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  • Awards Received: Finger Heart Award1 Flower Award2 Reply Hugger1
Completed
Love Your Enemy
2 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 29, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Niente di nuovo e il già visto lascia pure a desiderare...

Mi sono sforzata di arrivare in fondo alla serie solo per coerenza, e questo la dice lunga. Romance banale, dove gli ostacoli dovrebbero essere questioni insormontabili ma che poi tali non sono. Niente di nuovo e il già visto non è un bel rivedere, insomma. Anche nell'ottica di un drama che punta al mero intrattenimento, non funziona. La storia è troppo insipida, gli attori lo sono anche di più, sia a livello di recitazione, espressività ed estetica. Spiace dirlo ma non sanno davvero di niente. Chimica ed empatia scarseggiano ovunque. Se penso al tema della rivalità tra famiglie, ne viene fuori meglio la tailandese "Bad Buddy". E il meccanismo della rottura da adolescenti e del ricongiungimento in età - molto - adulta è un altro esempio che non regge: fratture dettate da fraintendimenti e tempistiche sbagliate che però sembrano poi segnare a vita i protagonisti, i quali tuttavia passano le successive due decadi ciascuno sul proprio binario, mai alla ricerca dell'altro, salvo poi ritrovarsi più o meno costretti a un nuovo incontro e da lì rispolverare il sentimento adolescenziale quasi non se ne fosse mai andato. Finale inconsistente e piatto, un po' come tutto il resto.

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Completed
Queen of Tears
2 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 29, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 1
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 8.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

La ricetta imperfetta: quantità invece che qualità

Dalle premesse doveva trattarsi del capolavoro dell'anno. Dal cast stellare alla produzione, sceneggiatura, regia e via dicendo.
L'incipit è interessante: una coppia sposata - sposata per amore - ma che ormai porta avanti un matrimonio di facciata. Le carte non vengono svelate subito, qualche flashback ci mostra l'esordio della loro relazione ma resta quel misterioso gap nel mezzo, che porta lo spettatore a chiedersi come si sia giunti alla situazione presente.
Rispetto ai protagonisti, ho trovato davvero calzante la scelta di Kim Ji Won nel ruolo di Hae In: l'attrice giusta nel ruolo giusto. Una prova performante, la sua, che mi ha ricordato molto anche il personaggio che aveva interpretato in "I discendenti del sole": schietta, tagliente, carismatica, indubbiamente incisiva e affascinante. Se da una parte, ripeto, l'ho trovata perfetta per il ruolo, dall'altra mi chiedo se non manchi di versatilità (un conto è ricoprire bene un certo ruolo, un altro è saper interpretare bene solo quello). Non ho invece apprezzato il protagonista maschile: sono consapevole che sia uno degli attori tra i più acclamati, ma personalmente non sono mai riuscita ad apprezzarlo. Indubbiamente bello - come viene riconosciuto anche al personaggio che interpreta - ma sembra davvero che il suo unico punto di forza sia solo quello. Una bellezza fine a sè stessa, che manca di fascino, di espressività, di carattere e spessore. Se non sai bucare lo schermo, resti solo uno dei tanti bei volti che si perdono nella massa. Due, sostanzialmente, le sue espressioni: sorriso a 32 denti e smorfia da pianto disperato. Manca davvero una vasta gamma di emozioni che non è in grado di esprimere nè suscitare. L'altra nota dolente della serie, è aver voluto troppo. Se gli ingredienti sono di buona qualità, una ricetta ben riuscita non è quella che ne conta il numero maggiore. Tutte le tematiche possibili sono state inserite nella storia, dal fatto che si fossero già conosciuti in tenera età e che quindi si siano ritrovati, dagli spaccati accademici di quando erano adolescenti, il tema dell'amore-odio-amore, del matrimonio di apparenza, dei fraintendimenti e del non detto, del divario delle classi sociali di appartenenza, la malattia terminale, la perdita di memoria... Davvero, il troppo che stroppia. Scorrendo l'elenco delle guest star, sembra di ricalcare la stessa linea: tante, troppe comparse importanti, sempre seguendo la filosofia che "più è, meglio è". Alla lunga, l'attenzione cala, il coinvolgimento scema e non c'è più un vero elemento di traino, solo tante tematiche che si susseguono, mentre i tira e molla diventano tanti, troppi, le cartucce sono già state tutte sparate ed è sempre più difficile riagganciare l'attenzione dello spettatore. Mi aspettavo davvero una serie meritevole, durante la visione ho ridimensionato le aspettative e confidato di poterle dare almeno un 8, ma arrivata in fondo sono riuscita ad attribuirle a fatica un voto discreto, che supera la sufficienza solo grazie all'aiuto di un'ottima colonna sonora e un cameo davvero notevole, la breve incursione di Song Joong Ki nei panni di Vincenzo Cassano (e una menzione agli altri ruoli di rilievo da lui interpretati, già che viene presentato come un personaggio misterioso che forse è stato un militare delle forze speciali - Discendenti del sole - forse un erede di un conglomerato - Reborn Rich - e molto probabilmente un avvocato appartenente alla mafia, Vincenzo, appunto). Nei pochi minuti nei quali hanno condiviso la scena, il protagonista davvero è diventato il nulla cosmico rispetto alla presenza di Song Joong Ki, molto più espressivo lui in quelle poche inquadrature che l'altro in tutti i 16 episodi messi assieme. Non lo sconsiglierei, ma con un approccio cauto e non troppo carico di aspettative.

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Completed
Seven Days: Friday - Sunday
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 28, 2025
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 8.5

L'essenza del romanticismo nella scoperta reciproca di due figure complesse e complementari

Film diviso in due parti - la recensione vale per entrambe - che, come dal titolo, copre l'arco narrativo di circa una settimana.
Una vera chicca per gli amanti delle storie BL, a patto però di investire sulla qualità di una storia delicata, di un romanticismo alla vecchia maniera, senza puntare a scene esplicite fine a sè stesse e prive di sostanza. Se siete in cerca di queste ultime, consiglio una delle tante serie Tailandesi. Se volete andare oltre ed emozionarvi davanti alla nascita di una bella storia d'amore, allora la visione è davvero consigliata.
Come molte produzioni giapponesi, l'obiettivo è nudo al centro, privo di tutti i possibili contorni inutili. Il cast si compone di poche figure e quasi sempre la telecamera è puntata sui due protagonisti, tra momenti individuali e condivisi. Fondamentale la loro caratterizzazione, già che è il perno di questa pellicola: ci troviamo di fronte a due attori davvero capaci che hanno saputo cogliere l'essenza del loro personaggio, fornendo una caratterizzazione complessa ma al contempo estremamente realistica e naturale.
Caratterialmente parlando, i due protagonisti sono un po' agli antipodi: da una parte abbiamo Shino Yuzuru, popolare tra le ragazze per via del suo aspetto, fascino che cozza brutalmente con il suo carattere, dove il poco tatto fa naufragare costantemente ogni principio di relazione. Dall'altra abbiamo Seiryo, bello e distaccato, che cela una grande sensibilità e il desiderio di avviare una relazione sentita che gli permetta di voltare pagina rispetto al passato. Da qui nasce la sua abitudine di frequentare una ragazza diversa ogni settimana, a cominciare dalla confessione della ragazza di turno il lunedì - del resto c'è la fila per uscire con lui - e trascorrere i successivi 7 giorni con appuntamenti nella speranza che scatti la scintilla, cosa che puntualmente non accade e che lo porta, a fine settimana, a chiudere la relazione pur lasciando un bel ricordo del breve periodo trascorso.
Tra Shino e Seiryo la situazione evolve in principio in modo inaspettato: reduce dall'ennesima brutta esperienza Shino coglie l'occasione di proporsi a Seiryo, incuriosito dall'idea di una frequentazione diversa dal solito e con una tempistica scandita. Seiryo, pur essendo palesemente sorpreso dalla richiesta, resta fedele alle sue abitudini e accetta la frequentazione.
Questo per dire che non c'è nessun colpo di fulmine iniziale, nessuna scintilla al primo scambio di sguardi o cose simili. I giorni passano e i loro caratteri si rivelano sempre più complementari, un apprezzamento reciproco che emerge dalla naturalezza con la quale iniziano a scambiarsi opinioni e pensieri, confidenze che nella loro condivisione acquisiscono un valore importante. Trovano spazio preziosi momenti individuali di analisi dei propri sentimenti, riflessioni sull'altro e anche rispetto alla propria sessualità. L'unico disagio che emerge è il non sapere bene come porsi davanti alle domande invadenti delle compagne di scuola, per il resto salta invece all'occhio come, pur avendo appena iniziato a frequentarsi, pur trattandosi di due ragazzi, pur essendo caratterialmente estremamente diversi, i momenti condivisi siano vissuti da entrambi con una sensazione positiva, dove sono a proprio agio l'uno con l'altro. Se Seiryo è quello apparentemente più sensibile - lo vediamo spesso titubare e non sempre avere il coraggio di dire o fare quello che vorrebbe - sarà in realtà Yuzuru ad essere il più sorpreso, quando comprenderà di aver finalmente trovato una persona a cui piace semplicemente per quello che è.

I personaggi secondari sono solo comparse di contorno, non ci sono canzoni ma solo musiche strumentali, volutamente meno invadenti ma inserite nei momenti più opportuni: la coppia è al centro della scena, sempre e comunque, un fulcro tematico dal quale è impossibile distogliere lo sguardo o distrarsi con altro, insomma.

In conclusione davvero un bel film, non chiarissimo nelle conversazioni un po' come la maggior parte delle serie giapponesi, ma privo di banalità e ovvietà. Ogni dettaglio ha un senso, dalle parole agli sguardi alla gestualità alle azioni e reazioni, tutto concorre meticolosamente a rendere il quadro generale completo, bello e naturale.

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Completed
The Haunted Palace
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 10, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 6.0
Rewatch Value 7.0

Fantasy-storico-romance che parte col botto ma non riesce a mantenersi in quota

Drama la cui immagine di anteprima mi ispirava poco, il protagonista maschile aveva un’aria da ameba che non lasciava presagire nulla di buono. Aggiungiamoci il fatto che è difficilissimo farmi piacere un drama storico – io ci provo ma quelli che non hanno finito per annoiarmi li posso contare sulle dita di una mano – oltre al fatto che non ho volutamente letto nemmeno le due righe di trama… E otteniamo quindi un insolito salto nel buio. A posteriori la ritengo una mossa azzardata? Forse.
La serie inizia col botto. E col “botto” intendo dire che nella scena di apertura del primo episodio troviamo niente meno che Kim Young Kwang, splendido e affascinante come sempre. L’attrice protagonista appare subito interessante e carismatica, i loro rispettivi personaggi in netta contrapposizione, in uno di quei conflitti che posso solo definire “stimolanti”.
Poi compare l’ameba, e sa già di terzo e inutile incomodo. Ho temuto per un attimo che rivendicasse in pieno il ruolo di protagonista, ma alla fine del primo episodio ho compreso l’accettabile compromesso. Del resto, non credo sarei riuscita a farmelo piacere se Kim Young Kwang non avesse spianato la strada con la sua apparizione e l’idea di “quel” Gang Cheol iniziale ha permesso di traslare un po’ del fascino del personaggio nell’ex ameba.
I primi episodi sono davvero ma davvero ben fatti, l’idea originale, le basi apparentemente solide. Man mano che la serie avanza, però, sembra faticare a mantenere alto il livello, sia per quanto riguarda la trama, che diventa sempre più ricca ma in modo sempre più confuso e caotico, sia rispetto allo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti, inizialmente accattivante ma che sembra incapace di andare oltre e continua ciclicamente a riproporre un po’ lo stesso schema. Tra i loro tira e molla e l’alternarsi per Khang Cheol di momenti buffi ed esilaranti – quasi tutti legati alla scoperta delle emozioni e sensazioni umane – a scene cupe e/o di combattimento (dove però il nostro povero Imugi ne esce come l’ombra di quello che era un tempo), il drama sembra finire impantanato in una sorta di circolo vizioso. Si giunge comunque dignitosamente a un finale, anche se è proprio il livello generale del drama ad essere ormai sceso di parecchie tacche, qualitativamente parlando.
Buona ma non particolarmente degna di nota la recitazione. Oltre ai protagonisti, sono diversi i personaggi più o meno secondari validi, dal Re a Bibi, passando per la madre dell’archivista e gli altri membri della famiglia reale. Però sembrano risentire anche loro del disorientamento che caratterizza la seconda parte del drama, risultando anch’essi un po’ sottotono.
Infine, due note particorlarmente dolenti sono quelle che riguardano le musiche e le scene romantiche (la recente “Dear Hongrang” in questo senso ha tutto da insegnare), elementi fondamentali per rendere incisive alcune scene e mostrare una chimica di coppia degna di un buon romance, già che a conti fatti il lato romantico sembra voler pesare quanto quello degli intrighi e misteri, in questa serie.

In conclusione un giudizio positivo, guadagnato quasi totalmente grazie alle premesse iniziali e alla prima metà degli episodi. Spiace che, dopo aver spiccato il volo così bene, sia seguita una lenta e inesorabile discesa fino a limitarsi a sorvolare in modo costante la quota dell’accettabilità.
Guardabile ma non memorabile.

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Completed
Beyond Evil
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 2, 2025
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Un thriller con la T maiuscola e un protagonista d'eccellenza

Un thriller nel vero senso della parola (finalmente!), dai risvolti imprevedibili e capace di far dubitare - a turno - di tutti quanti, in certi casi anche più volte. Si associano poi tinte particolarmente forti, nei riferimenti e nei dati di fatto - se siete sensibili alle dita mozzate non è il drama che fa per voi, insomma - a delineare una vicenda complessa e ricca di intrighi, dove fatti e persone non sono mai quelli che sembrano.
Non è il mio genere preferito, ma se fatto bene - come in questo caso - è sempre una visione molto gradita. Posso dire che ha catturato l'attenzione davvero dall'inizio alla fine, e non mi capitava da molto tempo.
Storia complessa, che va seguita con attenzione e che intreccia le vicende poliziesche del presente a indagini del passato, sempre in bilico tra quella che è la professione, la vita privata e le storie personali di un gruppo di conoscenti, abitanti di una cittadina dove il non detto aleggia costantemente e dove il nuovo arrivato si ritrova a fare i conti con molteplici e intricate realtà. Una serie davvero ben strutturata e ben ideata, insomma.
Molti i colpi di scena davvero imprevedibili e, di svolta inaspettata in svolta inaspettata ci si avvicina sempre di più alla verità, percorrendo una strada tortuosa che non pecca quasi mai nella coerenza, la cui conclusione devo ammettere non mi ha lasciata pienamente soddisfatta: con le aspettative caricate a mille episodio dopo episodio, arrivare finalmente al dunque non è stato appagante come pensavo, gli incastri funzionano ma potevano funzionare meglio e risultare davvero spettacolari.
Il vero punto di forza del drama è però il cast, dove spicca un Shin Ha Kyun fantastico come non mai: attore davvero ma davvero brillante e poliedrico, capace di costruire personaggi unici e indimenticabili. Il suo Lee Dong Sik è al contempo carismatico e inquietante, suscita solidarietà e comprensione, a volte compassione, ma al tempo stesso timore e inquietudine, con quei sorrisetti da soggetto psichiatrico, sguardi che sembrano scrutare oltre quello che gli altri vedono, azioni apparentemente sconclusionate, delle volte esagerate e folli, ma in realtà sempre ponderate. Abbiamo poi il nuovo arrivato, Han Joo Won, interpretato da un validissimo Yeo Jin Goo: una coppia ben equilibrata, che parte in netto contrasto e facendo scintille per sviluppare via via un rapporto di stima, comprensione e fiducia. Una Bromance di tutto rispetto, insomma.
Ben delineati, anche se non altrettanto strepitosi, i personaggi secondari (un plauso particolare agli interpreti di Yoo Jae Yi e Kang Jin Mook).
In conclusione, un thriller che merita - forse senza rewatch già che perderebbe tutto il fascino - e una prova di recitazione davvero eccellente del protagonista.

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Completed
My Stand-In
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 16, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers
BL tipicamente Thai, con scene di sesso esplicite (in questo caso anche riferimenti verbali a ruoli, posizioni, ecc.) e molto incentrata sui protagonisti, dove la storia tra i due è di fatto la storia del drama e non è prevista quindi una trama più ampia a parte.

Punti a favore:
- la recitazione - soprattutto quella dei protagonisti - più convincente rispetto alla media degli attori tailandesi
- l'attore che interpreta Joe: espressivo e affascinante
- la caratterizzazione dei personaggi: Ming è una figura sicuramente e volutamente non positiva, narcisistica ed egoista fino al midollo in tutta la prima parte. Il suo è un vero e proprio opportunismo, Joe è di fatto il rimpiazzo di Tong e la gelosia che lo coglie all'entrata in scena di Sol non è da correlare a un inaspettato innamoramento bensì a una mera possessività. La nota positiva è che la scomparsa di Joe promuove in lui un lento ma radicale cambiamento, senza però snaturare nel complesso i suoi tratti caratteriali. Migliora, notevolmente, pur rimanendo sempre Ming. Joe al contrario è colui che inizialmente è disposto a cedere su tutti i fronti, praticamente senza mai lo sforzo di un compromesso da parte di Ming. Anche lui evolve, per certi aspetti più di Ming, nel corso della storia: diventa meno arrendevole, scopre nuove priorità e, soprattutto, si ritrova di fronte all'ardua sfida di vivere la sua vecchia vita in modo nuovo e dentro un corpo diverso. Per quanto cambino, però, restano coerenti ai tratti base della loro caratterizzazione iniziale (nessuna snaturazione insensata e assurda alla Kinn/Porsche, per intenderci).

Punti a sfavore:
- il tema della reincarnazione, o meglio del trasferimento dell'anima del vecchio Joe nel corpo dell'altro Joe: non è un meccanismo che mi entusiasma particolarmente e l'idea del diverso aspetto nemmeno. Fortunatamente hanno ben pensato di mantenere, per lo spettatore, il Joe originale (quasi quasi avrei eliminato anche i pochi frangenti che mostravano come in realtà appariva agli occhi degli altri). Gli avrei almeno concesso la possibilità di riprendere possesso del proprio corpo verso la fine (niente di impossibile, bastava inventarsi che l'incidente era accaduto in una zona remota ed era stato soccorso da qualcuno della zona, rimasto in coma per tot tempo, la volontà della troupe di non creare scalpore in seguito alla sua scomparsa avrebbe giustificato anche delle ricerche brevi e approssimative).
- L'infatuazione vecchia di anni per il fidanzato della sorella è credibile, ma che poi si riveli essere tutta legata alla scena di un film in cui il presunto Tong si vede solo di spalle...anche no.
- Sol: la sua ricomparsa, anni dopo essersene andato, perchè tutto a un tratto nei suoi pensieri c'è Joe...Davvero senza senso. Serve farlo tornare? Ci si inventa una qualsiasi altra motivazione, anche professionale, dopodichè la vicinanza con Joe può anche portare alla nascita - o al rispolvero - di un interesse nei suoi confronti. Non serve uno sforzo megagalattico per rendere un passaggio coerente, ma a volte davvero la credibilità sembra proprio avere zero importanza e meritare zero investimento.
- I drammi familiari: dopo aver dedicato i tre quarti del drama al rapporto tra i due, alla questione della "controfigura" di Tong, al cambio di corpo di Joe... Ha davvero senso introdurre l'apparentemente insormontabile scoglio dell'opposizione dei genitori di Ming? Il tempo rimasto è poco, la risoluzione deve quindi essere forzatamente rapida e di conseguenza ancora una volta poco sensata: la madre passa dalla modalità "squalo" a quella "agnellino" alla velocità di un cambio d'abiti e il padre sostanzialmente disereda il figlio con l'obiettivo di minare il suo rapporto con Joe per evitare che possa soffrire di nuovo se lasciato solo. Logico, no?

In conclusione, un drama che - col metro delle BL thailandesi - si aggiudica una valutazione buona, per certi versi - cast e rceitazione - sopra la media. Spunti di miglioramento potevano essere la credibilità di alcuni passaggi, lo sviluppo di una trama più ampia e complessa e un maggior coinvolgimento emotivo (personalmente nessun batticuore, nessuna lacrimuccia di commozione, nessuna risata).

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The Trunk
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 22, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 7.0

Intrigante...ma con qualche nodo di troppo.

Drama di soli otto episodi ma che - data la durata - non lo fanno sembrare una serie così breve. Salta all'occhio una netta discrepanza tra la prima e la seconda metà, dove quella iniziale è sicuramente la migliore tra le due. Complice una valida fotografia, scenografia e montaggio, la partenza cattura subito l'attenzione. Non ci sono voli pindarici ma si entra subito nel vivo della storia, ed è presto chiaro che il fulcro della vicenda non è il finto matrimonio in sè quanto le criticità individuali dei personaggi - non solo protagonisti - che ruotano attorno all'accordo.
Han Jeong Won viene presentato come un uomo che non riesce ad accettare la separazione dalla moglie, quasi una figura patetica, continuamente alla sua ricerca e in disperata attesa del suo ritorno. Un vero e proprio burattino, in poche parole.
Lee Seo Yeon, che risulta antipatica fin da subito, sembra compiacersi nel ruolo di burattinaia, muovendo abilmente i fili del tormento nei confronti dell'ex marito, mentre non perde occasione di sventolargli il nuovo e giovane marito sotto gli occhi.
E poi c'è la protagonista, No In Ji: il suo ingresso in scena è freddo, distaccato, quasi asettico. Non traspare la minima emozione, i lineamenti immutabili e il tono di voce monocorde.
Mentre l'ex moglie appare sempre più sadica nei confronti di Jeong Won, costringendolo addirittura ad accettare l'idea di un finto matrimonio per un anno con una sconosciuta, la convivenza iniziale tra Jeong Won e Ji si instaura come un accordo stridente e stonato. Flashback e confidenze tra i due nuovi coniugi fanno via via emergere il difficile passato di lui - un vissuto violento e infelice fin dalla tenera età - e i trascorsi drammatici che hanno portato In Ji a dedicarsi alla singolare professione di finta moglie a contratto. Questa nuova situazione porterà i due a una tacita intesa di reciproca comprensione che destabilizzerà l'ex moglie, sempre più smaniosa di avere il controllo totale sia su Jeong Won che sull'attuale marito, sfoggiando comportamenti deviati e malsani. Purtroppo, la seconda metà del drama prende una piega del tutto diversa: il ritmo sembra perdere il giusto tempo, il baricentro - fino a quel momento fisso sul triangolo l'ex moglie/lui/la nuova moglie - si sposta abbracciando maggiormente le vicende passate di In Ji e focalizzando l'attenzione sullo stalker psichiatrico e sull'ex fidanzato sparito. La percezione non è stata però quella di scoprire via via nuove parti di un disegno complesso con relativi colpi di scena, bensì quella di un rimescolamento delle carte in tavola. Anche sul fronte Jeong Won ed ex consorte vengono a galla elementi passati che sembrano voler rimettere in discussione tutto quanto. Pur vero che una netta distinzione tra buoni e cattivi sarebbe stata inverosimile quanto una classificazione tra bianco e nero senza possibilità di tinte grigie, negli ultimi episodi i personaggi sembrano scambiarsi l'un l'altro l'etichetta di "vittima" e "peccatore". Ciò che ne deriva è un monocromatico grigio intermedio che sembra abbracciare tutti quanti (tranne il pazzoide omicida).
Il finale suona un po' incompleto. Non propriamente un finale aperto, l'epilogo è quasi preannunciato ma non mostrato. Ci si arriva però molto vicino, e forse è la cosa che più infastidisce. Fatto trenta, è bene fare anche trentuno.

Colonna sonora nella norma, la recitazione buona ma non eccezionale. L'unico attore che già conoscevo è il protagonista, purtroppo non tra i miei preferiti (nemmeno ai tempi del celebre Goblin). Gli riconosco comunque una prova valida, mentre nell'aspetto l'ho trovato davvero molto invecchiato, mi viene da pensare quasi all'ultimo canto del cigno per quanto riguarda il ruolo di protagonista (a differenza di altri colleghi coetanei quali Namgoong Min, Song Joong Ki, Hyun Bin, Jung Kyung Ho, Ji Sung e via dicendo). Non escludo insomma di ritrovarlo tra qualche tempo a interpretare il padre/zio del protagonista di turno.

In conclusione un drama iniziato con un buon intrigo salvo poi continuare a rimaneggiare a caso la matassa invece di sbrogliarla tenendo saldo un capo del filo in mano, per arrivare in fondo trascinandosi dietro qualche nodo nel filo srotolato.

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The Auditors
1 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 23, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 8.5
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Una delle migliori serie del 2024: cast di prim'ordine e trama accattivante

Per quanto mi riguarda, uno dei migliori drama del 2024, anno che tra l'altro non sta regalando molte produzioni meritevoli. Ero a caccia di un buon romance da un paio di mesi e, dopo una sfilza di serie davvero deludenti, opto per "I revisori", nella speranza di un drama investigativo affiancato da una love story. Paradossalmente, non ho trovato nemmeno l'ombra di un romance. E, ancora più paradossale, non ne ho sentito la minima mancanza, divorando un episodio dopo l'altro. Questo perchè la serie cattura fin dall'inizio: trama interessante, tempi e sviluppi ben ponderati, attori di prim'ordine.
Due gli attori che fanno da colonne portanti, uno per me nuovo (Shin Ha Kyung) e una conoscenza di vecchia data (Jin Goo).
Il primo, nuovo per me ma che calca la scena dei kdrama da parecchio, sembra calarsi perfettamente nel ruolo dell'inflessibile capo del team dei revisori, Sin Cha Il. E' un uomo integerrimo e tutto d'un pezzo, tutto logica, regole e giustizia. Implacabile nel suo lavoro, vive una vita che non contempla le relazioni umane e non conosce il significato della parola "fiducia".
Poi c'è Jin Goo - attore che ho apprezzato nel pairing secondario del famosissimo kdrama "I discendenti del sole" - e che in questa serie spicca come non mai. Affascinante dal punto di vista estetico, più snello e meno massiccio di come lo ricordavo, con una chioma lunga che generalmente negli uomini non riesco mai ad apprezzare ma che, sorprendentemente, nel suo caso - capelli sciolti o raccolti che siano - gli donano davvero, rendendo i lineamenti del volto altrimenti molto marcati un po' più affusolati. Una recitazione, la sua, di alto livello, necessaria per portare in scena un personaggio così complesso: il vicepresidente è forse il protagonista con più sfaccettature, inizialmente difficile da inquadrare. Se il capo revisore resta sostanzialmente una costante per tutta la durata della serie, il vicepresidente mostra davvero molti volti, che lo portano ad essere prepotente e arrogante, disposto a sporcarsi un po' le mani, ma anche affettuoso e protettivo verso le persone che gli stanno a cuore, determinato nei confronti dell'azienda, tutt'altro che sprovveduto rispetto alle macchinazioni della sua famiglia e capace di riconoscere il merito a chi di dovere. Ho apprezzato che l'inizio della storia mettesse tutto in discussione: il confronto tra il giovane impiegato - tanto fiducioso nel prossimo da risultare eccessivamente ingenuo - e il capo revisore, e lo scontro tra quest'ultimo e il vicepresidente, che è sembrata un po' come una dichiarazione di guerra tra protagonista e antagonista. Ben presto però le carte vengono rimescolate e ci troviamo di fronte ai due protagonisti nelle vesti di un eroe e di un antieroe. Due situazioni diametralmente opposte, quasi insofferenti l'uno rispetto all'altro: il vicepresidente non tollera il capo revisore, così ligio alle regole. In realtà è la consapevolezza di non potersi permettere il lusso di fare solo ciò che è giusto, a infastidirlo. Il revisore, dal canto suo, è l'eroe senza macchia (o quasi) e senza paura ma che, per poter essere tale, diffida di tutti e vive una vita di totale solitudine.
Da due personaggi così splendidamente ritratti non può che nascere una bellissima bromance, già che con l'avanzare degli episodi tra i due si instaura pian piano una forma di reciproco rispetto pur non apertamente dichiarato (e qui mi ha ricordato un po' serie come Chief Kim e Doctor Prisoner, in merito alle alleanze inizialmente improbabili). Molto ben delineati anche i personaggi secondari, soprattutto i due giovani revisori: lui, inizialmente ingenuo e diffidente nei confronti del nuovo capo, non perde la sua umanità ma comprende il valore dell'imparzialità nel suo lavoro e finisce per vedere in Sin Cha II il suo mentore (la scena finale, devo dire, mi ha commossa); lei è al contrario una ragazza giudiziosa e concreta, palesemente corretta e determinata, difficilmente influenzabile. Non solo riesce a trovare un equilibrio tra l'incarico nel team dei revisori e il legame familiare che ha nei confronti del vicepresidente, ma il vicepresidente stesso sembra quasi voler fare ammenda a tutto ciò che di sbagliato è costretto a compiere attraverso il modo in cui tutela la "nipote" da qualsiasi coinvolgimento nei suoi affari e, addirittura, la sprona a seguire le direttive del capo revisore e a fare del suo meglio in ambito lavorativo.
I cattivi in questa serie non trovano grande spazio: ci sono - alcuni molto corrotti, altri che commettono errori più per debolezza che per altro - ma non calcano la scena più di tanto, oscurati dai sopracitati personaggi principali che sono il vero motore della serie. Gli episodi sono ben distribuiti, come numero e nell'evoluzione della vicenda: è un drama che ha davvero diverse buone carte da giocare e sa quando mettere sul tavolo la successiva prima che quella già scoperta in precedenza venga a noia.
Concludendo, una serie del 2024 che possono finalmente dire meriti davvero di essere vista. Indipendentemente dal genere preferito - il mio, dicevo, è un altro - ritengo che non possa non essere apprezzata.

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Start-Up
1 people found this review helpful
by Lynnea
Oct 15, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 5
Overall 7.0
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Buon drama con un'impostazione iniziale fuorviante

Drama bello, ma non eccezionale. Ha il pregio di un ottimo cast e, di conseguenza, un livello di recitazione decisamente alto.
Altro pregio è che intreccia non una sola tematica, ma diverse, alcune delle quali - vedi il concetto di famiglia, tra mancanze e legami spezzati - fanno davvero emozionare (e a tratti anche qualche lacrima è scappata).
C'è una love story, con triangolo amoroso, ma per me è stata la nota dolente...Non ho potuto davvero apprezzarla. Questo perchè l'inizio della serie sembra far credere una cosa, salvo poi prendere una rotta diversa: purtroppo non si traduce in un inaspettato e apprezzabile effetto sorpresa. Di fatto il primo episodio è dedicato in parte a Dal-Mi ma soprattutto alla storia di Ji Pyeong: il "bravo ragazzo" orfano e con pochi mezzi ma volenteroso e di buon cuore. Impossibile non affezionarsi istantaneamente e sperare per lui in un futuro che non sia solo una realizzazione economica, ma che vada a colmare il vuoto lasciato da una famiglia mai avuta. Poco importa se Do-San è anche lui sostanzialmente un bravo ragazzo che merita a pieno titolo un lieto fine: la sensazione è che quel posto fosse ormai occupato e l'entrata in scena di un secondo protagonista maschile - perché così viene percepito - non può che sembrare scomoda. Quando poi, già prima della metà degli episodi, diventa palesemente chiaro che il secondo protagonista sarà in realtà "il" protagonista designato, un po' di amarezza è d'obbligo.

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Hit the Spot
1 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 19, 2024
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Serie sorprendentemente audace che affronta un tema tabù in modo originale e schietto

Drama corto, ma di contenuto. E sicuramente insolito nel suo genere, poiché ci troviamo di fronte a una serie coreana decisamente NC18, sia rispetto alle scene che agli argomenti trattati. Scene spinte, sì, ma non fine a sé stesse o tanto per rendere più "piccante" la love story di turno. Occorre davvero andare un po' oltre la mera apparenza. Sul piatto il tema - ancora molto tabù - della sessualità femminile e una riflessione inevitabile sugli stereotipi associati. Al centro della scena, le due protagoniste, amiche, con situazioni divergenti: una che vive liberamente e volutamente senza impegni la propria vita amorosa, l'altra bloccata in una relazione insoddisfacente e nella quale non può essere veramente sé stessa, palesando desideri e bisogni, ma adeguandosi a ciò che il fidanzato si aspetta nella routine ormai preimpostata. Il programma che si trovano a condurre assieme sul tema è l'elemento destabilizzante: da lì la situazione evolve in modo molto diverso rispetto al pregresso. La prima incontrerà un uomo che vive la vita esattamente come lei ma dal quale, poi, sentirà per la prima volta di volere qualcosa di più di un incontro occasionale; la seconda intraprenderà un viaggio più profondo, alla ricerca di sé stessa e questo la porterà a sperimentarsi liberamente - nel dire, fare, manifestare - con uno psicologo della materia che, per assurdo, s'innamorerà di lei. Ho trovato molto equilibrato e corretto il finale, dove al di là che tra le due coppie si sia instaurato un sincero sentimento, nel caso della prima si è tradotto come l'avvio di una relazione che entrambi - lui e lei - non avrebbero mai messo in conto, mentre per l'altra amica l'happy ending non è coinciso con la nascita di una nuova coppia, bensì con la nascita di una nuova sé stessa, più determinata, sicura e vera. Giusto un accenno sul finale a far intendere che, se anche quello non era il momento e i tempi ancora non maturi, la possibilità di una relazione futura tra i due non era da escludersi, anzi. Complessivamente una visione che mi sento di consigliare, certo distante anni luce da ciò a cui il mercato ci ha abituati, ma proprio per questo di grande valore.

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My P.S. Partner
1 people found this review helpful
by Lynnea
Aug 3, 2024
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 7.5
Rewatch Value 8.0

Taglio insolitamente audace, contenuti presenti e cast (ML) di alto livello

Un film che si distanzia anni luce dai mille KDrama a cui sono ormai avvezza. L'unico elemento comune è forse la presenza del bravissimo Ji Sung, protagonista di molte serie che ho davvero apprezzato. Alle innumerevoli serie che toccano il picco glicemico con il classico bacio a stampo e dove le immancabili dita intrecciate delle mani pretendono di far saltare un battito, questo film risponde con scene esplicite e un linguaggio altrettanto diretto, devo dire senza mai scadere nella volgarità. Tolto il pesante velo della censura, c'è uno stralcio di vita reale, di discorsi e riferimenti che fanno parte del vissuto di tutti i giorni per la maggior parte delle persone. L'incipit del sesso telefonico, che poi è l'elemento che da il via all'intera vicenda, fa da miccia a una trama che in realtà va ben oltre qualche scena di nudo e due considerazioni sugli attributi maschili: emergono valori e sentimenti, scelte difficile, spaccati di vita, le difficoltà legate all'evoluzioni delle relazioni stesse tra le persone. Non manca l'ironia e nemmeno sorrisi strappati. Attori decisamente all'altezza, in primis il già citato Ji Sung che non finisce mai di stupirmi per la sua versatilità e la capacità di trasformarsi di volta in volta, con un'espressività forte ma mai uguale o stereotipata. Consigliato, non solo perchè diverso dal solito ma anche perchè merita in sè.

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Completed
Under the Gun
1 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 2, 2024
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Un mini-drama grazioso e ben fatto

Questa mini-serie è stata davvero una chicca inaspettata. Nonostante il tempo esiguo - tre ore complessive suddivise in sei episodi - ha saputo regalare una storia graziosa e ben confezionata. Sarò onesta, inizialmente ero un po' prevenuta, vuoi appunto per il numero esiguo di episodi vuoi per il protagonista maschile, che esteticamente non mi convinceva molto (dal naso troppo a punta alla forma un po' strana del lobo delle orecchie). Mi sono però ricreduta quasi subito, scoprendo un personaggio con un forte tratto caratteriale, espressivo e che non passa inosservato, complice anche la stazza non indifferente, benché poco loquace (ma anche qui, il tono di voce e il modo in cui si esprime rendono quelle poche parole più incisive di mille discorsi). Promosso, quindi. E promossa anche la protagonista femminile: attrice brava e bella che veste i panni di una singolare ragazza, per quello che è l'universo coreano: autonoma, decisa, spavalda. Sa quello che vuole e non ha paura di diro. Un personaggio davvero affascinante, che con il partner forma davvero una coppia vincente e interessante.
Nella storia trova spazio anche le vicissitudini che hanno condizionato - e condizionano - la vita di Gun: dalla sorella malata, al padre problematico, a Gun stesso, combattuto tra la necessità economica e i propri principi rispetto al gioco in cui, paradossalmente, eccelle. Ho apprezzato l'aver dedicato un tempo non eccessivo alla competizione, perchè non era di fatto l'obiettivo vero e proprio, semplicemente la conseguenza di una sua difficile scelta. Concludendo: una serie davvero breve ma di qualità. Consigliato? Direi proprio di sì.

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Completed
Kiseki: Dear to Me
1 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 2, 2024
13 of 13 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.0

Serie supportata da un doppio romance davvero di qualità!

Prima BL made in Taiwan, penso di poter dire di aver fatto centro. L'avevo in lista già da un po', prometteva bene... E così è stato.
Dovendo pesare pregi e difetti, i contro sono solo tre:
- non c'è una vera e propria storia oltre a quella amorosa tra le coppie. Ci sono elementi caratterizzanti interessanti (ambiente accademico, violenza e vendetta tra le bande rivale, ecc.), ma sono elementi che nell'insieme non formano una vera e propria storia, vanno piuttosto a contestualizzare il background in cui si svolge ed evolve il romance, che è quindi il filo conduttore.
- Tra la fine dell'episodio 8 e l'inizio del successivo si avverte un gap, un collegamento mancato - sia dal punto di vista dei contenuti che del lasso temporale - che si risolve solo inserendo tra i due l'episodio speciale Kiseki+. A questo punto, l'avrei reso parte integrante della serie, lasciando magari un episodio speciale sul futuro, se proprio si voleva fare un capitolo a parte.
- In molte recensioni ho notato che la differenza d'età nella coppia principale ha creato non poche perplessità. A disturbarmi non è stato tanto il divario, piuttosto il fatto di attribuire a Zong Yi 17 anni, età un po' infelice già che se si fosse optato per un semplicissimo anno in più si sarebbe ovviato il problema della minore età e del fatto che la questione non viene nemmeno presa in considerazione nonostante venga ribadita la sua età più volte. Insomma, già che palesemente non se ne voleva fare un dramma, era più semplice alzare l'asticella anagrafica (del resto l'attore stesso era tipo ventenne all'epoca) e non si generava proprio la questione a prescindere.
Gli aspetti positivi, per fortuna, superano decisamente quelli negativi e rendono la serie davvero piacevole. Partiamo dagli attori, molto bravi e convincenti, soprattutto considerato che l'attore che interpreta Zong Yi era davvero alle prime armi. Promette bene, insomma. Grazie quindi alle capacità recitative e complice una buona sceneggiatura, ne sono usciti personaggi ben tratteggiati e sfaccettati. Amo le serie dove oltre pairing principale c'è anche una seconda coppia valida, e in questo caso devo dire ho apprezzato davvero entrambe, quasi allo stesso livello, e non è poco! Trovare una coppia che cattura l'interesse non è scontato, ma trovarne addirittura due nella stessa serie è cosa davvero rara. Della coppia principale ho apprezzato l'aver rivoluzionato e scardinato i soliti schemi, che vedono spesso un protagonista più adulto/forte/dominante/protettivo e uno più giovane/sensibile/fragile/da proteggere. Qui invece non ho potuto non apprezzare la sensibilità spiccata di Ze Rui, e la forte determinazione di Zong Yi, che nonostante la giovane età diventa una vera e propria colonna portante per Ze Rui. Lo conosciamo come giovane e inesperto, ma si rivela un personaggio estremamente sicuro di sé: una volta capito di essere innamorato e essersi dichiarato, non fa passi indietro, non dubita, non vacilla, anzi. Affronta la difficile situazione in cui vengono a trovarsi e va oltre, ma senza mai fare passi indietro nei confronti dell'altro. L'altra coppia ha un taglio totalmente diverso, ma altrettanto interessante: tra i due ho apprezzato in particolare modo Ai Di, così impulsivo e spericolato ma sotto sotto così tenacemente attaccato ai suoi sentimenti. Ruvido in superficie ma sensibile nel profondo, mostra il suo lato nascosto nei piccoli gesti che tenta di mascherare, così come le motivazioni che lo spingono a scelte importanti, vedi quella di andare in carcere a supporto di Zong Yi. Sono due belle coppie, con due belle storie, portate avanti da bravi attori e con un affiatamento e una chimica che davvero arriva allo spettatore. Che poi è sostanzialmente l'obiettivo di qualsiasi film o drama: coinvolgere e trasmettere emozioni. Kiseki ci riesce, e anche molto bene. Ne consiglio la visione? Direi proprio di sì!

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Completed
Last Twilight
1 people found this review helpful
by Lynnea
Mar 8, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 9.0
Music 8.5
Rewatch Value 8.5

Una bella serie che tratta un tema inusuale in modo ben riuscito

Una serie sicuramente singolare, per via della disabilità data dalla cecità - quasi totale - di uno dei due protagonisti. Un tema delicato che viene trattato con inaspettato rispetto, e non come elemento decorativo della storia, inserito tanto per. Nella relazione tra i due e nella relazione tra Day e tutti gli altri si percepisce il senso del limite visivo, della difficoltà che comporta al di là della mancanza di immagini, colori e autonomia. La trama è coerente, rispetta i giusti tempi, l'evoluzione tra i due protagonisti - tra i vari personaggi in generale - risulta piacevolmente credibile (cosa purtroppo non scontata, in molti altri drama). Tutto non si riconduce alla love story tra i due, ma trovano spazio anche il rapporto tra Day e il fratello, Night, che ho trovato davvero interessante; il rapporto con i genitori dei due e per Mohk il senso di perdita della famiglia, sorella maggiore compresa. C'è delicatezza, emozione, tristezza, senso di impotenza, speranza, e trovano spazio anche momenti di divertente ilarità e ironia. Un mix ben dosato, grazie anche all'espressività recitativa dei vari attori, in primis l'interprete del ruolo di Day, davvero sublime nel rivestire i panni di un ragazzo impoverente. Forse l'unica figura che mi è risultata poco empatica è la madre di Day, il suo personaggio funziona da un punto di vista logico ma trasmette davvero poco a livello emotivo. I due protagonisti li avevo già visti in un'altra serie - Vice versa - che però non mi aveva minimamente colpita e, questa, forse, è stata una fortuna, perchè un limite che credo abbiano le serie che ripropongono le stesse coppie di attori sia quelli di non riuscire a creare una netta distinzione tra la serie più amata e quelle meno riuscite (effetto che temo ad esempio dovessi ritrovare Win/Team di Hemp Rope piuttosto che Pat/Pran di Bad Buddy...pur con una storia, un contesto e dei nomi diversi continuerei ad associarli alla coppia che impersonavano nella mia serie preferita). In questo senso, il mio scarso giudizio in Vice Versa ha fatto sostanzialmente la fortuna di Last Twilight. Altra cosa che ho apprezzato, e nella quale non ci speravo: la cecità di Day caratterizza praticamente tutta la serie. Davo per scontato, e non lo dico in modo positivo, che più o meno a metà serie ricevesse il trapianto di cornea e che quindi parte della storia sfruttasse la rimozione dell'ostacolo visivo come elemento di evoluzione della narrazione. E invece no, non è stata scelta la strada più scontata e facile, forse ad effetto, ma solo nell'immediato, preferendo invece una scelta più impegnativa e coerente. Se proprio proprio devo individuare un paio di pecche...il ritmo nella seconda parte rallenta un po', l'attenzione che non mi ha fatto perdere nemmeno un secondo dei primi episodi di tanto in tanto veniva un po' meno, ma si tratta davvero di poca cosa. L'altra critica è meramente estetica e rivolta a Mhok: l'accenno di baffetti al fanciullo proprio non dona.
In conclusione, una serie diversa dalle altre di cui mi sento di consigliarne la visione.

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Completed
Love in the Air
1 people found this review helpful
by Lynnea
Feb 9, 2024
13 of 13 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Promossa, limitatamente a quello che può e che vuole offrire

Difficile dare un giudizio obiettivo a questa serie...prima serie BL thai, prima thai in generale. La recitazione rispetto ai drama coreani è molto diversa, meno artefatta, più diretta. Oltre alla love story non c'è altro, questo deve essere chiaro. Non c'è un background, una trama vera e propria. Non aspettiamoci nulla in quel senso, dunque. Ma se ci poniamo come unico obiettivo la dinamica che evolve tra i protagonisti, mi sento di promuoverla. I personaggi principali sono quattro, ma per me contano solo i primi due, sui quali si concentra la prima parte della serie. E, tra i due, non ho potuto non apprezzare Phayu, mentre invece Rain l'ho a malapena tollerato (non so se a infastidirmi sia stato di più l'attore o il personaggio interpretato).
Arrivando dai drama coreani - anche BL - il cambio è d'impatto: la classificazione +18 a questa serie ci sta tutta.
Cosa ho apprezzato: il fatto che questi giovani attori siano alla serie d'esordio: per essere una prima prova, tutti promossi (si, anche Rain). In particolare l'attore che interpreta Phayu ha saputo calarsi bene nel personaggio interpretato, dando prova di una buona capacità di recitazione. Ho apprezzato tantissimo la colonna sonora, e sono rimasta davvero basita quando ho scoperto che le voci appartengono proprio ai due protagonisti (non solo attori, quindi, ma anche cantanti...chapeau!).
Cosa non ho apprezzato: scoprire che la storia tra Phayu e Rain termina sostanzialmente col settimo episodio, e scoprirlo quando dall'ottavo vedi che la scena si sposta tutta sugli altri due personaggi...beh, lascia un po' l'amaro in bocca. Sceneggiatura e riprese potrebbero fare un saltino di qualità, in alcuni momenti c'è un'aria proprio un po' spartana, da ripresa amatoriale. Anche l'audio che in certi passaggi si silenzia del tutto, suoni compresi, fa capire che c'è ancora molta strada da fare per pensare di poter competere con altre realtà sul mercato.

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