.
Avrei voluto che almeno uno dei due compagni di Soo Ho si salvasse, e di sapere in chiusura cosa ne era stato della dottoressa Kang (personaggio che era partito ispirandomi antipatia come Han Na, ma che poi evolve in modo inaspettato e apprezzabile)
Avrei evitato la scoperta dell'ennesima spia - l'anziano guardiano - proprio perchè di rivelazioni sul piatto ne erano già state messe abbastanza e non è stato certo un valore aggiunto. Bene la scena finale del detective che - pare - sia tornato con Han Na, rivedendo le sue priorità, bene anche Joung Ro che ascolta il messaggio lasciatole da Soo Ho, davvero commovente. I rispettivi fratelli sono stati delle menzioni un po' sprecate, alla fin fine ridotti a una collanina e una sciarpa, che nel finale non si sa più nemmeno che fine fanno. Un po' forzata la scena del dormitorio ripristinato, con a capo sempre la signorina Pi e Ghiribizzo al seguito: se la giovane sembra quanto meno finalmente maturata, resta un po' poco credibile l'idea che la signorina Pi non sia stata sollevata dall'incarico dopo la scoperta della sua camera segreta di intercettazione.
FINE SPOILER!!!!


Concludendo, una serie coinvolgente, alla quale apporterei modifiche e migliorie per farla diventare la serie dei miei sogni, ma che accettandola per come è stata pensata e sviluppata, resta indubbiamente una visione meritevole.

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The Uncanny Counter
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 6, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.5

Ottimo drama per gli amanti del tema soprannaturale

"Uncanny counter" è una serie decisamente avvincente e coinvolgente, che presenta un mix molto equilibrato e ben intrecciato di varie tematiche: c'è l'ambientazione scolastica, già che Mun, i suoi amici e i bulli della scuola sono ancora adolescenti; c'è il tema degli indizi che richiamano un passato di casi irrisolti; c'è la questione della perdita delle persone care (Mo Tak perde addirittura tutti i ricordi, Chu supera la perdita di un figlio accettando l'unica opzione possibile per non perderlo del tutto, Ha Na si mostra spavalda ma è bloccata in un passato che non riesce a lasciarsi dietro le spalle...e Mun stesso è devastato dalla perdita dei genitori e dai sensi di colpa); c'è il tema soprannaturale dei cacciatori di demoni (nella serie si parla anche di "angelo della morte", ma più che Tristo Mietitore il compito assegnato mi sembra più simile a quello del film Costantine del 2005); trovano poi spazio i rimpianti, la fiducia, la lealtà, la possibilità di riscatto (in questo senso il figlio del sindaco meritava forse un po' più spazio, mentre invece ci si è fermati a delle scuse sincere, che nel suo caso è già molto, ma mi sarebbe piaciuto riscoprirlo positivamente). L'unica nota dolente è che in alcuni punti è un po' contraddittorio: certe regole date come ferree all'inizio vengono tranquillamente violate, a volte senza reali conseguenze. Tanto per citarne una, Mo Tak viene ammonito per aver rivelato alla ex compagna l'esistenza dell'oltremondo, ma poi di fatto nessuno interviene per cancellarle obbligatoriamente la memoria come ci si aspetterebbe che accada. La coerenza è fondamentale, ancor di più se la tematica è sovrannaturale. Sono però piccoli dettagli, più che perdonabili, e che non vanno a inficiare l'ottimo giudizio nei confronti di questa serie che mi ha entusiasmata e - a tratti - anche commossa.
Unica precisazione: trovo che la serie sia perfettamente conclusa così. Di tanti drama che meriterebbero un seguito, in questo caso non lo vedo come un possibile valore aggiunto, tant'è che ho abbandonato annoiata il sequel dopo i primi episodi.

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Bloodhounds
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 3, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 2
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.5
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Serie avvincente, migliorabile nell'ultima parte

Serie avvincente, capace di catturare l'attenzione dello spettatore sin dai primissimi minuti. Tema d'avvio è la boxe, sport che caratterizza i due giovani protagonisti e grazie al quale fanno conoscenza. Un'amicizia pulita, come non mi capitava di vedere da molto tempo, che non viene stupidamente messa alla prova dal classico triangolo amoroso piuttosto che dall'invidia da "eterno secondo". E' un'amicizia leale, di crescita cooperativa, dove ciascuno dei due è spunto di miglioramento per l'altro e appoggio sicuro in caso di bisogno.
Fin da subito subentra anche il tema predominante della serie, ovvero tra figure rilevanti del mondo dell'usura. Una piaga, quella degli strozzini, che viene trattata in maniera completa, affrontandola e valutandola da tutti i punti di vista. La lotta al clan potente e spregevole diventa perno centrale della serie e permette di radunare il gruppo delle figure principali: dalla parte dei buoni i già citati giovani protagonisti, ai quale si uniscono il vecchio presidente Choi, la nipote putativa, e i due "coltelli", un tempo al servizio di Choi e rimastigli fedelissimi. Dall'altra, il cattivo, anche lui ex fedelissimo di Choi, ma animato dall'avidità e dal desiderio di potere che l'aveva spinto a tradire il suo mentore e a diventare un pezzo grosso con agganci in tutti i settori, dalla magistratura alle forze dell'ordine alla politica.
La serie conta in totale 8 episodi da un'ora circa l'uno e per i primi sei è davvero splendida: via via che la resa dei conti entra nel vivo, emergono aspetti ed emozioni ad ampio spettro: la fiducia e fedeltà, l'affetto che va oltre il semplice legame di sangue, la riconoscenza e gratitudine, la già citata amicizia, la voglia di redimersi e riparare agli errori del passato, la brama di potere capace di annullare l'umanità di una persona, la determinazione a resistere, ad affrontare una volta per tutte - costi quel che costi - ciò che da tempo è rimasto in sospeso...
Tutto è ben dosato, ogni personaggio è rappresentativo di uno o più di questi aspetti. Ovviamente avevo messo in conto che la squadra dei buoni alla fine avrebbe trionfato ma non senza qualche importante perdita: il presidente Choi era di fatto destinato, forse anche uno dei coltelli. Il sesto episodio però si conclude in modo un po' troppo esagerato, spazzando via tutta la vecchia guardia e disperdendo per strada anche la giovane nipote, la cui relazione che andava evolvendosi con i due ragazzi aveva ancora molto da offrire. Invece si fa piazza pulita e si toglie di mezzo buona parte degli attori protagonisti, per avviare un settimo episodio che mostra anche un salto temporale non propriamente chiarissimo. La spiacevole sensazione è quella di quando a distanza di un po' di tempo viene fatto il sequel di una serie/film, ma dove gli attori principali, se non addirittura i personaggi, sono cambiati. Ho trovatoun po' incoerente l'idea che con un po' di allenamento i due giovani baldi siano in grado di fermare il nemico, lo stesso che con la vecchia squadra al completo non si era riusciti a fermare (e lì c'era la forza dell'esperienza del presidente Choi, oltre all'abilità e capacità dei due coltelli, certo non risultato di un allenamento di qualche settimana). Ma questa sembra voler essere la conclusione della serie, quindi fuori una giovane e avanti una sorta di misera sostituta, si ripescano due agganci con le giuste conoscenze perchè da soli in due non andrebbero da nessuna parte, e il gioco è fatto: il nemico viene finalmente sconfitto. La conclusione non è netta ma nemmeno troppo aperta: un finale che può terminare - un po' insipidamente - lì, oppure può lasciare uno spiraglio per l'aggancio di un sequel, come mi pare sia stato recentemente confermato. Di questa serie ho adorato praticamente i primi tre quarti: la virata degli ultimi due secondo me l'ha un po' rovinata, per cui non ho grandi aspettative verso l'ipotetica seconda stagione. Resta comunque una serie meritevole, con un cast davvero valido (tutti i tre giovani, Choi, i coltelli e persino il cattivo...attori che ho già conosciuto e apprezzato in altre serie).

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Completed
Face Me
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 14, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0
Sarò sincera, c'è mancato poco che lo abbandonassi.
Premesse e primo episodio ok. Poi, il nulla.
C'è una tematica di base anche originale e interessante, quella della chirurgia plastica, del suo utilizzo smisurato, di come possa fare male ma possa anche essere utile.
Manca però una direzione precisa verso la quale costruire la storia, c'è una buona idea - ripeto - ma una volta presentata, non sembra esserci altro, mentre una buona serie ha bisogno i solide basi, tanto lavoro per uno sviluppo concreto e interessante e molto, molto altro. Ci sono temi già visti un milione di volte, ma se impostati bene e sviluppati con cura, non mi stancherei mai di vedere riproposti. Qui c'è un guizzo di novità, ma buttata lì come se da sola dovesse fare il miracolo di determinare le sorti del drama.
Nel concreto, s'inserisce l'elemento thriller e il contesto del passato, ma quasi a riempitivo e senza l'impressione di voler arrivare da qualche parte di preciso. Il finale frettoloso, i nodi che arrivano al pettine sciolti dando un banale strattone, persino la carta del romance che poteva essere giocata sembra vittima della svogliatezza di prendere in mano la faccenda e impegnarsi a delinearla.
Ah, inutile dire che il coinvolgimento emotivo è sotte zero. Il giudizio finale, direi, emerge da sè.

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Completed
City Hunter
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 9, 2024
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.5
Serie coreana che associo - per data e caratteristiche - a drama quali K2, Healer, The King 2 hearts, e via dicendo. Corre l'anno 2011 e il tipo di riprese, tra inquadrature, suoni, luci, oltre a pettinature proababilmente all'epoca di moda, fanno capire che non ci troviamo di fronte a una produzione recente. Per gli standard dell'epoca, comunque, la qualità era alta, tant'è che si ha modo di apprezzarla ancora oggi senza particolari problemi.
L'avevo in lista da parecchio tempo, sempre rimandata poiché non così semplice da reperire e per via del fatto che non stravedo particolarmente per Lee Min Ho, attore - soprattutto in quella decade - tra le star di Hallyu. Scovata di recente la serie sottotitolata in italiano e rivalutato Lee Min Ho per via della sua recente performance in Pachinko, mi sono infine decisa. Il drama si presenta come un misto tra romance e azione, con un protagonista che ricalca l'idea dell'eroe un po' anche antieroe: bello ed elegante, capace sia a livello di intelligenza/intuito sia nel combattimento fisico, con un passato di segreti alle spalle, una vita che non ha mai incrociato l'amore, e un presente in cui si muove da stratega senza mai palesare appieno le sue grandi doti. In questo mi ha ricordato tanto Healer, e gli anni di quel genere - appunto - sono gli stessi. Spina dorsale della trama è il proposito di vendetta del suo padre "adottivo", Lee Jin Pyo, rispetto a un tragico e vile evento che ha avuto importanti conseguenze anche sulla vita dello stesso Lee Yoon Sung. Il ragazzo viene cresciuto sotto ferrea disciplina militare, quasi a diventare un'arma per saldare, in età adulta, quei conti lasciati in sospeso. Singolare il rapporto tra i due, dove se da una parte Jin Pyo sembra sfruttarlo egoisticamente, crescendolo alla pari di un mezzo per raggiungere il suo obiettivo, dall'altra ci sono momenti in cui sembra emergere un reale affetto per il ragazzo, che lo portano a sacrificare tanto per il bene di Yoon Sung. Insolita e apprezzabile tutta la parte che si svolge in Thailandia. Quando il piano di vendetta però entra nella fase attiva, padre e figlio si troveranno su fronti diversi, pur con obiettivo comune: a dividerli le modalità, perchè dove Jin Pyo è pronto a spargere sangue senza farsi troppo problemi, oltre a coinvolgere e ferire innocenti - paradossalmente al pari di quanto accaduto a lui - al contrario il Yoon Sung persegue una giustizia che va oltre la morte, che chiede di pagare un prezzo meno tragico della morte ma per certi versi più pesante, quale il convivere dovendosi assumere le responsabilità delle proprie azioni. Un meccanismo che non è il semplice occhio per occhio, dente per dente, ma che, suo padre, segnato indelebilmente e accecato dal desiderio di vendetta, sembra non trovare soddisfacente. Mentre padre e figlio si fronteggiano in una corsa contro il tempo volta a risolvere - a uno a uno - tutti i conti in sospeso con i cinque responsabili dell'accaduto di molti anni prima, ecco che il tema romance si intreccia alla trama nei panni di una Park Min Young che interpreta una sorta di guardia del corpo della figlia del Presidente.

Cosa mi è piaciuto?
- il genere azione+ romance
- la caratterizzazione del protagonista maschile, che mescola l'eroe solitario dal passato difficile (Healer), ai giochi di potere ai piani più alti della politica (The King 2 hearts), al vissuto in un contesto a tratti violento (Vincenzo, anche se lì il codice etico comprendeva l'omicidio mentre in questo caso l'obiettivo di Yoon Sung è proprio quello di vendicarsi senza diventare un assassino)
- la trama non piatta, carica di eventi che si intrecciano tra presente e passato
- lo sviluppo dei personaggi, secondari compresi
- l'importante tematica del rapporto tra padre e figlio, che a livello emotivo coinvolge al pari della storia d'amore. Soprattutto la scena finale tra i due, l'ho trovata davvero profonda e significativa.

Cosa non mi è piaciuto?
-la protagonista femminile, giusto accettabile: l'attrice ha collaborato con vari partner di prestigio nei drama di quegli anni, pur non essendo lei all'altezza ma, evidentemente, era il meglio che all'epoca offriva il mercato. Una recitazione, la sua, che sembra sempre un po' la stessa, indipendentemente dalla serie in oggetto. A questo, si aggiunge la caratterizzazione poco credibile di un personaggio che passa da lavori qualunque a niente di meno che guardia del corpo della famiglia del Presidente, lavoro che svolge in modo piuttosto ridicolo, quasi senza preparazione, buttando a caso un occhio qua e là.
- il meccanismo dei "segreti nei segreti", dove anche le verità svelate poi vengono rimesse in gioco a favore di altre verità ancora. Sulla questione della relazione padre-figlio è stata forse un po' troppo macchinosa ed eccessiva.
- il finale - parlo proprio delle ultimissime scene - non dei più chiari in assoluto.
- la quantità di scene romantiche, che si riducono sostanzialmente a un paio di baci (di cui uno nemmeno da considerare). Apprezzabili alcuni momenti e interazioni verbali tra i due, ma qualcosina in più sul piatto del romance si poteva mettere.


Concludendo, un drama che appartiene al filone dei miei preferiti - come tipologia - e del quale mi son piaciuti molti aspetti ma che, contemporaneamente, ha mostrato anche diversi punti deboli che potevano essere gestiti meglio. Resta però una visione che mi sento comunque di consigliare e che ho indubbiamente apprezzato.

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Completed
Be Your Knight
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 3, 2024
29 of 29 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 4.0
Acting/Cast 8.0
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Punti di forza davvero sprecati...

Questa seria si è rivelata essere un vero e proprio spreco. Spesso mi sono imbattuta in drama potenzialmente interessanti nell'idea ma fallimentari nel concreto. "Be your knight", se possibile, fa pure peggio: investe qualcosa di buono e lo spreca nel peggiore dei modi. Per quella che è la sceneggiatura, non meritava il minimo investimento. E invece l'investimento c'è stato e si vede, sia in termini economici - non ci troviamo di fronte alla serie thai di turno a budget risicato, per intenderci - fino al cast che, devo dire, è di tutto rispetto. Il protagonista anche azzeccato, l'attore che lo interpreta ha la capacità di risultare freddo, minaccioso e distaccato. L'attrice non la conoscevo, ma anche lei mi è sembrata un'ottima scelta. Il periodo storico una vera chicca, i costumi d'epoca affascinanti (non ho le competenze per dire quanto fedeli alla realtà del tempo, ma erano comunque un piacere da vedere, dalle spille agli orecchini, dai fermagli ai vestiti, per non parlare poi delle scarpe che la protagonista indossa nel primo episodio, che richiamano proprio un'eleganza d'altri tempi). Riprese e regia di qualità, forse i suoni un po' troppo artefatti, ma niente di così trascendentale. Tanti punti di forza, dunque. Gettati tutti in pasto ai pesci da una sceneggiatura a dir poco ridicola e imbarazzante. Ed ecco che i protagonisti introdotti nel primo episodio - lui così aggressivo, lei determinata a non farsi intimidire - sembrano di fatto volatilizzarsi già nel secondo episodio: spuntano a oltranza mignoli intrecciati a suggellare promesse (non siamo all'asilo, vorrei ricordare, e lei giusto nell'episodio precedente l'ha quasi centrato con un colpo di pistola, ma sembrano quisquilie, evidentemente). Lei, così spavalda e determinata da andare a caccia del finto/sostituto fidanzato, che poi va in crisi per il bacio a stampo che suggella le promesse matrimoniali.... ridicolo... e ancor più ridicolo lui - l'uomo tutto d'un pezzo che nel salone da barbiere la minacciava con una lama alla gola - che le chiede pure scusa... Dai, siamo seri! Il tenore è sostanzialmente questo, ci sono delle scene ben girate che sembrano annunciare momenti fatidici, con tutte le angolazioni di ripresa al posto giusto e gli sguardi del caso...e poi, il contenuto della conversazione si riscopre essere di una banalità senza precedenti. Se il primo episodio crea un po' di confusione sul senso di ciò che accade, dal secondo si pensa bene di dare qualche info in più allo spettatore...ma perchè fare la fatica di costruire qualcosa di credibile, quando semplicemente si può prevedere che la protagonista faccia monologhi notturni che lui prontamente ascolta, o che la vecchia nonna ripercorra opportunamente il viale dei vecchi ricordi ad alta voce in giardino, guarda caso proprio mentre lui è nascosto nei pressi. Sono veramente sotterfugi di bassa qualità, quasi ad assolvere sbrigativamente il compito di dare un senso alla storia. Tralascio poi le incoerenze...la nonna ci fa frustare a sangue? Ma due minuti dopo, appena si sente mancare, accorriamo preoccupati al suo capezzale. Ma perchè?!?! Dato che una coppia protagonista prevedibile e snaturata non bastava, gli sceneggiatori hanno ben pensato di piazzare anche un secondo pairing, dello stesso tenore del primo, ovvero poco credibile e per nulla approfondito. Sorvolo sul finale, in particolar modo la scena di chiusura, ai limiti dell'inguardabile. Il sei politico è per i punti positivi citati all'inizio, anche se sono stati davvero un completo spreco data la qualità di un prodotto che - basato su un disastro di sceneggiatura - non poteva che uscirne a testa bassa.

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Completed
Search: WWW
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 24, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 6.0
Drama qualitativamente ben confezionato, nulla da dire su regia e cast. La storia, per come presentata, potrebbe anche essere interessante, peccato che già dai primi episodi si rivela un po' senz'anima. Questo il principale difetto della serie, dove l'originale tema della raccolta dati dei motori di ricerca si risolve in una mera competizione a livello professionale che vede in primo piano figure tutte al femminile. La logica nella catena azione-reazione che segue gli eventi c'è, ma per il resto la sensazione principale è quella di sterilità: manca lo sviluppo dei personaggi, o meglio ancora delle interazioni tra di loro - al di là delle mosse strategiche nella corsa al primo posto - ed è un vuoto che oltre ad andare via via aumentando sembra fagocitare, al pari di un buco nero, tutto ciò che di buono c'è o poteva esserci intorno.
L'inserimento di Park Morgan appare del tutto sensato, inizialmente, come a voler mettere un elemento per sviluppare anche la tematica della relazione umana, oltre a quella professionale predominante il drama, ma è quasi peggio che averlo omesso del tutto, perchè è più che palese che non c'è evoluzione, non porta a niente, e l'impressione è che sia quasi voluto.
Un effetto boomerang di cui si poteva fare a meno, insomma. Una serie zoppicante, alla quale sembra venga data l'illusione di una stampella, per poi sottrarla brutalmente e farla precipitare a terra. Bypassabile...

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Completed
Eccentric Romance
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 17, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 1.5
Story 1.5
Acting/Cast 1.5
Music 1.5
Rewatch Value 1.5

Completamente senza senso...

Ma perchè? Questa la domanda che mi sono posta costantemente episodio dopo episodio. Perchè fare una serie così senza senso? Così fatta - quasi volutamente - male? La trama non esiste, le scene sono ridicole, le motivazioni che dovrebbero collegare una situazione alla successiva lo sono anche di più. C'è davvero il nulla cosmico in questo drama.
Quanto meno, non c'è stato uno spreco in termini economici, non sono stati sprecati attori importanti e soprattutto nessuno si è evidentemente spremuto le meningi per tirare fuori qualcosa che fosse almeno decente.
L'unico motivo per cui ho deciso di guardarlo era l'idea - nuova, va detto - di una BL in cui i protagonisti fossero un coreano e un thailandese. Dato che le BL made in Corea e quelle thailandesi sono davvero molto diverse, ero curiosa di scoprire cosa potesse uscire da un mix che, non escludevo, potesse nascondere il giusto equilibrio tra pregi e difetti di entrambi i tipi di produzione. Ma questo è un dettaglio rimasto sulla carta. Nel concreto, non si è fatta nemmeno la fatica di dare un senso logico all'aspetto linguistico (tutti, provvidenzialmente, comprendono tutti, qualsiasi lingua parlata e con una strampalata idea di bilinguismo diffuso a macchia d'olio la questione pretende di essere orribilmente risolta). Scene con elementi casaccio - dal compito universitario ai delitti/aggressioni - vengono piazzati qui e lì senza alcun nesso logico, coerenza o credibilità. Tanto per, insomma. Davvero, una delle serie più inguardabili in cui sia mai incappata.

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Completed
You Are My Lover Friend
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 11, 2024
30 of 30 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Interminabilmente soporifero...

L'unico punto di forza della serie è come viene presentato all'inizio il legame tra i due protagonisti: una grande amicizia portata avanti sin dai tempi della scuola, promotrice quindi anche in età adulta di un rapporto piuttosto informale e piacevolmente carico di battute e considerazioni non filtrate dalle buone maniere (specie in questi luoghi dove la formalità ha un peso non indifferente).
Ecco, fine dei lati positivi. La storia dovrebbe essere incentrata sull'evoluzione di tale rapporto in una storia d'amore, cosa che accade molto - ma molto, molto, molto - più avanti. Fino a quel lontano momento, è un ripetersi soporifero di situazioni e interazioni già viste. Per lo sviluppo che propone, sarebbero bastati un quarto degli episodi proposti. Davvero, una maratona non indifferente da affrontare.
La caratterizzazione dei personaggi, inoltre, non mi ha convinta del tutto: lei dovrebbe essere una sorta di piccolo genio, una donna dalle capacità così straordinarie da aver fatto carriera in breve tempo: in realtà non sembra brillare particolarmente o sprizzare acume da tutti i pori. Lui a capo di una importante società, sulla carta anche lui capace, deciso, determinato...ma in presenza dell'amica di vecchia data si trasforma in uno zerbino. L'accompagna ovunque, le regala di tutto, le prenota i ristoranti...manca poco che le metta il dentifricio sullo spazzolino da denti o le passi la carta igienica in bagno: più che un grande amico sembra piuttosto una babysitter.
Nella seconda metà (della seconda metà della seconda metà) della serie, qualcosa si muove, ma anche lì, senza grandi emozioni o scene eclatanti. Il drama si chiude con la stessa incisività con la quale è stato portato avanti tutto il tempo, ovvero senza lasciare traccia.

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Completed
Bride of the Century
1 people found this review helpful
by Lynnea
Nov 2, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
Serie che sono riuscita ad apprezzare non poco, a modo suo. Diversa dai drama recenti, del resto risale a una decade fa, mi ha ricordato per certi versi serie romantiche come "The King - 2 hearts" (anche questa dello stesso periodo, sebbene punta di diamante in confronto). Riprese, angolazioni, scenografia, sceneggiatura... Hanno un sapore diverso rispetto alle serie odierne, ma non mi sentire di definirle migliori o peggiori. Diverse, con i loro pro e i loro contro. La commedia propone temi abbastanza classici, tra i quali la fanciulla povera che incontrerà il ricco rampollo, piuttosto che la questione dell'identità nascosta (ho poco apprezzato l'idea di due sosia identiche non consanguinee, situazione già riscontrata nel drama cinese "She who is dangerous to me" e anche lì risultata al pari di una nota stonata). Molte le scene tra i protagonisti, siparietti classici dove però, a differenza di produzioni più recenti, la capacità di coinvolgere ed emozionare è ben presente. Bravissima l'attrice protagonista, capace di offrire contemporaneamente due ritratti diametralmente opposti: quello della ragazza ricca, cinica e viziata e quello della giovane schietta ma di buon cuore, povera ma con una propria dignità e valori morali. Il protagonista passabile, ma non incisivo al massimo, soprattutto nella seconda metà della serie l'ho visto un po' ingessato nella recitazione (del resto se fatto il paragone con The King 2 hearts, lì c'era un formidabile Lee Seung Gi che catalizzava l'attenzione al pari di un magnete... Prestazione difficile da eguagliare). In conclusione, una visione che consiglio, perchè piacevole e perchè offre una boccata d'aria diversa dal solito che aiuta ad staccare dalle serie fatte con lo stampino.

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