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It Started with a Kiss
1 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 13, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 8.0

Il secondo migliore adattamento del celebre manga "Itazura na kiss"

Questa recensione vale sia per la serie in oggetto che per il suo sequel (They kiss again, 2007).
Versione taiwanese, tra i primi adattamenti del noto manga “Itazura na kiss” di Kaoru Tada. Penso di aver visto ormai tutte le serie e i film ad esso riferiti e sebbene il drama giapponese del 2013 (Itazura na kiss: love in Tokyo, 2 stagioni) resti a tutti gli effetti il mio preferito, direi che questo strappa un più che dignitoso secondo posto.

Il pregio di entrambi gli adattamenti è di essere gli unici a coprire in giusta misura l’intero arco temporale del manga invece di terminare con il matrimonio o subito dopo (primi sei volumi), senza tralasciare quindi la parte a mio avviso più interessante, ovvero i restanti sei volumi dedicati alla vita di coppia da neo sposini nei primi anni a venire. Se la prima parte vede sostanzialmente la protagonista rincorrere strenuamente l’apparentemente irraggiungibile personaggio maschile fino ad arrivare faticosamente all’obiettivo, la seconda parte ha modo di concentrarsi su molteplici aspetti, seguendo l’evoluzione dei singoli personaggi nelle relazioni familiari, di coppia e professionali oltre a mostrare la crescita personale di ciascuno.

Nel confronto tra le due versioni, questa made in Taiwan la spunta su alcuni aspetti, in particolare:
- Il protagonista maschile, che risulta sì distaccato e poco socievole, ma non per questo completamente privo di empatia. Viene tratteggiato in modo un po’ più sano – più caratteriale e meno al limite del patologico – del suo corrispettivo giapponese.
- Le scene d’amore - soprattutto nel sequel - sono numerose, più lunghe e un po’ meno statiche rispetto al drama giapponese, sebbene lasci un po’ perplessi la fissa del protagonista per il collo di lei, manco fosse un vampiro famelico.

Di contro, conta alcune pecche che lo fanno scivolare al secondo posto:
- E’ palesemente più datato: la qualità delle riprese, del montaggio, della fotografia non possono essere messi sullo stesso piano della versione di una decade successiva. Soprattutto sul sonoro sono evidenti delle lacune, con lunghi momenti senza comunicazione verbale o musica che lasciano uno spazio troppo importante ai suoni di fondo (questo succede ad esempio ancora oggi in alcuni drama tailandesi).
- Gli attori protagonisti non sono sicuramente il top dal punto di vista estetico: decisamente più belli e più espressivi (soprattutto Kotoko, che è un concentrato di simpatia solo a vederla) gli interpreti giapponesi. Nonostante ciò, come coppia sembrano funzionare entrambe.
- La durata, forse eccessiva, se si conta che ogni stagione è composta da venti episodi e ciascuno ha una durata di oltre un’ora. Alcuni passaggi potevano tranquillamente essere un po’ più sintetizzati, la trama non ne avrebbe risentito, anzi, il ritmo non avrebbe conosciuto momenti di rallentamento e l'attenzione sarebbe stata sempre alta.
- Le musiche, se paragonate all’altra serie, non sono niente di speciale.
- I nomi: Paese che vai, nome che trovi. Ci sta. Ma per chi ha letto il manga, continueranno comunque ad essere Kotoko e Irie-kun.
- Il finale: l’autrice del manga scompare improvvisamente prima di portare a termine il manga, sebbene sembri lasciare intuire quella che avrebbe dovuto essere la direzione della conclusione. Il drama giapponese ricalca fedelmente l’anime, mentre in questo adattamento viene inserito un elemento a mio avviso forzato e che poco c’entra con i toni che caratterizzano l’intera storia. La conclusione finale può anche essere, in prospettiva, più o meno simile ma l’elemento aggiunto sembra stridere come una nota stonata.

In conclusione, una buona prova. Per chi non è un grandissimo fan del manga e vuole limitarsi a una sola visione, consiglio senza dubbio quello giapponese. Per chi, come me, si è affezionato alla storia e ama l’idea di vederla riproposta, tra tutti gli adattamenti in circolazione consiglio questo come seconda e valida scelta.

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Completed
Black Knight
1 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 12, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.0

Serie distopica breve con una trama forse troppo concentrata

Drama distopico ambientato in un futuro smil-apocalittico. Durata breve, sei episodi da un'ora l'uno, potenzialmente congrui per sviluppare la trama proposta.

I PRO:
- l'attore protagonista, davvero azzeccato per il ruolo, è stato in grado di delineare un personaggio meno stereotipato del solito, dove l'essere un leader forte non si accompagna a tratti di prepotenza, immotivata freddezza o arroganza. L'ho trovato piacevolmente singolare, così come l'attore che lo interpreta, già visto in altre serie e che da sempre mi ha dato l'impressione di un'espressività particolare.
- lo scenario surreale, con l'umanità nettamente distinta in nuove classi sociali, la dipendenza da priorità diverse da quelle della vita pre-impatto del meteorite. Un'idea nuova, insomma.
- il personaggio del giovane corriere, rifugiato clandestino per anni nei settori generali. Non eccellente come 5-8, ma comunque di tutto rispetto.


I CONTRO:
- l'ambientazione monotona: polvere, grigiore, arredamenti ridotti all'osso. Per quanto sia coerente con la storia proposta, alla lunga tende ad appiattire l'interesse, visivamente parlando.
- il focus della storia, troppo concentrato. Sembra di assistere a uno dei passaggi di una storia che merita di avere un prima e un dopo, o comunque un'evoluzione più complessa. Tutto si concentra sul momento della grande svolta ma, per quanto possa essere stato pensato e curato e fatto bene, l'impressione è quella di aver letto solo una pagina del libro, per quanto scritta bene e interessante.
- I personaggi - di conseguenza - sono esigui e non molto approfonditi (anche la figura della sorella della militare, ad esempio, poteva essere sfruttata meglio).
- il cattivo di turno, davvero sottotono. E se manca un cattivo di prim'ordine, l'intera lotta dei buoni perde un po' di sapore, comunque ce la si vuole raccontare.

Concludendo: mi va bene averlo visto, l'inizio è stato promettente ma sono arrivata alla fine abbastanza insoddisfatta. Necessiterebbe di tutte le migliorie sopracitate per stimolare anche solo un rewatch.

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Completed
The Way Home
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 28, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

Un amore fraterno bello, toccante e pulito, capace di smuovere il cuore e curare lo spirito

Bellissimo drama familiare, con un focus particolare sul legame tra fratelli. Preciso subito, non si tratta affatto di una BL, nemmeno mascherata da bromance, come spesso accade in molte serie cinesi proprio sul tema dei fratellastri non consanguinei.
Qui c'è davvero il solo, spettacolare, affetto fraterno, tra due cugini cresciuti insieme come fratelli e che a un certo punto della loro vita - il più grande adolescente, l'altro ancora un bambino - scoprono di non essere di fatto veramente imparentati.
Jia Shu si ritrova all'improvviso a dover fronteggiare la sbalorditiva scoperta di essere il frutto di una storia che la madre ha avuto con un altro uomo, mentre l'uomo ormai in fin di vita per una lunga malattia, da lui amato e creduto il suo vero padre, di fatto non lo è. Alla morte di questo viene cacciato, insieme alla madre, dalla famiglia He, nonostante non abbia alcuna colpa.
Durante gli otto anni di separazione il giovane Jia Hao vive un'adolescenza cupa e mostra i primi segni di una forte depressione che nessuno sembra cogliere: sente la mancanza del fratello (cugino), è isolato dai compagni e si sente schiacciato dalla pressione di un padre che sembra pretenderlo diverso da come in realtà è, condannando la sua passione per le lanterne e incalzandolo senza sosta per i buoni voti a scuola, oltre al gravoso peso di dover tenere alto il prestigioso nome della famiglia He.
Il ritorno di Jia Shu rimescola il tutto: se da una parte il legame tra i due fratelli torna via via a farsi più forte che mai, dall'altra devono fronteggiare tutta una serie di situazioni problematiche, alcune apparentemente insormontabili.
Ho apprezzato ogni singolo minuto dei sedici episodi di questo drama, mi sono spesso commossa fino alle lacrime e mi sono anche ritrovata a sorridere. C'è affetto, tenerezza, amore, dolore, perdita, abbandono, rabbia, frustrazione, tristezza, calore... Le emozioni che ruotano attorno a questa serie formano davvero un ventaglio impressionante e variopinto.
Ottima la prova recitativa, sia dei due protagonisti che del secondo fratello (padre di Jia Hao). Ne risultano tre personaggi davvero complessi e ben delineati: Jia Shu, bello e onesto, disposto per anni a farsi carico di una colpa non sua e, per quanto inizialmente cerchi di tenere a distanza Jia Hao, è più che evidente l'affetto nei suoi confronti, così come la nostalgia del defunto padre e il segreto desiderio di essere riaccolto in quella che lui sente essere - al di là del legame di sangue - la sua vera famiglia e i suoi veri affetti. Jia Hao mostra un adolescente davvero provato dalle circostanze, che tenta di nascondere i segnali della depressione, così come nasconde le sue passioni e la speranza - mai persa - di recuperare il rapporto con quel cugino/fratello che tanto adorava da piccolo. Hong Guang, il padre di Jia Hao, è contemporaneamente motore e vittima di tutte le travagliate vicende attorno alle quali ruota l'intera storia: appare come un padre oppressivo, più interessato al prestigio del nome di famiglia e alle apparenze piuttosto che alla felicità dei componenti della stessa. Un personaggio apparentemente cieco, ma che di fatto vive un conflitto interiore davvero importante, distrutto dalla scomparsa del fratello maggiore che per lui era come un padre e incapace di voltare pagina, tanto da escludere Jia Shu, un tempo amato nipote, dalla famiglia, rifiutandosi categoricamente di riaccoglierlo anche dopo anni. E' un fratello minore - anche se ormai adulto - che soffre una terribile perdita, tanto da portare avanti il suo ruolo di padre in un modo non funzionale, addirittura deleterio per il giovane Jin Hao, nonostante sia chiaro che gli voglia bene.

Gli altri personaggi secondari sono tutti - chi più e chi meno - apprezzabili: utili ad arricchire e completare la storia, ma singolarmente non determinanti.

Facendo mente locale, non riesco a ricordare un altro drama davvero dedicato al profondo legame tra fratelli. Ci sono drama dove il rapporto genitori-figli ha grande risalto, altri dove l'affetto fraterno fa da contorno a un genere diverso (thriller piuttosto che azione) oppure figura come elemento secondario in una serie incentrata sull'amore di coppia (BL mascherate da Bromance comprese). Questo non può che essere un valore aggiunto per questa serie: bella, toccante e pulita, capace di smuovere il cuore e curare lo spirito.
Un piccolo gioiello che purtroppo rischia di passare inosservato dal momento che non è reperibile sulle principali piattaforme. Ovviamente consigliato!

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Completed
Secret Fruit
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 26, 2025
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Un film leggero, nel bene e nel male, sugli amori adolescenziali

Più che un vero e proprio film, sembra un breve momento, o uno scorcio. Per come la vicenda occupa il tempo a disposizione, assomiglia più a uno degli episodi di un drama che a un'opera autoconclusiva, insomma.
Al centro le dinamiche degli amori tipicamente adolescenziali: due amici d'infanzia, lei già un po' interessata a lui, lui che si prende un cotta per l'insegnante, lei che prende le distanze e reagisce con i meccanismi - anche un po' immaturi - tipici dell'età, lui che nel vuoto lasciato da lei riconosce l'importanza del loro rapporto e, archiviata la cotta per la docente, si torna al duo iniziale d'apertura, di nuovo vicini ma con qualche consapevolezza in più.

La sceneggiatura rispetta i passaggi prestabiliti ma non lascia il segno: manca d'incisività, sembra riportare un racconto piuttosto che provare a dargli vita. Carina, delicata, ma non particolarmente toccante o che vanta chissà quale chimica tra i protagonisti.
Rispetto agli interpreti, non conoscevo l'attrice mentre ho ben presente Arthur Chen (Chen Fei Yu), già che sono giunta a questo titolo proprio grazie alla sua filmografia: una prova un po' acerba, la sua, ma sensata considerato che all'epoca del film era un giovane diciassettenne. Sicuramente il ruolo era nelle sue corde: il distacco, la freddezza composta e il timbro di voce di un'eleganza controllata fanno del personaggio di Dua Bo Wen un ottimo precursore di Li Xun (spettacolare protagonista del drama "Lighter & Princess", interpretato sempre da Chen qualche anno più tardi).

Al di là della componente prettamente romantica, però, non c'è in realtà molto altro e tutto si riassume in uno spaccato legato a un'età dove anche i "piccoli problemi di cuore" vengono vissuti in modo amplificato e totalizzante.
Una visione che definirei "leggera", in tutte le molteplici accezioni - positive e negative - del termine.

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Completed
Evilive
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 21, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Il fascino del male portato in scena da due protagonisti "cattivi" di prim'ordine.

Davvero un bel kdrama. Non il mio genere preferito, ma comunque del tipo che ogni tanto ci sta. Soprattutto quando è ben fatto, come in questo caso.
La figura del cattivo, qui, la fa da padrone. Due spettacolari protagonisti portano in scena il male, e il suo fascino, in tutte le sfaccettature. Figura cardine della storia è senza ombra di dubbio quella di Han Dong Su, interpretato da un Shin Ha Kyun strepitoso come sempre. In apertura viene presentato come un avvocato dall'aria patetica, vittima di soprusi da parte di un capo corrotto: nonostante la rabbia per l'ingiustizia subita cerca, arrancando, di tornare a galla. "L'onestà non sempre paga", se dovessimo riassumere. A gravare poi sulle sue spalle c'è il peso di un'intera famiglia, che non conta solo la moglie ma anche la madre anziana e affetta da demenza senile, oltre a un fratellastro più giovane ma economicamente non indipendente anche se già padre di una piccola nipotina. Ed è proprio grazie a un contatto del fratello che arriva a conoscere il primo cattivo della storia, Seo Do Yeong, prossimo alla scarcerazione e praticamente a capo della banda criminale della città. Interpretato da un Kin Young Kwang davvero più affascinante che mai, il giovane gangster viene presentato come uno psicopatico crudele e folle ma che, di fatto, rappresenterà a tutti gli effetti la seduzione del male. Bello, giovane, potente, intelligente, pronto a sfruttare chi di dovere per raggiungere i propri obiettivi e a togliere di mezzo chi prova a ostacolarlo o a infastidirlo, al pari della mosca schiacciata con la palla da baseball contro la parete. Il loro incontro in carcere, con Seo Do Yeong prossimo alla scarcerazione e Han Dong Su che si propone come consulente legale, è molto particolare: se Han Dong appare terrorizzato, Seo Do Yeong è sicuramente incuriosito dall'avvocato ligio ma ormai caduto in disgrazia, quasi vedesse già oltre l'apparenza. Un incentivo economico che Han Dong fatica a rifiutare - soprattutto a causa dell'insistenza del fratello - e la richiesta di verificare se la donna di Do Yeong lo stia nel frattempo tradendo: inizia così la collaborazione tra i due. A dettare le regole è Seo do Yeong che, dopo aver eliminato la fidanzata e il suo braccio destro - entrambi in combutta per farlo fuori - costringe i fratelli Han a diventare complici facendo occultare loro i cadaveri. Da lì torna a pretendere la collaborazione di Han Dong Su, quale consulente per i suoi loschi affari (gioco d'azzardo clandestino). Se il giovane fratello comincia a prendere le distanze da quel mondo, a costo di rinunciare al guadagno facile, Han Dong Su rimane via via sempre più coinvolto. Apparentemente è vittima della situazione, nella realtà emerge a pieno l'ambiguità della sua figura: la vendetta repressa e il desiderio di rivalsa lo portano a superare la linea, a dimenticare di voler vivere secondo le regole, giustificando una zona d'ombra che va via via facendosi sempre più ampia e scura con la scusa di essere stato indotto e costretto dalle circostanze. La sua, in realtà, è una vera e propria scelta. Potrebbe voltare pagina - come più volte suggerito dal fratello - ma sotto sotto non vuole farlo. Dopo anni di umiliazioni, la gratificazione dell'ammirazione della moglie, il non dover più preoccuparsi dei debiti, la considerazione professionale di colleghi che ormai lo ignoravano e deridevano... Tutto questo ha lo stesso effetto di un magnete. Il suo cambiamento interiore, lento e credibile, si riflette anche nell'aspetto: abbandona gli occhiali e il taglio di capelli banale, gli abiti dozzinali lasciano il posto a completi su misura e rolex al polso, l'auto da rottamare verrà sostituita da una macchina nuova di grossa cilindrata e - sul finire - addirittura da un autista privato. E' un'evoluzione lenta, ma inarrestabile. Seo Do Yeong al contrario è molto più coerente e lineare: è un cattivo che ha messo in chiaro le carte in tavola, che agisce - anche crudelmente e illegalmente - ma secondo determinate regole. Il rapporto tra i due nella parte centrale del drama è spettacolare: non c'è fiducia, non c'è propriamente stima, ma c'è un legame ancor più solido, fatto non solo di opportunismo ma anche del desiderio comune di togliere di mezzo i rispettivi nemici. Lo stesso Seo Do Yeong, a un certo punto, si troverà a tenere d'occhio Han Dong Su, quasi percependo il proprio controllo venire meno su di lui: ha creato un mostro - o, per meglio dire, ha liberato il mostro che dimorava sopito da qualche parte nelle profondità dell'avvocato dimesso che aveva conosciuto - e questo mostro rischia di diventare più malvagio e abile di quanto non lo sia lo stesso Seo Do Yeong. E' l'anticipazione di una disfatta: Han Dong verrà completamente avvolto dalle tenebre meritando a tutti gli effetti il premio di miglior cattivo della serie. Il finale è spiazzante ma azzeccato.

Quanto alla recitazione, ci troviamo di fronte a una prova di altissimo livello: i due protagonisti tengono di fatto in piedi da soli l'intera serie che, soprattutto nella parte iniziale, regala in ciascun episodio una scena ad alto impatto in apertura. L'attenzione nella parte centrale viene mantenuta viva grazie al particolare rapporto che si instaura tra i due, quasi una sorta di insolita bromance - uniti dal fascino del male, direi - mentre nell'ultima parte le svolte impreviste ma non imprevedibili guidano lo spettatore verso l'unica soluzione sensata e possibile.
Non c'è niente di scontato, la banalità è fortemente bandita e la bontà a basso costo anche.
Che il genere sia tra i preferiti o meno, la ritengo una di quelle serie che non può comunque non essere apprezzata.

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Completed
Full House
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 15, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Un kdrama che rappresenta la classica commedia datata ma ancora piacevole da guardare

Con la premessa di chiudere un occhio su montaggio e riprese (luci comprese), abbigliamento e taglio di capelli del protagonista (semplicemente atroci)... L'altro occhio si abitua sorprendentemente alla svelta e questo kdrama dal taglio classico e datato - risale a una ventina di anni fa - riesce a trasformarsi in una visione inaspettatamente piacevole.
Trama non originale, molti i clichè forse all'epoca non ancora così tanto abusati: si va dal matrimonio contrattuale, al rapporto che da odio si trasforma in amore, andando a sostituire l'iniziale infatuazione per il personaggio secondario di turno, con fraintendimenti e gelosie annesse.
Buona la recitazione dei protagonisti, con una giovanissima Song Hye Kyo che in un primo momento non avevo quasi riconosciuto. Per essere una commedia romatnica i baci scarseggiano, ma molte scene riescono comunque a trasmettere un sano romanticismo, grazie anche alla sintonia tra i due, che emerge soprattutto nei loro battibecchi e nelle reciproche prese in giro. Rispetto ai personaggi secondari, buona la prova della rivale, Hye Won: risulta antipatica e insopportabile per tutta la serie, quindi si può dire che abbia impersonato in modo più che valido il personaggio, che tale doveva risultare. Meno apprezzata la coppia di amici di Ji Eun. Neutri invece i familiari e l'amico di Yeong Jae.
La storia, dicevo, non è certo un sorprendente susseguirsi di colpi di scena, tuttavia i molti momenti di screzio tra i due sono divertenti, in alcuni casi addirittura buffi.
La pecca principale è non aver lavorato abbastanza sull'evoluzione del rapporto tra i due: ciascun protagonista, col passare del tempo, comincia a provare dei sentimenti ai quali inizialmente non riesce a dare un nome, salvo poi comprendere che si tratta di amore. C'è una crescita, sì, ma è solo individuale, mentre invece dovrebbe riflettersi, almeno in parte, nella dinamica di coppia, che al contrario resta più o meno statica per tutto il drama: continuano a litigare, anche quando la situazione in cui si trovano e i sentimenti che hanno ormai compreso suggerirebbero una reazione differente, di fatto meno cieca.
Questo fa risultare un po' più pesante, ma forse il termine più corretto sarebbe "noiosa", la seconda parte della serie, dove la storia - nel suo ritmo comunque mai vertiginoso - prosegue sì linearmente ma la coppia sembra, nelle modalità di interazione, ferma ancora al punto di partenza.
Concludendo, una serie complessivamente piacevole, con tutto il bagaglio di pregi e difetti che si possono mettere in conto in una commedia spensierata, non originale, anche ormai datata, ma che sa comunque offrire molti momenti emozionanti.

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Completed
When I Fly Towards You
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 8, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 7.0

Una serie gradevole quanto una bella e tranquilla giornata di sole

"Grazioso" è il primo aggettivo che mi viene da associare a questo drama. "Sano", il secondo.
Una serie che infonde positività e che segue l'evoluzione del rapporto tra i due protagonisti, dal momento del primo incontro durante il liceo e negli anni successivi, fino - anche se in minor parte - all'età adulta.
Molto bella la caratterizzazione dei personaggi principali: Zai Zai è un concentrato di allegria - in alcuni casi addirittura eccessiva - che s'innamora di Rang Rang al primo sguardo: da quel momento in poi lo corteggerà in modo serrato e incessante. Ed è proprio l'amore, la fiducia e la stima incondizionata che Zai Zai ripone in lui ad aiutare il ragazzo a trasformarsi dall'adolescente introverso e insicuro, con inaspettati problemi di autostima, nel giovane uomo sicuro di sè e delle proprie capacità. Mi piace particolarmente l'attore che interpreta Rang Rang - già conosciuto in uno dei primi C-drama che avevo visto, "You are desire" - e che nei primissimi episodi, nel suo essere poco loquace e conciso, calmo e apparentemente distaccato, mi ha ricordato molto uno dei miei personaggi maschili preferiti, Li Xun di "Lighter & Princess" (sebbene lì non ci fossero problemi di autostima, anzi, una grande consapevolezza di essere un vero genio unita a una fragilità relazionale e un'indole totalmente asociale). Molto carina anche la coppia secondaria, caratterizzata con attenzione nonostante non siano il pairing principale.

Una cosa che ho gradito davvero poco è la presenza di alcune delle scene di fatto finali nella sigla di apertura: capire già dal primo episodio dove si andrà a parare... fosse anche un finale apprezzato, il saperlo con certezza fin dall'inizio rovina un po' l'approccio all'intera visione.

Se da una parte sono stata contenta di non trovare i soliti triangoli amorosi piuttosto che i classici - spesso sciocchi - fraintendimenti, dall'altra è però mancato qualcosa, l'elemento in grado di dare un po' di ritmo alla storia, oltre a un pizzico di verve. Ripeto, la storia è bella e piacevole, al pari di una rilassante gita in barca sotto un sole splendente e un cielo sereno. Ma l'aggiunta di qualche piccolo scoglio qua e là o qualche onda a turbare un mare altrimenti placido e tranquillo - forse troppo placido e troppo tranquillo - non sarebbe stata una pessima idea. Un bel drama, ma che non può definirsi certo travolgente.
Diciamo che l'obiettivo iniziale non era dei più alti ed impegnativi, ma che è stato indubbiamente raggiunto in modo eccellente.

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Aoshima-kun Is a Bully!
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 14, 2025
9 of 9 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.0
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Breve commedia con una love story molto incentrata sul tema della differenza d'età

Breve drama giapponese che segue la nascita e la tortuosa evoluzione della storia d’amore tra i due protagonisti, separati da un discreto divario d’età (lui è una decina di anni più giovane di lei). Solitamente non amo particolarmente i pairing che vedono una donna matura – in termini anagrafici – accanto a un uomo molto più giovane, anzi, la maggior parte delle volte è un topic che evito proprio, soprattutto se ci si aggiungono elementi quali relazione insegnante-studente e via dicendo.
Vuoi che la trama un po’ mi incuriosiva, vuoi che la durata non si prospettava comunque infinita, ho deciso di dare a questa serie una chance: non posso dire di averla trovata brutta, ma vero è che tutto sembra davvero ruotare attorno alla differenza di età tra i due.
Da una parte abbiamo Yukino, donna che inizia ad avvertire il peso delle lancette dell’orologio biologico ma che al contempo sembra essersi già arresa a una placida vita in solitudine, fatta di abbigliamento comodo, tempo libero per sé stessa (tanto, troppo!), e un quieto vivere un po’ vuoto ma ormai familiare.
Dall’altra abbiamo Mizuki: giovane, non particolarmente interessato a compiacere gli altri, sebbene educato e rispettoso.
L’essere entrambi impiegati nella stessa azienda e la necessità per Yukino di presentarsi a un ricevimento con un fidanzato al seguito, li pone nella condizione di avviare una finta relazione che, in breve tempo, comincerà a coinvolgerli per davvero.
Molteplici sono le scene e i tentativi di evidenziare l’insicurezza di Yukino, come a dimostrazione che l’età anagrafica non descrive automaticamente una persona, tant’è che al contrario di Mizuki viene messa in risalto la maturità a pazienza di molti suoi atteggiamenti verso Yukino (fatta eccezione per una sana gelosia, ma quella non ha età).
Aspetti tutti un po’ prevedibili ma che, tra i mille tentennamenti di lei e i tentativi di avance di lui, portano la coppia a un punto di arrivo. Per arrivare a ciò occorre sorbirsi la manfrina della differenza di età (soprattutto da parte di Yukino) uno svariato e indicibile numero di volte, cosa che rende noiosa e ripetitiva la storia.
A un certo punto al divario anagrafico si affianca anche il tema del matrimonio, pensiero che per lei ha una certa importanza e non nell’ottica di un futuro troppo lontano, mentre per Mizuki rappresenta qualcosa senza valore, non tanto perché ancora molto giovane ma perché incondizionato dal suo vissuto lo (i molteplici divorzi del padre lo hanno fatto sperimentare tre diverse figure materne).
Riassumendo, età e questione del matrimonio sono i due grandi ostacoli che la storia di questo drama deve affrontare e superare. Non ci sono altre montagne da scalare, insomma.
Rispetto alla recitazione, direi buona ma non mi sbilancerei oltre. La chimica tra i due latita un po’.
Nient’altro di meritevole da menzionare, colonna sonora compresa.
Tornando indietro, probabilmente non lo rivedrei.

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Completed
Mask
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 7, 2025
20 of 20 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Topic del sosia un po' in stile soap opera, dove la schiera dei cattivi convince di più

Drama che gioca la carta dell'identità nascosta sfruttando il topic del sosia per quanto riguarda la protagonista femminile. Mi ha ricordato molto il drama "Bride of the century" - anche lì la protagonista ha una sosia e la trama ruota attorno alla sua identità - oltre al fatto che sono entrambe due serie che hanno ormai una decina d'anni, lo stampo è quello dell'epoca e si vede.
Mi è piaciuto ritrovare un giovanissimo Ju Ji Hoon - recentemente salito alla ribalta grazie alla ben riuscita serie "The trauma code" - anche se in questo drama la caratterizzazione del suo personaggio non è stata propriamente eccellente. Altrettanto buona, ma altrettanto non eccellente, quella dell'attrice protagonista. Questa è una serie nella quale, insolitamente, sono rimasta più affascinata dai cattivi di turno: la sorella del protagonista e, soprattutto, il marito di lei. Proprio il personaggio di Min Seok Hoon - interpretato da un bravissimo Yeon Jung Hoon - è risultato essere il più complesso e credibile, di spessore nonostante l'operato da condannare.
Complessivamente la definirei una serie piacevole, non particolarmente incalzante - gli intrighi ci sono, per certi versi tirati anche troppo per le lunghe, ma manca un po' il ritmo - e in grado di emozionare in modo un po' intermittente: non una serie da batticuore che ti tiene incollata allo schermo dal primo all'ultimo episodio, insomma. Forse, troppo spesso, scivola in momenti di ristagno ridonante permeati da un approccio stile soap opera.
Va bene vederla... Ma anche non vederla non è un dramma.

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Completed
Lovers of the Red Sky
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 3, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 5.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 5.5

Una serie dal buon potenziale ma inutilmente appesantita nel concreto

La valutazione è un sei politico, più per le buone intenzioni che per la riuscita effettiva.
Salvo rare occasioni, i drama storici tendono sempre un po' ad annoiarmi, e ancor di meno gradisco i fantasy, per cui le aspettative in partenza non erano altissime.
L'idea di base era però interessante, mi è piaciuto in particolare il discorso sulla vista, che si "alterna" tra i protagonisti, la cui caratterizzazione è peraltro molto piacevole.
A rovinare nel concreto la serie è un senso di opprimente pesantezza, dovuto alla scelta di rendere la storia più contorta del dovuto. Se c'è un episodio praticamente dedicato a fare le presentazioni e il punto della situazione, allora qualcosa non quadra. Una bella serie non ha bisogno del libretto d'istruzione, insomma. Le spiegazioni - solo quelle necessarie - dovrebbero inserirsi con naturalezza al momento più opportuno, senza dare l'impressione di una lezione su come capire la storia. Storia che resta comunque densa di scene evitabili, che fanno dell'aspetto fantasy una sorta di macigno piuttosto che di un elemento originale caratterizzante la trama. Il rischio noia è praticamente dietro l'angolo: ho iniziato una visione attenta, ma a metà mi sono ritrovata a saltare alcuni passaggi a piedi pari, unico compromesso possibile per poter arrivare in fondo alla serie.
C'è del buono, c'è del potenziale (nell'idea e nelle risorse), ma per ottenere un degno risultato andava ampiamente sfoltita e snellita (che non vuol dire automaticamente renderla banale o povera di contenuti, sia chiaro).

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101 Marriages
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 28, 2025
24 of 24 episodes seen
Completed 0
Overall 3.0
Story 3.0
Acting/Cast 3.0
Music 3.0
Rewatch Value 3.0

A...come Allucinante, Assurdo e Agghiacciante

Davvero, sono basita. Il livello di esasperazione era tale che non sono nemmeno riuscita ad abbandonare la serie, avevo quasi la necessità di vedere con i miei occhi, fino alla fine, il delirio di un drama che è a dir poco assurdo.
Dovessimo riassumere la traccia in poche parole, direi che lui - da sempre innamorato di lei - la costringe a un matrimonio che lei non vorrebbe ma al quale, per una serie di motivi, non può sottrarsi e inizia così l'improbabile convivenza - segreta, perchè quasi nessuno sa che sono marito e moglie - dei due giovani coniugi.
Ora, questa descrizione calza a pennello anche con altre serie, ad esempio la recente e popolare "When the phone rings", tanto per citarne una.
Nel concreto, però, parliamo di due pianeti diversi (anzi, galassie diverse, data l'infinita distanza).
Tornando a 101 Marriages - già sul titolo ci sarebbe molto da ridire - ogni azione e reazione, le cui conseguenze hanno determinato il concatenarsi degli eventi che costituiscono il drama, sono davvero in contrapposizione con qualsiasi minima forma di sano buonsenso. A livello di recitazione, lei quanto meno nella prima parte è talmente poco espressiva e sulle sue da non fare quanto meno alcun danno. Lui è imbarazzante, sembra quasi bipolare, alterna momenti di ridicola gelosia - nei quali da prova di comportamenti anche malsani - a scene in cui si atteggia a uomo tutto d'un pezzo, per poi virare nuovamente in siparietti inverosimili, con occhi a cuoricino e sorrisi beati (in realtà, mi sono sembrati solo inquietanti). Occorre davvero una buona dose di crudeltà per imporre a un attore un copione del genere. E' tutto poco credibile, al limite del grottesco. Una farsa che fa davvero ridere, non una risata di sano divertimento, ma di puro imbarazzo. Per la storia, la recitazione, la caratterizzazione dei personaggi. L'unico motivo per vederlo è se si vuole ampliare i propri orizzonti in termini di giudizi negativi.

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Completed
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1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 26, 2025
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 8.0

Film impegnativo, non per gli amanti dell'intrattenimento

Un film, questo, che non è per tutti. Certo non per chi cerca una BL facile e spensierata.
A dire il vero, qui non parlerei nemmeno di BL. Se vediamo tre piani diversi, quello individuale, quello di coppia, e quello relativo al contesto esterno, è proprio il piano intermedio ad essere meno rappresentato. Non c'è una storia di coppia, insomma.
Ci sono scene che, come passaggi fondamentali, portano passo dopo passo allo sviluppo dei due protagonisti e, di conseguenza, all'interazione tra di loro e col mondo esterno.
Ambientato subito dopo l'abolizione della legge marziale a Taiwan, in un momento sì di grandi cambiamenti, ma dove il tema dell'omosessualità è ancora visto come un problema e l'omofobia spopola.
Due giovani studenti s'incontrano e devono ciascuno venire a patti con sentimenti che non avevano messo in conto di provare. Jia Han è forse il personaggio più lineare e facile da leggere: viene travolto dalla presenza di Birdy come un tornado - inizialmente è proprio quest'ultimo che, complice un carattere impulsivo e volte un po' sopra le righe, promuove infatti momenti condivisi tra i due - e una volta compresi e accettati i propri sentimenti rimarrà sostanzialmente fedele ad essi. Il suo amore nei confronti di Birdy resisterà a tutto, alla convinzione di non essere corrisposto, alla mancanza di coraggio di Birdy nel fare insieme a lui quel passo così difficile.
Birdy è decisamente più criptico e tormentato: se il sentimento, possiamo supporre, è lo stesso, la reazione è ben diversa. Si rifugia nella negazione, situazione che sicuramente fa soffrire Jia Han ma che deve essere devastante in primis per lui, vittima di un conflitto interno che cerca di soffocare ma che, di fatto, è sempre lì presente.
La scena nella doccia - banale se letta solo sotto il punto di vista fisico - rappresenta il momento in cui i nodi vengono al pettine. Birdy si ritrova messo a nudo - ovviamente non non mi riferisco alla mancanza di vestiti - e incapace di negare ancora una volta i propri sentimenti. Se Jia Han lo costringe a un'ammissione non verbale, lo stesso Birdy, subito dopo, compie un atto sincero, il bacio da parte sua a Jia Han, quasi unidirezionale, a sottolineare come gli argini appena rotti abbiano permesso a Birdy una manifestazione veramente sua e veramente onesta. C'è quindi un'ammissione, un atto liberatorio, e dunque le scuse. C'è la verità assoluta, in quella scena. Verità che però torna a trovarsi in forte contrasto con la vita quotidiana: pur essendosi lasciato andare, pur avendo mostrato a Jia Han che il sentimento era ricambiato, Birdy non riesce a compiere la scelta di stare al suo fianco. Non potendo però più nemmeno negare, l'allontanamento diventa la sua unica opzione (la scena sulla spiaggia stempererà un addio altrimenti troppo tragico, sottolineerà il difficile bivio tra ciò che si vuole e i limiti che non si riesce a superare).

!!!SPOLER!!!
Il finale non lo definirei un happy ending, ma nemmeno un finale triste o propriamente aperto. E' una conclusione doverosa, che da senso al tutto. Non può essere un lieto fine, perchè anche se si sono incontrati nuovamente sono comunque passati 30 anni ed è evidente che la vita che avrebbero voluto/potuto rimarrà un mero desiderio. Di fatto, la loro vita è comunque trascorsa, impossibile riavvolgerla. L'ammissione di Birdy, però, è davvero importante, poichè al di là del risultato da un senso a tutto quanto è stato. Cosa può esserci dopo questo finale non è ben chiaro, forse un avvicinamento, forse qualcosa di più, non credo sia importante. Tra i due, Jia Han è rimasto fedele a sè stesso e ai propri sentimenti, indipendentemente dagli eventi. Più triste forse la situazione di Birdy, che ai tempi della loro frequentazione prima ha negato e poi non è comunque riuscito a trovare la forza di seguire i suoi sentimenti, per poi vivere una vita di facciata che non poteva che - alla lunga - andare a rotoli.
Oltre alla vita di coppia che tra i due non c'è stata, ha anche il rimpianto di averci messo una vita a venire davvero a patti con sè stesso (aver mostrato in adolescenza i suoi sentimenti piuttosto che la telefonata fatta l'anno successivo, sono più momenti di cedimento isolati, che non può negare ma ai quali reagisce proseguendo comunque sulla strada che aveva scelto)
!!!FINE SPOILER!!!

Concludendo, un film impegnativo, che ha una sola chiave di lettura: non è una storia che può essere apprezzata superficialmente e che nasconde però significati più profondi. C'è solo la seconda parte, occorre essere disposti a fermarsi, capirla, in certi passaggi pure a rivederla, per comprenderla veramente. Non c'è intrattenimento, se è quello che si va cercando, anche in minima parte, il risultato non può essere che deludente.
Ma resta un prodotto davvero di spessore, credo poco appetibile ai più, ma innegabilmente valido.

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Lookism
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 22, 2025
38 of 38 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
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Spunti di riflessione sul tema del bullismo in una serie adolescenziale-soprannaturale

Drama interessante, con un primo episodio un po' in equilibrio precario ma che già dal successivo riesce a trovare il giusto assetto.
La serie punta ad essere una commedia che abbraccia però un tema importante, quello del bullismo, aspetto che tratta sicuramente in modo non estremamente profondo ma nemmeno troppo superficiale, fornendo spunti di riflessione a mio avviso utili.
La componente fantastica consente il singolare "switch" di Tuo Wen Shuai da un corpo (il suo originale, ovvero quello di un ragazzo non molto bello, non molto alto e decisamente sovrappeso) all'altro (più in forma ed esteticamente attraente).
"Bello dentro, brutto fuori"...ma l'importante è essere belli dentro. Per Tuo Wen Shuai però, inizialmente, non è così: l'esperienza passata e la scarsa autostima lo rendono incapace di accettarsi per quello che è, vittima di un meccanismo che - se lasciato a sè stesso - sembra davvero senza via di uscita. Scoprire di avere a disposizione il corpo di un affascinante adolescente è per lui il punto di svolta: non solo perchè invece di essere deriso o, alla peggio, ignorato, nelle vesti del nuovo Wen Shuai si ritrova anche al centro di svariate attenzioni. Il discorso in realtà va al di là del mero lato estetico: la trasformazione è anche caratteriale. In entrambi i corpi lui ha il buon animo che lo caratterizza, ma quando è nel corpo "bello", acquisisce una maggiore sicurezza, determinazione e forza, capaci di farlo agire in modi che al Wen Shuai cicciottello non passerebbero mai nemmeno per la testa. Il cambiamento esteriore, insomma, è stimolo e promotore anche di un cambiamento interiore.
Tao Quiao rappresenta l'elemento in controtendenza, la fanciulla che coglie la bontà d'animo del Wen Shuai "brutto" ma che, a sua volta, non si può dire non giudichi dalle apparenze: con lei il pregiudizio di capovolge, e quindi "Bello fuori uguale brutto dentro", tant'è che la prima impressione che si fa del Wen Shuai "bello" è decisamente negativa, anche senza una vera ragione. E' semplicemente molto prevenuta in senso contrario e pronta a individuare tracce di arroganza e prepotenza. Questo, almeno, all'inizio. Il tema del bullismo, tuttavia, non orbita solo intorno alla figura del protagonista. Le sue diverse sfumature sono presenti altrove e vanno a intaccare in maniera più o meno evidente anche altri personaggi, come ad esempio il piccolo tirapiedi di Li Zen Cheng, ragazzino dal carattere debole e facile vittima di soprusi che, a differenza di Wen Shuai, non ha un secondo corpo in cui rifugiarsi e punta semplicemente a sopravvivere, anche se questo lo porta in automatico a tradire la fiducia di chi paradossalmente gli ha teso una mano. Un'altra forma di sopruso è portata in scena da Gu Qi Guang, ragazzo promettente e sensibile che a causa del suo status famigliare vive confinato in una gabbia invisibile. Abbiamo poi il bullo redento, Li Zen Cheng, del quale ho apprezzato il senso ma la cui evoluzione è apparsa un po' raffazzonata e sbrigativa, in particolar modo la velocità con cui ricuce il suo rapporto con l'amico di vecchia data, Wa Si Ke (personaggio positivo ma un po' troppo invadente, onnipresente come il prezzemolo nelle sue vesti da improbabile "giustiziere della strada"). Proprio i continui interventi di Wa Si Ke sottolineano un punto debole della trama: il mondo sembra qui governato dagli adolescenti. Bene finchè si tratta di chiacchiere e liti tra i banchi di scuola, ma quando le situazioni degenerano, che non subentrino mai gli adulti - forze dell'ordine o meno - è davvero un po' poco credibile.
Rispetto alla trama, ho apprezzato molto tutta la prima parte, fino al ritiro del campeggio estivo. Lì avrei evitato la questione del maniaco infiltrato tra gli istruttori (elemento senza senso o utilità per la storia). Dal momento del ritorno - e siamo ormai a metà della serie - la trama sembra virare improvvisamente, aggiungere una grossa manciata di elementi nuovi (l'entrata in scena del tizio che bullizzava Wen Shuai al suo paese natale, Kris, gli esperimenti e tutta la squadra di pazzoidi annessa, la ricerca della sorella di Kris, ecc.). Forse troppo, mi viene da dire. Che a un certo punto Kris dovesse entrare in scena era praticamente scontato - è chiaro a tutti, fin dal primo episodio, che quel corpo non è piovuto dal cielo - ma non ci avrei costruito sopra un castello come invece è stato fatto. A metà serie, vuoi perchè forse il filone percorso cominciava a sedimentare troppo e a temere l'effetto noia, ecco che viene aggiunta nuova legna da ardere, anche troppa. Sinceramente non l'ho trovata una scelta vincente, l'impressione è stata quella di aver terminato una serie e averne iniziata una nuova. Non è stata una sensazione piacevole. Se proprio non c'era modo di tirare avanti di altri 20 episodi col filone già avviato, avrebbe avuto più senso ridurre la durata dell'intera serie e terminare quanto già sviluppato chiudendolo in bellezza nei giusti tempi. Evitare di tirarla per le lunghe ed evitare di mettere altra carne al fuoco, insomma.
Tanto più che la storia di Kris non mi è piaciuta: dai retroscena passati, ai meccanismi del presente, al suo futuro, all'epilogo della sorella.
Ho apprezzato invece il finale, con un Wen Shuai che non è il vecchio Wen Shuai "brutto" ma nemmeno il Wen Shuai "bello": fisicamente nella sua versione originale, mostra finalmente di essere diventato una persona sicura, indipendentemente dal proprio aspetto, capace quindi di accettarsi e piacersi per quello che è. Aspetto che gli consente l'happy ending con Tao Quiao ...e per una volta il concetto di "bello dentro indipendentemente da come si è fuori" è stato davvero rispettato.
Il livello della recitazione, un po' per tutti, lo definirei nella norma (non aspettiamoci di rimanere folgorati dalla bravura degli attori).

Concludendo, un buon drama....forse troppo lungo, sicuramente sovraccaricato nella seconda parte, ma complessivamente valido.

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The Uncanny Counter
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 6, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.5

Ottimo drama per gli amanti del tema soprannaturale

"Uncanny counter" è una serie decisamente avvincente e coinvolgente, che presenta un mix molto equilibrato e ben intrecciato di varie tematiche: c'è l'ambientazione scolastica, già che Mun, i suoi amici e i bulli della scuola sono ancora adolescenti; c'è il tema degli indizi che richiamano un passato di casi irrisolti; c'è la questione della perdita delle persone care (Mo Tak perde addirittura tutti i ricordi, Chu supera la perdita di un figlio accettando l'unica opzione possibile per non perderlo del tutto, Ha Na si mostra spavalda ma è bloccata in un passato che non riesce a lasciarsi dietro le spalle...e Mun stesso è devastato dalla perdita dei genitori e dai sensi di colpa); c'è il tema soprannaturale dei cacciatori di demoni (nella serie si parla anche di "angelo della morte", ma più che Tristo Mietitore il compito assegnato mi sembra più simile a quello del film Costantine del 2005); trovano poi spazio i rimpianti, la fiducia, la lealtà, la possibilità di riscatto (in questo senso il figlio del sindaco meritava forse un po' più spazio, mentre invece ci si è fermati a delle scuse sincere, che nel suo caso è già molto, ma mi sarebbe piaciuto riscoprirlo positivamente). L'unica nota dolente è che in alcuni punti è un po' contraddittorio: certe regole date come ferree all'inizio vengono tranquillamente violate, a volte senza reali conseguenze. Tanto per citarne una, Mo Tak viene ammonito per aver rivelato alla ex compagna l'esistenza dell'oltremondo, ma poi di fatto nessuno interviene per cancellarle obbligatoriamente la memoria come ci si aspetterebbe che accada. La coerenza è fondamentale, ancor di più se la tematica è sovrannaturale. Sono però piccoli dettagli, più che perdonabili, e che non vanno a inficiare l'ottimo giudizio nei confronti di questa serie che mi ha entusiasmata e - a tratti - anche commossa.
Unica precisazione: trovo che la serie sia perfettamente conclusa così. Di tanti drama che meriterebbero un seguito, in questo caso non lo vedo come un possibile valore aggiunto, tant'è che ho abbandonato annoiata il sequel dopo i primi episodi.

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Bloodhounds
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jan 3, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 2
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

Serie avvincente, migliorabile nell'ultima parte

Serie avvincente, capace di catturare l'attenzione dello spettatore sin dai primissimi minuti. Tema d'avvio è la boxe, sport che caratterizza i due giovani protagonisti e grazie al quale fanno conoscenza. Un'amicizia pulita, come non mi capitava di vedere da molto tempo, che non viene stupidamente messa alla prova dal classico triangolo amoroso piuttosto che dall'invidia da "eterno secondo". E' un'amicizia leale, di crescita cooperativa, dove ciascuno dei due è spunto di miglioramento per l'altro e appoggio sicuro in caso di bisogno.
Fin da subito subentra anche il tema predominante della serie, ovvero tra figure rilevanti del mondo dell'usura. Una piaga, quella degli strozzini, che viene trattata in maniera completa, affrontandola e valutandola da tutti i punti di vista. La lotta al clan potente e spregevole diventa perno centrale della serie e permette di radunare il gruppo delle figure principali: dalla parte dei buoni i già citati giovani protagonisti, ai quale si uniscono il vecchio presidente Choi, la nipote putativa, e i due "coltelli", un tempo al servizio di Choi e rimastigli fedelissimi. Dall'altra, il cattivo, anche lui ex fedelissimo di Choi, ma animato dall'avidità e dal desiderio di potere che l'aveva spinto a tradire il suo mentore e a diventare un pezzo grosso con agganci in tutti i settori, dalla magistratura alle forze dell'ordine alla politica.
La serie conta in totale 8 episodi da un'ora circa l'uno e per i primi sei è davvero splendida: via via che la resa dei conti entra nel vivo, emergono aspetti ed emozioni ad ampio spettro: la fiducia e fedeltà, l'affetto che va oltre il semplice legame di sangue, la riconoscenza e gratitudine, la già citata amicizia, la voglia di redimersi e riparare agli errori del passato, la brama di potere capace di annullare l'umanità di una persona, la determinazione a resistere, ad affrontare una volta per tutte - costi quel che costi - ciò che da tempo è rimasto in sospeso...
Tutto è ben dosato, ogni personaggio è rappresentativo di uno o più di questi aspetti. Ovviamente avevo messo in conto che la squadra dei buoni alla fine avrebbe trionfato ma non senza qualche importante perdita: il presidente Choi era di fatto destinato, forse anche uno dei coltelli. Il sesto episodio però si conclude in modo un po' troppo esagerato, spazzando via tutta la vecchia guardia e disperdendo per strada anche la giovane nipote, la cui relazione che andava evolvendosi con i due ragazzi aveva ancora molto da offrire. Invece si fa piazza pulita e si toglie di mezzo buona parte degli attori protagonisti, per avviare un settimo episodio che mostra anche un salto temporale non propriamente chiarissimo. La spiacevole sensazione è quella di quando a distanza di un po' di tempo viene fatto il sequel di una serie/film, ma dove gli attori principali, se non addirittura i personaggi, sono cambiati. Ho trovatoun po' incoerente l'idea che con un po' di allenamento i due giovani baldi siano in grado di fermare il nemico, lo stesso che con la vecchia squadra al completo non si era riusciti a fermare (e lì c'era la forza dell'esperienza del presidente Choi, oltre all'abilità e capacità dei due coltelli, certo non risultato di un allenamento di qualche settimana). Ma questa sembra voler essere la conclusione della serie, quindi fuori una giovane e avanti una sorta di misera sostituta, si ripescano due agganci con le giuste conoscenze perchè da soli in due non andrebbero da nessuna parte, e il gioco è fatto: il nemico viene finalmente sconfitto. La conclusione non è netta ma nemmeno troppo aperta: un finale che può terminare - un po' insipidamente - lì, oppure può lasciare uno spiraglio per l'aggancio di un sequel, come mi pare sia stato recentemente confermato. Di questa serie ho adorato praticamente i primi tre quarti: la virata degli ultimi due secondo me l'ha un po' rovinata, per cui non ho grandi aspettative verso l'ipotetica seconda stagione. Resta comunque una serie meritevole, con un cast davvero valido (tutti i tre giovani, Choi, i coltelli e persino il cattivo...attori che ho già conosciuto e apprezzato in altre serie).

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